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La prima guerra mondiale

di Arianna Antonielli -  CLASSE  3 media C - Anno scolastico 2007/2008

 

 

Ø  Le premesse

Ø 1914-: inizio del conflitto

Ø 1916: la guerra di posizione

Ø Italia incerta tra neutralità e intervento

ØDichiarazioni di guerra

Ø 1917: l’entrata in guerra degli Stati Uniti, il ritiro russo

Ø 1918: Anno della vittoria -  fine del conflitto

Ø Bilancio della guerra e nuovo disegno geo-politico europeo

Ø Conseguenze economiche e conflitti sociali

 

 

Premesse

 

 

 

            Nel periodo precedente lo scoppio della guerra , esistevano delle rivalità fra le potenze Europee:

  • Il conflitto di interessi economici fra la Germania, diventa la prima potenza industriale del continente e la Francia e l’Inghilterra che ostacolavano le pretese della Germania, anche sul terreno coloniale:

  • Il desiderio di rivincita della Francia dopo la sconfitta del 1870 contro la Germania e la perdita della Alsazia e della Lorena. La spinta verso l’indipendenza dei popoli dominati dall’impero Austriaco e dall’impero russo.

  • La rivendicazione della Serbia che mirava a unificare sotto di se gli Slavi della penisola Balcanica;

  • L’Italia rivendicava Trento e Trieste ancora in territorio Austro Ungarico.

  • Esistevano due schieramenti politico-diplomatici:

    • la triplice Intesa formata da Russia, Francia e Inghilterra;

    • La triplice alleanza formata da Germania, Austria, Ungheria e Italia.

Entrambe le alleanze  univano nazioni con interessi contrastanti.

L’Italia si trovava alleata con il suo tradizionale avversario e cioè l’Austria che ancora occupava territori italiani.

La Germania pensava un giorno, di  unificare sotto di se tutti i popoli di lingua tedesca, incluso quello Austriaco. La Francia e l’Inghilterra erano i paesi Europei più sviluppati e si trovavano alleati con la  Russia, che era molto arretrata.

 

1914: L’INIZIO DEL CONFLITTO

Sarajevo 1914: attentato all'arciduca Francesco Ferdinando

Assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando 1914

Il 28 giugno 1914, a Sarajevo, l’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono d’Austria, e sua moglie Sofia furono uccisi dal nazionalista serbo Gavrilo Princip (nella foto d’epoca, il momento del suo arresto). L'assassinio minò l’assetto delle potenze europee, già in grave crisi, e il fragilissimo rapporto dell’Austria con la Russia, grande protettrice della Serbia, diventando la miccia che avrebbe fatto divampare la prima guerra mondiale. Il 28 luglio infatti l’Austria-Ungheria, con l’appoggio dell’alleato tedesco, dichiarò guerra alla Serbia.

Il fatto scatenante del conflitto fu l’attentato di Sarayevo, capitale della Bosnia, quando il 28 giugno 1914 venne ucciso l’arciduca Francesco Ferdinando erede al trono d’Austria.

Questo ultimo inviò un ultimatum alla Serbia reclamando la consegna del giovane studente Serbo responsabile dell’attentato: Gavrilo Princip al rifiuto della Serbia l’Austria dichiarò guerra (28 luglio 1914).

La Russia ordinò al proprio esercito di intervenire sul confine austriaco. Scatto allora il meccanismo delle alleanze.

 

TRIPLICE ALLEANZA

Germania

Austria

Turchia

Bulgaria

 

TRIPLICE INTESA

Francia

Russia

Inghilterra

Romania

Giappone

 

Fra le potenze maggiori solo l’Italia rimase per il momento neutrale, valendosi delle clausole previste dalla triplice alleanza.

Poiché la triplice alleanza aveva scopi di difesa e non di aggressione, l’Italia sostenne di non aver alcun obbligo di schierarsi al loro fianco.

La Germania già da anni stava preparando l’attacco alla Francia, allora allo scoppio della guerra decise di raggiungere Parigi per il Belgio, che era neutrale.

Le truppe tedesche però non riuscivano a raggiungere Parigi, perché i francesi opposero resistenza sul fiume Marna.

 

1916: GUERRA  DI POSIZIONE

A questo punto la guerra di movimento si trasformò in guerra di posizione. Infatti vennero scavati lunghi corridoi aperti nel terreno chiamati trincee, dove i soldati vivevano esposti alle bombe e alle malattie. Tutto ciò causò delle perdite umane altissime.

 

L’ITALIA INCERTA TRA NEUTRALITA’ E INTERVENTO

In Italia, intanto, l’opinione pubblica era divisa. Da una parte vi era chi voleva mantenere la neutralità e dall’altra che voleva combattere a fianco dei francesi e degli inglesi.

Fra i primi chiamati neutralisti , vi erano molti cattolici e molti socialisti. Lo stesso Giolitti era favorevole alla neutralità, poiché pensava che in questo modo l’Italia potesse ottenere le terre che ancora erano sotto il dominio Austriaco.

I secondi, chiamati interventisti, volevano entrare in guerra al fianco della Triplice Intesa, fra questi c’erano i nazionalisti, ma anche molti democratici e socialisti riformisti come Benito Mussolini. La decisione di entrare in guerra o no aveva anche un risvolto economico, infatti, l’Italia importava dall’Inghilterra le materie prime e schierarsi con l’Austria e la Germania avrebbe significato perdere tali rifornimenti.

