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La proposizione

Analisi logica della frase

di Alissa Peron

La proposizione è un insieme di parole che esprime un pensiero compiuto.

Il periodo invece è l’espressione di un pensiero di senso compiuto per mezzo di più proposizioni.

Gli elementi essenziali della proposizione sono: il PREDICATO (ossia il verbo) e il suo SOGGETTO.

Esempio: il sole scalda.

Una proposizione costituita soltanto dal soggetto e dal predicato si dice semplice (vedi sopra).

Una proposizione costituita anche da altri elementi (attributo, apposizione, complementi) si dice complessa.

Esempio: la calda luce del sole allieta tutte le creature.

Una proposizione che contiene più soggetti o più predicati o più complementi della stessa specie si dice composta.

Esempi: La luce e il calore del sole allietano.

Il sole illumina e scalda.

Il sole illumina il cielo, la terra, il mare.

 

Il soggetto

Il soggetto è la persona, animale o cosa di cui si parla e che compie o subisce l’azione. Può fare da soggetto qualsiasi parte del discorso.

Esempi:

il cielo è azzurro.

Il bello piace.

Studiare è noioso.

Il troppo stroppia.

I “se” annoiano.

Il soggetto talvolta è preceduto dall’articolo partitivo del, dello, della. In questo caso si chiama soggetto partitivo.

Esempio: ci sono dei fiori.

 

Il predicato

Il predicato è ciò che si predica o si dice del soggetto.

Esso è di due specie: verbale e nominale.

Il predicato verbale è costituito da qualsiasi verbo avente senso compiuto.

Esempi:

il contadino semina.

Gli uccelli volano.

Il sole illumina la terra.

Il predicato nominale è costituito generalmente dal verbo essere (copula)  e da un nome o un aggettivo.

Questi ultimi si chiamano in due modi: parte nominale oppure nome del predicato.

Esempi:

Il sole è un astro.

Il sole è benefico.

Il verbo essere non svolge il ruolo di copula nei seguenti casi: quando è ausiliare di un altro verbo attivo o passivo.

Esempi:

la mamma è arrivata.

La mamma è amata.

Quando significa: esistere, trovarsi, vivere, appartenere.

Esempi:

la luna è in cielo.

Il presidente della repubblica è a Roma.

Questo palazzo è dello stato.

Dio è.

 

Costruzione diretta o inversa della proposizione

La costruzione di una frase si dice diretta quando si presentano nell’ordine: soggetto predicato e poi i complementi, cominciando dal complemento oggetto.

Esempio: Io ammiro le persone intelligenti della classe.

La costruzione della frase si dice inversa quando gli elementi della proposizione si presentano in ordine sparso.

Esempio: dalla debolezza delle autorità traggono forza i disonesti.

 

Attributo o apposizione

L’attributo è un aggettivo che si unisce ad un nome per meglio precisarlo: esso può essere di qualsiasi natura o specie. (qualificativo, possessivo, dimostrativo, numerale, interrogativo, indefinito).

Esempi:

Un sole splendido

Il mio libro

Questo libro

I due ragazzi

Che libro leggi?

Qualsiasi cosa

L’attributo può accompagnarsi al soggetto, al predicato nominale e a qualsiasi complemento.

Esempi:

I bravi ragazzi studiano

Maria è una brava ragazza

Io apprezzo i bravi ragazzi.

L’apposizione è un nome che si aggiunge a un altro per meglio determinarlo

Esempi:

Il poeta Dante era fiorentino

Il fiume Po scorre nella Pianura Padana

Manzoni, scrittore romantico, nacque a Milano.

 

Il complemento oggetto

Il complemento oggetto è la persona animale o cosa che riceve o su cui passa direttamente l’azione espressa da un verbo transitivo attivo esso infatti risponde alla domanda chi che cosa.

Es. il sole illumina la terra?

Verdi compose l’Aida.

Il complemento oggetto si dice anche complemento diretto perché non utilizza alcuna preposizione.

In latino il complemento oggetto si traduce in caso accusativo.

