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Metodo di analisi testuale di un testo poetico
di Luca Manzoni
ANALISI E COMMENTO DI TESTO POETICO
Laboratorio di Didattica dell’Italiano
Docente: Manzoni Luca
Anno scolastico: 2007-2008
Lezione 1
ANALISI E COMMENTO DI UN TESTO
Analisi e commento di un testo costituiscono una tipica attività scolastica che
consiste:
· nella descrizione e spiegazione analitica del contenuto di un testo e dei
mezzi linguistici e stilistici usati dal suo autore,
· nella formulazione e argomentazione di una interpretazione critica, basata
sull’analisi effettuata e su altre informazioni in possesso dello studente.
Le tipologie testuali utilizzate nell’analisi sono, dunque, quella descrittiva e
quella informativo-espositiva, mentre la tipologia testuale utilizzata nel
commento è argomentativa.
I testi oggetto di questa attività scolastica sono prevalentemente letterari (in
poesia e in prosa), ma anche non letterari (saggi, articoli giornalistici,
relazioni, lettere ecc.).
Nella pratica scolastica l’attività di analisi e commento è svolta come
esercitazione orale o scritta e come prova di verifica e viene proposta sia
dagli insegnanti direttamente, sia dai manuali di letteratura e da altri libri
di testo.
Costituisce inoltre una delle tipologie (tipologia A) di prima prova scritta
agli esami di Stato, in cui è accompagnata da quesiti che guidano lo studente
nelle operazioni richieste.
La redazione scolastica di analisi e commento può essere considerata una
simulazione di testi della comunicazione reale, per la quale ha come modello di
riferimento le opere di critica letteraria di accademici e studiosi.
La produzione di questa forma di scrittura segue sostanzialmente le fasi di
prescrittura, cioè le operazioni preliminari alla stesura, scrittura, cioè
stesura vera e propria del testo, infine postscrittura, cioè revisione e
editing.
OPERAZIONI PER LA LETTURA E COMPRENSIONE DEL TESTO
LETTURA E COMPRENSIONE
OPERAZIONI DA COMPIERE
Lettura orientativa
· Prima di tutto esegui una attenta lettura orientativa del testo (sia in
silenzio sia ad alta voce), scorrendo il testo nel suo complesso;
· identifica la tipologia e il modello di scrittura o il genere (letterario o
non) a cui appartiene il testo;
· quindi leggi attentamente i quesiti allegati al testo (se vi sono).
Lettura analitica (di approfondimento) e comprensione letterale
· Procedi poi alla cosiddetta lettura analitica o di approfondimento,
· individuando l’argomento principale (topic), con altri temi secondari;
· verificando la comprensione del significato delle parole (se necessario,
utilizza il dizionario);
· procedendo allo “smontaggio” del testo in “blocchi di testo” (strofe se si
tratta di poesia o sequenze se si tratta di testo narrativo);
· rileggendo il testo attentamente nella sua completezza per verificare la
comprensione letterale.
Parafrasi/ riassunto
· Se il testo da analizzare è una poesia e ti è richiesto di eseguirne la
parafrasi, esegui le operazioni relative.
· Se ti è richiesto di eseguire il riassunto del testo (letterario o non
letterario, in poesia o in prosa), esegui le operazioni relative.
Utilizzo di programmi informatici
Se usi il computer, puoi anche servirti degli strumenti offerti (per esempio, da
Word o da Excel) per eseguire alcune delle operazioni sopra descritte:
· usa l’opzione “Conteggio parole” in “Strumenti” per contare il numero delle
parole di cui si compone il testo;
· predisponi una griglia, utilizzando uno dei comandi “Tabella” oppure usando
una cartella di Excel, scegliendo le categorie nelle quali classificare le
parole: per esempio, categorie grammaticali (verbi, sostantivi, aggettivi ecc.);
· calcola l’incidenza statistica delle parole per le categorie della griglia;
· seleziona le parole chiave, in grassetto o con altre forme (per esempio
colore);
· suddividi il testo in “blocchi” su linee diverse: utilizza eventualmente la
visualizzazione “Struttura” (outliner);
· per la parafrasi, usa una tabella a due colonne, in cui, sulla sinistra,
trascrivi il testo originario e, sulla destra, quello parafrasato. Per i
sinonimi, usa eventualmente Thesaurus (in “Lingua” in “Strumenti”);
· per il riassunto, usa eventualmente “Sunto automatico” (in “Strumenti”).