 

DICHIARAZIONE DI GUERRA

Dopo mesi di discussione e di contrasti nel paese, il 26 aprile 1915 il governo Italiano, firmò un patto segreto con la Francia e con l’Inghilterra impegnandosi ad entrare in guerra entro un mese.

Numerose ed accese furono le manifestazione di piazza per sostenere l’intervento  l’Italia entrò in guerra il 24 maggio a fianco dell’intesa.

L’esercito Italiano venne schierato sul lago di Garda fino a Gorizia. La strategia dei comandi militari è basata inizialmente sulla guerra di movimento, per questo motivo furono lanciate quattro grandi offensive sul fiume Sonzo, senza nessun vantaggio militare concreto.

Così, anche sul fronte italiano si passò alla guerra di Trincea. L’unico risultato significativo degli italiani fu la presa di Gorizia (1916).

Intanto sul fronte francese ci furono due battaglie, Verdun e Somme, anche queste prive di risultati concreti. Sempre nel 1916 ci fu la battaglia presso la penisola dello Yutland, tra la flotta Inglese e quella Tedesca (perché l’Inghilterra cercava di bloccare i porti tedeschi per ostacolare i rifornimenti delle merci).

Il controllo dei mari rimarrà nelle mani della flotta inglese ma la marina Tedesca continuo con la guerra sottomarina (sommergibili tedeschi cercavano di ostacolare le navi che rifornivano l’Inghilterra).

 

1917: ENTRATA IN GUERRA DEGLI STATI UNITI, IL RITIRO RUSSO

Nella primavera del 1917 si verificarono due avvenimenti che si sarebbero rivelati poi decisivi per l’esito della guerra:

  1. In Russia il partito Bolscevico di Lenin dopo aver deposto lo Zar Nicola II prese il potere. Nel 1918 Lenin firmò il trattato di pace Brest-Litovsk con la Germania. La Russia usciva dal conflitto perdendo Polonia, Estonia, Lettonia, Lituania e Filanda.

  2. L’intervento degli Stati Uniti, che già precedentemente avevano finanziato le potenze dell’intesa. Inoltre i sommergibili tedeschi avevano affondato le navi civili americani , il siluramento del transatlantico Lusitania in particolare, aveva suscitato molto risentimento da parte dell’opinione pubblica americana, perché erano morti 124 cittadini statunitensi.

      Così nell’aprile 1917 gli Stati Uniti, entrano in guerra a fianco dell’intesa.

 

DA CAPORETTO AL PIAVE

 

Il comando austriaco organizzò una potente offensiva contro l’Italia sul fiume Isonzo (il fronte orientale era stato abbandonato dai russi).

L’attacco sfondò lo schieramento italiano a Caporetto (24-30 ottobre 1917), la ritirata fu disastrosa e diverse postazioni furono abbandonate. Il generale Cadorna fu sostituito da Armando Diaz. L’offensiva nemica fu successivamente fermata sull’altopiano di Asiago, sul monte Grappa e lungo il fiume Piave (si promise ai soldati la distribuzione della terra una volta terminata la guerra). Nel frattempo in Germania la situazione era piuttosto critica perchè il blocco navale degli Inglesi impedì alla Germania di ricevere rifornimenti di viveri e di materie prime.

Questo motivo è giudicato dagli storici come il motivo principale della sconfitta della Germania.

 

1918 – ANNO DELLA VITTORIA –FINE DEL CONFLITTO

 

Nella primavera del 1918 i Tedeschi tentarono di sfondare lo schieramento Anglo-Francese riuscendo a raggiungere la Marna. Gli alleati respinsero i Tedeschi e si assicurarono la vittoria finale. Gli italiani respinsero gli austriaci e respinsero la battagli di Vittorio Veneto; il 3 novembre le truppe italiane entrarono a Trento poi a Trieste.

Con la sconfitta della Germania e dell’Austria finiva la  PRIMA GUERRA MONDIALE.

Il bilancio della guerra fu tragico i morti in Italia furono 9 milioni più mutilati invalidi feriti e il problema del difficile reinserimento dei reduci.

La durezza delle condizioni di pace sarà la premessa per lo scoppio della seconda guerra mondiale.

 

LA CONFERENZA DELLA PACE E I 14 PUNTI.

                                             

 

Nel gennaio 1919 si riunì a Parigi la conferenza della pace, a essa parteciparono i rappresentanti delle nazioni vincitrici:

·         Wilson:                 Stati Uniti

·         Clemenceau:    Francia

·         George:              Inghilterra

·         Orlando:              Italia

Il presidente Americano Wilson, aveva già esposto con i suoi 14 punti, i principi fondamentale ai quali i trattati di pace si sarebbero tenuti attenere.

 

                                                      TRATTATO DI VERSAILLES

Trattato di Versailles

Nel 1919, dopo la sconfitta subita dalla Germania nella prima guerra mondiale, i rappresentanti degli stati vincenti si riunirono a Versailles per stabilire le condizioni di pace. Parteciparono ai negoziati (da sinistra a destra) Lloyd George, primo ministro britannico, Giorgio Sidney Sonnino, ministro degli Esteri italiano, Georges Clemenceau, primo ministro francese, e il presidente degli Stati Uniti Woodrow Wilson.  

Francia e Inghilterra erano intenzionate a trarre dalla pace grandi vantaggi, inoltre, volevano ridimensionare per sempre la Germania obbligandola a pagare pesanti indennizzi.

Soprattutto la Francia voleva infliggere un’umiliazione vera e propria alla Germania. 

nuovo disegno geo-politico dell'Europa (prima e dopo la guerra): 

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