 

Complemento predicativo del soggetto

È un nome o un aggettivo riferito al soggetto del quale predica o dice qualcosa completandone il significato.

I verbi che rendono il c p s appartengono a due categorie: verbi intransitivi come: apparire, sembrare, diventare, rimanere, vivere, nascere, morire, crescere, arrivare, partire; verbi transitivi in forma passiva come: chiamare, soprannominare, dire, eleggere, creare, stimare, credere, giudicare, trattare, ridurre…

Esempi:

Nerone divenne un tiranno.

Il film sembra interessante.

Dante morì esule.

La Ferrari arrivò prima.

Ottaviano fu soprannominato Augusto.

Vespasiano fu eletto imperatore.

Nerone era giudicato folle.

La macchina fu resa inservibile.

Egli fu lasciato solo.

In latino si traduce in caso nominativo.

 

Il complemento predicativo dell’oggetto

Il c p o è un nome o un aggettivo riferito al complemento oggetto del quale dice qualcosa completando nello stesso tempo il significato del verbo che lo regge.

Reggono il c p o gli stessi verbi, usati però nella forma attiva, che al passivo hanno il c p s (giudicare, ritenere, chiamare, soprannominare, eleggere, stimare, credere…).

Esempi:

I Romani giudicavano Nerone folle.

Il Senato soprannominò Ottaviano “augusto”.

L’incidente rese la macchina inservibile.

Gli amici lo lasciarono solo.

In latino il c p o si traduce in caso accusativo.

 

 

Il complemento di specificazione

 Il complemento di specificazione specifica, ossia spiega un termine che lo precede.

E’ introdotto dalla preposizione semplice di oppure dalla preposizione articolata dello, della ecc…

Risponde alla domanda di chi? Di  che cosa?

Es: Atene fu patria di artisti

La Grecia fu inventrice delle arti.

In latino il complemento di specificazione si traduce in caso genitivo.

 

Complemento di denominazione

Il complemento di denominazione è un nome proprio che denomina, ossia specifica un nome comune geografico, di persona, di mese. E’ introdotto dalla preposizione Di.

Risponde alla domanda di quale nome?

Es. la città di Roma

L’isola di Sicilia

Il nome di Maria

Il mese di Marzo

In latino concorda con  il nome cui si riferisce.

 

Complemento di termine

Indica la persona, animale o cosa a cui è indirizzata l’azione espressa dal verbo.

E’ introdotto dalla preposizione “A” (semplice) e dalle preposizioni “AI”, “AL”, “ALLE” (articolate).

Risponde alla domanda A CHI? A CHE COSA?.

Es. Il dolce piace a tutti

Egli parla ai compagni

L’obbedienza delle leggi è necessaria.

In latino si traduce in caso dativo. 

 

Complemento di compagnia

Indica la persona o l’animale con i quali si compie l’azione o ci si accompagna.

E’ introdotto dalla preposizione semplice con e dalle locuzioni prepositive INSIEME CON, IN COMPAGNIA DI.

Risponde alla domanda CON CHI’

ES. vengo con te

Partì insieme con il fratello

Studiò in compagnia di un amico

In latino si traduce cum +ablativo

 

Complemento di unione

Indica la cosa a cui ci si accompagna, è introdotto dalla preposizione  con.

Risponde alla domanda CON CHE COSA?

Es. esco con la borsa

E’ arrivato con un libro.

In latino si traduce cum + ablativo.

 

Complemento di modo

Il complemento di modo o maniera indica il modo secondo il quale una persona, animale o cosa compie l’azione.

E’ introdotto dalle preposizioni semplici

“con, in, di, a, da, per, fra” dalla preposizione impropria secondo e dalle locuzioni prepositive conforme a, in conformità a.

Risponde alle domande come? In che modo?

Esempi:

Studiate con impegno.

Uscì in silenzio.

Giunse di corsa.

Legge ad alta voce.

Agisci da saggio.

Parlo per scherzo.

Parlava fra i denti.

