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Capire i nuovi adolescenti

Dal parlare dei giovani al parlare con i giovani

Incontro con don Gino Rigoldi e Elio di Elio e le Storie Tese

Moderatore: Lusso Matteo

Lusso: come prima cosa vi chiedo di reagire a questa riflessione di Galimberti.

            Qual è la vostra lettura dei giovani di oggi?

“II nichilismo, la negazione di ogni valore, è anche quello che Nietzsche chiama "il più inquietante fra tutti gli ospiti". Si è nel mondo della tecnica e la tecnica non tende a uno scopo, non produce senso, non svela verità. Fa solo una cosa: funziona. Finiscono sullo sfondo, corrosi dal nichilismo, i concetti di individuo, identità, libertà, senso, ma anche quelli di natura, etica, politica, religione, storia, di cui si è nutrita l'età pretecnologica. Chi più sconta la sostanziale assenza di futuro che modella l'età della tecnica sono i giovani, contagiati da una progressiva e sempre più profonda insicurezza, condannati a una deriva dell'esistere che coincide con il loro assistere allo scorrere della vita in terza persona. I giovani rischiano di vivere parcheggiati nella terra di nessuno dove la famiglia e la scuola non "lavorano" più, dove il tempo è vuoto e non esiste più un "noi" motivazionale. Le forme di consistenza finiscono con il sovrapporsi ai "riti della crudeltà" o della violenza (gli stadi, le corse in moto ecc.). C'è una via d'uscita? Si può mettere alla porta l'ospite inquietante?”   (U. Galimberti, Il nichilismo e i giovani, Feltrinelli 2007)

Don Gino: Intanto Galimberti, un intellettuale di grande raffinatezza, molto dentro un contesto elevato....mi pare che sia qualche decennio che non parla più con dei ragazzi e ragazze. Per di più, come mia forma mentale, io sono abituato a incontrare ragazzi quando i guai sono già belli che combinati....la mia forma mentale è come uscirne...l’esperienza che io faccio è in carcere ma molto anche fuori, nei centri che abbiamo a Milano e fuori Milano per i giovani e poi nelle scuole, nelle assemblee in cui vengo chiamato per degli incontri ecc.. E’ un dato di fatto che il mondo intorno a noi sia individualista, che questa filosofia della tolleranza zero - legata all’enfasi della sicurezza intesa come “siamo circondati da nemici” - tenda a procurare e senso di solitudine e difficoltà di relazione ma anche violenza,  perché “se siamo circondati da nemici mettiamoci il coltello fra i denti e vediamo come si fa a difendersi” e questa insicurezza invade in maniera non ragionevole, perché comunque tutti i dati ci dicono che Milano è una delle città più sicure d’Europa ....io torno da Londra che è una città dieci volte più pericolosa di Milano.....ma comunque qui c’è la sicurezza, là non c’è la sicurezza...c’è in questo momento un clima effettivamente brutto, che viene implementato, io credo, soprattutto per motivi politici e poi con un po’ di deriva...che uno si sente sempre il difensore della patria e gli altri difesi da questi personaggi....finisce che qualcuno ci crede anche. Devo dire anche un’altra cosa: se penso al mondo giovanile ma anche al mondo degli adulti, perché poi siamo gli stessi, tutti subiscono le loro influenze, noi tutti siamo massacrati da tutte le cose che dobbiamo avere, che dobbiamo fare, il telefonino che bisogna avere, le mutande che bisogna mettersi, come si fa a fare sesso, come si fa a fare qualunque cosa...c’è continuamente il mercato che bombarda tutta una serie di cose, di modelli.... l’anno scorso a Natale chi prendeva la Metropolitana rossa a Milano poteva vedere una pubblicità....c’era scritto “un bel dono a Natale: regalatevi  i bei seni che avete sempre desiderato” e c’era la versione femminile e quella maschile. In questa condizione, che il mondo giovanile sia piuttosto confuso lo capisco anche e capisco anche che sia più travolto dall’offerta che dal bisogno, voi ragazzi e ragazze siete i più importanti clienti di chi produce vestiti, musica, cellulari, ecc...da questo punto di vista io capisco anche che bisognerebbe che ci fosse un certo dialogo tra giovani e adulti, perché poi finisce che anche gli adulti ci cascano in questa idea che se non hai l’ultimo modello sei un  poveretto e fanno fatica ad orientare i loro figli...poi si cade in questo errore che ai figli bisogna dare, è una cosa pericolosa, perché si cade nell’equivoco che l’impegno di dare è attraverso le cose e non attraverso altro.

