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MEROPE

 

 GABRIELE D'ANNUNZIO

Libro Quarto delle LAUDI DEL CIELO DEL MARE DELLA TERRA E DEGLI EROI

La canzone del sangue

  1. In Cristo Re o Genova, t'invoco.
  2. Avvampi. Odo il tuo Cìntraco, nel caldo
  3. vento, gridarti che tu guardi il fuoco.
  4. Non Spinola né Fiesco né Grimaldo
  5. trae con la stipa. Il sangue del Signore
  6. bulica nella tazza di smeraldo.
  7. S'invermiglia a miracolo d'ardore
  8. il tuo bel San Lorenzo, come quando
  9. tornò di Cesarèa l'espugnatore.
  10. Tornò Guglielmo Embrìaco recando
  11. ai consoli giurati, in sul cuscino,
  12. tra la sesta e il bastone di comando,
  13. tra la coltella e il regolo, il catino
  14. ove Giuseppe e Nicodemo accolto
  15. aveano il sangue dell'Amor divino.
  16. Era desso, l'Embrìaco, figliuolto,
  17. quei che fece al Buglione il battifredo
  18. onde il vóto santissimo fu sciolto.
  19. Con le mani che diedero a Goffredo
  20. la scala invitta, sopra il popol misto
  21. levò la tazza. E il popol disse: «Credo».
  22. E ribolliva il sangue ad ogni acquisto
  23. di Terrasanta; e n'eri tutta rossa,
  24. il popolo gridando: «Cristo, Cristo!
  25. Cristo ne preste grazia che si possa
  26. andar di bene in meglio». E la Compagna
  27. incastellava cocca e galèa grossa.
  28. Così tu veleggiasti alla seccagna
  29. di Tripoli, con uno de' tuoi Doria
  30. buon predatore, o Genova grifagna;
  31. ché padroni e nocchieri di Portoria
  32. e di Prè, stanchi d'oziare a bordo,
  33. tentarono l'impresa per galloria.
  34. Ed era un vile tirannello ingordo
  35. quivi, nato d'un fabbro saracino;
  36. e l'ebbero per palio in sul bigordo.
  37. Ogni roba condussero a bottino,
  38. ogni uom prigione. E pieno di tesoro
  39. fu l'ammiraglio quanto il pilotino.
  40. La terra spoglia come piacque a loro
  41. poi la vollero vendere a vergogna.
  42. per cinquanta e più milia doble d'oro.
  43. Poi cattarono altrove altra bisogna;
  44. e stettero tre mesi in su la guerra
  45. per le marine della Catalogna.
  46. O Genova, ma non l'istessa terra
  47. presa dalle tue quindici galere
  48. è quella ch'oggi il nostro acciaro serra;
  49. né di preda in pecunia ed in avere
  50. sottile, se il sangiacco dà la volta
  51. come l'altro, sarem noi per godere;
  52. né, quando bene glie l'avrem ritolta,
  53. a quetare i tribuni dell'Erario
  54. la venderemo noi un'altra volta.
  55. Odimi, pel sepolcro solitario
  56. del tuo Lamba colcato in San Matteo
  57. lungi al figlio che s'ebbe altro sudario;
  58. pel fonte del tuo picciol Battisteo
  59. donde al mare t'escì la grande schiatta
  60. sperta di mille vie come Odiseo,
  61. di mille astuzie aguta, assuefatta
  62. ai mali, contra i rischi pronta, a scotta
  63. tesa, a voga arrancata, a spada tratta,
  64. ìmproba e col gabbano e con la cotta,
  65. usa il giaco fasciar di mal entragno
  66. come di cuoia crude la barbotta,
  67. indomita a periglio ed a guadagno,
  68. or tutt'ala di remi al folle volo,
  69. or piantata nel sodo col calcagno;
  70. odimi, Mercatante, dal tuo molo,
  71. Guerriera, dal naval tuo sepolcreto,
  72. Auspice, dal tuo scoglio ignudo e solo,
  73. per l'ombra di quel semplice Assereto
  74. che, distolto da rògito o caparra
  75. e posto sopra il cassero, l'abeto
  76. trattò meglio che il calamo, la barra
  77. di battaglia assai meglio che il sigillo,
  78. contra il fior d'Aragona e di Navarra,
  79. vincitore di re su mar tranquillo,
  80. con gli infanti coi duchi e coi gran mastri
  81. aggiugnendo al trionfo un codicillo;
  82. odimi, Ascia di Dio. Se sotto gli astri
  83. d'un'altra state, tutti i tuoi rosai
  84. aulendo ne' tuoi chini orti salmastri,
  85. tal si partì coi rossi marinai,
  86. con l'Amore e la Morte, del fraterno
  87. stuolo facendo un spirito, e giammai
  88. volse il bel capo verso il lido eterno,
  89. dubitoso di perdere Euridice
  90. che dietro sé traeva dall'Inferno;
  91. se t'ebbe inconsapevole nutrice
  92. l'esule smorto, tutto fronte e sguardo,
  93. il fuoruscito senza Beatrice,
  94. quegli che nel crepuscolo infingardo
