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Gli arabi

Dagli Arabi ai Turchi Selgiùchidi e le Crociate

4- quarta parte de L’angolo dei tesori - Una proposta “multimediale” per rivedere insieme il percorso della Storia europea: L’Alto Medioevo

di Cristina Rocchetto

La volta scorsa ho introdotto i Vichinghi dicendo che essi rappresentano una delle tre nuove minacce di invasione che chiusero a tenaglia l’Europa attorno al IX secolo; oltre ai Vichinghi provenienti dalle terre scandinave, da Est la pressione arriva dagli Ungari, da Sud dagli Arabi.

Queste invasioni creeranno delle ripercussioni che andranno ad intrecciarsi tra loro: per esempio, i Vichinghi, divenuti Normanni in Francia, libereranno la Sicilia dagli Arabi; una loro dinastia conquisterà la corona d’Inghilterra; contro gli Arabi, giunti in Francia già nel VIII secolo, combatterà Carlo Martello, un nobile della corte dei Merovingi capostipite della dinastia che li sostituì, i Carolingi, fondatrice, con Carlo Magno, del Sacro Impero Romano; disgregatosi l’Impero carolingio, gli Ottoni, dinastia tedesca di Sassonia in lotta contro gli Ungari che premono ad Est, ne ricostituiranno una nuova versione che graviterà però attorno ai territori tedeschi ed il Nord Italia, e non più anche la Francia. E gli intrecci non finiscono qui.

E’ quindi difficile seguire queste vicende dividendole in capitoli distinti, che non si limitano al periodo altomedievale, ma che da quello partono per spingersi in avanti, delineando l’immagine di ciò che diventerà l’Europa tardo-medievale ormai matura per il risveglio culturale alla base di un periodo caratterizzato da un pensiero, ossia una visione dell’uomo e del mondo, totalmente diverso: il pensiero moderno. Parlando degli Arabi, farò quindi una digressione di storia culturale medievale, poiché gli Arabi per l’appunto hanno significato per l’Europa il presupposto per la grande rivoluzione del pensiero filosofico e scientifico che coglierà i suoi frutti nel secondo, o Basso, Medioevo sino all’Umanesimo (1400) ed alla Rivoluzione scientifica del 1600; ma siccome il discorso è complesso, lo rimando ad una prossima uscita, cercando prima di concludere il periodo delle ultime invasioni ed introducendo intanto le Crociate, in modo da entrare la volta prossima già a sfiorare la nuova immagine che dopo il Mille prende il Medioevo, quando gli effetti di quelle influenze daranno i loro frutti in territorio europeo.

Gli Arabi erano penetrati in Europa, nella penisola iberica, nel VIII secolo; già al tempo di Carlo Magno era però ricominciata la lenta riconquista cristiana (e la Catalogna era diventata una “marca” o territorio ai confini del Sacro Romano Impero) che favorirà l’incontro, oltre che lo scontro, e lo scambio culturale tra la civiltà araba, più progredita, e quella medievale europea; dal IX secolo, essi si erano impadroniti anche della Sicilia, che sarà invece liberata dai Normanni nel corso del XI secolo. Da queste postazioni, i Musulmani continuavano a premere ed incutere terrore nelle coste europee del Mediterraneo con le loro scorrerie e la loro pirateria: la letteratura del tempo li chiama “i Saraceni”. La presenza degli Arabi costrinse l’Europa a ripiegarsi su se stessa: non ci sarebbe stato alcun Sacro Romano Impero (che, come sappiamo, orbitava attorno all’Europa centro-settentrionale), ha notato qualche studioso, se il Mediterraneo non fosse stato in loro mano.

Mossisi dal VII° sec. d.C. alla conquista della penisola arabica, essi si erano espansi su molte regioni tra loro diverse riunendole in un unico vasto Impero islamico, chiamato “Califfato”, prima sotto la dinastia degli Ommiadi o Ommàyyadi, che scelsero come capitale la ricca città di Damasco, in Siria; poi, sotto la dinastia degli Abbàssidi, che si spostarono a Baghdad, in Mesopotamia; la vastità e l’eterogeneità dei territori portarono alla loro suddivisione in Emirati che piano si renderanno politicamente indipendenti, ma che rimarranno uniti per lingua e civiltà. Conquistando regioni culturalmente evolute e raffinate, gli Arabi si erano rapidamente trasformati in studiosi, scienziati ed intellettuali: il patrimonio dell’antica cultura scientifico-filosofica ellenistica, combinato a spunti provenienti dalla Persia e dall’India, produsse incredibili progressi tecnici che furono trasmessi soprattutto tramite la Spagna al resto d’Europa; molti testi antichi greci e latini tradotti in Arabo furono dall’Arabo nuovamente ritradotti in Latino medievale (inizialmente con l’aiuto di traduttori ebrei, che conoscevano entrambe le lingue araba e latina) dopo la riconquista dei territori cristiani, raggiungendo le grandi scuole cattedrali sorte ormai in Europa (XII secolo) e stimolando la nascita di nuovi centri di studio, dibattito e pensiero laici, le scuole di medicina e le Università. In breve, gli Arabi ricordarono all’Europa che la Teologia e la Logica non erano le sole scienze possibili; facendolo, stimolarono una serie di domande che portarono ad una crisi dei valori tradizionali: una crisi che abbraccerà un lunghissimo arco di tempo e che condizionerà gli orientamenti della cultura moderna occidentale.

