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Psicofarmaci e adolescenti

Un'importante interrogazione parlamentare

di A. Lalomia

Nel giugno di quest'anno è apparso, sulla Home Page di questo portale, un mio articolo sulla diffusione degli psicofarmaci  (e di altre sostanze) tra gli allievi che frequentano le nostre scuole (1).

Nel testo avanzavo delle proposte per cercare di affrontare il problema in modo concreto e con una ragionevole possibilità di ottenere risultati soddisfacenti. Il mio era l’intervento di chi sa poco o nulla di medicina, ma che, in compenso, possiede una discreta conoscenza del mondo della scuola e che, soprattutto, ritiene di possedere ancora la capacità di stupirsi di fronte a comportamenti che molti considerano invece ormai del tutto comuni (malgrado i loro effetti devastanti).

A conferma di quanto il fenomeno descritto nell’articolo sia diffuso e desti un allarme che non può più essere ignorato, vorrei ricordare che il 2 luglio 2009, alla Camera dei Deputati, è stata presentata un’interrogazione a risposta scritta (ripeto: a risposta scritta) rivolta al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. In tale interrogazione, prendendo spunto da alcuni dati che citavo nel mio testo (2), ci si rivolge al Ministro stesso per chiedere :

“ [……] se ritenga opportuno organizzare nelle scuole appositi corsi finalizzati ad illustrare agli studenti, da parte di esperti scientifici e anche in collaborazione con enti pubblici o privati attivi nel settore medico-farmacologico di comprovata esperienza e autorevolezza, i gravi danni causati dall’uso degli psicofarmaci. [......]” (3) .

Il primo firmatario dell’interrogazione è un primario ospedaliero (4), che tra l’altro fa parte della "Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali" (5) .

Si tratta quindi di una persona di grande competenza e sicuramente qualificata per affrontare un tema così delicato.

A questo punto diversi lettori saranno forse arrivati alla conclusione che i firmatari dell’atto militino nell’opposizione (6) o, peggio, che siano dei pericolosi sovversivi, vista soprattutto la forma ‘impositiva’ che hanno scelto per rivolgersi al Ministro (la risposta scritta, appunto), una procedura che in genere viene usata dall'opposizione (anche in altri periodi storici) proprio per cercare di mettere in difficoltà il governo e comunque per costringerlo a fornire risposte che poi non possono essere 'interpretate' o smentite. Mi dispiace deluderli: tutti i firmatari appartengono allo stesso gruppo politico del Ministro.

Che strano. Non s'era detto che nella maggioranza non esiste dialettica interna ?

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Note

(1) “Psicofarmaci (e altro) a scuola. Una novità?”. Il testo si trova adesso nella mia pagina all’interno di questo portale.

(2) Questo naturalmente non significa che il mio articolo abbia suggerito l’idea dell’interrogazione. In realtà, si è trattato di una pura coincidenza.

(3) Di seguito si fornisce il link diretto alla pagina contenente l’interrogazione (4-03444; seduta n. 196) :

http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=13994&stile=6&highLight=1

(4) Benedetto Francesco Fucci. L’interrogazione è stata firmata da altri due parlamentari dello stesso schieramento politico, Francesco Divella e Massimo Nicolucci.

(5) E anche questo aspetto secondo me qualifica il primo firmatario, visto che l'argomento non manca certo di episodi, clamorosi (perché ne parlano i media) e meno conosciuti, per una serie di motivi.

(6) Com'è noto, il tema dell'uso degli psicofarmaci a scopi 'disciplinari' (per esempio il "Ritalin") è stato sollevato diverse volte da associazioni che non fanno parte certo della maggioranza, anche se per la verità l'argomento riguarda buona parte del mondo politico italiano. In proposito, sono state presentate anche interrogazioni parlamentari.

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