ANALISI DEI LIVELLI DI TESTO LETTERARIO IN POESIA
Livello strutturale
OPERAZIONI DI ANALISI DEL LIVELLO STRUTTURALE
· Analizza il modo in cui i temi sono disposti dal poeta all’interno del testo,
riconoscendo il tipo di struttura (lineare, circolare, a intreccio ecc.): prendi
appunti e fa’ schemi cercando di riprodurrla visivamente.
· Riconosci la corrispondenza tra la struttura e il significato che i temi
assumono nel discorso del poeta.
ESEMPIO
TESTO
Lavandare, da Myricae di Giovanni Pascoli
Nel campo mezzo grigio e mezzo nero
resta un aratro senza buoi che pare
dimenticato, tra il vapor leggero.
E cadenzato dalla gora viene
lo sciabordare delle lavandare
con tonfi spessi e lunghe cantilene:
Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese!
quando partisti, come son rimasta!
come l’aratro in mezzo alla maggese
“A livello strutturale, notiamo una netta tripartizione tematica coincidente con
le tre strofe: nella prima terzina domina l’elemento visivo (il campo mezzo
grigio e mezzo nero, l’aratro, la nebbia leggera), nella seconda quello uditivo
(lo sciabordare, il canto), mentre la quartina finale è tutta occupata dal calco
di due stornelli marchigiani (con il ritorno, però, al v. 10, dell’aratro del v.
2). […]”.
C. Segre, C. Martignoni, Testi nella storia, 4, Milano, Edizioni Scolastiche
Bruno Mondadori, 1992, p. 29
Livello lessicale
OPERAZIONI DI ANALISI DEL LIVELLO LESSICALE
· Dopo aver letto attentamente il testo, definiscine il registro linguistico.
· Riconosci il significato letterale di ciascuna parola (se necessario
ricorrendo al dizionario) e il significato particolare delle parole all’interno
del vocabolario del poeta e nel periodo storico cui appartiene.
· Individua le principali aree semantiche, le parole chiave e la loro
collocazione nei versi.
· Riconosci particolarità lessicali, come dialettismi, latinismi, arcaismi,
neologismi, termini gergali, specialistici ecc.
ESEMPIO
Il livello lessicale in un sonetto di Dante
TESTO
Tanto gentil e tanto onesta pare, di Dante Alighieri
Tanto gentil e tanto onesta pare
la donna mia quand'ella altrui saluta,
ch'ogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no l'ardiscon di guardare.
Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d'umilta' vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.
Mostrasi si' piacente a chi la mira,
che da' per li occhi una dolcezza al core,
che 'ntender non la puo' chi no la prova;
e par che de la sua labbia si mova
uno spirito soave pien d'amore,
che va dicendo a l'anima: Sospira.
(Dante Alighieri da Vita Nova)
“Nell’analisi e nell’interpretazione del sonetto Tanto gentile e tanto onesta
pare si è impegnato Gianfranco Contini […]1.
Egli si pone il problema di storicizzare la lingua (di ricostruirne gli aspetti
che si sono modificati nel corso storico), […] restituendo al lessico il
significato che esso aveva quando Dante lo impiegò.
Osserva dunque che labbia significa non tanto “volto”, quanto piuttosto
“fisionomia” (l’espressione del volto); che ben tre vocaboli del primo verso
(gentile, onesta, pare) hanno un valore del tutto diverso da quello con cui oggi
li adoperiamo.