Il giusto vive secondo le leggi.

Sei conforme alle regole.

In latino si traduce cum più ablativo.

 

Complemento di mezzo o strumento

Indica la persona, l’animale o lo strumento per mezzo dei quali si compie l’azione espressa dal verbo. È introdotto dalle preposizioni semplici con, di, a, per, in, dalla preposizione impropria mediante e dalle locuzioni prepositive per mezzo di, per opera di, grazie a, in virtù di.

Risponde alle domande per mezzo di chi? Per mezzo di che cosa?

Esempi:

Egli disegnava con il pennarello.

Maria orna di fiori la stanza.

Egli scrisse a mano.

Comunicava per telefono.

Viaggiammo in treno.

Divenne celebre mediante la sua attività.

Annibale vinse per mezzo degli elefanti.

Salvarono i naufraghi per opera dell’equipaggio.

Sono salvo grazie a te.

In latino si traduce in due modi: per le cose ablativo semplice, per le persone per + accusativo.

 

Il complemento di causa

Indica il motivo che determina o impedisce l’azione espressa dal verbo.

È introdotto dalle preposizioni semplici per, di, a, da, e dalle locuzioni prepositive a causa di, a motivo di.

Risponde alle domande per quale causa? Per quale motivo.

Esempi:

Scivolò per il ghiaccio.

Moriva di fame.

Tremava dal freddo.

Ebbe un incidente a causa della nebbia.

In latino il complemento di causa si traduce in due modi: ablativo semplice  OB oppure propter + accusativo.

 

Il complemento di vocazione

Indica la persona, animale o cosa che si invoca o si chiama, rivolgendole il discorso. È isolato dalla virgola e può essere preceduto ma non necessariamente dalla particella oh.

Esempio:

Ragazzi, studiate.

O amici, vi saluto.

In latino si traduce in caso vocativo.

 

Il complemento d’agente

Indica la persona o l’animale da cui è compiuta l’azione espressa dal verbo, quest’ultimo sempre di forma passiva. È introdotto dalla preposizione da. Risponde alla domanda da chi?

Esempi:

L’America fu scoperta da Colombo.

Il bambino fu sgridato dalla mamma.

L’alunno fu premiato dalla maestra.

In latino si traduce con: a oppure ab + ablativo.

 

Complemento di causa efficiente

Indica la cosa da cui è compiuta l’azione espressa dal verbo, sempre di forma passiva. È  introdotto dalla preposizione da.

Risponde alla domanda da che cosa?

Esempi:

La terra è illuminata dal sole.

Il tetto della casa fu travolto dal vento.

In latino si traduce in ablativo semplice.

 

Complemento di tempo determinato

Indica il tempo preciso nel quale si verifica un’azione, un modo di essere.

È introdotto dalle preposizioni in, a, durante, su, di, verso.

Risponde alla domanda quando?

Esempi:

In autunno cadono le foglie.

Partirò alle 10.

Durante la battaglia ci fu un’esplosione.

Partì verso sera.

In latino si traduce in ablativo semplice.

 

Complemento di tempo continuato

Indica la durata di un’azione o di un modo di essere. È introdotto o no dalla preposizione per. Risponde alla domanda per quanto tempo?

Esempi:

Lavorò per dieci ore.

Lavorò dieci ore.

Sarai felice per tutta la vita.

Sarai felice tutta la vita.

In latino si traduce per + accusativo.

 

I complementi di luogo

Complemento di stato in luogo

Indica il luogo reale o figurato in cui una persona, animale o cosa si trova o compie o subisce l’azione.

Dipende da verbi di stato o quiete (essere, stare, trovarsi, vivere, abitare ecc.)

È introdotto dalle preposizioni in, a, su, sopra, sotto,dentro, fuori, presso, davanti, dietro, vicino a ecc.

Risponde alle domande dove? In quale luogo?

Esempi:

Egli vive in Italia.

Il paese giaceva sotto la neve.

Davanti alla stazione c’è una fontana.

Egli abita vicino a noi.

