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La civiltà industriale

Tema svolto

di Alissa Peron

Traccia

La civiltà industriale ha portato benessere e ricchezza, ma purtroppo ha accelerato i disastri ecologici. In quale misura il progresso e lo sviluppo tecnologico hanno influito sul rapporto uomo-ambiente?

Svolgimento

In questi ultimi anni la tecnologia ha registrato un grande progresso; l’industria è diventata sempre più forte e più importante. Questo ha portato indubbiamente molti vantaggi. La forza delle industrie ha condotto infatti a un notevole incremento dell’economia, nei paesi in cui si è sviluppata la civiltà industriale. Il lavoro delle persone è reso più semplice e il risultato, quantitativamente, è superiore. Tuttavia questo progresso ha anche comportato problemi e svantaggi. Tra questi ultimi, forse il più importante e il più grave è il danno ecologico che le industrie provocano.

Questo danno può essere osservato e analizzato sotto diversi punti di vista. Nel caso del danno strettamente ambientale, le conseguenze sono indubbie e gravissime. L’uomo, operando soprattutto per soddisfare le proprie esigenze, ha cambiato radicalmente le condizioni dell’ambiente in cui vive. Le industrie funzionano infatti per mezzo di strumenti che danneggiano in molti modi diversi gli ecosistemi. Infatti le stesse e i loro prodotti sono responsabili dell’inquinamento atmosferico e acustico e le acque contenenti le sostanze di rifiuto vengono scaricate spesso nei fiumi, i quali vengono inquinati e provocano danni all’ecosistema marino.

Secondo me però dietro queste ed altre conseguenze visibili e innegabili dei danni causati dalla crescente influenza della società industriale, c’è un altro fatto importante, che è avvenuto in questi anni e sta avvenendo tuttora, evidenziandosi sempre più. Riscontro un profondo cambiamento della mentalità umana da qualche secolo a questa parte: mentre prima era l’uomo che cercava di adattarsi alle condizioni ambientali e rispondeva ai propri bisogni senza cambiarne le caratteristiche, ora adatta invece l’ambiente circostante alle proprie esigenze. Questa trasformazione è secondo me dovuta al continuo progresso tecnologico e alle innovazioni industriali. Infatti se l’uomo non fosse riuscito a produrre un numero così consistente di nuovi strumenti sempre più sofisticati, non avrebbe sentito il desiderio di tenere in qualche modo un atteggiamento di superiorità nei confronti degli ecosistemi che esistevano prima di questo progresso. L’uomo quindi, nel tempo, ha cambiato anche il proprio concetto di ambiente. Se prima era molto importante rispettare le caratteristiche dei luoghi in cui viviamo, ora siamo molto più elastici in questo senso.

Questo è il pensiero che ho fatto al fine di arrivare alle cause che stanno alla radice dei problemi che ha creato il notevole incremento della civiltà industriale. Io, nella mia esperienza, ho potuto accorgermi in prima persona dei grandi vantaggi comportati dal progresso tecnologico, poiché in molte occasioni agevola la mia integrazione nel mondo e nell’ambiente in cui vivo. Tuttavia non mi è difficile notare anche i danni, in particolare ecologici, che esso comporta. Nei paesi più sviluppati è molto difficile proporsi di ridurre questi danni, poiché la mentalità dell’uomo è cambiata e continua a cambiare, spinta dal progresso che a sua volta prosegue. L’aumento dell’influenza della civiltà industriale è stato un fenomeno radicale, ha portato a troppi cambiamenti, tali da impedire un ulteriore recupero dei danni in modo altrettanto radicale. Comunque con il tempo si può riuscire a ridurre i problemi. Siccome molti ambienti sono stati già modificati tanto da non essere più recuperabili, un proposito importante da farsi è quello di   rispettare i pochi ecosistemi che ancora resistono incontaminati.

Secondo me la soluzione non è contrastare il progresso, ma renderlo tale da poter rispettare più di adesso le condizioni degli ambienti e nello stesso tempo soddisfare i nostri bisogni primari. È necessaria, in qualche caso, qualche rinuncia da parte dell’uomo a certi agi, che per lui non sono fondamentali. Se si riuscisse a distinguere ciò che è necessario da ciò che è superfluo, sarebbe più semplice ridurre i danni ambientali e ciò andrebbe a nostro vantaggio.

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