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Produzione delle droghe

Premetto che le droghe si distinguono tra droghe legali ( come il caffè, l’alcool e  il tabacco), e droghe illegali ( come marijuana , hashish, oppio, eroina, cocaina, crack, ecstasy, ecc).  In genere si distinguono all’interno dei prodotti illegali  le droghe pesanti cioè che danno dipendenza fisica, e quelle cosiddette “leggere” cioè che non danno una immediata dipendenza fisica. Sempre tra le droghe illegali occorre fare un’altra distinzione tra droghe cosiddette sintetiche ( prodotte in laboratorio ) e naturali o tradizionali ( derivanti da piante). Queste ultime, cioè quelle naturali, si producono essenzialmente nei paesi sottosviluppati dove, a fronte di un basso costo di produzione, assicurano ai contadini un alto reddito altrimenti non realizzabile.

Di seguito, in sintesi, distinte tra droghe naturali e sintetiche, si riportano le diverse forme di produzione delle principali droghe in commercio.

Droghe naturali

LA COCAINA:

la cocaina, in natura, è un alcaloide ad azione stimolante che si estrae dalle foglie della pianta denominata Erithroxylon Coca. La pianta della coca cresce spontaneamente sulle Ande e nell’America Latina in genere. La concentrazione di cocaina nelle foglie è minima, ma attraverso macerazione di più foglie si ottiene la pasta di coca. Attraverso lavorazioni ulteriori con acido solforico, solventi e acido cloridrico, dalla pasta viene ricavata la cocaina pura che si presenta come un materiale compatto.

 

L’OPPIO:

L’oppio è un derivato del papavero da oppio, pianta a fiore (angiosperma) appartenente alla famiglia delle papaveracee. Il nome scientifico, papaver somniferum, ne sottolinea le proprietà narcotiche dovute all’azione di avari alcaloidi, principalmente la morfina, presenti nell’oppio grezzo. L’oppio, pianta erbacea a ciclo annuale, produce un frutto simile a una grande capsula. Contrariamente a quanto si pensa, il papavero non si incontra soltanto nelle montagne asiatiche, E’ abbastanza comune anche in Europa, dove trova gli stessi terreni calcarei. In diverse nazioni europee, es. Germania, la coltivazione del papavero somniferum è permessa solo con una licenza statale.  Il primo produttore mondiale d’oppio è l’Afghanistan. L’oppio si ottiene praticando delle incisioni longitudinali sulle capsule non ancora mature della pianta di papavero. Il succo bianco e denso che ne fuoriesce si rapprende a contatto con l’aria e diventa scuro e resinoso. La materia allo stato grezzo deve essere fatta fermentare con l’aggiunta di un particolare tipo di fungo, l’aspergillus niger, per poter essere quindi utilizzata. L’oppio è  consumato come stupefacente, in particolare, sotto forma di eroina. L’oppio è una sostanza ricca in alcaloidi di cui i più attivi sono la morfina e la codeina.

 

L’EROINA:

L’eroina è ricavata dalla morfina che, come anzi detto, è un derivato dell’oppio. Il ciclo di produzione dell’eroina è molto complesso poiché necessita di sedici operazioni di trasformazione.  E’ possibile quantificare questo processo stimando che 500.000 fiori di papavero producono circa 10 kg di oppio, da cui si ricava 1 kg di eroina. Recentemente è stato scoperto che acetificando la morfina per mezzo dell’anedride acetica è possibile ottenere direttamente l’eroina. Tutta la produzione avviene in laboratori clandestini  secondo metodi e cicli di lavorazione che incidono in misura determinante sulla qualità e grado di purezza della sostanza ottenuta.

 

LA CANAPA E I SUOI PRODOTTI:

Il nome scientifico della pianta è Cannabis sativa. E’ una pianta annuale, proprio come il basilico o il pomodoro, ma cresce notevolmente di più e soprattutto più in fretta. Esistono numerose varietà ce si distinguono per grandezza e forma del cespuglio. Un botanico sovietico classifico la canapa in tre diverse specie: cannabis sativa; cannabis indica e cannabis ruderalis. La sostanza responsabile dell’effetto stupefacente della canapa si chiama THC ( delta – 9 – tetra idrocannabinolo ), che si trova soprattutto nella resina prodotta dalle infiorescenze dei fiori femminili. La canapa senza THC non è una canapa per droga ma viene invece impiegata per scopi industriali. La canapa è coltivata quasi da per tutto, compresa l’Italia. Derivati della canapa sono la marijuana e hashish. La marijuana si ottiene  per mezzo di  un miscuglio di foglie e fiori di cannabis essiccati e triturati. L’hashish invece non altro che la resina pressata della pianta. Particolar che si ritiene interessante  è che, la canapa è considerata la miglior fonte vegetale di biomassa per produrre energia.  Potrebbe dimostrarsi degna sostituta del petrolio per la produzione di un carburante vegetale più ecologico.

 

Droghe sintetiche

Sono droghe che stanno avendo una notevole diffusione. Sono facili da assumere (per lo più sono in pasticche), oltre ad essere accompagnate dalla falsa  convinzione di non sviluppare la stessa dipendenza dell’eroina e di non recare il rischio di infezioni. Si tratta, appunto, di un convinzione falsa, poiché:

-          le droghe di sintesi, in particolare l’ecstasy, non sono affatto sicure essendo sostanze prodotte in laboratorio in modi spesso approssimativi ed “artigianali”;

-          i principi attivi che contengono, in ogni caso agiscono su alcuni settori del sistema nervoso centrale e possono variamente danneggiarlo anche in modo permanente.

Tra le diverse tipologie di droghe sintetiche, per ovvie ragioni di sintesi, si relaziona solo su quelle di maggiore diffusione:

 

ECSTASY:

Con tale nome, in realtà vengono chiamate sostanze diverse, ( ne esistono circa 180 varianti), tutte prodotte in laboratorio. La più importante e l’ MDMA, un derivato dell’amfetamina.

 

LSD:

Conosciuto come “acido”, la dietilamide dell’acido lisergico è l’allucinogeno più diffuso in Italia e nel mondo. Le droghe allucinogene sono sostanze per lo più d’origine vegetale, ma anche simisintetiche  come la LSD.  L’acido lisergico si trova nell’ergot, un fungo parassita della segale. LSD è stato sintetizzato per la prima volta nel 1938 nei laboratori di Sandoz di Basilea da Albert Hofman.

 

ANFETAMINE:

Sono un gruppo di sostanze di sintesi, quindi prodotte in laboratorio, ad azione stimolante. L’amfetamina ed i relativi derivati fanno parte di una vasta classe di composti denominati fenetilamine, una sostanza presente nei tessuti animali e vegetali. Le amfetamine sono derivati sintetici dell’efedrina e appartengono al gruppo di farmaci simpaticomimetici.

  • dalla Tesina per scuola media La droga di Andrea Depani

Indicazioni bibliografiche

 

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2-Miriam Gaudio (676 file)

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