In latino si traduce in + ablativo.

 

Complemento di moto a luogo

Indica il luogo reale o figurato verso il quale si dirige o si muove una persona, animale o cosa. Dipende da verbi di movimento (arrivare, giungere, andare, entrare, partire, venire, salire ecc.).

È introdotto dalle preposizioni in, a, da, per, verso, sopra, sotto, dentro, vicino ecc. e dalle locuzioni prepositive alla volta di, in direzione di. Risponde alle domande dove? Verso dove? Verso quale luogo?

Esempi:

Egli fu inviato in America.

I cavalli giunsero al traguardo.

Mi avvio verso la piazza.

Mi sposto in direzione della casa.

Precipitò nello sconforto.

In latino si traduce in oppure ad + accusativo.

 

Complemento di moto da luogo

Indica il luogo reale o figurato dal quale si muove una persona, animale o cosa. Dipende da verbi di movimento. È introdotto dalle preposizioni da, di, fin da. Risponde alle domande da dove? Da quale luogo?

Esempi:

Egli arriva da Milano.

Carlo uscì di casa.

È arrivato fin dal Giappone.

Dalla gloria cadde nell’oblio.

In latino si traduce a, ab, e, ex, + ablativo.

 

Complemento di moto per luogo

Indica il luogo reale o figurato attraverso il quale passa o si muove una persona, animale o cosa. Dipende da verbi di movimento (passare, transitare, andare, venire ecc.).

È introdotto dalle preposizioni per, attraverso, tra, da. Risponde alle domande per dove? Attraverso dove?

Esempi:

Passammo per il ponte.

La lepre fuggì attraverso i cespugli.

Transitarono da Roma.

Passò tra molte difficoltà.

In latino si traduce per + accusativo.

 

Il complemento di scopo o fine

Indica il fine a cui tende l’azione.

È introdotto dalle preposizioni semplici a, per, da e dalle locuzioni prepositive al fine di, a scopo di.

Risponde alle domande per quale fine? A quale scopo?

Esempi:

L'uomo lotta per il progresso.

Chiedo ciò a scopo di informazione.

Ho comprato un’automobile da corsa.

È stato messo a custodia del parcheggio.

In latino si traduce in due modi: dativo oppure ad + accusativo.

 

Il complemento di argomento

Indica la persona, animale o cosa di cui si parla, si scrive o di cui qualcosa tratta.

È introdotto dalle preposizioni semplici di, su, dalla preposizione impropria circa e dalle locuzioni prepositive intorno a, riguardo a, a proposito di.

Risponde alle domande riguardo a chi? A proposito di che cosa?  

Esempi:

Parlavamo di te.

Ho letto la relazione sul bilancio.

Circa la tua richiesta risponderò presto.

In latino si traduce de + ablativo.

 

Il complemento di paragone

Indica il secondo termine del confronto che si ha dopo un comparativo di maggioranza, di minoranza, di uguaglianza.

Esempi:

Il Po è più lungo dell’arno.

Il ferro è più utile che prezioso.

Atene è tanto famosa quanto Roma.

In latino si traduce in due modi:

a ablativo semplice

b quam + caso del primo termine.

 

Il complemento partitivo

Indica il tutto o l’intero di cui si considera solamente una parte.

È retto da sostantivi che indicano parte di un tutto, da superlativi relativi, da pronomi e da numerali.

È introdotto dalle preposizioni di, tra o fra.

Esempi:

Il Po è il più lungo dei fiumi italiani.

Chi di voi sa ciò?

Nessuno di noi conosce il futuro.

Due dei compagni si assentarono.

In latino si traduce in caso genitivo.

 

Il complemento di materia

Indica la materia, la sostanza, di cui è fatta o costituita una cosa.

È retto da sostantivi e da participi passati di verbi come fare, costruire, formare, scolpire ecc.

È introdotto dalle preposizioni di e in.

Esempi:

Anello d’oro.

Statua di bronzo.

Libro rilegato in tela.

Monumento scolpito nel marmo.

