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Terza prova di latino

Tracce

1. Presenta l’opera Epistulae ad Lucilium di Seneca definendone anche l’intento programmatico.

2. Illustra contenuto e tecniche espositive dell’epistula ad Lucilium II

Svolgimento

1. Le Epistulae ad Lucilium sono state scritte da Seneca tra il 62 e il 64 d. C., durante gli ultimi anni della sua vita che trascorre in esilio, lontano dalle occupazioni pubbliche e dedito alla filosofia; sono 124 lettere divise in venti libri, alcune molto brevi, altre più lunghe e simili a trattati sistematici. Queste lettere sono indirizzate all’amico Lucilio ma anche ai posteri, scritte con un registro colloquiale ma uno stile letterario; Seneca si pone come guida spirituale e morale, mostra attraverso le sue riflessioni, che spesso traggono lo spunto da fatti occasionali, il cammino per raggiungere la saggezza e la libertà interiore, dalle passioni e dai timori; insegna l’esercizio della virtù, secondo la quale tutta la vita deve svolgersi, ed i precetti dello stoicismo.

2. L’epistula II tratta della capacità tipica dei saggi di soffermarsi su pochi autori nelle proprie letture, in modo da trarne sempre qualcosa di positivo; è prova di saggezza ed equilibrio non cercare di essere dappertutto con superficialità, ma coltivare pochi autori, poche amicizie, cosicché il rapporto e la conoscenza sono profondi in entrambi i casi e in altre situazioni. Seneca esprime questo concetto attraverso numerose immagini metaforiche, ma anche nella scelta dei prefissi: il “Dis”, dispregiativo, è usato per condannare la dispersione che è sinonimo di superficialità; “in”, lo stato in luogo, serve ad affermare l’importanza di soffermarsi stabilmente su pochi autori; “cum” serve ad indicare l’assimilazione dei concetti acquisita con la lettura, possibile solo concentrandosi su un numero limitato di autori. La lettera si conclude con una riflessione, che prende l’avvio da una massima di Epicuro, sulla nobiltà di una povertà accettata con gioia e sulla giusta misura della ricchezza.

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