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Geert Wilders, l'integralismo islamico e l'ONU.

di A. Lalomia

" Il mio idolo è Oriana Fallaci: lei aveva capito la pericolosità dell'invasione islamica! "
(Geert Wilders) (1)

Le elezioni legislative che si sono svolte il 9 giugno 2010 in Olanda saranno ricordate nella storia politica del Paese come un terremoto.Il partito cristiano-democratico del premier Jan-Peter Balkenende, al potere da otto anni (per un totale di quattro governi), è rimasto con ventun deputati, dopo averne persi venti. Liberali e laburisti hanno ottenuto complessivamente una sessantina di seggi (trentuno i primi e trenta i secondi), lontani quindi dalla maggioranza necessaria per guidare il Paese.

I liberali hanno guadagnato nove seggi, conquistando la maggioranza relativa, mentre i laburisti ne hanno persi tre.

Il vero vincitore delle elezioni, comunque, è il PVV, il Partito della Libertà di Geert Wilders: il suo movimento è passato da nove a ventiquattro deputati, diventando così il terzo partito a livello nazionale, dopo liberali e laburisti. Un traguardo strepitoso, visto che il PVV si è presentato alle elezioni per la prima volta nel 2006.

Il PVV aveva già superato in modo brillante sia le elezioni europee del 2009 (16 %, a fronte del 6 % nelle politiche del 2006), che le amministrative di marzo 2010, quando all'Aja è diventato la seconda forza politica a livello municipale, con otto seggi.

Il trionfo di Wilders, se da un lato ha permesso a vasti settori della società olandese -settori che chiedono riforme radicali, soprattutto in materia di immigrazione- di essere ampiamente rappresentati in Parlamento, dall'altro ha reso le manovre per la costituzione del nuovo governo molto difficili (e infatti si trascinano faticosamente da settimane, con trattative interminabili, come da noi fino a qualche anno fa), anche perché determinati ambienti politici olandesi -e forse la stessa regina- non sembrano intenzionati a riconoscere al PVV il diritto di entrare nell'esecutivo, come chiede, direi legittimamente, il leader del Partito della Libertà.

In effetti, la regina sembra orientata a dar vita ad una compagine governativa con dentro i laburisti, i quali però, oltre a ricoprire Wilders di epiteti quali populista, demagogo, xenofobo, razzista e islamofobo, non vanno molto d’accordo neanche con i cristiano-democratici (sono stati proprio loro, nel febbraio 2010, votando contro il prolungamento della missione militare in Afghanistan, a causare la caduta di Balkenende e la fine anticipata della legislatura).

I liberali sono più possibilisti e Ruud Lubbers, che ha ricevuto dalla regina l'incarico di condurre le trattative (dopo un primo, vano tentativo di Mark Rutte), non esclude un' intesa con Wilders, magari sotto forma di appoggio esterno.
(Wilders proviene proprio dal VVD, il partito che ha visto come deputata anche Ayaan Hirsi Ali, la sceneggiatrice di origine somala del film "Submission", di Theo van Gogh, entrata pure lei nella lista nera dei terroristi islamici.)

Il ginepraio comunque rimane, perché lo schieramento di sinistra può contare complessivamente su una sessantina di parlamentari, tutti pregiudizialmente ostili al leader del PVV. D'altra parte, questo stesso schieramento non è coeso (l'unico elemento in comune è la forte idiosincrasia per Wilders) e quindi offre ben pochi contributi alla formazione di un nuovo esecutivo.

I motivi della demonizzazione di Wilders sono fin troppo noti e confermano la miopia, il buonismo suicida e la deriva filoislamista di parecchi politici europei e di certi opinionisti ed 'esperti' occidentali, che pontificano tranquillamente di cosmopolitismo, di melting pot, di dialogo, di tolleranza, di appeasement, di laicismo, di relativismo, di simbiosi tra civiltà diverse, di multiculturalismo, di integrazione, senza rendersi conto che per moltissimi immigrati queste sono formule senza senso, prive di ogni valore e che ormai in alcune regioni europee gli autoctoni sono diventati quasi ostaggio degli immigrati musulmani più o meno estremisti (2).

