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Una promessa importante
articolo sulla droga
Da qualche anno c’è in corso una diatriba politica, anzi un vero e proprio
apprendimento sociale, sull’assunzione di sostanze stupefacenti.
Convincimenti e interpretazioni arbitrarie che nulla hanno a che vedere con le
reali metastasi prodotte dall’espansione delle droghe tutte, e non solo nella
parte definita con malcelata insignificanza, droga leggera, quindi accettabile,
se non addirittura omologabile al consumo quotidiano.
Fraintendimenti e bugie, che alimentano un silenzio imbarazzante, quando
l’ennesimo ragazzo rimane disteso sul selciato, privato di ogni sicurezza,
derubato di quella libertà che sta nella capacità di affrontare delle scelte,
colpevolmente mimetizzate.
Trasmissioni televisive, giornali, dibattiti, fanno un gran parlare di giovani e
droga, di adulti e tossicodipendenza, del pericolo derivante dal consumo delle
sostanze stupefacenti.
L’impressione è che ci si è adoperati affinché le droghe risultassero propaggini
di luoghi comuni, tanto da sembrare non luoghi.
Marginali, marginalità, a margine, come se questa devastazione fisica e mentale,
appartenesse a uno sparuto gruppo di indiani, sollevati di peso, e relegati in
qualche riserva, come a volere tranquillizzare la rimanente umanità non solidale
né partecipante.
Ci sono disattenzioni gravissime in queste ferite lasciate aperte, in questi
passaggi sguarniti della ragione, in queste indifferenze verso la sofferenza
altrui.
E’ sufficiente imbattersi almeno una volta nei ragazzi che faticano nella
comunità Casa del Giovane, nei giovani ospitati nei centri di accoglienza
residenziale, nelle strutture in & out, dove uomini e donne piegano di lato per
avere barattato la propria esistenza con un piacere così effimero, da essere
morto prima ancora d’esser raggiunto.
Sembrano aironi che spiccano il volo, lasciano una scia luminosa di idee e di
gesti, volano in alto, a confondersi con il cielo, fino a tentare di bucare
quella nuova frontiera, ma poi improvvisa la paura, l’ansia, l’inquietudine,
corrodono le certezze, le verità diventano opache, e quel volo si trasforma in
caduta verticale, sempre più giù, dove non c’è più un’altra bugia a contenere il
malessere.
Al suono assordante dai tamburi, la cocaina sniffata senza misura, ci si muove
senza cuore, le emozioni e le passioni sono tutte dentro un rimbalzo che dura la
frazione di uno sparo, poi nuovamente a rotolare, a perdere contatto, e per non
gridare dal terrore, ecco ancora l’eroina da fumare, per tentare di sedare la
nuova assenza, che avanza come un mostro che non conosce mediazione.
Un ragazzo è morto di overdose, un altro si è schiantato con l’auto cancellando
altre vite, altri ancora il sabato sera sono ubriachi, fatti e arrabbiati al
punto giusto per sentirsi pronti a combattere la vita da veterani di una guerra
che non è mai stata loro.
Non c’è più tempo, occorre fare un passo avanti, prometterci a vicenda qualcosa
che siamo sicuri di potere mantenere, magari non di cambiare il mondo, ma di
essere un po’ meno disattenti verso quanto ci circonda, se sapremo mantenere
fede a questo patto saremo riusciti a fare qualcosa di importante.
Vincenzo Andraous
tutor Comunità
Casa del Giovane
Pavia aprile 2008
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