Però la cosa più importante che mi pare di poter dire è questa:  per fortuna i giovani di oggi hanno capito bene che le amicizie, una bella amicizia, un bel amore se si tratta di coppia, un bel gruppo che faccia qualcosa di importante ...è la cosa più preziosa che si possa avere...a me pare che ci sia nei ragazzi una nativa esigenza di essere insieme, di voler bene, di essere voluti bene, di fare gruppo ... poi magari non mettono le regole giuste, fanno gruppi un po’ opportunisti, non si preoccupano di conoscersi per bene, di aver cura un po’ significativa degli altri.....però a me pare di poter dire questo: per fortuna ogni uomo e ogni donna nasce nuovo... è vero che siamo tutti figli di papà e di mamma e della cultura in cui siamo messi, però è come se nel nostro DNA ci fosse una specie di purezza nativa della natura umana, che ha bisogno degli altri e capisce che l’amore è la cosa più bella che ci possa essere, è l’amicizia, capisce che bisognerebbe cercare qualcosa di bello che non è il vestito, l’oggetto....a me pare di poter dire che oggi abbiamo una bella gioventù, che bisogna ricominciare a parlar bene dei giovani...a gennaio comincio una chiamata per andare in Romania, alla fine di febbraio avrò 330 persone che vogliono venire...e devo bloccare le richieste, perché non c’è posto. Dopo i 18-19 anni cominciano a pensare al proprio futuro e non pensano “ice cream no more”, il gelato è finito, non abbiamo un grande futuro, anche se le prospettive sono difficili....però anche in questo si possono trovare delle vie d’uscita.

 

Elio: Vedo tantissimi quindicenni, sedicenni, tredicenni, undicenni, anche ottoenni...ma li vedo e basta, non è che gli parlo, dunque non è che io sappia tantissimo dei giovani d’oggi...sono qui per imparare più che per dire delle cose, posso dire al massimo come ero io ...io sono contento e mi stupisco sempre di incontrare dei giovani che non sono tutti come quelli che vedo alla tele, perché io penso sempre che fuori sono tutti come quelli di Amici, invece vedo che ci sono tanti giovani che accettano di andare all’estero a fare delle cose “da pazzi”, che poi sono come ero io quando ho deciso di andare in Irpinia ad aiutare quelli che erano stati colpiti dal terremoto...avevo 19 anni...insomma quindi...poi io sono abbastanza ottimista, non penso che i giovani siano quello che si dice in giro, cioè che sono tutti scemi.

Però penso anche che i giovani abbiano tante idee storte in testa, come quelle che ho letto sul tema di Luca....cioè che non serve a niente essere al mondo....sintetizzando molto...se devo dirla tutta ogni tanto lo penso anch’io che ho 47 anni....ma io sono arrivato al punto di pensare che essere al mondo può essere utile, può essere molto utile e trasformarsi in una bellissima cosa solo che uno voglia farlo.

 

Lusso: c’è un pensiero molto diffuso quando si parla con i ragazzi: quale è l’investimento che un giovane sente oggi possibile per sé sulla vita, che cosa rimane? Poiché c’è una certa confusione, c’è anche una lettura problematica della realtà adulta, percepiscono in modo problematico il mondo degli adulti, tanto da avere un rifiuto ad affrontare quella condizione, un desiderio di allontanarla il più possibile, c’è il timore del mondo che li circonda, delle prospettive che hanno davanti e  - di fronte a questa sensibilità - è molto diffusa l’affermazione “ma la vita a cosa serve? Io cosa sono? Sono inutile, non sono niente, non rimane niente”....è una nota che si coglie spesso nei giovani. Allora voglio chiedervi: su che cosa, in che cosa deve investire un ragazzo per dare un senso, una prospettiva alla sua vita, per dare alla vita la prospettiva di un positivo?

