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Scrutini elettronici. Si può risparmiare ?

di A. Lalomia

La procedura degli scrutini elettronici è una pratica ormai diffusa in molte scuole italiane.

Questa procedura, nata per rendere più snello il lavoro dei docenti e degli altri soggetti coinvolti negli scrutini, in alcuni casi si rivela però più complicata, appesantendo un meccanismo che richiede comunque tempo e conoscenze informatiche.

I problemi maggiori riguardano senza dubbio la piattaforma attraverso cui i docenti, da casa, inviano a scuola i dati necessari per gli scrutini stessi.


Alcune di tali piattaforme si sono rivelate nel corso degli anni molto semplici, intuitive, versatili e ricche di quelle informazioni che permettono al C.d.C. di acquisire un quadro veramente completo della classe stessa e di ogni suo componente. Infatti, oltre a prevedere voci del tutto scontate (1) , presentano altri parametri (2) , che rendono appunto tali strumenti particolarmente funzionali alla gestione degli scrutini. Di grande importanza mi sembra anche la possibilità che viene offerta ai docenti di stampare il quadro esatto con i dati che hanno trasmesso a scuola, in modo da verificare con calma (per l’ennesima volta) se tutto è a posto. Il tabulato, comunque, rappresenta anche una ricevuta per il docente, uno strumento di ‘autotutela’ per lo stesso, il quale, in caso di anomalie (informazioni che si perdono nel web o che sono state modificate per cause tecniche), in questo modo può dimostrare così quando e che cosa ha inviato alla sede di servizio (3) .

Piattaforme di questo tipo si possono migliorare ed arricchire ulteriormente; resta però il fatto che, grazie anche alla loro duttilità, fino allo scorso a.s. hanno dimostrato di essere quanto di più valido -ed economico, visto che a volte sono gratis- sia in grado di offrire il mercato.

A partire da quest’a.s., invece, parecchie scuole hanno deciso di puntare sul software “Sissi web”, a quanto pare per ragioni di natura organizzativa. Ora, “Sissi web” è facile da usare e questo costituisce senza dubbio uno dei suoi punti di forza.

Purtroppo -a parte il prezzo, certo non modesto (e ritengo che questo fattore sia decisivo nell’economia dell’intero discorso)-, oltre ad aspetti positivi, presenta a mio giudizio alcuni inconvenienti, che cercherò di riassumere di seguito:

1. è un sistema lento e ciò provoca una forte dilatazione dei tempi che il singolo docente e che l’intero C.d.C. devono riservare alla procedura (4) ;

2. le sessioni di lavoro impongono una continuità di applicazione severa -implacabile direi-, e quindi il docente che ha sospeso per pochissimi minuti il ‘dialogo’ con la piattaforma per un controllo dei dati, quando riprende a digitare e a salvare, scopre che la pagina è ‘scaduta’, per cui deve tornare al menu principale e ripetere le operazioni indispensabili per entrare nell’area riservata, allungando ancora di più i tempi (5) ;

3. lo spazio per i giudizi è un po' modesto;

4. non prevede voci importanti per il confronto, quali il numero di lezioni e le ore di lezione;

5. mancano le voci relative al totale delle assenze e alle percentuali delle assenze rispetto alle ore di lezione, altri parametri significativi, come ho già ricordato;

6. quanto è stato inserito nell’area personale predisposta dalla scuola non si può né salvare sul desktop, né modificare in altro programma, né stampare, e tutto questo mi sembra senz’altro un vero limite. L’unica possibilità è quella di fotografare lo schermo del PC con i dati inseriti, in modo da conservare almeno una copia (sia pure particolare) dei voti, delle assenze e dei giudizi, anche ai fini dell’autotutela di cui ho parlato sopra. Tale scelta, però, non assicura che le informazioni, una volta salvate, arrivino effettivamente a destinazione e che non siano poi alterate, per motivi tecnici.

Si tratta quindi di una strada poco efficace sul piano dell’autotutela.

A questo punto credo che sorga spontanea una domanda: perché mai diverse scuole hanno abbandonato i 'vecchi' programmi (più economici, perfino gratuiti e senza i suddetti inconvenienti) e si sono rivolte, appunto, a “Sissi web” (6) ?