“Gentile è “nobile”, termine tecnico del linguaggio cortese; onesta,
naturalmente latinismo, è un suo sinonimo, nel senso però del decoro esterno …:
più importante, essenziale anzi, determinare che pare non vale già “sembra”, e
neppure soltanto “appare”, ma “appare evidentemente, è o si manifesta nella sua
evidenza”. Questo valore di pare, parola-chiave, ricompare nella seconda
quartina e nella seconda terzina, cioè in posizione strategica in ognuno dei
periodi di cui si compone il discorso del sonetto. Sembra assente dalla prima
terzina, ma solo perché essa si inizia con l’equivalente mostrarsi, il quale
riprende l’ultima parola della seconda quartina …”.
Donna ha esclusivamente il suo significato originario di “signora” (del cuore)”;
cosa non indica, come oggi, ciò che è sotto il livello della persona, ma, in
senso largo, un essere non determinato che produce sensazioni e impressioni
(l’effetto in questo caso è miracol); spirito è un termine tecnico, della
filosofia, e personifica un’attività vitale, un’emozione. […]”.
Nota 1: G. Contini, Esercizio di interpretazione sopra un sonetto di Dante, in
Varianti e altra linguistica. Una raccolta di saggi (1938-1968), Torino,
Einaudi, 1970, p. 161-168
R. Ceserani, Lidia De Federicis, Il materiale e l’immaginario, 1, Torino,
Loescher, 1991, p. 953
Livello sintattico
OPERAZIONI DI ANALISI DEL LIVELLO SINTATTICO
· Esegui l’analisi del periodo e rileva l’ampiezza dei periodi, la prevalenza di
struttura paratattica o ipotattica; polisindeto, asindeto, i tipi di
proposizioni subordinate usate; eventuali ellissi del verbo, frasi nominali ecc.
· Esegui l’analisi logica di ciascun periodo e rileva la disposizione specie se
è particolare rispetto all’uso comune; analizza in particolare posizione del
predicato e dei complementi.
· Poni le soluzioni sintattiche adottate dal poeta in relazione con il loro
significato tematico e con con altri livelli (per esempio quello strutturale).
ESEMPIO
Il livello sintattico in Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono di Francesco
Petrarca
TESTO
Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono, di Francesco Petrarca
Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono
di quei sospiri ond'io nudriva 'l core
in sul mio primo giovenile errore
quand'era in parte altr'uom da quel ch'i' sono,
del vario stile in ch'io piango e ragiono
fra le vane speranze e 'l van dolore,
ove sia chi per prova intenda amore,
spero trovar pietà, nonché perdono.
Ma ben veggio or sì come al popol tutto
favola fui gran tempo, onde sovente
di me medesmo meco mi vergogno;
e del mio vaneggiar vergogna è 'l frutto,
e 'l pentersi, e 'l conoscer chiaramente
che quanto piace al mondo è breve sogno.
“Il sonetto poggia su un’architettura sintattica rigorosa […]. Vi è una netta
bipartizione tra quartine e terzine. Nella prima quartina il vocativo iniziale,
“voi”, trova espansione in una lunga serie di subordinate: la relativa
“ch’ascoltate”, da cui dipende un’altra relativa “ond’io nudriva”, da cui
dipende anche la temporale “quand’era”. Nella seconda quartina si ha una
simmetria rovesciata: il nucleo germinale del periodo, da cui si diparte la
serie di complementi e di proposizioni subordinate, non è più collocato
all’inizio della strofa (come era il “voi”), ma al fondo: “spero”, nel verso
conclusivo (v. 8). […] Sempre sul piano sintattico è da notare, nella seconda
quartina, la forte anticipazione del complemento di specificazione “del vario
stile” (v. 5) rispetto al sostantivo da cui dipende “pietà” (v. 8) […]. Più
secca è la struttura sintattica delle terzine, in coerenza con il tono duro e
desolato della seconda parte del sonetto. Ne dà subito il segnale il primo verso
[…] rotto e faticoso. La terzina finale è caratterizzata da una struttura a
brevi membri, legati dal polisindeto: “e del mio vaneggiar …, e ‘l pentersi, e
‘l conoscer”. L’incalzare di coordinate del polisindeto rende il senso
incalzante dell’analisi dell’io, che si stringe in una concatenazione logica
senza vie di scampo”.
