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Ablativo assoluto

LEZIONE MORFOSINTASSI LATINA

 

MATERIA: LATINO

CLASSE: V Ginnasio e 2a SCIENTIFICO

DOCENTE: Prof. LUCA MANZONI

ANNO SCOLASTICO: 2007 – 2008

 

ABLATIVO ASSOLUTO

 

            L'ablativo assoluto è un costrutto formato dall'unione di un nome (o pronome) e di un participio presente o perfetto, entrambi in caso ablativo; l'ablativo assoluto costituisce da sé una proposizione subordinata, in cui il nome (o pronome) funge da soggetto logico del participio, che a sua volta esplica la funzione di predicato. È una struttura estremamente sintetica e pregnante, che permette di condensare in poche parole un'azione, oppure il susseguirsi rapido di diverse azioni, enunciate in forma lapidaria e fulminea, come mostra l'esempio seguente, che contiene una serie di ben cinque ablativi assoluti.

Es. Galba secundis aliquot proeliis factis castellisque compluribus eorum expugnatis, missis ad eum undique legatis obsidibusque datis et pace facta constituit cohortes duas in Nantuatibus conlocare (Caes.).

"Galba, combattute diverse battaglie con esito favorevole, espugnati molti loro fortilizi, essendogli stati inviati ambasciatori da ogni dove, dati gli ostaggi e fatta la pace, stabilì di acquartierare due coorti fra i Nantuati".

 

            Normalmente una prima, immediata traduzione dell'ablativo assoluto avviene utilizzando il gerundio presente italiano (sempre preposto al suo soggetto, pena l'erronea costruzione della resa italiana) per tradurre il participio presente latino, oppure il participio passato italiano (anch'esso preposto al suo sostantivo) per la traduzione del participio perfetto latino; tuttavia, il costrutto può assumere di volta in volta valore temporale e causale (più spesso), oppure anche concessivo e ipotetico (più raramente): si può quindi tradurre in italiano con diverse proposizioni subordinate, rispettivamente:

1) temporali

Quibus rebus nuntiatis Afranius in castra se recipit (Caes.).

"Dopo che gli sono stati annunciati questi fatti, Afranio si reca all'accampamento".

 

2) causali

Senatus, hortantibus Pompeio et Catone, ei imperavit ut in urbem sine copiis veniret (Eutr.).

"Il senato, poiché Pompeo e Catone lo esortavano, intimò a lui [= Cesare] di entrare in città senza le truppe".

 

3) concessive

Me Cn. Pompeius multis obsistentibus semper dilexit (Cic.).

"Benché molti si opponessero, Gneo Pompeo mi apprezzò sempre".

 

4) ipotetiche

Reluctante natura irrits labor est (Sen.).

"Se la natura si oppone, ogni fatica risulta vana".

 

            Condizione essenziale per l'uso di questo costrutto, e ragione della sua denominazione col termine "assoluto", è che esso sia appunto sciolto (ab-solutus) da ogni legame grammaticale con la proposizione reggente: cioè, si deve verificare una situazione di autonomia grammaticale rispetto alla reggente. Pertanto:

1) il soggetto del participio deve essere diverso dal soggetto della sovraordinata;

2) nella sovraordinata non ci deve essere nessun pronome che si riferisca al soggetto dell'ablativo assoluto.

PARTICOLARITA’: si presti attenzione al fatto che il soggetto della principale può essere ripreso da un pronome nell'ablativo assoluto, come accade nella frase esemplificata all'inizio e sulla quale è bene ritornare specificamente:

Es. Galba [...] missis ad eum undique legatis [...], constituit cohortes duas in Nantuatibus conlocare (Caes.).

"Galba, essendogli stati inviati ambasciatori da ogni dove, stabilì di acquartierare due coorti fra i Nantuati".

Vediamo due esempi per chiarire quanto sopra enunciato:

a) "Controllate tutte le cose, Petreio dà il segnale con la tromba".

b) "Tito Manlio, ucciso un Gallo, lo spogliò della collana".

In apparenza, questi due periodi italiani sembrano logicamente analoghi; tuttavia, bisogna osservare che nell'esempio a) non vi sono legami grammaticali tra subordinata e sovraordinata, quindi vi è autonomia grammaticale della secondaria "controllate tutte le cose", rispetto alla reggente "Petreio dà il segnale con la tromba": è possibile l'uso dell'ablativo assoluto.

Al contrario, nell'esempio b) la presenza del pronome "lo" costituisce un legame grammaticale tra le due proposizioni e impedisce l'uso dell'ablativo assoluto.

