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MEROPE

 

 GABRIELE D'ANNUNZIO

Libro Quarto delle LAUDI DEL CIELO DEL MARE DELLA TERRA E DEGLI EROI

La canzone della Diana

  1. Tutti i cipressi fremono. O Canzone,
  2. squilla! I corvi dall'arco tiburtino
  3. s'alzano andando verso il Teverone.
  4. Altrove è l'alba. Un pascolo marino
  5. è l'Agro. L'Urbe è un'isola. Si spande
  6. la più gran luce sopra l'Aventino,
  7. verso la Porta d'Ostia, in sette bande.
  8. Nell'ombra del Gianicolo tre vele
  9. rosse rimontan verso Ripa Grande.
  10. Sul Mausoleo l'Arcangelo Michele
  11. sfolgora. Ritto sta su l'altra mole
  12. a cavallo il secondo Emanuele.
  13. Ninfa perenne dalle mille gole
  14. l'acqua canta le origini del Lazio.
  15. Niuna cosa mai tu veda, o Sole,
  16. maggior di Roma! Il numero d'Orazio
  17. a quando a quando par, tra l'Arce e il Fòro,
  18. riecheggiato nel divino spazio.
  19. Pieno di nume è l'aere sonoro.
  20. Tronca la quercia un dio sul Celio? taglia
  21. un eroe sul Gianicolo l'alloro?
  22. Riarde ai Quattro Vènti la battaglia
  23. sublime? ancóra fumiga il Vascello?
  24. ancóra il sangue bulica e s'accaglia?
  25. ancóra ai giovinetti ebri il mantello
  26. bianco del condottiere è l'ala intatta
  27. della Vittoria? il Dandolo l'appello
  28. ultimo fa su la scalea scarlatta
  29. ove sopra i cadaveri il cavallo
  30. del gran Masina dà l'ultima stratta?
  31. Irto di furia è il muto piedestallo.
  32. I bersaglieri di Lucian Manara
  33. disperati empion d'animo il metallo.
  34. Laggiù, guatano il ciel che si rischiara
  35. dietro il muro di fango, nel palmeto,
  36. i bersaglieri di Gustavo Fara.
  37. Laggiù, sotto la cupola che sgretola,
  38. arde l'araba lampada al bivacco
  39. e la vedetta sta sul minareto.
  40. Pietro Ari laggiù tra sacco e sacco
  41. spia l'Oasi, con l'occhio a mira certa,
  42. tranquillo masticando il suo tabacco.
  43. I mozzi, come fossero in coverta,
  44. stanno alla guardia della batteria
  45. sopra il sabbione; e l'un per gioco «Allerta
  46. a proda!» grida. E vien dalla Menscìa,
  47. con l'afa dei cadaveri, odor d'erbe
  48. arse nel vento, odore di gaggìa.
  49. Poggiato al pezzo il morituro imberbe,
  50. che morderà la sabbia, i denti bianchi
  51. ficca nel pane e nelle frutta acerbe.
  52. Odesi il canto dei soldati stanchi
  53. che scavan le trincere nelle tombe
  54. dei Caramanli. Il canto li rinfranchi.
  55. S'ode nel cielo un sibilo di frombe.
  56. Passa nel cielo un pallido avvoltoio.
  57. Giulio Gavotti porta le sue bombe.
  58. Laggiù, presso la mola d'un frantoio
  59. o presso i tronchi d'un'antica noria
  60. onde pendon consunti e corda e cuoio,
  61. sorride un morto all'invisibil gloria.
  62. Il paradiso è all'ombra delle spade
  63. e la delizia è il fior della vittoria.
  64. Ulula per i campi senza biade
  65. il duolo delle donne beduine
  66. alterno, ed or s'inalza ed ora cade.
  67. All'ombra d'una palma, sul confine
  68. dell'Oasi, una croce rude è fitta
  69. in un tumulo cinto dalle spine.
  70. Nome inciso non v'è, non lode inscritta:
  71. altro segno non v'è se non l'eterno.