Baldi, 1, 1993, p. 705
Livello metrico
OPERAZIONI DI ANALISI DEL LIVELLO METRICO
· Descrivi le scelte del poeta in campo metrico (se necessario, consulta un
manuale di metrica), definendo il tipo di componimento, riconoscendo la
lunghezza dei versi, lo schema metrico ecc.
· Interpreta tali scelte in relazione al significato della poesia, oltre che nel
quadro della produzione del poeta e del contesto in cui opera.
· Poni in relazione le osservazioni di livello sintattico con altri livelli
(sintattico, retorico ecc.).
ESEMPIO
Il livello metrico in un madrigale di Tasso
TESTO
Torquato Tasso, “Qual rugiada o qual pianto”, dalle Rime
Qual rugiada o qual pianto
quai lagrime eran quelle
che sparger vidi dal notturno manto
e dal candido volto de le stelle?
E perché seminò la bianca luna
di cristalline stelle un puro nembo
e l'erba fresca in grembo?
Perché ne l’aria bruna
s'udian, quasi dolendo, intorno intorno
gir l'aure insino al giorno?
Fur segni forse de la tua partita,
vita de la mia vita?
“Questo breve madrigale è un buon esempio della specificità metrica e stilistica
del Tasso lirico. Gli strumenti metrici e retorici sono impiegati con abbondanza
allo scopo di provocare una musicalità dolce e languida, estenuata e
malinconica. Le rime sono disposte ben tre volte in posizione baciata,
collegando sempre la coppia endecasillabo-settenario (vv.6-7, 9-10, 11-12), con
effetto patetico. Nell’alternanza dei metri e delle rime, si notano criteri ora
di parallelismo (le rime abAB ai vv. 1-4, quelle EeFf ai vv. 9-12, dove si
alternano due volte endecasillabo e settenario) ora di chiasmo (le rime CDdc ai
vv. 5-8, e la disposizione dei primi otto versi, rimati a quattro a quattro, con
due coppie di settenari agli estremi e due coppie di endecasillabi al centro).
Vi è poi un frequente ricorso, tipicamente tassesco, all’enjambement (vv. 2-3,
6-7, 8-9, 9-10), che determina un rallentamento del ritmo e una spezzatura della
sintassi; effetti accresciuti dall’inciso “quasi dolendo” al centro del v. 9 e
dalle inversioni ai vv. 5-7. […]”.
R. Luperini e altri, La scrittura e l’interpretazione, 3, Palumbo, Palermo,
1997, p. 104
Livello fonico
OPERAZIONI DI ANALISI DEL LIVELLO FONICO
· Riconosci i vari suoni delle vocali e delle consonanti,
· Da’ una definizione generale del “suono” del testo (chiaro, cupo, aspro ecc.).
· Individua la presenza di figure retoriche di suono.
· Rileva l’eventuale valore simbolico di alcuni suoni.
· Riconosci la corrispondenza delle scelte foniche del poeta con il significato
della poesia.
· Poni in relazione le osservazioni di livello fonico con altri livelli (per
esempio metrico o retorico).
ESEMPIO
Il livello fonico in un sonetto di Ugo Foscolo
TESTO
In morte del fratello Giovanni di Ugo Foscolo
Un dì, s'io non andrò sempre fuggendo
di gente in gente, me vedrai seduto
su la tua pietra, o fratel mio, gemendo
il fior de' tuoi gentil anni caduto.
La Madre or sol suo dì tardo traendo
parla di me col tuo cenere muto,
ma io deluse a voi le palme tendo
e sol da lunge i miei tetti saluto.
Sento gli avversi numi, e le secrete
cure che al viver tuo furon tempesta,
e prego anch'io nel tuo porto quiete.
Questo di tanta speme oggi mi resta!
Straniere genti, almen le ossa rendete
allora al petto della madre mesta.
“[…] Le allitterazioni, talvolta associate alla rima attraverso una serie di
assonanze e consonanze basate sull’alternanza di t e d (-endo, -nto, -ete,
-esta), contribuiscono a esaltare l’unità tematica del componimento, incentrato
sul dolore dello sradicamento, sull’esaltazione del valore degli affetti
familiari e del compianto: infatti la presenza dei gruppi consonantici composti
dalle vocali a, e, e dalle consonanti t, d e r (“vedrai”, v. 2; “pietra”, v. 3;
“tardo”, v. 5) rievoca, a livello fonetico, le due figure centrali del sonetto,
“madre” (v. 5 e 14) e “fratel” (v. 3).”.