Secondo alcune stime, i musulmani presenti attualmente in Europa (in gran parte provenienti dal mondo arabo) sono almeno quaranta milioni. In Italia, i musulmani regolari superano i due milioni. In base ad alcune proiezioni, già entro il 2025 i musulmani potrebbero diventare la maggioranza in Europa. Diversi esperti sono convinti che ben prima della fine del secolo i cristiani saranno in netta minoranza. E d'altronde, già oggi, in alcune città dell'Europa Occidentale e Centrale i musulmani sono più numerosi dei cristiani e, quel che è più significativo, molto più devoti rispetto ai secondi.

La sensazione di sentirsi straniero in patria è ben nota, quando si frequentano quartieri delle nostre città dove quasi nessuno parla la lingua nazionale; quando si entra in una classe composta in maggioranza da allievi stranieri; quando si sale su un mezzo di trasporto pubblico; quando si gira per i negozi.

Wilders cerca da anni di sensibilizzare l'opinione pubblica in particolare contro la furia omicida di un certo tipo di islam e sui pericoli dell'islamizzazione dell'Europa. E' autore di un cortometraggio (3) che ne ha provocato la definitiva emarginazione dagli ambienti benpensanti. Per le sue idee -e soprattutto per il video- è finito in tribunale, è stato censurato due volte dal Parlamento europeo, nel 2009 gli è stato negato l'ingresso nel Regno Unito (salvo poi, dopo il successo alle amministrative del 2010, concedergli addirittura l'onore di parlare alla Camera dei Lords) e ovviamente è stato condannato a morte da Al-Qaeda. Vive 'blindato' , protetto 24 h al giorno, come Salman Rushdie, Magdi Allam ed altri personaggi che hanno creduto (e credono) fermamente nella libertà di espressione, a costo della vita privata - compromessa pesantemente- e a volte della stessa vita, come è stato per Theo van Gogh e Pim Fortuyn (di cui Wilders ha raccolto l'eredità politica). Ha ricevuto centinaia e centinaia di minacce di morte da parte dei fondamentalisti maomettani e il suo nome figura quasi sempre al primo posto nelle liste di obiettivi che vengono scoperti nei covi di terroristi islamici (4). Samir Azzouz -appartenente all'organizzazione terroristica "Hofstad" , al pari di Mohammed Bouyeri, anche lui di origini marocchine, come l'assassino di van Gogh (frequentavano la stessa moschea di Amsterdam)- aveva elaborato un piano per eliminare Wilders ed altri 'infedeli', nell'ambito di una serie di attentati stile 11 settembre; scoperto in tempo, è stato condannato a otto anni.

Il segretario generale dell'ONU, Ban Ki-moon, anziché prendere le difese del deputato europeo, ha pensato bene di redarguirlo aspramente e di additarlo al mondo intero come un fomentatore di razzismo; così i terroristi islamici che sono alla caccia di Wilders adesso possono dichiarare apertamente che anche l'ONU sta dalla loro parte. Per inciso, non risulta che lo stesso segretario generale abbia espresso una sola parola di biasimo contro media e personalità che, sia pure occasionalmente, hanno manifestato e continuano a manifestare le stesse opinioni di Wilders. Del pari, non esistono prove che il suddetto segretario si sia degnato di soffermarsi (anche soltanto per una timida presa di posizione) su "When we die as martyrs" (5) e altri ameni motivetti musicali che incitano i bambini arabi a farsi saltare in aria contro "il nemico sionista", o cantano le gesta di terroristi che hanno servito la causa mettendo a tacere per sempre i critici dell'islam. Non parliamo poi di condannare i leader politici e religiosi arabi (e non) i quali spingono alla distruzione completa di Israele, o che proclamano ormai esplicitamente che l'Europa -e il mondo intero- presto dovranno obbedire ad una sola religione, quella di Allah.

Tutto normale, per Ban Ki-moon.

L'unico empio è Wilders.

Perché ?

Perché, a differenza di altri personaggi (e di media che in genere riportano solo come riempitivi notizie su aspetti non propriamente accettabili dell'islam), il "libertario conservatore" (6) Wilders dedica al pericolo rappresentato dall'invadenza islamica buona parte della sua azione politica, giudicandolo (e come dargli torto ?) uno dei punti essenziali per la salvaguardia dell' identità storica e per la sicurezza dell'Europa e del mondo occidentale nel suo complesso, con una determinazione ed una grinta, ma anche un'affabilità, decisamente rare in un uomo politico. Wilders -per i benpensanti e i terroristi- ha il torto di dire a voce alta ciò che pensano decine di milioni di europei, timorosi però di esprimere pubblicamente le loro idee perché sanno fino a che punto può spingersi la violenza di certi musulmani.

