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A Don Enzo Boschetti
E’ iniziato il processo di Beatificazione di Don Enzo Boschetti, fondatore
della comunità “Casa del Giovane” di Pavia.
Molti ragazzi che hanno avuto la fortuna di incrociargli il passo, mi raccontano
storie che paiono leggende. Rimango colpito da ciò che sento, e non tanto per la
narrazione avventurosa, ma per il rispetto e l’ammirazione che traspare nei loro
occhi al solo nominarlo.
A volte si ricorda una persona e si passa oltre...Non c’è tempo per rimanere in
ascolto, non c’è tempo neppure per piangere.
Eppure in questa cittadella creata da lui e aperta alla città, i ragazzi lo
rammentano come colui che li ha scossi e temprati, lo ricordano con fierezza e
tenerezza...Senza volgere le spalle troppo in fretta. Gli occhi rimangono lucidi
con le parole che accompagnano alla fiducia e alla speranza.
E’ un’eredità di valori e di energie che non langue, che non si disperde, ma
chiede all’opera lasciata di essere spesa, di essere moltiplicata in nome di
Dio, e della sofferenza che continua a circondare e aggredire questa nostra
società.
Io non ho conosciuto don Enzo, ma molto sento parlare di lui e molto leggo nei
suoi libri, percepisco dalle traiettorie dei suoi discorsi quanto ha inteso dire
e formare nei ragazzi, la sua è poesia fatta di linee e accenti in cui scorgere
la preghiera che incoraggia ognuno di noi a considerare la sofferenza e la
felicità esperienze importanti e preziose, perché ci permettono di vedere noi
stessi, di conoscere i nostri anfratti, le nostre anse, le somme della vita che
non vorremmo mai contare.
Nella storia di don Enzo c’è tutto il nostro stupore per quella fratellanza
umana che ci rende simili, nella corporeità dolente, ma tutti complementari per
la nostra rinascita.
Si educa con l’amore e con la fiducia, soleva dire per poi costruire; ciò lo
intendo come il recupero o, meglio, la scoperta meravigliosa di una dimensione
di vita capace di creare le premesse per ritrovare un senso.
Oggi, seguendo la scia del suo erede e successore don Franco Tassone, mi
convinco che nel suo testamento c’è nitida la via maestra da seguire, per
riuscire a fare leva sulle nostre energie interiori e non perdere questa
occasione per reinventarci.
Infatti quando intorno cresce amore vero e reciprocità, è raro soccombere alle
intemperie, in questa palestra di vita, ci sono segni e orme a cui aggrapparci,
per agire bene sul presente, perchè il passato è alle spalle e va
utilizzato-rielaborato per il benessere attuale.
Vincenzo Andraous
Carcere di Pavia e
tutor
Comunità
Casa
del Giovane
febbraio 2006 - Pavia
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