  95. eresse il suo dolore come un rogo,
  96. il suo pensiero come uno stendardo,
  97. e nella carne stracca sotto il giogo
  98. il soffio ansò di quella terza vita
  99. ch'or freme ferve splende in ogni luogo,
  100. con te sì presso all'opera fornita
  101. è quel dèmone vindice che forma
  102. il suo mondo nell'anima infinita.
  103. Ben a tal piaggia, ove non è che l'orma
  104. dell'Immortale, o Madre delle Navi,
  105. ieri approdò la nostra prima torma.
  106. Non all'antica terra che forzavi
  107. con la balestra e col montone, dura
  108. in mettere a bottino, in trarre schiavi;
  109. ma alla terra che chiamano futura
  110. i messaggeri, alla terra dei figli,
  111. alla terra dell'Aquila futura.
  112. Come di tra i riversi orli vermigli
  113. delle pàlpebre gli occhi del piloto
  114. s'aguzzavano sotto i sopraccigli!
  115. Ché divinava egli per entro al vòto
  116. gorgo dell'aria un che di virginale
  117. e di sublime, quasi monte ignoto,
  118. simile al nudo culmine ove sale
  119. lo spirito, ov'edifica imminente
  120. lo spirito la grande arce spirtale.
  121. E chiuse, per veder profondamente,
  122. e chiuse egli le pàlpebre infiammate
  123. su le pupille insonni; e fu veggente.
  124. Per ciò, serva del Ciel, per ciò, primate
  125. del Mare santo, la Reliquia vedo
  126. ardere ed arrossar le tue navate.
  127. Con le mani che diedero a Goffredo
  128. la scala invitta, il rude espugnatore
  129. levò la tazza. E il popol disse: «Credo».
  130. O parola novissima d'amore,
  131. trascorri in nembo tutto l'Apennino
  132. e fa crosciar le selve al tuo clangore!
  133. Ecco il vaso di vita, ecco il catino
  134. ove Gesù nel vespero pasquale
  135. ai Dodici versò l'ultimo vino,
  136. e lor disse: «Quest'è il mio sangue; il quale
  137. è il sangue del novel patto, ed è sparso
  138. per molti». E s'indiava sopra il male.
  139. Quando clamò «Eloi!» dal cor riarso,
  140. nell'ora nona, un uom d'Arimatea
  141. venne; e in quel vaso accolse il sangue sparso.
  142. Quindi per alta grazia un'assemblea
  143. di Puri s'ebbe lo smeraldo sculto
  144. in custodia; e di loro il mondo ardea.
  145. Pari l'ebrezza del convito occulto
  146. era ad una immortalità precoce,
  147. ed il trapasso era un divino indulto.
  148. L'anima era visibile; la croce
  149. era senz'ombra; il pianto era rugiada;
  150. il silenzio era un inno senza voce.
  151. L'avversario era in capo d'ogni strada;
  152. la battaglia era un serto di faville;
  153. la giustizia era l'occhio della spada.
  154. Il futuro era un carme di sibille
  155. come di tessitrici glorianti;
  156. e la gloria era d'uno contro mille.
  157. O Mistero del Sangue! I duomi santi
  158. crollarono in un vespero, i templari
  159. furon sepolti sotto i marmi infranti.
  160. E un'orda venne, che coi limitari
  161. divelti, col rottame dei lavacri
  162. perfetti, con le mense degli altari,
  163. con le schegge dei grandi simulacri
  164. costrusse le sue case. Ed il porcile
  165. era murato di frammenti sacri.
  166. Ma i bianchi Astori lungi all'orda vile
  167. avean rapito il segno del reame.
  168. Odimi tu, latin sangue gentile!
  169. Odimi; ché di te sotto il velame
  170. io dico, e del miracolo repente
  171. onde un spirito fai di tanto ossame.
  172. Quale improvviso nella notte ardente
  173. di Cesarèa l'Embrìaco la tazza
  174. di salute rinvenne alla sua gente
  175. e, quella pósta su la galeazza
  176. come il palladio fu su la trireme,
  177. ricelebrò la gloria della razza,
  178. tal forse un genio indìgete del seme
  179. d'Enea ritorna a noi col divin segno
  180. dallo splendore delle sabbie estreme.
  181. Tra le palme invisibili arde il pegno
  182. del novo patto. Innanzi ch'Ei si sveli
  183. giura fede al Signor del novo regno,
  184. Italia, per gli aperti tuoi vangeli,
  185. e per la grande imagine che invoco,
  186. e per la gesta che t'allarga i cieli!
  187. «Chi stenderà la mano sopra il fuoco?»
  188. grida il Signore ai primi eroi comparsi
  189. «Chi stenderà la mano sopra il fuoco
  190. avrà quel fuoco per incoronarsi.»

 

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