In più, Wilders ha un'aggravante: e cioè quella di essere un grande amico di Israele e di avvertire ripetutamente sui gravi pericoli che correrebbe l'Occidente dall' indebolimento di Gerusalemme (7). La sconfitta di Israele nel duello che questo Paese sostiene da decenni con organizzazioni terroristiche e regimi totalitari, ammonisce, significherebbe la fine dell'Occidente, della democrazia, del Cristianesimo. Un'affermazione pienamente condivisibile.

Il comportamento del segretario generale, comunque, non deve stupire più di tanto: rappresenta un'ennesima conferma, in fondo, del baratro in cui è precipitata l'ONU, ormai prigioniera di regimi condannati per le continue e sistematiche violazioni dei diritti umani più elementari, occupata principalmente a sostenere i nemici di Israele (8), con risoluzioni che fanno capire il livello morale di chi le scrive e di quanti le approvano. Un organismo in gran parte squalificato e per di più costosissimo, con legioni di dipendenti che ricevono stipendi d'oro.

A dispetto del marchio d'infamia che gli è stato impresso, e con buona pace dei suoi nemici, le affermazioni di Wilders appaiono comunque addirittura caute rispetto a quanto si può apprendere da siti come http://www.thereligionofpeace.com/  (9) e http://www.jihadwatch.org/  (10), per citarne soltanto due.

Una prova in più, se mai ce ne fosse bisogno, di quanto sia strumentale la campagna di discriminazione e di ostracismo nei suoi confronti. Una campagna che non ha rinunciato a servirsi della sponda giudiziaria per danneggiarlo, con scarsi esiti, visto il responso delle urne.

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N.B.

Risultati delle elezioni politiche olandesi di giugno 2010.

1. VVD (Partito Liberale, guidato da Mark Rutte) : 31 seggi;
2. PvdA (Partito Laburista, guidato da Jakob Cohen): 30 seggi;
3. PVV (Partito della Libertà, guidato da Geert Wilders): 24 seggi;
4. CDA (Partito Cristiano-Democratico, guidato da Jan-Peter Balkenende): 21 seggi.
5. Altri partiti: 44 seggi.

L' Olanda è una monarchia costituzionale, con un Parlamento diviso in una Camera dei Rappresentanti (Camera Bassa, con 150 deputati) e una Camera dei Senatori (Camera Alta, con 75 componenti). I due rami del Parlamento, comunque, non hanno le stesse competenze: la seconda Camera, infatti (cioè il Senato), ha minori poteri della prima.

Il sovrano deve essere di fede riformata e svolge un ruolo non secondario nella formazione del governo e in altre occasioni.

Il giorno del compleanno della regina è festa nazionale, un dato che dovrebbe far riflettere.

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Wilders: immagini (file in WORD).


Note

(1) "Il Giornale", del 30-08-07. Riportato anche su
http://www.storialibera.it/attualita/islam_ed_europa/oriana_fallaci/articolo.php?id=2057/ .
Si veda anche, sullo stesso numero del "Giornale", "Olanda, chi critica l'islam rischia la decapitazione".
Piuttosto critico verso il parlamentare europeo è Franco Serra, "La strana Olanda di Wilders: anti-islam ma non razzista", su www.avvenire dell'11-07-10
http://www.avvenire.it/Mondo/La+strana+Olanda+di+Wilders+antiislam+ma+non+razzista_201007120844509770000.htm

anche se poi l'A. riconosce che "Secondo l’Aidv, il servizio olandese di sicurezza, sul milione di residenti musulmani (6% della popolazione) 50.000 sono "estremisti potenziali" e 1.200 sostengono attivamente i 200 "pronti alla violenza" ".
Sono cifre che andrebbero forse controllate (non bisogna dimenticare che, almeno ufficialmente, i Paesi Bassi hanno circa 16,5 milioni di abitanti), ma che in ogni caso indicano una realtà più che inquietante.
Vale comunque la pena precisare che l'azione politica di Wilders -e del PVV- non si limita al contrasto nei confronti del fondamentalismo islamico e alla richiesta di un contenimento dell'immigrazione (sia dai paesi arabi che dall'Europa dell'Est). Un altro punto importante del suo programma riguarda la lotta allo statalismo oppressivo (nella migliore tradizione liberale), che in Olanda si manifesta tra l'altro con prelievi fiscali molto forti. L'ampio e convinto consenso da parte dei suoi connazionali (ma non solo) nasce anche da questo fattore. L'indirizzo del sito di Geert Wilders è il seguente: http://www.geertwilders.nl/ . Si veda anche il portale del PVV (Partij Voor de Vrijheid): http://www.pvv.nl/. E' possibile che i nomi di alcuni partiti citati in questo articolo non corrispondano alla traduzione letterale.