  72. Sola una nudità vi splende invitta.
  73. Un dal tuo più profondo sen materno
  74. escito, Italia, un figlio tuo vi dorme;
  75. che s'ebbe anch'egli forse il pianto alterno
  76. là nell'isola dove l'ombra enorme
  77. del Passato covar sembra il nuraghe
  78. perché ne sorga un popolo conforme.
  79. Non la madre mortal toccò le piaghe,
  80. né le lavò, né le lasciò di bende,
  81. già consunta dall'ansie sue presaghe.
  82. Ma tu guardasti le ferite orrende
  83. e componesti il corpo in quel sepolcro.
  84. Sola una invitta nudità vi splende.
  85. E la terra fu tua per quel sepolcro,
  86. tutta la terra inclusa tra la Sirte
  87. e il Deserto fu tua per quel sepolcro!
  88. Canto l'azzurro e l'oro della Sirte,
  89. l'azzurro che nel grande oro s'insena,
  90. ove non dagli scogli ma dall'irte
  91. navi con l'urlo lungo la sirena
  92. lacera l'aria pregna dell'aroma
  93. che inebria i prodi; e bianca su l'arena
  94. Tripoli infida cui la guerra schioma
  95. come femmina presa per le trecce
  96. dalle pugna del maschio che la doma.
  97. Le sue palme schiantate, le sue brecce
  98. fumide canto; canto i suoi villaggi
  99. rasi che brucian come in luglio secce
  100. di Maremma, onde fiutano i selvaggi
  101. poledri il dubbio odore dalle chiatte
  102. ben costrutte e nitriscono ai foraggi
  103. salini che pascean lungo le fratte
  104. di tamerici, presso i sepolcreti
  105. sonori dove il mare etrusco batte.
  106. O terra di sepolcri e di forteti,
  107. Maremma, canto la tua razza equina,
  108. la ben crinita razza che disseti
  109. nel sarcofago tolto alla ruina
  110. di Saturnia o di Volci e che rinfreschi
  111. con un germoglio roscido di brina.
  112. Salute, o terra degli Aldobrandeschi!
  113. Pioggia e sole ai tuoi bradi la criniera,
  114. come l'ocra e la robbia ai barbereschi,
  115. arrossano finché di primavera
  116. tu non li marchi all'anca e alla ganascia
  117. per arrolarli sotto la bandiera.
  118. La chiatta a fondo stagno il mastro d'ascia
  119. chioda, coi sacchi d'aria e con le botti
  120. l'aiuta, con i canapi la fascia.
  121. I cavalli s'impennano, condotti
  122. alla gru; cinti dell'imbraca, appesi
  123. al paranco, paventano. Interrotti
  124. sibili, canti di fatica ai tesi
  125. canapi, voci di comando, liti
  126. di battellieri, gergo di Maltesi,
  127. schianti d'assi e di tavole, nitriti
  128. e scàlpiti nel vento che ridonda,
  129. sudore e schiuma, urti d'abbordo, attriti
  130. di ferramenta; e tutta l'aria è bionda
  131. come su Talamone; ed agli approdi
  132. i maremmani giungono con l'onda.
  133. Maremma, canto i tuoi cavalli prodi.
  134. Tra sangue e fuoco ecco un galoppo come
  135. un nembo. E la cavalleria di Lodi,
  136. la schiera della morte. So il tuo nome,
  137. o buon cavalleggere Mario Sola.
  138. Giovanni Redaelli, so il tuo nome;
  139. Agide Ghezzi, e il tuo. "Lodi" s'immola.
  140. E veggo i vostri visi di ventenni
  141. ardere tra l'elmetto e il sottogola
  142. o dentro i crini se il caval s'impenni
  143. contra il mucchio. Gandolfo, Landolina,
  144. alla riscossa! Tuona verso Henni.
  145. Tuona, da Gargarèsch alla salina
  146. di Mellah, su le dune e le trincere,
  147. su le cubbe, su i fondachi, a ruina,
  148. su i pozzi, su le vie carovaniere.
  149. La casa di Giammìl ha una cintura
  150. di fiamma. Appiè, appiè, cavalleggere!