 

Don Gino: io dico due cose...la prima è che una volta c’erano dei personaggi importanti, che davano la linea, che sembrava avessero la verità in tasca e la distribuissero a tutti, tutto si aggirava abbastanza dentro dei percorsi già fatti dagli altri...Chiesa, Sindacati, Partiti erano più forti, c’erano delle direzioni tutto sommato chiare...adesso questo non capita più, i famosi testimoni della verità, se parlano con la parola, i più non si fanno capire...c’è poco in giro. A mio parere un paio di cose andrebbero cercate: una grande regola per star bene è quella di essere persone che cercano di stare insieme sul serio, di fare gruppo, di conoscersi, di far cose insieme, parlarsi, fare un’impresa, un gruppo che fa un’impresa è un gruppo che comincia ad avere un pensiero, una direzione....poi siete fortunati se trovate qualche adulto che ha delle cose da dire, che crede in cose importanti, però ve le mette lì come la sua testimonianza e secondo me è giusto così...io credo che bisogna offrire delle testimonianze, fate bene a credere poco alle parole, dovete chiedere delle scelte, dei fatti, se riuscite a trovare persone che fanno imprese, iniziative di giustizia, solidarietà, fraternità..... possono essere i vostri genitori o anche fuori, guardatevi in giro, questo mondo non è fatto solo di solitudine ma anche di tante persone che hanno delle risorse, anche gli adulti sono un po’ confusi ma qualche certezza ce l’hanno in mano. Non dire parole ma testimoniare un modo di vivere, certo mi rendo conto...qualcuno dovrebbe prendersi cura di darvi queste indicazioni....a voi sarebbe dovuto questo servizio, questo aiuto, perché siete giovani ma purtroppo non vi tocca e dovete un po’ arrangiarvi da soli. Quindi: grandi amicizie, sincere e oneste, e qualche adulto che per le cose che fa vi dà fiducia.... dovete cercarlo però, non lo porta Babbo Natale.

 

Elio: Riprendendo una delle cose che diceva don Gino, voglio dire che io mi sono accorto che è importante ascoltare gli altri ma anche imparare a scegliere bene chi ascoltare, perché c’è anche un sacco di gente che dice delle puttanate. Quindi una delle cose importanti da fare è scegliere bene chi ascoltare, sulla base della propria intelligenza...rendersi conto se chi si ascolta è attendibile o no, anche osservandolo, vedere cosa fa, anche sulla base delle proprie impressioni. Ritornando su quello che si diceva prima: perché dare senso alla propria vita se uno pensa che non ce l’abbia? Nel mio caso io ho dato senso alla mia vita quando mi sono accorto, sempre a 15-16 anni, che a un certo punto uno muore e non esiste più lui come individualità... per cui è lì che nascono forse i primi pensieri di inutilità, o almeno nel mio caso è accaduto quello, perché se alla fine muori allora “cosa faccio a fare tutto quello che vorrei fare?”...poi tutti muoiono, non solo io, alla fine quando uno studia scopre che tutto muore, anche il mondo, tutto termina, anche se fra milioni di anni.....dunque o uno si butta nella fede, come ha fatto il don Gino, che è poi forse la scelta più giusta, oppure cerca di uscirne a modo suo...io ne sono uscito un po’ con la fede - ma non ho tanto - e un po’ a modo mio ... cioè credo anch’io, perché è bello dirlo...poi penso “e se alla fine muoio e non esiste...?”

 

Don Gino: forse esiste!

 

Elio: giusto, “forse esiste” ed è esattamente così ma io preferisco essere pessimista e dire “non esiste”, muoio e scopro che non esiste e allora mi sono detto – sintetizzo un percorso dolorosissimo, di ansia, in un’epoca in cui non si conoscevano gli attacchi di panico ed ero convinto di avere il mal di cuore – “ma a me cosa cambia, se alla fine muoio, di vivere bene e di dare il massimo o di non fare niente?”....cambia che, se do il massimo e faccio delle cose belle, faccio stare bene quelli intorno a me, faccio delle cose che mi piacciono e piacciono agli altri finché vivo...poi, se Dio c’è, meglio, e se non esiste, in ogni caso siamo stati bene per un bel po’ di anni....effettivamente se uno ci pensa ...è molto ingegneristico, utilitaristico, egoistico ma è anche bello... alla fine è molto peggio se uno passa una vita di ansia e di sofferenza pensando “alla fine muoio e non esiste Dio” e allora? Cosa faccio? Piango fino a ottanta anni? Questa può essere un’idea, uno spunto...