(2) Questo naturalmente non significa che tutti gli immigrati sono dei delinquenti o pretendono di imporre la loro visione del mondo, di convertire i dhimmi e governare lo stato secondo la sharia. E' un fatto però che determinate realtà (soprattutto nelle grandi metropoli) hanno assunto ormai dimensioni tali da rendere appunto quantomeno ingenui i discorsi di chi è convinto che l'integrazione sia un valore accettato da tutti gli immigrati. Ed è piuttosto deprimente constatare che l'irenismo di certe persone si spinge fino al punto di non dar peso alle notizie che la cronaca ci fornisce quasi ogni giorno, con episodi che indicano senza equivoci la distanza che separa la nostra civiltà da un certo mondo islamico. Come si può rimanere ottimisti di fronte ad un marito musulmano il quale, interrogato dalle forze dell'ordine dopo aver massacrato la moglie per il suo "comportamento occidentale", risponde tranquillamente che aveva tutto il diritto di farlo, visto che l'aveva "comprata" ? E si badi che certe situazioni si verificano anche con immigrati successivi alla prima generazione e ben integrati. Non tutti, forse, sanno che Mohammed Bouyeri, l'assassino del regista olandese Theo van Gogh (v. oltre) proviene da una famiglia marocchina considerata quasi un modello di assimilazione. Al riguardo, cfr. Giulio Meotti, "Due paginette insanguinate: 'Sono fiero di aver ucciso Theo van Gogh' ", su www.ilfoglio.it/  del 17-07-10 (http://www.ilfoglio.it/soloqui/5771/) : "Per tutti “Mo” era un ragazzo “promettente”, “positivo”, a scuola i compagni lo ricordano introverso e “timido”. Scrive nel giornale della scuola, organizza banchetti e dibattiti pubblici. [......] Dopo l’11 settembre però Mohammed annuncia agli amici di voler “trovare la verità”. Inizia a minacciare gli amici che consumano alcol, si rifiuta di stringere la mano alle donne, indossa una tunica islamica e si fa crescere la barba. La “verità” gliela fornisce un imam fondamentalista, il siriano Abou Khaled."). V. anche "Ecco in esclusiva la lettera dal carcere dell'assassino di Van Gogh", su www.ilfoglio.it/  del 16-07-10 http://www.ilfoglio.it/soloqui/5772/ . Si tratta di una lettera su cui riflettere a lungo, perché è la risposta alla missiva di un bambino musulmano di dieci anni (appartenente ad una comunità di immigrati del Belgio francofono) che sembra rivolgersi al terrorista quasi con ammirazione. Dal messaggio, peraltro, si capisce che Bouyeri aveva già ricevuto altre testimonianze scritte di 'conforto' e di 'compassione'. Bouyeri non solo non mostra alcun pentimento per quello che ha fatto (l'omicidio feroce di van Gogh), ma ne va addirittura fiero, lasciando intendere che ripeterebbe il gesto. Sempre di Giulio Meotti, cfr. il pregevole "Eurabia è dentro di noi", su www.ilfoglio.it/  del 26-07-09 http://www.ilfoglio.it/soloqui/2974/ , che fornisce un quadro decisamente allarmante (quasi da incubo, verrebbe da aggiungere) del processo di islamizzazione dell'Europa. Un quadro che rappresenta un valido supporto a quanto Wilders afferma da anni e che è anche il frutto della debolezza etica dell'Occidente, della sua rinuncia ai precetti cristiani, del suo relativismo culturale, della sua pavidità, della sua ricerca spasmodica della ricchezza materiale.