In latino, cioè, abbiamo due costrutti diversi:

a) Omnibus rebus exploratis Petreius tuba signum dat (Sall.).

b) T. Manlius Gallum caesum torque spoliavit (Liv.).

Nell'esempio a) Sallustio utilizza l'ablativo assoluto omnibus rebus exploratis, mentre nel caso b) Livio ricorre all'uso del participio congiunto Gallum caesum (letteralmente, quindi "Tito Manlio spogliò della collana il Gallo ucciso", cioè "dopo averlo ucciso").

         È previsto nell'ablativo assoluto l'uso del participio presente, con valore attivo, con tutti i verbi transitivi e intransitivi, attivi e deponenti; esso esprime un rapporto di contemporaneità rispetto alla proposizione principale: si può tradurre, quindi, implicitamente con un gerundio presente, esplicitamente con una delle subordinate ricordate ed esemplificate sopra.

Es. Caesar albente caelo omnes copias castris educit (Caes.).

"Cesare, quando albeggia (letteralmente: "albeggiando il cielo"), porta tutte le truppe fuori dall'accampamento".

Diversamente, il participio perfetto nell'ablativo assoluto si trova solo coi verbi deponenti intransitivi (con significato attivo, cfr. Esempio 1) e transitivi attivi (con significato passivo, cfr. Esempio 2), ed esprime una circostanza anteriore alla reggente.

Esempi:

1) Alexandro Babylone mortuo, summa rerum tradita est Perdiccae (Nep.).

"Morto Alessandro a Babilonia, il sommo potere venne affidato a Perdicca".

2) His nuntiis acceptis Galba [...] consilio celeriter convocato sententias exquirere coepit (Caes.).

"Ricevute queste notizie, Galba, convocato rapidamente il consiglio, cominciò a esaminare i pareri."

 

CASI PARTICOLARI DI ABLATIVO ASSOLUTO

1) L'ablativo assoluto nominale.

Frequente è l'uso dell'ablativo assoluto apparentemente privo di participio (detto perciò "ablativo assoluto nominale", composto cioè da un sostantivo + aggettivo o da due sostantivi, con il verbo sum sottinteso (perché manca in latino).

Ecco un elenco delle espressioni più ricorrenti, tra cui la più frequente è senz'altro quella usata per la datazione consolare (M. Claudio L. Furio consulibus = "quando erano consoli Marco Claudio e Lucio Furio"):

Cicerone consule "sotto il consolato di Cicerone"

Hannibale duce "sotto la guida di Annibale"

Hannibale vivo "vivo Annibale"

Romulo rege "durante il regno di Romolo"

Diis invitis "contro il volere degli dèi"

Caelo sereno "a ciel sereno"

Teste Lucio "per testimonianza di Lucio"

Me puero "quand'ero fanciullo"

Te absente "in tua assenza".

Es. Pompeio duce, senatus contra Caesarem bellum paravit (Eutr.).

"Per istigazione di Pompeo, il senato si apprestò alla guerra contro Cesare".

 

2a) L'ablativo assoluto verbale.

In casi limitati, si trova anche una forma particolare di ablativo assoluto costituita da un unico participio perfetto neutro singolare, usato assolutamente, privo cioè del nome che dovrebbe fungere da soggetto e detto perciò "ablativo assoluto verbale":

certato "dopo aver combattuto"

sortito "tratto a sorte"

explorato "inviate delle vedette".

Es. Nec auspicato nec litato instruunt aciem (Liv.).

"Schierano l'esercito, non essendo stati presi gli auspici né essendo state compiute le offerte".

 

2b) L'omissione del soggetto.

Del tutto eccezionalmente può accadere che il soggetto dell'ablativo assoluto sia omesso, nel caso in cui esso sia costituito da un sostantivo o pronome immediatamente spiegato da una proposizione relativa.

Es. Praemissisqui Alpium transitus specularentur, Caesar in fines Helvetiorum intravit (Caes.).

"Cesare entrò nel territorio degli Elvezi dopo aver mandato avanti [alcuni] che ispezionassero i valichi delle Alpi".

 

3) L'ablativo assoluto con il participio futuro.

Si è parlato dell'uso, nell'ablativo assoluto, solo del participio presente e perfetto; tuttavia, si può incontrare, pur se di rado, anche il participio futuro, indicante azione posteriore alla reggente, con il valore di intenzionalità.

Es. Deserere ripam Rheni, irrupturis tam infestis nationibus, non conducit (Tac.).

"Essendo pronti a fare irruzione popoli così ostili, non è opportuno abbandonare la riva del Reno".