In latino si traduce in e, ex, de + ablativo.

 

Il complemento di età

Indica l’età di persona, animale o cosa. È introdotto dalla preposizione a oppure dalla preposizione di indipendenza dei sostantivi uomo, donna, giovane, ragazzo, vecchio ecc. oppure dalla locuzione prepositiva all’età di.

Esempi:

è un uomo di trent’anni.

È un cucciolo di un anno.

È una casa di cinquant’anni.

In latino si traduce in due modi: accusativo + numerale cardinale oppure genitivo + numerale cardinale.

 

Il complemento di vantaggio (o di interesse)

Indica la persona, animale o cosa in favore della quale avviene l’azione o si trova il modo di essere espresso dal verbo.

È introdotto dalle preposizioni per, a, verso e dalle locuzioni prepositive a vantaggio di, in favore di, nell’interesse di, a difesa di.

Risponde alle domande per chi?, per che cosa?, A vantaggio di chi?, a vantaggio di che cosa?

Esempi:

L’ho fatto per te.

C’è attenzione verso la mamma.

Egli agisce nell’interesse di tutti.

In latino si traduce pro + ablativo.

 

Il complemento di svantaggio

Indica la persona, animale o cosa a danno della quale avviene l’azione. È introdotto dalle preposizioni per, contro e dalla locuzione prepositiva a danno di.

Risponde alle domande a svantaggio di chi?, di che cosa^, a danno di chi?

Esempi:

L’odio è un pericolo per la pace.

Il razzismo è un atteggiamento mentale contro i diversi.

In latino si traduce contra + accusativo.

 

Il complemento di abbondanza

Indica ciò di cui abbonda una persona, un animale o cosa. è retto da verbi indicanti abbondanza (abbondare, riempire, caricare) e da aggettivi di significato corrispondente (abbondante, pieno, carico, ricco). è introdotto dalla preposizione di.

Esempi:

Egli abbonda di senso critico.

Questo fiume è pieno di pesci.

La notizia lo riempì di gioia.

In latino si traduce in ablativo semplice.

 

Il complemento di privazione

Indica ciò di cui è priva una persona, animale o cosa. è retto da verbi indicanti privazione  (mancare, privare, vuotare) e da aggettivi di significato corrispondente (privo, bisognoso, vuoto, povero). è introdotto dalla preposizione di.

Esempi:

Egli manca di senso critico.

Questo fiume è povero di pesci.

La notizia lo svuotò della gioia.

In latino si traduce in ablativo semplice.

 

Il complemento di qualità

Indica la qualità fisica, morale o spirituale di persona, animale o cosa. È introdotto dalle preposizioni di, da, con, a.

Esempi:

Uomo di alta statura.

Uomo di grande intelligenza.

Uomo dai capelli bianchi.

Cavallo dal pelo bruno.

Cane dal fiuto infallibile.

Gonna a pieghe.

In latino si traduce in ablativo se la qualità è fisica, in genitivo se la qualità è morale.

 

Il complemento di limitazione

Indica il limite, l’ambito, l’aspetto entro il quale si deve considerare ristretto o ridotto un concetto espresso da un verbo, da un sostantivo o da un aggettivo.

È introdotto dalle preposizioni di, in, a, da, per, e dalle locuzioni prepositive rispetto a, riguardo a, in quanto a, in fatto di, nei limiti di ecc.

Esempi:

Ulisse superava tutti in astuzia.

Era zoppo da un piede.

Molti sono generosi a parole.

È il migliore in ingegno.

Riguardo alla saggezza Socrate era insuperabile.

In fatto di strategia Cesare era un genio.

In quanto a simpatia nessuno ti supera.

In latino si traduce in ablativo semplice.

 

Il complemento di stima

Indica quanto si valuta, in quale considerazione si tiene una persona, animale o cosa in senso morale e commerciale.

È introdotto da verbi indicanti stima e valore (stimare, considerare, apprezzare, valutare, valere ecc.).

Esempi:

Tutti apprezzano moltissimo la tua simpatia.

