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Il questore giusto
Mi è capitato tra le mani “ Giovanni Palatucci il Questore giusto “, scritto
da Padre Vanzan, Gesuita dallo sguardo trasparente, scrittore che non conosce le
opacità di comodo, e in compagnia del Signore è sempre in cerca della verità.
Bella l’introduzione del Ministro dell’Interno Giuliano Amato, colma di ferma
speranza a uscire dall’oblio per ricomporre una tavola di valori condivisa.
In questo volume colpisce lo spessore del personaggio, Giovanni Palatucci un
poliziotto di quelli che non danno il fianco al ritratto in bella mostra, un
uomo semplice nelle sue scelte difficili, ma chiare, un uomo e un poliziotto “
per servire meglio il prossimo “.
In una contemporaneità che mette alla gogna i buoni sentimenti, che regala
valore agli iracondi, che intercede con voce tonante ai miti e agli eroi che non
sono, c’è a far da ponte, la storia di quest’uomo, che è bene conoscere a fondo,
per comprenderne il martirio, rigettando l’ossequioso asservimento delle parole,
per incontrare l’attenzione e la considerazione del suo ricordo.
La vita di Giovanni Palatucci va letta con la praticità di chi osserva e
ascolta, di chi annota e elabora con riguardoso rispetto, quella parte di noi
mai in avanscoperta, mai in prima linea, mai giustamente corretta.
Questa terza edizione ampliata da prefazioni e documenti inediti, meriterebbe
miglior guida della mia, per rendere giustizia a un uomo e alla sua storia,
soprattutto una migliore scoperchiatura del sommerso storico, quello che sempre
più spesso rimane inculturalmente ottuso, mentre riguarda tutti, persino chi in
quei momenti tragici si adoperò affinché l’umanità sprofondasse nel buio della
propria sconfitta, preferendo non guardare, non intervenire, non partecipare,
ben sapendo di commettere una ulteriore condanna alla condanna.
Non fu così per il poliziotto Palatucci, che raccolse i resti dispersi e
ammutoliti di tanti altri uomini, improvvisamente differenti, per volontà infame
di dittatori bassi di statura e onore, ben nascosti dietro le quinte
dell’inumana ragione.
Questo volume è strumento di risveglio della memoria, possiede l’urto
dell’avvertimento per ciò che è inaccettabile, per quanti insinuano offese alla
storia, dimenticando i milioni di esseri viventi, perseguitati e annientati, sol
perché ebrei divenuti merce di scambio dell’ideologia.
Memoria storica che non deve mai essere trafugata dalle parole, memoria da
leggere, ricordare e tramandare, nella scuola, nella famiglia, nella strada,
perché memoria è l’umanità di uomini come Giovanni Palatucci, che hanno scelto
di salvare quante più vite possibile da un’ingiustizia persino peggiore della
Croce, in nome di una riconciliazione che è rinascita.
Leggere questo libro significa addentrasi alla conoscenza del dolore, baratro
della più degradante disumanità, in una follia lucidamente programmata, eppure
seguire i passi di questo uomo, la sua incessante opera di salvataggio, ci
rassicura e ci consegna il testimone per cui ognuno è chiamato a fare il bene di
ciascuno.
In quella tragica condizione che ha investito milioni di persone innocenti,
senza alcuna possibilità di proteggere la propria vita, di difendere la propria
dignità, rimane a fare da sentinella la solidarietà della gratuità, soprattutto
quando la scelta di essere “giusti” costa il prezzo di un biglietto di sola
andata.
Vincenzo Andraous
tutor Comunità
Casa del Giovane
Pavia settembre 2007
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