(3) "Fitna", vincitore nel 2009 del Premio Oriana Fallaci. Definire il video un film è improprio, sia perché dura una quindicina di minuti, sia perché l'A. si limita a mettere insieme scene di atti di terrorismo islamico e lettura di versetti del Corano accompagnati da immagini di iman che incitano i fedeli alla lotta senza tregua contro i nemici di Allah, a cominciare dagli ebrei. Si tratta, quindi, di un documentario, realizzato per lo più attraverso un'operazione di assemblaggio di materiale già esistente, anche se poco noto al grande pubblico. Cfr. al riguardo: Dimitri Buffa, "Fitna, il film sull'islam censurato per paura", su www.loccidentale.it/  del 29-03-08 http://www.loccidentale.it/articolo/%22fitna%22+il+film+sull'islam+censurato+per+paura/ . Ingiustificato, quindi, lo scandalo che ha provocato nei Paesi Bassi e altrove. Lo scopo dell'A. è stato quello di dimostrare il collegamento tra l’estremismo islamico e alcune sure del Corano. Il filmato ha incontrato pesanti difficoltà anche per la sua presenza in rete, a causa delle reiterate minacce degli integralisti maomettani. Si può scaricare comunque in primo luogo dai siti collegati a Wilders (per esempio: http://www.wildersontrial.com/, un sito sulle varie fasi del processo avviato contro di lui -e ancora in corso- proprio a causa del documentario). Su youtube si trova poi altro materiale di e su Wilders, in genere interviste in Inglese (una lingua che conosce perfettamente).
Come spesso accade, al danno si sono aggiunte le beffe. Oltre all'ostracismo del video, infatti, Wilders ha dovuto risarcire con 3.000 Euro un rapper di origini marocchine (noto con il nome d'arte di Salah Edin, un nome che evoca scenari storici ben precisi) per aver inserito erroneamente la sua foto al posto dell'assassino di van Gogh, appunto Mohammed Bouyeri.
In realtà, la svista dipende dal fatto che il rapper aveva pubblicato sulla copertina di un suo album una sua foto con le sembianze di Bouyeri, in onore dell'omicida (e per questo è stato definito "Jihad rapper"). In più, l'europarlamentare olandese ha dovuto versare altre migliaia di Euro al fotografo del rapper per questioni di copyright. Tutto questo in base a quanto stabilito da un politicamente corretto tribunale olandese, che si è limitato soltanto a ridurre la richiesta di risarcimento di 25.000 Euro avanzata dal cantante, giudicandola eccessiva, visto che l'errore era stato causato dalla scelta del rapper stesso e considerata anche la pubblicità di cui il medesimo ha beneficiato gratuitamente a seguito della vicenda.
L'album citato è ancora in commercio.
Il video con la cerimonia della consegna del Premio Oriana Fallaci (avvenuta il 19-02-09) è reperibile in primo luogo su

www.unaviaxoriana.it/

http://www.unaviaxoriana.it/cgi-bin/uvpo/index.cgi?action=viewnews&id=952/

http://www.unaviaxoriana.it/cgi-bin/uvpo/index.cgi?action=viewnews&id=3395/

Sullo stesso sito, si può trovare il testo del discorso che Wilders pronunciò in quella circostanza. Spiace ricordare che, con la sola eccezione dell'On. Borghezio (Lega Nord), non erano presenti altri parlamentari italiani alla cerimonia (v. immagini in basso). Per inciso, Wilders finora è l'unico straniero che ha ricevuto questo premio (Magdi Allam, anche lui premiato, è cittadino italiano da tempo). Sempre sul sito www.unaviaxoriana (menu di sinistra della Home Page), si può firmare la petizione al governo olandese in difesa di Wilders, per la vicenda giudiziaria che lo vede coinvolto come 'fomentatore di razzismo', appunto per aver realizzato "Fitna" (http://www.petitiononline.com/wilders/). Diversi commentatori sono convinti che il ricorso alla giustizia (anche da parte di alcuni dei suoi avversari) sia funzionale alla battaglia politica e tradisca l'esplicita volontà di non riconoscere i larghi consensi che Wilders si è conquistato in questi anni. L'uso della giustizia con finalità politiche, a quanto pare, non costituisce una prerogativa esclusiva del nostro Paese. In ogni caso, Wilders sta preparando il seguito di "Fitna", che dovrebbe uscire quest'anno (2010), con l'intento di mostrare le conseguenze dell’immigrazione proveniente da paesi musulmani.

