Paesaggi

di Miguel de Unamuno

Introduzione e traduzione di Sandro Borzoni

I paesaggi non sono mai anonimi e impersonali, il loro profilo riflette le vite degli uomini che li hanno abitati, che hanno solcato la terra generazione dopo generazione e si sono nutriti dei frutti del proprio lavoro. Se scegliamo l'antico rettore dell'Università di Salamanca per scoprire questi scenari, i campi di Castiglia e le sinuose rive del fiume Tormes si apriranno al nostro sguardo con tutta la ricchezza del loro passato e non ci sveleranno solo un fedele quadro della meseta, perché quei campi, Unamuno, non si limitò a viverli, seppe anche sognarli. Alla ben nutrita schiera di letterati che immortalarono Salamanca mettendovi in scena le loro storie e le loro leggende, si aggiunge anche il suo ricordo, e quei paesaggi che appartennero al sogno di Fra' Luis e alle peregrinazioni di Lazarillo, oggi sono anche di Unamuno.

Miguel de Unamuno ha pubblicato romanzi, saggi, articoli e raccolte poetiche, fu un intellettuale a tutto tondo, compromesso con la politica e la società del suo tempo. Fra le sue opere principali Del sentimento tragico della vita, San Manuel Bueno. Martire, Il Cristo di Velázquez.

Federigo Giolli, l'autore della postfazione - che è tratta da un suo articolo pubblicato sulla Nuova Antologia - fu il primo amico e corrispondente di Unamuno in Italia.

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