 

Don Gino: io ho anche un’altra idea però: facciamo l’ipotesi che Dio non esiste, io ho un’ altra idea – scommetto che esiste – però, siccome leggo il Vangelo tutti i giorni, mi pare che lì ci siano delle indicazioni di vita buone, altro che buone, perché il comandamento di volersi bene, Gesù litigava alla grande con tutti gli ipocriti, non poteva vedere tutti gli egoisti e gli esibizionisti che c’erano in giro, con la povera gente ci stava bene, le sue idee di sputtanamento delle grandi autorità, a partire da quelle religiose, e di affermazione dell’uguaglianza di tutte le persone, di giustizia le ha pagate alla fine fino a lasciarci la pelle, a me pare che come modello intriga, mi intriga, che ci sia o non ci sia a me va bene così, vivere così mi va bene, dopodiché aver la fede non significa non aver dubbi. Io credo che chi non ha dubbi di fede non ha la fede, chi ha la fede ha anche tanti dubbi di fede e la fede è una cosa che si fa, che si pensa e che si fa, vuol dire stare in mezzo alla gente, dare le carezze, dare i calci, sorridere e incazzarsi, fare tanto o fare poco...questo crea un sacco di problemi .....quindi i dubbi di fede sono assolutamente fisiologici, se non ci sono vuol dire che non c’è neanche la fede.

Detto questo però, io sono uno di quelli che, quando la gente viene a confessarsi, metà non gli do l’assoluzione, perché vengono a dirmi le stronzate, che hanno detto le bugie, si sono masturbati, la domenica non sono andati a Messa, hanno litigato con il marito, i pensieri cattivi....a loro dico: io non sono un venditore di limoni...mi devi parlare di qualcosa che si riferisce alle beatitudini, al discorso della montagna...l’ultimo giudizio  “avevo fame, avevo sete, ero straniero, ero malato... non mi avete dato da mangiare e da bere...Siete venuti con me? Non l’avete fatto? Menare...”: dico questo perché l’immagine di Chiesa che avete in mente è quella lì, quella dei sciuri  messi bene, che cantano i canti e hanno gli incensi...io faccio un altro mestiere...e sono prete da 41 anni...

 

Elio: volevo dire un’altra cosa che mi viene in mente: che non vanno assolutamente sottovalutate le crisi che hanno i giovani oggi, perché è troppo facile dire “hai tutto e quindi cosa vuoi avere crisi?” ma è proprio perché abbiamo tutto che abbiamo crisi, perché noi non avevamo niente e  quindi eravamo preoccupati d’altro...dunque lasciate perdere quelli che vi dicono che la vostra crisi non è seria, perché è molto seria e secondo me uno che entra in crisi è fortunato, perché finalmente mette in moto la propria testa ed è in grado di utilizzare le sue forze, potenzialità, che sono enormi, perché uno - quando è giovane - sottovaluta quante forze, energie, vantaggi abbia rispetto agli adulti, che sono già stati condizionati, mentre il giovane è più puro,  non è stato condizionato quanto uno di trenta anni.

 

Lusso: é stato toccato un punto che vi chiedo di sviluppare....c’è in molti componimenti un giudizio di questo tipo: ormai abbiamo a che fare con una mentalità, un’ idea dell’educazione, che considera l’età dell’adolescenza un’età insignificante, per cui c’è una forma di affronto della condizione giovanile che è semplicemente quella di destrutturarla, di toglierle importanza: qualunque cosa uno viva intensamente e appassionatamente durante questi anni disturba un po’, molti ragazzi pongono domande, cercano valori, chiedono modelli, ma il loro vissuto viene banalizzato, bistrattato... “non producete, non contate”...quindi il modo più semplice con cui vengono affrontate le questioni dell’adolescenza è quello di fare si che passi...tanto passa...è un atteggiamento molto diffuso, per cui il ragazzo entra nell’idea che lui deve farsi le sue esperienze, perché non c’è nessuno che gli sa dire qualcosa di effettivamente significativo, l’idea più diffusa che hanno i ragazzi è che uno deve semplicemente e solo seguire se stesso, perché non c’è altro.

Volevo un vostro giudizio su questa idea.

 

Don Gino:  credo che uno degli errori più grossi che un genitore possa fare è quando al figlio fa credere che non conta più niente...”non farai mai niente di buono, sei una persona sbagliata....”: cose di questo genere producono un effetto assolutamente devastante. Se uno è minimamente educatore sa che occorre essere insieme con i bisogni dell’età...se un ragazzo è stato mollato da una ragazza, soffre veramente, per lui è veramente una tragedia, non posso avere in mente che c’è uno schema di essere umano dentro certi parametri, c’è un po’ di turbolenza ma poi tutti i fattori si mettono a posto, passa ...certo a me pare che molti adulti hanno perso per se stessi un po’ la direzione....agli adulti vorrei dire che è nell’informale che siete educatori: a cosa date peso, perché vi arrabbiate, che giudizi date, i soldi. Un educatore attento non può commettere l’errore di banalizzare una crisi, una depressione, una fantasia cattiva che ha un ragazzo...uno ha l’idea che perda del tempo se ascolta una ragazza o un ragazzo, perché si corre sempre veloci e invece non dovrebbe essere così.