  151. Vengono di Taruna e di Tagiura,
  152. vengon di Gariàn e di Misrata;
  153. e dal Deserto un'altra massa oscura
  154. s'avanza già sotto la cannonata.
  155. Or biancheggiano al vento i baracani:
  156. s'arrossano se scoppia la granata.
  157. Occhio alla mira ferma, o cristiani.
  158. Solo chi sbaglia il colpo è peccatore.
  159. Vi sovvenga! Non uomini ma cani.
  160. Per secoli e per secoli d'orrore,
  161. vi sovvenga! Dilaniano i feriti,
  162. sgozzan gli inermi, corrono all'odore
  163. dei cadaveri, i corpi seppelliti
  164. dissotterrano, mùtilano i morti,
  165. scempiano i morti. Straziano i feriti,
  166. gli inermi, i prigionieri, i nostri morti!
  167. Vi sovvenga. Dovunque è il tradimento,
  168. nelle case, nei fondachi, negli orti,
  169. nel verde d'ogni palma, nell'argento
  170. d'ogni olivo, allo svolto d'ogni via.
  171. I marinai lo fiutan sottovento.
  172. O Tripoli, città di fellonìa,
  173. tu proverai se Roma abbia calcagna
  174. di bronzo e se il suo giogo ferreo sia.
  175. Avanti, o Bracciaferri, Adorni, Bagna,
  176. Pergolesi, Coralli! Il maschio Fara
  177. vi guarda. Cresce il sangue e mai non stagna.
  178. Tutti in piedi. Nessuno si ripara.
  179. Chi cade, si rialza; e poi stramazza.
  180. La spalla del soldato è la sua bara.
  181. Immune su la grandine che spazza
  182. l'Oasi atroce, splendido nell'alto
  183. cielo un alato spia. Salute, o Piazza,
  184. Mòizo, Gavotti dal tuo lieve spalto
  185. chinato nel pericolo dei vènti
  186. sul nemico che ignora il nuovo assalto!
  187. Anche la morte or ha le sue sementi.
  188. La bisogna con una mano sola
  189. tratti, e strappi la molla con i denti.
  190. Poi, come il tessitor lancia la spola
  191. o come il frombolier lancia la fromba
  192. (gli attoniti la grande ala sorvola)
  193. di su l'ala tu scagli la tua bomba
  194. alla sùbita strage; e par che t'arda
  195. il cuor vivo nel filo della romba.
  196. Non guarda il cielo Pietro Ari. Guarda
  197. tra sacco e sacco. Pelle non scarseggia.
  198. Sceglie, tira, non falla. È testa sarda.
  199. Non si volta, non grida né motteggia.
  200. Mira e tira. Una palla squarcia un sacco.
  201. Una rimbalza su la canna e scheggia
  202. la cassa. Un'altra viene a tiro stracco
  203. e un po' lo pesta. Un'altra vien di schiàncio
  204. e lo strina. Egli morde il suo tabacco.
  205. È a testa nuda, testa quadra. A un gancio
  206. pende l'elmetto. Intorno è pien di bòssoli.
  207. Ancor nella gamella è caldo il rancio.
  208. Anima, corpo e patria son nel fosso
  209. come in un focolare più capace
  210. che l'arborense. Una man sacra ha smosso
  211. col ferro nella cenere la brace
  212. dentro il cerchio dei sassi. Le sorelle
  213. cuciono in sogno il suo gabban d'orbace.
  214. Ei dormirà, come le prime stelle
  215. tremino, su la stuoia stesa in terra.
  216. Or è nella mislèa. «Pelle per pelle»
  217. dai padri suoi che dormono sotterra
  218. fu comandato. Or contro questi cani
  219. sta con fegato buono a mala guerra.
  220. Quante grandùre, quanti baracani
  221. colcò, sotto la grandine che scroscia!
