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Il gran sole di Hiroshima

altro titolo: Il gran sole di Hiroscima

di Karl Bruckner

di Alissa Peron

Traccia

Durante l’anno scolastico hai letto alcuni libri di narrativa: parla di quello che ti è piaciuto di più.

Svolgimento

Quest’anno abbiamo letto alcuni libri di narrativa. Uno che mi ha colpito in particolare è stato “Il gran sole di Hiroscima”, di Karl Bruckner.

La storia è ambientata in Giappone, nella città di Hiroscima e tutto succede alla fine della seconda guerra mondiale. Nel libro si racconta come ha avuto origine ed è stato realizzato il progetto della bomba atomica sganciata su Hiroscima e quanti danni ha provocato, sia alle cose che alle persone. Molti abitanti di questa città giapponese infatti vengono colpiti dalle radiazioni e le loro vite vengono compromesse. Si rivolge particolare attenzione al le vicende di due fratelli, un maschio e una femmina, di dieci e quattro anni, che nel momento in cui la bomba atomica viene sganciata su Hiroscima stanno andando a procurarsi del cibo perché il loro padre è in guerra e la loro madre in quel momento lavora in un cantiere. Dieci anni dopo si scopre che la sorella, quattordicenne,è stata colpita dalle radiazioni e finisce la sua vita in ospedale, tra il dolore dei suoi familiari.

Questo libro mi ha colpito molto per diversi motivi. Anzitutto perché il momento in cui la bomba atomica cade su Hiroscima viene analizzato sotto il punto di vista di molte persone: dei due fratelli protagonisti della storia, che non hanno capito pienamente cosa è accaduto e solo dopo si accorgono del danno che è stato fatto alla loro città e a tutti i suoi abitanti. Altre persone che vivono quel momento terribile sono nella stessa situazione e nessuno comprende subito cosa avrebbero comportato quegli istanti in cui un grande fungo bianco, sospeso a mezz’aria con sotto un paracadute, scendeva inesorabilmente verso terra e quanto avrebbe devastato. Quello che mi ha lasciato più sorpresa è stata l’analisi di quello stesso momento dal punto di vista dei componenti dell’equipaggio dell’aereo Enola Gay, che ha sganciato la bomba atomica. Essi infatti non sono per niente sicuri di ciò che stanno facendo. Si accorgono, dopo aver compiuto la loro missione, delle terribili conseguenze che ha avuto su Hiroscima, ma non si sentono soddisfatti. Non sono loro infatti i promotori del progetto e tutto ciò non dipende dalla loro volontà. Si sono comportati da soldati, perché hanno eseguito gli ordini ricevuti, ma non sono i responsabili di tutto quello che è accaduto, anche se sono stati gli esecutori. Tutto questo dimostra che i danni provocati dalla bomba atomica sono stati causati dagli scienziati che hanno elaborato e realizzato il progetto  e che chi ha completato l’opera sganciando la bomba sulla città stabilita lo ha fatto quasi inconsciamente, eseguendo gli ordini di chi invece conosceva le conseguenze di quell’atto e sapeva che sarebbe costato la vita a molte persone.

Un altro aspetto interessante della lettura di questo libro è stato il rendermi conto che l’uomo, con la sua grande intelligenza e il suo ingegno, può danneggiare se stesso. Il progetto della bomba atomica, che è stato il frutto di studi approfonditi e di anni di sperimentazioni, ha provocato sofferenza e distruzione. In un caso come questo quindi l’uomo non ha usato adeguatamente la sua intelligenza. Se n’è servito infatti per fare del male a se stesso. La vita ci insegna invece che le doti d’ingegno devono essere usate per raggiungere lo scopo contrario.

Mi sono accorta inoltre, leggendo il racconto degli anni successivi allo spiacevole fatto, che chi è sopravvissuto si rallegra per ogni piccola soddisfazione. Per i due protagonisti del libro uno dei momenti più belli è il ritorno del padre, che è sopravvissuto e riprende a lavorare. Quindi la vita della famiglia riprende normale e tutti tornano felici, fino al momento in cui la sorella trascorre alcuni giorni stanchi, senza potersi muovere, debole e malata. I genitori si preoccupano all’istante perché ricordano ciò che è successo dieci anni prima. Le loro ipotesi, secondo i medici dell’ospedale in cui la conducono, si rivelano esatte. Sia i familiari sia i medici sanno che la malata avrà vita breve e cercano di farglielo capire, ma lei non si scompone, rimane serena fino all’ultimo istante della sua vita e si dimostra forte di fronte alla cattiveria di chi aveva condannato lei e molti altri al suo destino. Sono rimasta colpita da come affronta con determinazione il difficile periodo che trascorre in ospedale, da come non perde mai la speranza di guarire e tornare a vivere all’aria aperta. Infatti ha il forte desiderio di riprendere la sua vita normale. Alla fine è costretta ad abbandonare la vita, ma è felice e serena anche al momento di lasciare per sempre le persone che ha vicino. Lei infatti vive la morte non come la fine, ma  come una guarigione, una rinascita a vita nuova. Questo mi ha fatto pensare che talvolta la forza di volontà delle persone che subiscono un triste destino è maggiore della forza di chi invece è la causa della loro sofferenza. Questo modo di porsi di fronte a una situazione difficile mi sembra molto giusto perché è una dimostrazione di una grande forza interiore, che io apprezzo.

“Il gran sole di Hiroscima” è nel complesso un libro che mi è sembrato ricco e profondo di significati. La lettura era piacevole e mi ha comunicato tanti messaggi. Per questo sono contenta di averlo letto. L’autore ha scritto questo libro con notevole sensibilità di linguaggio e questo mi ha dato soddisfazione. Infatti penso che non sia facile far arrivare certi messaggi ai ragazzi, in modo diretto e profondo. Io ho colto il significato della storia e ciò dimostra l’abilità dell’autore nel trasmettere i messaggi desiderati.   

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