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Capitalismo e carte telefoniche ricaricabili

Incompatibilità strutturale?

di A. Lalomia

Tra i tanti 'misteri' di questo Paese vi è anche quello che riguarda le SIM CARD telefoniche.

In un paese ad economia capitalistica avanzata non dovrebbero esistere sbarramenti di alcun tipo al possesso di questi mezzi di comunicazione.

In Italia, invece, contrariamente ad ogni aspettativa, questa soglia è presente, per cui, se io voglio comprare più di tre SIM dallo stesso operatore telefonico non posso farlo, perché la Legge me lo vieta.

O meglio, potrei anche, ma solo dopo aver firmato una dichiarazione in cui mi assumo le responsabilità civili e penali derivanti dall’acquisto di altre carte prepagate ricaricabili, oltre a quelle permesse. E attenzione: non è detto che dopo aver atteso per giorni o settimane la risposta, la SIM mi venga consegnata. La richiesta, infatti, potrebbe tranquillamente finire nel cestino.

A questo punto viene da chiedersi: ma per quale motivo devo firmare questa dichiarazione (oltretutto senza alcuna certezza sull'esito), visto che al momento dell’acquisto di ciascuna delle altre SIM ho dovuto presentare un documento di identità personale valido (che è stato fotocopiato e che è rimasto negli archivi dell’operatore) e il codice fiscale (1), firmando un ‘contratto’ che a volte mi ha costretto a fornire il consenso al trattamento dei dati personali, anche se non volevo ?

E poi: che senso hanno le campagne pubblicitarie dei vari gestori di telefonia mobile che ti martellano ogni giorno con una propaganda ossessiva per acquistare carte su carte (2), se dopo si stabilisce questo plafond ?

Se non esistono limiti per l’acquisto di cellulari, per quale ragione non posso comprare più di un certo numero di SIM della stessa azienda ?

Per quale strano cavillo giuridico, se io voglio acquistare dallo stesso gestore telefonico dieci SIM -senza usarle ovviamente in modo improprio- non posso farlo?

Se posseggo dieci cellulari, ogni volta devo sprecare del tempo prezioso nell’estrarre una scheda da un apparecchio e alloggiarla in un altro ?

Oltretutto, con la diffusione delle ‘Internet key’, una SIM - per chi usa questo sistema di collegamento (e sono parecchi) - è riservata esclusivamente per l’accesso alla rete, a meno che non si voglia perdere altro tempo armeggiando sulla key (che alla fine poi si rovina) e sul cellulare. In definitiva, ne rimangono disponibili, per le conversazioni telefoniche e per altri tipi di comunicazione, soltanto due e non sono molte, considerando tutta una serie di fattori che potrebbero renderne inutilizzabile una o addirittura entrambe (3) .

Si riescono a capire questi concetti, o sono troppo difficili ?

Ci si rende conto che in questo modo l’Italia non potrà mai essere paragonata ai paesi dove il concetto di libertà economica assume uno spessore ben diverso e sarà destinata ad essere etichettata in eterno come un Paese di serie B, malgrado gli splendidi risultati che sono raggiunti da imprese di assoluta eccellenza ?

Si ripete spesso - da parte di alcune forze politiche - che in Italia esiste una forma di capitalismo selvaggio; a me sembra invece che l’esempio che ho appena ricordato (ma potrei aggiungerne altri) non solo smentisca questa tesi, ma che, anzi, quello italiano dimostri talvolta -in alcuni settori- di essere solo una pallida imitazione del vero capitalismo, una specie di paleo-capitalismo a ‘libertà vigilata’.

Il vero capitalismo, infatti, significa prima di tutto assicurare il massimo rispetto al consumatore/utente e la piena tutela dei suoi diritti (4) : il consumatore/utente deve essere lasciato libero di agire come meglio crede - ovviamente nel rispetto dei Codici-, senza dover render conto a nessuno delle sue scelte.

Tutto ciò che non è vietato dai Codici, mi sembra, è permesso, con buona pace di chi elabora norme vessatorie e incongruenti.

Adam Smith si rivolterebbe nel sepolcro se vedesse certe situazioni che si verificano in Italia.

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Note

(1) Questo significa che chi voleva svolgere delle indagini sul mio conto ha avuto tutto il tempo per farlo, per cui il dato circa l’assunzione delle ‘responsabilità civili e penali’ risulta ancora più inspiegabile.

(2) Campagne pubblicitarie di milioni di € che peraltro vengono poi recuperati scaricandoli sull’utenza, imponendo SIM CARD iniziali da 30 € (contro le 10 di alcuni operatori), con servizi ‘optional' che nel concreto sono imposti e servono a ben poco (se non addirittura a nulla) e con tariffazioni quantomeno esagerate. In più, può accadere che la stessa carta da 30 € sia ancora da 64 Kb; e quando si chiede alla commessa il motivo di questa differenza e se è possibile almeno trasformarla subito in una carta da 128 Kb, ci si sente rispondere con un “no” irritato, che non lascia spazio ad equivoci. Prendere o lasciare, con buona pace dei bilanci in rosso. E sto parlando di ‘scenette’ che avvengono nel punto vendita più importante,
in ambito urbano, dell’operatore telefonico, non in qualche quartiere di periferia o in un paesino di campagna.

(3) Per esempio: mancata copertura della rete; batteria scarica; credito insufficiente.

(4) Garantendogli in primo luogo un regime di effettiva concorrenza, con Authority che funzionino davvero e con associazioni di consumatori più attive di quanto non siano adesso, che facciano sentire la loro voce in modo ben più deciso.
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