 

ESERCIZI

(TRATTI DA AUTORI)[1]

 

- Sottolinea le forme di ablativo assoluto;

- Giustifica morfologicamente l’uso del participio;

- Giustifica sintatticamente l’uso del participio, analizzane la consecutio temporum ed il  valore subordinante;

- Traduci.

 

A) De Belle Gallico:

 Regno occupato per tres potentissimos ac firmissimos populos totius Galliae sese potiri posse sperant (I,3)

 - Navibus iunctis ratibusque compluribus factis, alii vadis Rhodani, qua (avv.) minima altitudo fluminis erat, (transire) conati (sunt) (I,8)

 - Relinquebatur una per Sequanos via, qua Sequanis invitis propter angustias ire non poterant. (1.9)

 - (Dumnorige ) licente, contra liceri (audet) nemo (I,18)

 - Capto monte et succedentibus nostris, Boi et Tulingi proelium redintegrare coeperunt (I,25)

 - Ariovistus, exercitu suo praesente, conclamavit (I,47)

 - Propter latitudinem fossae murique altitudinem, paucis defendentibus, expugnare non potuit (2,12)

 - Caesar, obsidibus acceptis primis civitatis atque Galbae regis duobus filiis, armisque omnibus ex oppido traditis, in deditionem Suessones accepit (2,13)

 - Totis fere a fronte et ab sinistra parte nudatis castris, omnes Nervii confertissimo acie, duce Boduognato, ad locum contenderunt (2,23)

 - Tertium iam hunc annum regnantem inimici palam multis ex civitate auctoribus interfecerunt. (5.25)

 - Mons Cebenna… durissimo tempore anni altissima nive iter impediebat, tamen discussa nive …atque ita viis patefactis summo militum labore ad fines Arvernorum pervenit.

 (7.8) - Datur petentibus venia, dissuadente primo Vercingetorige, post concedente et precibus ipsorum (degli stessi) et misericordia vulgi (7.15)

 - Multis undique vulneribus acceptis, nulla munitione perrupta, se ad suos receperunt (7. 82).

 

B) En. Lib.I

- Primus ibi ante omnis, magna comitante caterva, Laocoon ardens summa decurrit ab arce (2.40-41) - Fit sonitus, spumante salo (2,209)

 - Caeduntur vigiles, portisque patentibus, omnis accipiunt socios atque agmina conscia iungunt (2,264

 - Iam Deiphobi dedit ampla ruinam, Vulcano superante, domus (2.310)

 - (Ego) descendo ac, ducente deo, flammam inter hostis expedior (2.632)

 - Iamque rubescebat stellis aurora fugatis, cum procul obscuros collis humilemque videmus Italiam (3.521)

 - Teque datis (ego) linquo ventis, palmosa Selinus (3.705)

 - At regina (Dido), pyra penetrali in sede sub auras erecta ingenti, taedis atque ilice secta, intenditque locum sertis et fronde coronat funerea (4.504).

 

C) Fedro:

Hic conspiratis factionum partibus / arcem tyrannus occupat Pisistratus… forte una tacite profert e stagno caput, / et explorato rege cunctas evocat. (1.2)

 - Sic est locutus partibus factis leo(1.6)

 - At ille, dum etiam vocem vult ostendere, / lato ore emisit caseum (1.13)

 -Terrore offuso et perturbatis sensibus / derepit ad cubile saetosae suis (2.4)

 - Ovem rogabat cervus modium tritici, / lupo sponsore. (1.16)

 - Instante partu mulier actis mensibus / humi iacebat, flebilis gemitus ciens. (1.18)

 - (Atriensi) tunica ab umeris linteo Pelusio / erat destricta, cirris dependentibus, / perambulante laeta domino viridia (2.5)

 - Lis ad forum deducta est, vespa iudice (3.12) -

GIOCO AUTOVALUTAZIONE

 

vero

falso

Anche in italiano abbiamo il costrutto dell’ablativo assoluto

 

 

Nell’ablativo assoluto l’elemento verbale è sempre espresso

 

 

L’ablativo assoluto può essere espresso anche in iperbato

 

 

L’ablativo assoluto si può rendersi anche con proposizione concessiva italiana

 

 

L’ablativo assoluto può trovarsi espresso anche col participio presente

 

 

L’ablativo assoluto non si trova mai espresso senza verbo

 

 

L’ablativo assoluto può trovarsi espresso col participio perfetto

 

 

L’ablativo assoluto corrisponde ad una proposizione subordinata

 

 

L’ablativo assoluto può rendersi in italiano con una proposizione temporale

 

 

Al costrutto latino dell’ablativo assoluto può corrispondere il costrutto del participio assoluto

 

 

 


 

[1] Cesare, La Guerra Gallica; Fedro, Favole; Virgilio, Eneide.

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