Ritengo che si tratti di una domanda più che legittima, soprattutto perché mi sembra che un prodotto di questo tipo non corrisponda agli obiettivi di risparmio che dovrebbero rappresentare mete comuni delle amministrazioni pubbliche e che in effetti trovano particolare credito nell’attuale esecutivo.

Non sarebbe il caso, quindi, di abbandonare, almeno per il momento, “Sissi web” (fino a quando, cioè, non risulterà ancora più adatto -e in primo luogo più economico- alle esigenze scolastiche) e tornare ai programmi precedenti, alcuni dei quali, ripeto, sono completamente gratuiti ?

E' ragionevole, nell'attuale congiuntura economica, spendere più di 1.000,00 € per un prodotto che si può ottenere addirittura gratis ?

Non sarebbe più logico investire le scarse risorse di cui le scuole dispongono, nella piccola manutenzione (per esempio, sostituendo una sedia o una lampada ormai inutilizzabili, riparando una porta o una finestra che non si chiudono, un rubinetto che perde da mesi), nella derattizzazione dei locali (anche per evitare che gli allievi, alla fine, si presentino esasperati nelle redazioni dei giornali), nella pulizia, in particolare dei servizi igienici (alcuni dei quali, malgrado l'impegno del personale ausiliario, non rappresentano certo motivo di orgoglio per gli istituti) e delle aule, nella sostituzione di docenti assenti (scongiurando così il pericolo che le classi rimangano scoperte per interi mesi), nell'acquisto o nel noleggio di fotocopiatrici (senza le quali l'attività didattica, soprattutto nei corsi serali, risulta talvolta compromessa) ?
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Note

(1) Nominativi degli studenti, materie, voti, assenze del periodo.

(2) Come ad esempio il numero di lezioni e le h di lezione del docente, nonché le percentuali delle assenze di ogni allievo rispetto al secondo parametro. Vorrei citare almeno uno di questi programmi (elaborato da un docente di Informatica che insegna a Roma), che si è dimostrato particolarmente affidabile: GSE. Il software si può scaricare gratuitamente dal sito dell’ITIS “Armellini” di Roma ( http://www.mgartw.com/mga/Agg_sw.htm  ) . L’ideatore di questo e di altri programmi, secondo me, meriterebbe di far parte a pieno titolo della categoria di docenti autori, di cui ho parlato più volte (V. ad esempio “Docenti e meritocrazia. Bozza di proposta di legge.”, presente nella mia pagina all'interno di questo portale) e andrebbe opportunamente premiato.

(3) Per inciso, in questo modo si scoraggiano gli opportunisti, quei soggetti cioè i quali dichiarano di non aver potuto trasmettere i dati richiesti perché il sistema non funzionava. Naturalmente, si tratta quasi sempre di elementi che, per nascondere le loro inadempienze, straparlano di senso del dovere e di altri principi che sono i primi a non rispettare.

(4) Ciò significa che uno scrutinio che doveva durare una trentina di minuti (come da circolare del D.S.), si prolunga per circa due ore. Tempi, quindi, purtroppo lontani da quelli assicurati dalla casa produttrice del software in una presentazione dei servizi che si può leggere nel suo sito.

(5) Questi problemi dipendono forse dal fatto che l’intera procedura è protetta in modo rigoroso, una scelta che ovviamente dilata i tempi. Protezioni del genere si trovano soprattutto nei portali delle banche, quando si deve eseguire un’operazione on line, ma in questo caso ritengo che siano giustificate, per motivi fin troppo ovvi. A conferma di quanto ho appena scritto, vorrei ricordare che, nella suddetta presentazione dei servizi dell'azienda produttrice del software, si legge che le transazioni in rete avvengono tramite il protocollo SSL, garantendo quindi un elevato grado di sicurezza, proprio come avviene con gli istituti di credito. Tutto questo è molto rassicurante, però credo che una scuola non possa essere messa sullo stesso piano di una banca.

(6) Che tra l’altro, ripeto, non è competitivo, sul piano economico, rispetto al software a cui io ho fatto riferimento. Vorrei aggiungere comunque che le mie sono semplici osservazioni, che non possono e non devono considerarsi in alcun modo come polemiche nei confronti della casa produttrice, senz'altro autorevole.
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