|
Home
Tesine
Relazioni
Temi
Italiano
Latino
Storia
Matematica
Ecdl
Forum maturità
Scienze
Inglese
Economia
Informatica
Università
Esami stato
Greco
Geografia
Filosofia
Diritto
Fisica
Arte
Elettronica
Elementari
Medie
Professionali
AltreMaterie
E-mail
Newsletter
| |
Al voto al voto
Il governo è andato a farsi benedire un’altra volta.
Per le strade, nei negozi, sui volti delle persone appare evidente lo sconforto
per tanta ottusità politica, la derisione per l’incapacità cronica a concludere
un percorso di riforme.
Insomma siamo alle solite, pur di non pagare dazio per le frenesie poco
politiche di qualcuno, per le mire territoriali di qualcun altro, per le somme
che non debbono incontrare detrazioni da parte di altri ancora, sì è preferito
recitare un copione usurato, ma alla bisogna ferocemente attualizzato.
Uomini di potere allo sbando, che proprio alla frutta non sono, diciamo pure che
si tratta di una ritirata strategica, un percorso all’indietro, alla faccia di
chi le tasse le paga, di chi alla terza settimana fatica ad arrivare, di chi è
allo stremo pensionistico.
Si sciolgano le camere, si ritorni a votare, basta con i governicchi, slogans e
battutacce la fanno da padrona, mentre i soliti ignoti, di certo poveracci, si
aggirano inquieti tra le bancarelle del mercato, per raccattare insalata al
minor costo.
Nei posti di lavoro, sempre quei soliti ignoti non hanno neppure il tempo di
commentare il teatrino delle maschere con voto di fiducia al seguito, perché
immancabilmente e banalmente rimangono stesi sotto una pressa, dentro un forno,
giù da una impalcatura.
Sempre quelli, i più esposti all’accidente che verrà, sanno altrettanto bene che
con le belle parole non si riempiono le pance dei propri figli.
Al voto, al voto, tutti in fila ancora una volta, ben intruppati e con gli occhi
sorridenti, perché la nuova era è alle porte, gli uomini nuovi pure.
Eppure la miseria umana non sta solamente nelle tasche vuote, nelle mani stanche
d’esser giunte, no, la miseria umana sta anche nella parola che offende perché
bugiarda, sta nella promessa ipocrita, perchè non sarà mantenuta, sta nella
indicibilità di un potere che disperde la propria integrità, e così facendo
distrugge la dignità del cittadino.
Sinistra, destra, centro, e zone limitrofe, dettano i tempi, le intese, le
conte, così anche il linguaggio diventa criptato, incomprensibile, possiede un
suono sgradevole, che non va dritto al cuore degli elettori, del resto di
costoro non hanno importanza le opinioni, che ha rilievo è ciò che sta movendosi
all’intorno.
Persino nella rappresentazione teatrale di strada, c’è la funzione dello
specchio a fare qualcosa per le persone e la loro vita, soprattutto per le
persone cosiddette normali, perché in difficoltà salariale, out perché è
scomparso pure il ceto medio.
Il Pilato di turno per cavarsi di impaccio cita a sproposito il teatrino della
politica, senza capire che quel teatro politico, è vero quando agisce con
coscienza, con le risposte che è obbligo dare alla società.
Il governo è caduto, è tempo di ritornare alle urne, in bell’ordine e numerosi,
poco importa se in barba alla valorizzazione delle differenze, nella legittimità
di vivere il proprio impegno in modi diversi, dimentichi delle capacità di
ognuno per un progetto comune, finalmente capace di dialogare e gestire i
conflitti che quelle differenze provocano.
Al voto, al voto, al voto.
Vincenzo Andraous
tutor Comunità
Casa del Giovane
Pavia febbraio 2008
Libri
| |
Top ten
collaboratori
1-Paola Viale (394 file)
2-Vincenzo Andraous (216 file)
3-Alissa Peron (85 file)
4-Elena (84 file)
5- A.Lalomia (55 file)
5-Sandro Borzoni (55
file)
7-Francesco Avolio (51 file)
8-QuartaC (49 file)
9-Silvia
Sorrentino (47 file)
10-Stella (35 file)
|