Dopo un periodo di splendore, che coincide con il periodo più “incolto” per la vicina Europa, anche gli Arabi cominciarono però a dare segni di decadenza e debolezza a causa delle lotte intestine tra i vari Emirati in cui il territorio si era diviso; di queste approfitteranno sia i Cristiani per cominciare a riprendersi territori europei, che altre popolazioni per espandersi a loro spese.

La Reconquista cristiana della Spagna durerà secoli; dal 1212, il territorio arabo spagnolo si riduce al piccolo Regno di Granada, a sud della penisola iberica, che sarà definitivamente cancellato nell’anno della scoperta dell’America, nel 1492; dopo circa duecento anni di occupazione araba, i Normanni liberano invece la Sicilia (1061-91) trapiantando un centralizzato ed efficiente feudalesimo in tutto il Meridione da loro unificato in un unico Regno, e proprio in un momento in cui lo stesso sistema feudale si disgrega a Nord cedendo posto a nuovi organismi, i Comuni, e la loro cultura diversa, borghese.

Anche una popolazione di origine mongola e stabilitasi a Sud del Caucaso, i Turchi, approfitta della decadenza araba: una loro dinastia, quella dei Selgiùchidi, convertitisi all’Islam e dunque musulmani, si era pian piano introdotta nei territori del Califfato arabo degli Abbàsidi, riuscendo a conquistare prima alte cariche, poi addirittura il potere e trasformandolo in un Sultanato con capitale a Baghdad (1055); da lì, i Turchi si erano espansi verso la penisola anatolica a danno dei territori bizantini, invadendo al contempo anche la Palestina ed arrivando a prendere Gerusalemme (1071), fattore scatenante delle Crociate.

Ed è sulle Crociate il link che vorrei per l’appunto oggi indicare. Il documentario scelto, però, pur dando varie informazioni interessantissime sui Crociati, si concentra soprattutto sulla vicenda della situazione particolare del Regno Crociato di Gerusalemme, senza nominare le varie Crociate ed i vari re o cavalieri che vi parteciparono: dunque, non si sentirà nominare Federico Barbarossa, che morì durante la Terza Crociata senza raggiungere la Terra Santa; né Filippo Augusto, il re di Francia che partecipò, con Riccardo Cuor di Leone (nominato) alla medesima; né si sentirà parlare della famosa Quarta Crociata indetta dal papa Innocenzo III, il Papa che tanto fece per la Chiesa di Roma e che vide Federico II di Svevia bambino, ma deviata dalla Repubblica di Venezia contro la più ricca Costantinopoli, cristiana sebbene non cattolica (la data ufficiale del grande Scisma tra la Chiesa di Roma, cattolica, e quella d’Oriente, ortodossa, risale al 1054); né quella, l’ultima, del re di Francia (san) Luigi.

Con le Crociate, ci spingiamo ben oltre al Mille: esse compresero infatti otto spedizioni organizzate nell’arco di un tempo di 200 anni; per andare in Terra Santa, i Crociati si avvalsero dei porti soprattutto delle Repubbliche marinare di Genova, Venezia ed in parte anche Pisa; Amalfi, conquistata dai Normanni, non potrà più continuare a muoversi liberamente e decadrà in breve tempo: sono queste quattro le prime città che videro risorgere in Europa la potenza, la fierezza e le ricchezze dell’autodeterminazione politica.

Alla Prima Crociata (1096) diede impulso papa Urbano II, successore del papa Gregorio VII di cui parlerò da prossima volta trattando il conflitto tra Papato ed Impero (lotta per le investiture). Nelle Crociate i nobili cavalieri feudali consumarono se stessi estinguendo nel sangue il loro ceto, permettendo ai re ed ai principi dei sorgenti organismi nazionali (Francia, Inghilterra, Spagna) di collegarsi sempre più alla ricca borghesia delle sempre più fiorenti città per lottare contro il potere feudale arroccato nei castelli, abbattendone tanti e riducendo i nobili ad un ceto privilegiato sì, ma sottomesso infine al potere di un sovrano che diventerà presto assoluto. Nel video, inoltre, si parla genericamente di “Musulmani”, “Islamici”, ma anche di “Arabi”: i Turchi (Selgiùchidi) non vengono nominati… peccato, perché il problema delle Crociate fu appunto scatenato proprio dalla loro presenza in Terra Santa e lungo le vie battute dai pellegrini e dalla loro più o meno violenta richiesta di pedaggi molto cari. Tenendo presente queste informazioni, suggerisco perciò il link http://www.youtube.com/watch?v=sFK6U_8YKRw&feature=related .

Cristina Rocchetto (educatrice e consulente pedagogista)

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