Il tuo lavoro fu valutato poco.

Stimo poco questo quadro.

Questo quadro vale due milioni.

In latino si traduce in genitivo o in ablativo.

 

Il complemento di prezzo

Indica il prezzo con cui si vende ho si acquista una cosa o animale e talvolta una persona. È usato normalmente in senso reale, ma qualche volta anche in senso figurato.

È retto da verbi come: comperare, vendere, pagare, costare ecc.).

Esempi:

Pagarono il quadro due milioni.

Questo oggetto costa poco.

La felicità non si acquista a nessun prezzo.

In latino si traduce in genitivo o ablativo.

 

Il complemento di accusa o colpa

Indica la colpa o il delitto di cui una persona è accusata.

È retto da verbi giudiziari (come accusare, denunciare, condannare, assolvere, ecc.) e da aggettivi di significato corrispondente (come colpevole, reo, accusato, imputato, assolto ecc.).

È introdotto dalle preposizioni di, per, da.

Esempi:

Il funzionario fu accusato di corruzione.

Lo straniero fu riconosciuto colpevole di spionaggio.

In latino si traduce in caso genitivo.

 

Il complemento di pena

Indica la pena a cui una persona viene condannata.

È introdotto da verbi giudiziari: come condannare, punire, multare ecc.

È introdotto dalle preposizioni a, di, con.

Esempi:

Dante fu condannato all’esilio.

Gli ateniesi condannarono Socrate a morte.

L’assassino fu punito con l’ergastolo.

In latino si traduce in caso ablativo.

 

Il complemento eccettuativo o di esclusione

Indica la persona, animale o cosa che viene esclusa rispetto a ciò che è espresso dal verbo.

È introdotto dalle preposizioni improprie senza, tranne, eccetto, fuorché, o dalle locuzioni prepositive all’infuori di, ad eccezione di ecc.

Esempi:

Senza di te siamo perduti.

Mi piace il romanzo, tranne la conclusione.

Vennero tutti, eccetto Carlo.

In latino il complemento eccettuativo si traduce con praeter + accusativo.

 

Il complemento distributivo

Indica la proposizione o il rapporto quantitativo secondo il quale avviene un’azione.

È costituito da un numerale distributivo (a uno a uno, uno alla volta, due per ciascuno ecc).

Esempi:

Distribuirono un dono per ciascuno.

Uscirono a due a due.

In latino si traduce con l’aggettivo numerale corrispondente.

 

Il complemento concessivo

Indica la circostanza o il fatto nonostante il quale si verifica un altro fatto.

È introdotto dalle preposizioni nonostante, con o dalle locuzioni prepositive a dispetto di, malgrado.

Esempi:

Nonostante l’età il vecchietto è ancora arzillo.

Nonostante il divieto i ragazzi passarono lo stesso.

Farò ciò malgrado la tua disapprovazione.

In latino si traduce quamvis + congiuntivo.

 

Complemento di origine e provenienza

Indicano da chi, da quale condizione o luogo nasce o discende o proviene una persona, un animale o cosa.

Sono retti da verbi, da sostantivi, da aggettivi come nascere, provenire, derivare, sorgere, originare, ecc. Sono introdotti dalle preposizioni semplici da o di.

Esempi:

Ercole nacque da Giove.

Virgilio proveniva da umile famiglia.

Il Po nasce dal Monviso.

Dal sole riceviamo luce e calore.

In latino si traducono e, ex, a, ab, de + ablativo.

 

Il complemento di allontanamento

Indica la persona, animale o cosa da cui un’altra persona, animale o cosa si allontana o si differenzia.

È retto da verbi, sostantivi e aggettivi che indicano un allontanamento come allontanare, liberare, cacciare, dividere, distinguere ecc.

Esempi:

Carlo si allontanò dai suoi compagni.

Il cane fu liberato dal guinzaglio.

Il distacco dagli amici fu triste.

In latino si traduce con l’ablativo semplice per le cose, e a, ab + ablativo per le persone.

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