(4) Recentemente, la rivista telematica di Al-Qaeda, "Inspire", ha pubblicato un elenco di nemici da eliminare fisicamente, tra cui figura anche Wilders (il suo nome di battesimo è storpiato in "Girt": si veda l'immagine in basso). D'altronde, la lista di obiettivi che Bouyeri lasciò sul cadavere del regista olandese dopo averlo trucidato orribilmente, recava al primo posto proprio il nome di Wilders. Lo scempio del corpo di van Gogh che è stato compiuto dall'assassino dopo aver sparato a bruciapelo al regista, rappresenta una tragica testimonianza di certi rituali di vendetta che vengono  ancora seguiti nel mondo islamico. E' a questi macabri rituali che dovrebbero pensare coloro i quali, in Occidente, condannano Wilders come razzista e islamofobo. Il caso van Gogh, peraltro, si presta anche a riflessioni lessicali. Se si digita il suo nome su GOOGLE, esce una finestra a cascata  con tre formule. Una di queste riporta "Theo van Gogh giustiziato". E' sorprendente che non si capiscano gli scenari che fanno da sfondo alla parola "giustiziato".

(5) V. "Gheddafi. Un discorso su cui riflettere.", nella mia pagina all'interno di questo portale. Sul mondo islamico, cfr. anche "Occidente e mondo islamico" e "Israele e la scuola italiana", sempre nella mia pagina personale.

(6) L'ossimoro è di Roberto Santoro, "Da Ron Paul a Geert Wilders, Europa e America riscoprono l'isolazionismo", apparso
su www.loccidentale.it/  del 24-02-10

http://www.loccidentale.it/articolo/da+ron+paul+a+geert+wilders,+europa+e+america+riscoprono+l%E2%80%99isolazionismo.0086712/

e mi sembra particolarmente felice, anche se non condivido alcuni punti del suo articolo.
Può essere utile, per capire meglio la linea del politico olandese, apprendere quanto ha dichiarato nella sua visita a Londra nel marzo di quest'anno ("Wilders: Islam e democrazia ? Incompatibili", su www.ilgiornale.it  del 6-03-10): " «Ai musulmani che restano dico: seguite le nostre leggi e sarete i benvenuti». [......] ha promesso che, se mai verrà eletto primo ministro, cercherà d’introdurre in Olanda un emendamento che garantisca l’espressione del libero pensiero: «La libertà di parola si applica in particolar modo quando qualcuno dice qualcosa che non vogliamo sentire.» ".
Nella patria di Barach Spinoza e del suo "Tractatus theologico-politicus" , il diritto di manifestare in modo pacifico, ma fermo e senza reticenze il proprio pensiero, è un principio sacro, un bene supremo, a cui non si può e non si deve rinunciare; ed è a questa libertà che Wilders si appella per criticare severamente l'islam, giudicandolo oscurantista, tirannico, aggressivo, imperialista. Wilders in sostanza considera l'islam -e il Corano- un'ideologia, più che una religione, un'ideologia incompatibile con i valori dell'Occidente e ritiene che per questo sia necessario adottare misure incisive di contrasto. Come disse nel discorso pronunciato a Miami il 27 aprile 2009 per l'accettazione del Premio per la Libertà, conferitogli dal Florida Security Council: "The core of the problem with the Koran is twofold. First, the commands in the Koran are not limited by place or time, they apply for all time, to all Muslims. Second, the Koran is Allah’s personal word. That leaves no room for interpretation. Therefore, there is no such thing as a moderate Islam. Of course, there are many moderate Muslims, but there is no moderate Islam. As the Turkish Prime Minister Erdogan once put it, “There is no moderate Islam, Islam is Islam.” (Geert Wilders: "The take-over of Europe is part of the global fight of Islam for world domination", in http://www.jihadwatch.org/2009/04/geert-wilders-the-take-over-of-europe-is-part-of-the-global-fight-of-islam-for-world-domination.html/ ). Su queste parole, V. comunque oltre. Il discorso che avrebbe voluto pronunciare alla Camera dei Lords nel 2009, se non fosse stato espulso dal Regno Unito, si trova in www.loccidentale.it/ del 14-02-09 ("Cosa avrebbe detto Geert Wilders se il Regno Unito non l'avesse espulso", in

http://www.loccidentale.it/articolo/il+discorso+che+geert+wilder+avrebbe+pronunciato,+se+non+fosse+stato+espulso+dal+regno+unito+.0066353/

