Alla sera
di Ugo Foscolo
Analisi del testo di Massacci
ALLA SERA
1 Forse perché dalla fatal quiete
2 Tu sei l’imago a me si cara viene,
3 o Sera. E quando ti corteggiano liete
4 le nubi estive e i zeffiri sereni
5 e quando dal nevoso aere inquÏete
6 tenebre e lunghe all’universo meni,
7 sempre scendi invocata e le secrete
8 vie del mio cor soavemente tieni.
9 Vagar mi fai coi miei pensieri su l’orme
10 Che vanno al nulla eterno, e intanto fugge,
11 questo reo tempo, e van con lui le torme
12 delle cure onde meco egli si strugge;
13 e mentre io guardo la tua pace, dorme
14 quello spirto guerrier ch’entro mi rugge.
Ugo Foscolo
ALLA SERA = parola chiave
1 Forse perché dalla fatal quiete = quÏes- quÏetis = sonno
eterno
2 Tu sei l’imago a me si cara viene,
3 o Sera. E quando ti corteggian liete
4 le nubi estive e i zeffiri sereni
5 e quando dal nevoso aere inquÏete
6 tenebre e lunghe all’*universo meni,
7 sempre scendi invocata e le secrete
8 vie del mio cor soavemente tieni.
9 Vagar mi fai coi miei pensieri su l’orme
10 Che vanno al *nulla eterno, e intanto fugge,
11 questo reo tempo, e van con lui le torme
12 delle cure onde meco egli si strugge;
13 e mentre io guardo la tua pace, dorme
14 quello spirto guerrier ch’entro mi rugge.
Ugo Foscolo
Analisi della metrica
Alla sera è un sonetto composto da due quartine e due terzine, le rime sono
strutturate in questo modo. AB AB - CD C .
E’ presente un enjembement nei versi 4 e 5; il tono della poesia è basato
principalmente sulle figure retoriche, come, negli ultimi due versi, in cui è
presente l’allitterazione, che rafforza di gran lunga il senso passionale della
poesia, con la forte e notata presenza della lettera R .
Biografia
Ugo Foscolo nacque il 6 febbraio 1778 a Zante, una delle isole ioniche, da
padre veneziano e madre greca. Dopo la morte del padre si trasferì a Venezia,
dove partecipò ai rivolgimenti politici del tempo manifestando simpatie verso
Napoleone, salvo pentirsene amaramente dopo il trattato di Campoformio.
Istituito nel 1797 a Venezia un governo democratico in cui assunse cariche
pubbliche, pochi mesi dopo, in seguito al trattato di Campoformio con cui
Napoleone cedeva Venezia all'Austria, dovette fuggire, riparando a Milano
(sottratta da Napoleone
all'Austria), ove strinse rapporti di affettuosa amicizia col Monti ed ebbe
modo di avvicinare il Parini.
A fianco dei Francesi, combatté contro gli Austro-russi (rimanendo anche
ferito durante una battaglia). Al comando del generale francese Massena
partecipò alla difesa di Genova e quando la città fu costretta alla resa, seguì
il Massena nella fuga.
Nel 1804 si recò in Francia, per motivi militari, e qui ebbe l'opportunità di
trascorrere due anni di relativa calma, che impiegò in gran parte in amori
appassionati, fra cui quello con l'inglese Fanny Emerytt da cui nacque la figlia
Floriana.
Fuggì da Milano, dove si era stabilito poco prima, nel maggio del 1815 per
non dover giurare fedeltà agli Austriaci. Dopo una breve permanenza a Lugano ed
a Zurigo, l'anno dopo si stabilì a Londra, accolto dall'alta società. Qui
guadagnò abbastanza con la pubblicazione delle sue opere, ma sperperò tutto con
le sue dissolutezze: iniziò pure la costruzione di una lussuosissima villa, che
non riuscì a pagare totalmente nonostante il soccorso della figlia Floriana
(che, ritrovata a Londra, gli offrì tremila sterline). Inseguito dai creditori,
subì anche il carcere, e fu poi costretto a ritirarsi nel villaggio di Turnham
Green, ove visse gli ultimi suoi anni in compagnia della figlia.
Morì il 10 settembre 1827. Le sue ossa furono trasferite a Firenze solo nel
1871 e vennero tumulate nel tempio di S. Croce, che egli aveva così tanto
esaltato nel carme "Dei Sepolcri".
Parafrasi interpretativa
Alla sera è ovviamente la parola ed il concetto fondamentale di tutta la
poesia, il Foscolo infatti si rivolge alla sera come se fosse un essere umano,
una persona, con cui parla in modo molto confidenziale. E’ nobilitata dal
pronome tu, la sera rappresenta metaforicamente la morte, come approdo ad un
porto, che simboleggia la fine di tutte le sofferenze e le oppressioni della
vita, la quale si conclude serenamente.
Inizialmente il poeta espone un dubbio, proponendo a se stesso il fatto che
la sera potrebbe essere il simbolo della pace e della quiete interiore; egli
parla liberamente ed in modo confidenziale e personale con la sera. Il ritmo,
prosegue i modo molto fluente,
inizia a descrivere brevemente ma intensamente le stagioni della vita
parlando dell’estate , con aggettivi musicali e frizzanti , che descrivono la
giovinezza dell’estate e poi il cielo invernale, che appare pieno di ombre
inquietanti e minacciose, che disturbano la serenità del poeta. La sera, intesa
come persona, legge in profondità i sentimenti e gli impulsi del poeta.
Quando lui pensa alla sera, collega questo concetto a molti altri, e pensa
al nulla eterno, all’immensità dell’universo(infinito*), ma intanto il tempo
scorre veloce, ed il presente, è ritenuto colpevole
Di tante preoccupazioni e incomprensioni con se stessi, e con il tempo la
nostra coscienza ci rende consapevoli della tragicità della vita, che piano
piano si consuma.
Infine, si presenta il concetto caldo di tutta la poesia, si manifesta il
vero sentimento e la suggestione del poeta, che una volta placato, una volta
che ha ritrovato la pace interiore trattiene ancora nella sua anima un animo
ribelle e passionale; che espone il tumulto di passioni che agitano in modo
tormentato l’anima del poeta.
Parafrasi letterale
Forse sei il simbolo della quiete(interiore), giungi a me sempre gradita, o
sera. Sia d’estate, quando ti accompagnano liete le nubi estive e i venti
leggerei e frizzanti.
Sia quando dal cielo, che promette neve, porti ombre inquietanti e
minacciose(in estate la notte cala molto dopo che in inverno); sempre gradita
giungi a me, e sai raggiungere dolcemente le più intime vie(pensieri) del mio
cuore(pace interiore).
Tu mi fai andare incessantemente col pensiero sulle tracce che portavo al
nulla eterno(*senso di infinito) e intanto scorre veloce(nostalgia) il presente,
colpevole di arrecare preoccupazioni ed angosce che hanno reso la vita tragica.
E con lui (il tempo), passano dalla coscienza la folla degli affanni nei quali
con me il tempo della vita si consuma.
E mentre raggiungo una tranquillità interiore
 Sento
un animo ribelle che mi brucia dentro e si agita dentro di me.
Pesantezza dell’essere
 *GIACOMO
LEOPARDI = non ci attende nulla dopo la morte, vi è il dissolvimento del flusso
incessante della materia. MATERIALISMO ATEO = nasciamo dalla materia
viviamo moriamo e torniamo alla materia.
By Massacci
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