|
Home
Tesine
Relazioni
Temi
Italiano
Latino
Storia
Matematica
Ecdl
Forum maturità
Scienze
Inglese
Economia
Informatica
Università
Esami stato
Greco
Geografia
Filosofia
Diritto
Fisica
Arte
Elettronica
Elementari
Medie
Professionali
AltreMaterie
E-mail
Newsletter
| |
UN ESSERE VIVENTE DAVVERO SPECIALE
Me ne sto seduto sul divano a guardare la televisione, mi passano davanti
immagini di animali destinati all’estinzione, animali trattati con
disattenzione, animali abbandonati sul ciglio della strada.
Un brivido mi scivola giù per la schiena, freddo come la paura causata
dall’impotenza, mentre accovacciato tra i miei piedi, il mio cane dorme e non fa
caso allo sferragliare dei miei pensieri.
Il mio cane non ha nobili tradizioni da sventolare, nè casate da tramandare, non
è padre altero, nè figlio prediletto, non è il primo della fila, forse è
l’ultimo della classe mal raggruppata.
E’ solo un cane a cui è stata tolta a forza la storia di ieri, concedendogli con
aristocratica parsimonia la sopravvivenza in un maledetto canile, affinché la
memoria gli fosse cancellata tra stenti e abbrutimenti.
Il mio cane è una bandiera che sventola i suoi ciuffi di simpatia a chi gli
regala una carezza, non diffida né digrigna i denti quando incontra gli uomini,
non ha smania di possesso con i suoi simili, ama i bambini ed i gatti dispersi
sulla strada, non ha odio né rancore nello sguardo, neppure desiderio di
rinnegare ciò che lo ha attraversato.
Tra le curve della mia ira per chi ha abbandonato una bestia così umana, rimango
persino perplesso per la possibilità di scacciare tanta speranza e fiducia. Ma
forse la mia ira è sul serio mal spesa, perché di certo chi l’ha abbandonato è
davvero un bastardo, per di più è uno scemo nel non sapere cosa ha perso.
Non so più se è lui il vero trovatello, chi dei due ha trovato l’altro, o chi ha
trovato cosa.
Sono sereno nel sentirlo felice, mi sento bene del suo bene, e mi rendo conto
che il mio cane non è uno slogan, non è il risultato di un programma ben
architettato per indurre a fare accoglienza.
Se ne sta al mio fianco insegnandomi il valore di quell’attenzione sensibile che
non è solo la somma egoistica di una attenzione accudente-protettiva, bensì è
attenzione per l’altro che mi cammina accanto, sia esso a due o quattro zampe.
Il mio cane è parte che mancava all’appello nelle mille orme che lascia dietro
di sé, mentre poggia il passo sulla mia via.
“Beati gli ultimi perché saranno i primi” ci ha detto Qualcuno qualche secolo
fa, allora a ben guardare, il mio cane è fatto apposta per meritare la mia
fiducia, perché non ha dimenticato il senso del suo esistere quando gli è stata
depredata l’identità, e tanto meno oggi che l’ha ritrovata non richiama spiriti
di vendetta.
Mi guarda e mi regala una leccata a tutto tondo sulla faccia, perché sa che non
sarà mai più un cane perduto senza collare.
Vincenzo Andraous
tutor Comunità
Casa del Giovane
Pavia dicembre 2006
Libri
| |
Top ten
collaboratori
1-Paola Viale (394 file)
2-Vincenzo Andraous (216 file)
3-Alissa Peron (85 file)
4-Elena (84 file)
5- A.Lalomia (55 file)
5-Sandro Borzoni (55
file)
7-Francesco Avolio (51 file)
8-QuartaC (49 file)
9-Silvia
Sorrentino (47 file)
10-Stella (35 file)
|