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Trapezisti di umanità senza rete di sicurezza
Articolo sull'Afghanistan
In questi giorni ognuno ha detto, giudicato, assolto e condannato.
Il circo delle giustificazioni da trapezio senza rete di sicurezza ha trasmesso
il suo spettacolo migliore, nuovamente l’essere umano è stato dapprima
dimezzato, poi gettato via come un pezzo di carta inservibile.
Mastrogiacomo è stato riportato a casa nostra, e quel che s’è fatto per salvarlo
è stato comunque un atto di giustizia a dir poco dovuto.
Un po’ meno lo è per coloro che ne hanno condiviso le sofferenze e il sangue, e
ora sono legati scompostamente al palo con la testa penzoloni.
Si sprecano le manifestazioni, gli slogans, e nel frattempo la destra e la
sinistra se le danno di santa ragione, colpi portati al basso ventre, dove il
calcolo delle percentuali e delle opportunità è gridato come un risultato
calcistico: 1 a 5, e non basta ancora, troppo caro il prezzo pagato per uno
spazio adibito a mattatoio.
Così mentre gli uomini attendono ordini, Adjmal non è più vivo, diventa parte
del prodotto interno lordo per assolvere potenti ignoti, e condannare
improvvisati inquisitori: Adjmal non era carne di eccezione, né persona
importante da conservare.
E’ facile dimenticare come Mastrogiacomo sia stato preso per i capelli per
toglierlo dalla fossa, e quanto disperanti siano stati gli sgambetti dei cultori
del politically correct, per permettere con il nemico forgiato
nell’intolleranza, le trattative intercorse, o più semplicemente l’accettazione
di una carità che in guerra è chiamata volgarmente debolezza.
Adjmal è l’altra faccia di una guerra che non consente mediazioni, quella di
Mastrogiacomo è stata un’accezione malformata dal ricatto delle bombe, ora il
musulmano Adjmal lascia tracce diverse persino nella sabbia, nelle orme estranee
che non danno senso alla tragedia che rappresenta e che non colma il furore del
ferro e del fuoco, per quella moneta gettata vicino al suo cadavere
accartocciato.
I saggi dei diritti umani, dei pari diritti culturali, fortunatamente hanno
mostrato sufficiente onestà intellettuale per credere in una liberazione
possibile, quando lo sfinimento della pietà umana colava malamente da ogni bugia
eletta a verità armata, eretta a difesa di interessi e scelte che non
autorizzano ugualità.
Sorpresa e sgomento per la morte di Adjmal, eppure nella celle di troppe
prigioni afgane rimangono alla catena altri eroi, anonimi, senza abbaglio di
riflettori, medaglie, riconoscimenti, in nome di quella solidarietà umana che si
ritrae senza la pretesa di qualche anomala confessione…… per tranquillizzare chi
si sente innocente di essere colpevole.
Vincenzo Andraous
tutor Comunità
Casa del Giovane
Pavia aprile 2007
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