Molto interessante l'introduzione, che fa capire come si possa valutare in modo sostanzialmente favorevole la sua azione politica pur non condividendo alcune sue idee.
Su Wilders, cfr. pure : http://defendgeertwilders.wordpresscom/ , un imponente repertorio di quanto si scrive e si dice
nel mondo su di lui. Tra i singoli autori, vorrei citare anche:
a. Giulio Meotti, "Parla Wilders, l'uomo più odiato e più amato d'Olanda", in www.ilfoglio.it/ del 19-05-09 http://www.ilfoglio.it/soloqui/2430/ . Un paio di passaggi: "Quando Geert Wilders si alza in piedi, con la testa riesce quasi a toccare il soffitto angusto dell’ufficio. Piccolissimo e senza finestre, si trova nel punto più alto del Parlamento olandese.
Non è stato scelto a caso. Gli assassini possono arrivarci da una sola direzione, rendendo più facile l’intervento della scorta. 
Di tanto in tanto il Parlamento deve ricollocarlo all’interno dell’aula in un punto non visibile al pubblico, per meglio tutelarlo. Non sono ammessi visitatori nel suo ufficio se non dopo una trafila lunghissima, persino le penne vengono setacciate, in cerca di ordigni. [......] Guai ad accusarlo di essere simile a Le Pen o Haider, “sono un conservatore tocquevilliano”, ripete Wilders.
Lui è fiero di essere invitato a parlare all’American Enterprise Institute, lo stesso pensatoio di Washington per il quale lavora Ayaan Hirsi Ali. E alla benemerita Freedom House, che non accoglie certo xenofobi e fanatici di destra.".

b. Daniel Pipes, "Perché sto dalla parte di Geert Wilders", su "Liberal" del 21-01-10 e apparso tra l'altro su http://it.danielpipes.org/7898/perche-sto-dalla-parte-di-geert-wilders/ (per l'originale in Inglese, cfr. http://www.danielpipes.org/7888/stand-with-geert-wilders/ ). Di seguito, due brani dell'articolo. " Chi è il più importante uomo politico europeo vivente oggi? Io dico esplicitamente che è Geert Wilders. Perché più di tutti è in grado di occuparsi della sfida islamica che il Vecchio Continente si trova ad affrontare. La sfida islamica consta di due componenti: da un lato c'è l'indebolimento della fede cristiana nella popolazione europea combinato ad un inadeguato tasso di natalità e ad una timidezza nei confronti della propria identità culturale; dall'altro spicca un afflusso di immigrati musulmani devoti, prolifici e in possesso di un dogmatico senso del proprio retaggio culturale. Questa situazione solleva profondi interrogativi riguardo al futuro dell'Europa: manterrà la propria civiltà storica o diventerà un continente a maggioranza musulmana dominato dalla sharia, la legge islamica? Geert Wilders [......] interpreta senza rivali i sentimenti di quegli europei che desiderano mantenere la loro identità storica. Ecco perché lui e il Pvv si differenziano dalla maggior parte degli altri partiti europei nazionalisti e contrari all'immigrazione. Il Pvv è ultraliberale ed è espressione del tradizionale conservatorismo, senza però affondare le radici nel neo-fascismo, nell'antisemitismo o in altre forme di estremismo. È un leader carismatico, astuto, di sani principi e senza peli sulla lingua, che ha saputo costruire rapidamente la forza politica più dinamica dei Paesi Bassi."
Questi elogi mi sembrano particolarmente significativi, perché provengono da una persona che non è d'accordo con l'equiparazione proposta da Wilders "Corano" = "Mein Kampf". La tesi di Pipes è convincente, anche se non sappiamo fino a che punto la suddetta equiparazione corrisponda realmente al pensiero di Wilders o non rappresenti piuttosto soprattutto il risultato della campagna di mistificazioni e di insulti che il politico olandese subisce da anni. Anche Winston Churchill e Oriana Fallaci ritenevano che tra "Corano" e "Mein Kampf" non esistessero grandi differenze, ma per fortuna non mancano iman, teologi e studiosi del testo sacro musulmano i quali si sforzano di storicizzare l'opera, di valorizzarne le parti condivisibili e di farle accettare dai fedeli, relegando ad un ruolo marginale le sure che inneggiano alla superiorità dell'islam su ogni altra religione, all'intolleranza, all'odio, alla discriminazione, alla violenza, alla guerra santa, al martirio (sure che purtroppo non mancano). L'ignobile uso strumentale che viene fatto del "Corano" soprattutto nei regimi dittatoriali, fa credere a decine di milioni di fedeli animati da sincero spirito religioso che la verità sia una sola e che questa verità si debba rispettare fino alle estreme conseguenze, fino al sacrificio di sé e di migliaia di innocenti, sterminati a volte in stragi apocalittiche. La lettera di Bouyeri citata sopra è un esempio di questa realtà. I bravi musulmani che intendono veramente integrarsi (e per fortuna esistono) dovrebbero sforzarsi di rinunciare a costumi e mentalità incompatibili con il pensiero liberale, collaborare attivamente con le autorità e gli autoctoni del paese in cui sono immigrati per contrastare le velleità degli estremisti, di quanti non vogliono abbandonare tradizioni primitive e barbariche, di quanti sono approdati in Occidente soltanto per depredarlo e per distruggere i suoi valori, sostituendoli con quelli dell'islam oltranzista e sanguinario.