 

Elio: se c’è una cosa che non invidio a un ragazzo di oggi è proprio questa: faccio il mio caso, mentre per i miei genitori c’erano degli obiettivi molto chiari, quello di lavorare per mantenere sé e la propria famiglia, per i miei nonni un obiettivo ancora più chiaro...lavorare per procacciarsi il cibo...oggi questa roba fa quasi ridere, in epoche non lontane c’era la gente affamata...c’erano degli obiettivi chiari...secondo me i genitori di oggi non hanno degli obiettivi chiari, dunque è più facile che vengano influenzati da gente che dice puttanate. Confermo che non è facile oggi essere dei  quindicenni....per questo è importantissimo imparare e non andare a scuola semplicemente per andarci...il ruolo degli insegnanti è importantissimo...invece vengono trattati male, hanno un ruolo formidabile, fare in modo che i giovani siano interessati ad imparare, perché se vanno a scuola solo per la fifa di prendere cinque è ovvio che non impareranno mai niente......Secondo me il male fondamentale di oggi dell’Italia è l’ignoranza, c’è un’ignoranza pazzesca, anche se la gente parla bene, meglio dei miei nonni ....ma i miei nonni erano più colti.

 

Lusso: ultima domanda. Di fronte alle difficoltà educative c’è come una “bacchetta magica”: regole e regolamenti...così c’è la percezione crescente da parte dei ragazzi  che l’unico motivo razionale, ideale, capace di fondare dei comportamenti è il fatto che vengono stabilite delle regole....c’è l’idea che se poni dei problemi, se hai un comportamento che crea problemi, non è che cerco di capire, di darti delle ragioni, di farti fare un cammino, di rispondere a quello che il tuo comportamento suggerisce....sono giuste le punizioni? Qual è il valore delle regole? Perché si insiste così tanto sulle regole?

 

Don Gino: riguardo alle regole. A scuola un patto deve essere fatto ma deve essere un patto serio. Inoltre un patto si fa quando ci si conosce un po’, non all’inizio dell’ anno, dovrebbe essere fatto all’inizio ma poi ritrovarsi periodicamente per vedere cosa succede, come mai succede, bisognerebbe darsi delle regole ma dentro un continuo dialogo. Lavoro d’equipe degli insegnanti, guardarsi in faccia con i ragazzi e ragionare su come si sta insieme, rispetto del luogo per una condivisione generale....gli insegnanti dovrebbero imparare a condurre i gruppi.

 

Elio: sulle regole faccio un intervento breve: io penso che siano indispensabili, penso che non se ne possa fare a meno, in ogni campo, non solo a scuola, se si vive tutti insieme e non ti dai delle regole è il caos...il punto è chi le fa e come le fa. Sono dell’idea che non debbano essere imposte, bisogna portare tutti a condividerne il senso e credo che sia il metodo più giusto. Quello più comodo è dettare gli ordini...allora uno fa il militare e io sono contro.

 

 

Lusso: ora invito i presenti a portare le loro domande e riflessioni.

 

Luca: spesso i ragazzi non sono veramente amici, si esce insieme ma si parla solo di cose banali, perché non riusciamo a tirare fuori quello che c’è dentro: come ti va la vita? Come ti senti dentro?

 

Lusso: io sento che i ragazzi pongono questo livello della questione...come stai? Sei felice? Andare al fondo della loro umanità...invece su questo livello tutti tendono a scivolare via e invece è il livello più profondo che loro hanno bisogno che sia affrontato.

 

Don Gino: dopo poco che sto con una persona mi accorgo se uno sta bene o male...sono abituato a guardare le persone e per me sono presenti non sono figure volanti...

 

Ragazza: i genitori non se ne accorgono se un figlio sta male o bene

 

Ragazza: se ne accorgono ma non te lo fanno capire, è una questione di rispetto

 

Don Gino: magari non sanno cosa dirgli...

