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Stampa tipografica

di Antonio Abbate

INTRODUZIONE ALLA STAMPA TIPOGRAFICA

La Stampa Tipografica (o anche stampa a caratteri mobili) è un procedimento di stampa molto semplice da capire. In pratica gli organi principali della macchina da stampa sono (oltre al gruppo di inchiostrazione ed i vari gruppi presenti in quasi tutti i tipi di macchine da stampa): lʼorgano di pressione ed il piano portaforma. La forma di stampa viene agganciata sul piano portaforma. La forma di stampa (o matrice) è composta da una serie di caratteri mobili, linee, righe di piombo (Linotype) e/o cliché. Il funzionamento della macchina da stampa è semplice da capire, cʼè una tavoletta di immissione con la pila di fogli caricata su di essa dalla quale una pinza prende un foglio e lo trascina tra il piano pressore ed il piano portaforma. Il piano pressore va in pressione sul piano portaforma ed infine la stessa pinza che ha preso il foglio lo porta su unʼaltra tavoletta (di uscita) dei fogli.

I CARATTERI MOBILI

L'uso dei caratteri mobili avviene sostanzialmente secondo l'antico sistema inventato da Gutenberg. Si tratta di riprodurre il testo con dei blocchetti in lega di piombo su ognuno dei quali è inciso in rilievo un segno tipografico (una lettera, un numero e così via). È comprensibile perciò che questi blocchetti, dovendo formare il testo all'interno di una pagina, debbano possedere una forma regolare e ben precisa. Si stabilisce quindi di prendere un'unità di misura e di fare in modo che ogni variazione avvenga secondo multipli o sottomultipli di tale misura (spazi tra le lettere, altezza o larghezza delle lettere e così via). Tale unità di misura è chiamata punto tipografico o punto Didot (dal nome del tipografo francese che lo stabilì nel Settecento, Firmin Didot). Tale unità corrisponde a poco meno di 0,376 mm, nei Paesi anglosassoni a 0,352 mm. Il punto è anche chiamato piccola unità tipografica, in virtù del fatto che esiste la grande unità tipografica o riga, corrispondente a 12 punti. La grandezza di un carattere viene perciò misurata in punti e viene chiamata corpo, ma dato che ogni carattere avrà, in generale, un'altezza diversa dagli altri, ci si riferisce all'altezza del blocchetto di piombo che lo imprime sulla carta. Ogni blocchetto sarà, come detto, uguale all'altro.

LA LINOTYPE

Una delle premesse da fare è che la Linotype non è una macchina da stampa, ma una macchina per produrre delle righe di testo in piombo (quindi una macchina che produce matrici da stampa). La Linotype fu una grande invenzione, essa infatti automatizzò per così dire il lavoro dei compositori, cioè il tipografo non componeva più le forme tipografiche completamente a mano, ma appunto tramite la Lynotipe. Il funzionamento della Linotype è semplice. Gli organi principali della macchina sono: la caldaia che contiene il piombo fuso (circa 250°), il compositoio, i magazzini (contenenti le matrici), la tastiera e gli organi di fusione. Praticamente il linotipista scrive attraverso la tastiera, che è collegata tramite piccole levette (una per ogni lettera) alle matrici poste in alto nel magazzino, facendo così scendere le matrici e gli “spazi mobili” (spazi mobili perché al momento della pressione del piombo fuso verso le matrici gli spazi mobili appunto si allargano riempiendo al massimo la giustezza della riga in modo tale che il piombo fuso non possa arrivare addosso al linotipista) nel compositoio. Nel compositoio le matrici vengono allineate e inviate agli organi di fusione. A questo punto un pistone fa arrivare il piombo fuso alle matrici, creando quindi la riga di piombo. Le matrici sono incavate posteriormente in modo tale che il piombo che viene spruzzato vada a finire al loro interno per poi comporre la riga. Infine le matrici utilizzate per la riga di piombo appena creata verranno mandate ad un organo di distribuzione che tramite un incavo speciale che contiene ogni matrice le riporterà nel proprio magazzino al proprio posto.

CLICHÉ

Il Cliché non è altro che una forma di stampa tipografica contenente un immagine (o comunque un qualsiasi grafismo), una sfumatura ecc. I cliché vengono adoperati perché in tipografia vengono utilizzati di base solo i caratteri mobili e le linee. Praticamente per stampare una figura ovale ad esempio bisogna produrre un cliché. Il cliché può essere fatto con due materiali diversi (ovviamente con due principi diversi). Può essere in zinco o in fotopolimero. I cliché di zinco (molto utilizzati anni addietro) venivano incisi a mano con speciali attrezzature, mentre i cliché in fotopolimero (i più utilizzati oggi) possono essere prodotti direttamente in tipografia tramite unʼapparecchiatura appunto per la produzione di cliché e timbri in fotopolimero. Io descriverò il procedimento per la produzione dei cliché in fotopolimero.

In pratica la produzione del cliché attraversa i seguenti passaggi.

Elaborazione Grafica al Computer -> stampa su pellicola in “emulsione dietro” in negativo -> montaggio pellicola su cliché vergine (lato emulsione con lato superiore del cliché, quindi la parte contenente i grafismi) -> esposizione del cliché (con pellicola) a particolari luci UV (circa 5 minuti) -> lavaggio del cliché (per eliminare quindi i contrografismi ammorbiditi dalla luce UV) -> asciugatura del cliché -> esposizione cliché (senza pellicola) a lampade UV (altri 5 minuti).

Alla fine di questo ciclo di produzione abbiamo quindi il nostro cliché.

Il Clichè verrà poi fissato su speciali basi in acciaio (un poco più basse dei caratteri mobili), e successivamente verrà montato in macchina assieme alla forma di stampa, per poter successivamente essere inchiostrato ed infine passare lʼinchiostro sul supporto cartaceo.

LA CORDONATURA:

La cordonatura consiste nel semplice fatto di mettere una linea di cordone allʼinterno della forma di stampa. Il fine che si prepone la cordonatura e quello di lasciare una piega sul supporto, in modo tale che il foglio si possa piegare bene (quindi una piega precisa e non storta).

LA PERFORATURA:

La perforatura come nel caso della cordonatura consiste nel semplice fatto di mettere allʼinterno della forma di stampa una linea di perforazione. La perforatura ha invece come scopo quello di perforare il foglio, cioè in questo modo (praticamente la perforatura serve per poter staccare i fogli da un blocchetto ad esempio.)

LA NUMERAZIONE:

La numerazione consiste nello stampare un numero progressivo o regressivo sui fogli che vengono stampati.

In pratica il numeratore è un apparecchio piccolo circa 4 x 1,5 cm che viene inserito nella forma da stampa. Esistono vari tipi di numeratori a varie cifre, ma il più utilizzato è quello a 6 cifre composto in questo modo: N° 000000. Praticamente la N° del numeratore è mobile, nel senso che scende e sale. Quando il piano di pressione pressa sulla forma di stampa (e quindi anche sul numeratore) la N° del numeratore scende (durante la pressione per il passaggio dei grafismi sul supporto rimane in pressione) imprimendo il numero sul foglio, al momento del distacco tra il piano di pressione e la forma la N° sale e fa scattare un numero (ad esempio prima della pressione cʼè N° 000001 e dopo la pressione troveremo N° 000000 e così via). La numerazione viene spesso utilizzata su ricevute fiscali.

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