(7) Al riguardo, mi permetto di rimandare al suddetto "Israele e la scuola italiana" (v. nota n. 5). Vale forse la pena di aggiungere che Wilders non è di fede ebraica: da quello che si riesce a capire, squarciando la cappa di disinformazione e di menzogne che gli è stata costruita addosso, ha un atteggiamento laico in materia (forse alla Cavour, per intenderci) o addirittura laicistico, se non da vero agnostico (e su questo si potrebbe aprire un confronto). In tal senso, è paradossale che spetti proprio a lui prendere le difese dell'Ebraismo e del Cristianesimo ed affermare principi su cui tutti, in Occidente, dovrebbero essere d'accordo. Fa specie soprattutto per Jakob Cohen, il leader laburista di famiglia ebraica. Probabilmente, comunque, nei rapporti con le Nazioni Unite Wilders ha un'ulteriore aggravante: e cioè quella di essere bianco e biondo.
In certi ambienti dell'ONU, questi particolari non passano inosservati. Non dimentichiamo che Boutrous Boutrous-Ghali (egiziano, e quindi in teoria un moderato, e per di più copto), una volta diventato segretario generale dell'ONU (nel 1992), cercò di 'ripulire' diversi uffici dell'organizzazione sostituendo impiegati e funzionari bianchi con altrettanti arabi (non pochi dei quali maomettani).

(8) Una specie di "succursale della Conferenza dei paesi islamici", come è stata definita da Fausto Carioti ("Difendere
il carnefice e infierire sulla vittima.", su "Libero" dell'1-04-08).

(9) Un portale per conoscere gli aspetti più crudeli e macabri dell'islam, con un elenco sempre aggiornato degli attacchi terroristici di matrice musulmana in ogni parte del mondo a partire dall'11 settembre 2001, arrivati ormai a più di 15.600.
Anche in versione francese e spagnola.

(10) Un portale che si preoccupa di informare sulla jihad e sulle azioni di contenimento. Tra le sezioni, anche una dedicata
ad Oriana Fallaci. Nel menu di sinistra, inoltre, compare, al primo posto tra i commenti sul lavoro del fondatore del portale, Robert Spencer, una frase della stessa Fallaci: “My comrade-in-arms, my pal, my buddy.” . Contiene un ricchissimo elenco
di link a siti che si occupano a vario titolo del pericolo rappresentato dall'estremismo musulmano.
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Immagini e foto di Geert Wilders

 

Top twentytwo collaboratori attivi

1-Paola Viale (1075 file)

2-Miriam Gaudio (676 file)

3-Piero Torelli (429 file)

4-Carlo Zacco (394 file)

5-Vincenzo Andraous (382 file)

6-Gianni Peteani (322 file)

7-Enrico Maranzana  (296 file)

8- Giovanni Ghiselli (291 file)

9-Luca Manzoni (147 file)

10-Sandro  Borzoni (142 file)

11-Maria Concetta Puglisi (117 file)

12-Irma Lanucara (110 file)

13-Gennaro Capodanno (95 file)

14-Elio Fragassi (92 file)

15-Laura Alberico (81 file)

16-Alissa Peron (63 file)

17-Francesco Avolio (59 file

18-Rosalia Di Nardo (54 file)

19-Silvia Sorrentino (47 file)

20-Vittorio Tornar (46 file)

20-Cristina Rocchetto (46 file)

22-Samuele Gaudio (44 file)

 

 

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