 

Elio: secondo me l’errore è di aspettare che qualcuno ti chieda se stai bene o no, se stai male o no... perché tanto stiamo male tutti...cioè ognuno ha le sue crisi...oltretutto un altro - tuo padre, un amico, don Gino - può aiutarti ma non è lui che risolve la tua crisi...sei tu...quindi io sono per usare le proprie forze e in fretta prendere coscienza della propria potenzialità, della propria energia e andare subito a prendere il posto di questa classe di settantenni che ci porta alla rovina, perché stiamo andandoci alla rovina, siamo uno degli Stati che dà meno potere ai giovani in assoluto...all’estero a 18 anni vieni buttato fuori e nessuno ti chiede se stai male...non c’ è chi ha più o meno sfiga, siamo tutti uguali e dunque il mio invito è quello di non piangersi addosso...non sottovaluto le crisi che uno ha ma è un errore anche aspettarsi troppo aiuto dagli altri..... è molto più sano invece aiutarsi da soli, prendere forza e buttarsi per fare delle belle cose.

 

Luca: oggi si fa amicizia con tutti ma in realtà non si fa amicizia con nessuno, più persone conosci e meno ne hai vicino veramente e quindi alla fine ti ritrovi da solo nella realtà, fai delle cose insieme, passi il tuo tempo ma alla fine non rimane nessun legame, dentro di te succedono tante cose ma non hai nessuno a cui dirlo e alla fine ti rimangono dentro e si accumulano, finché alla fine ti esplodono tutte insieme.

 

Don Gino: se chiedo ai ragazzi cosa fanno insieme lo dicono in un minuto, se gli chiedo come stanno insieme vanno in panne...non si conoscono mediamente...bisogna imparare a stare insieme, a dialogare, l’educazione allo stare insieme...quando il gruppo è forte si moltiplicano le energie.

 

Lusso: due ultime domande: c’è nei ragazzi una grande sensibilità verso l’arte, poesia , musica.... come giudicate questo fatto?

Che valore ha per voi nell’esperienza della persona la parola divertimento?

 

Elio: secondo me il divertimento è fondamentale, l’importante è quale tipo, non uno tipo quello che sta alle slot...io scelgo di fare meno soldi ma di fare una cosa che mi piace di più...credo che sia fondamentale...per fare una cosa fatta bene uno deve divertirsi, non può farla solo perché è obbligato...dunque è importantissimo.... è anche importantissimo mantenersi senza vincoli un po’ dentro...il valore del gioco, non l’ho detto solo io ma anche il Pascoli e tanta altra gente importante. Me ne sono accorto sulla base della mia esperienza: in ogni campo le cose più belle si fanno quando esce fuori la parte più immaginaria, immaginifica, quella che è in grado di immaginare di più.... il che non vuol dire ovviamente fuggire dalle responsabilità....Circa l’altra domanda: io mi sono diplomato in musica che avevo meno di venti anni e quindi l’ho fatto in automatico.. mi piaceva farlo ma non mi rendevo conto dell’importanza dell’arte e della cultura...me ne sono reso conto dopo e ringrazio Dio di aver intrapreso queste cose qua, perché soprattutto in questa epoca qui e in questa zona qui dell’Italia, dove tutti corrono come pazzi e se li fermi e chiedi perché lo fa, nessuno lo sa dire bene, ma lo fa, in automatico, si è perso ogni contatto con questa parte importantissima. La nostra città era un centro culturale importantissimo, oggi ci sono pochi teatri, poche mostre.... l’arte è fondamentale nella vita di ogni essere umano, perché allarga la mente, non so dirti perché  ma fidatevi...se uno vuole condurre una vita piena deve lasciare uno spazio all’arte, poi se la pratica è ancora meglio ma anche se non la praticate andate a mostre d’arte , concerti, leggete libri...trovate il tempo e la voglia, siete giovani, dovete mettervi nella condizione di essere artefici della vostra fortuna...i classici sono classici perché sono delle figate...come per esempio i Promessi Sposi,...non li leggevo a scuola, poi dopo - quando ho cominciato a leggerli - non riuscivo più a smettere.. Per scrivere dei bei rap l’importante è ascoltare delle belle cose....De Chirico dice che il grande artista impara continuamente ...è vissuto fino a 90 anni ed ha imparato fino a 89....dunque tu devi ascoltare delle robe belle, gallerie d’arte, bei libri e non devi guardare le trasmissioni di merda alla tele.

 

Don Gino: Per concludere leggo questa frase: “Qualcuno pensa di essere incompleto ma è semplicemente giovane” (Calvino)

  • Matteo Lusso file in mp3 di questo e di altri incontri con il prof. Matteo Lusso

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