Sergiacomi, 4, p. 137
Livello retorico
OPERAZIONI DI ANALISI DEL LIVELLO RETORICO
· Individua e definisci le figure retoriche. Se necessario, consulta un manuale
di stilistica.
· Distingui tra i vari tipi di figure retoriche (di suono, di parola,
grammaticali, di significato).
· Analizza in particolare le figure retoriche di significato.
· Poni in relazione le osservazioni di livello retorico con altri livelli.
ESEMPIO
Il livello retorico in un “osso” di Montale
TESTO
Spesso il male di vivere ho incontrato di Eugenio Montale
Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l'incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.
5 Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.
[da Ossi di seppia, 1925]
“Il testo si incardina sull’opposizione “male” vs “bene”. Il primo tema si
specifica nella pregnate espressione “male di vivere” alla quale corrispondono,
per sinonimia, tre metafore: “il rivo strozzato che gorgoglia”,
“l’incartocciarsi della foglia riarsa”, “il cavallo stramazzato”. Nella prima
metafora compare un’altra metafora: “strozzato”. Il secondo tema (“bene”) è
rappresentato da tre metafore: “la statua nella sonnolenza del meriggio”, “la
nuvola”, “il falco alto levato”. […] Il significato complessivo che unisce i
primi tre valori potrebbe essere “privazione di vita”, che recupera anche il
valore umano di “strozzato”. Ciò significa che il male è una negatività profonda
che impedisce alla vita di manifestarsi, è la morte stessa implicita
nell’esistenza. Per quanto riguarda le tre metafore del “bene”, notiamo per la
prima (la “statua”) la connotazione latamente metaforica di “sonnolenza”
(riferibile a un essere animato), che attiva il valore di “freddezza”,
“insensibilità”; per la “nuvola” “altezza” e “leggerezza”; per il “falco” ancora
“altezza” e “lontananza”, “solitudine”. Il signmificato complessivo avrebbe il
valore negativo di “distacco”, “rinuncia”, “allontanamentodalla vita”.
Angelo Marchese, Eugenio Montale. Poesie, Mondadori 1991, p. 36
LABORATORIO
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Traccia per una
Analisi del testo "Io voglio del ver
la mia donna laudare" di Guido Guinizzelli con svolgimento, del
prof. Luca Manzoni
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Traccia per una
Analisi del testo "Ne
gli occhi porta la mia donna Amore" di Dante Alighieri del prof.
Luca Manzoni
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Traccia per una
Analisi del testo "Zefiro torna, e ‘l bel
tempo rimena" di Francesco Petrarca del prof. Luca Manzoni
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Traccia per una
Analisi del testo "Oh gran bontà de’
cavallieri antiqui!" di Ludovico Ariosto del prof. Luca Manzoni
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Traccia per una
Analisi del testo
"Tacito orror di solitaria selva" di Vittorio Alfieri del prof. Luca
Manzoni
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Traccia per una
Analisi del testo "Che stai? già il secol
l’orma ultima lascia" di Ugo Foscolo del prof. Luca Manzoni
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Traccia per una
Analisi del testo "L'infinito" di Giacomo
Leopardi del prof. Luca Manzoni
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Traccia per una
Analisi del testo "La pentecoste" di
Alessandro Manzoni del prof. Luca Manzoni
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Analisi del testo "Nella
piazza di San Petronio" di Giosuè Carducci del prof. Luca Manzoni
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Analisi del testo "La capinera" di Giovanni
Pascoli del prof. Luca Manzoni
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Analisi del testo "L'assenza" di Guido
Gozzano del prof. Luca Manzoni
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Traccia per una
Analisi del testo "Veglia" di Giuseppe
Ungaretti del prof. Luca Manzoni
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Traccia per una
Analisi del testo "A mia madre" di
Eugenio Montale del prof. Luca Manzoni
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