  222. Ancor uno! Ancor uno! Oggi e domani
  223. e mai sempre. Una palla nella coscia
  224. gli spezza il taglio della baionetta
  225. cinta al fianco, e nell'osso della coscia
  226. il mozzicon del ferro gli s'imbietta
  227. forte così che sola una tanaglia
  228. o la mano del Sardo in una stretta
  229. cruda lo possa svellere. Ei travaglia
  230. seduto su lo zàino. Alfin lo svelle.
  231. S'alza nel sangue, e torna alla battaglia.
  232. Non torna al focolare? Le sorelle
  233. cuciono in sogno il suo gabban d'orbace.
  234. Or tinto è il panno, e l'opre son più belle.
  235. Ancor uno! Ancor uno! Non è pace
  236. ancóra. In piedi nel suo sangue, ammazza.
  237. Il sangue scorre e l'anima è tenace;
  238. ché rugge in piedi tutta la sua razza
  239. ora nel suo coraggio, su quell'osso
  240. scheggiato, e del suo sangue egli la chiazza.
  241. Ancor uno! Due tre gli sono addosso,
  242. lo prendono, gli strappano il fucile,
  243. lo forzano, lo traggono dal fosso.
  244. Non son que' cani, sono i suoi! Le file
  245. de' suoi vede in ginocchio ai parapetti,
  246. i pacchi di cartucce nel barile;
  247. gli scatti ode, gli scocchi dei moschetti;
  248. ode il tonfo d'un corpo che si piega,
  249. la rabbia che stridisce su gli elmetti.
  250. E il taciturno supplica, diniega,
  251. minaccia, si dibatte. Il sangue scorre
  252. per la barella. Ei rugge ancóra, e prega!
  253. Verso Messri, un eroe nomato Astorre
  254. ha tolto all'orda lo stendardo verde;
  255. e tutto il fronte alla riscossa accorre.
  256. Su, compagnia dello stendardo verde,
  257. Ottava! Su, la Settima, col prode
  258. Orsi! L'inferno di Giammìl si perde.
  259. Spinelli, alla riscossa! Ala dell'Ode,
  260. non batti se non come il chiuso cuore.
  261. Chiusa fremi, e il tuo numero non s'ode.
  262. Come quella d'Atene, per amore
  263. della mischia, t'allacci i tuoi calzari,
  264. Ode, e ricalchi l'orme del valore.
  265. Dal ciglio dei ridotti e dei ripari
  266. sporgi, Gloria più giovine, ed irraggi
  267. gli oscuri eroi pel cor di Pietro Ari.
  268. A corpo a corpo! Son tenuti i gaggi
  269. della Corsina e quelli di Marsala.
  270. Su la mischia feroce, su i selvaggi
  271. urli, sul mucchio, sul baglior ch'esala
  272. dall'animo scagliato a tutta possa,
  273. subitamente par che passi l'ala
  274. di quel mantello e la camicia rossa
  275. rilampeggi e racceso per la duna
  276. il riverbero sia di Gibilrossa.
  277. Croce d'argento contro mezzaluna!
  278. Undecimo, con l'ugne riafferri
  279. pe' capegli di dietro la fortuna.
  280. Chi balza con lo stuolo irto di ferri
  281. di là dalle trincere e dai destini
  282. verso la sua bellezza? È Pietro Verri.
  283. «Avanti, marinai, garibaldini
  284. del mare!» Par che su lo scarno viso
  285. l'ardente ombra del Sìrtori s'inclini.
  286. Rotta la fronte che fu pura, ucciso
  287. cade. Par che l'alfiere da Camogli
  288. su le spalle si carichi l'ucciso.
  289. «Avanti!» Non è tempo di cordogli.
  290. Il pericolo ondeggia. Il tradimento
  291. è dietro i muri, è dietro i tronchi spogli
  292. che la grandine schianta; è in tutto il vento
  293. del Deserto e dell'Oasi. La sorte
  294. balena. Alla riscossa! Ei non son cento,
  295. e la bandiera sventola. Ora, o Morte,
  296. ei son cinquanta. E la bandiera sventola.
  297. Dov'è Giacomo Medici? Ora, o Morte,
  298. non son che dieci. E la bandiera sventola.

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