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L’art nouveau nella belle èpoque

Con Art Nouveau viene definito quel movimento artistico che si sviluppa in Europa e negli Stati Uniti tra fine ‘800 e inizio ‘900 e che interessa soprattutto l’architettura e le arti applicate. Il nome deriva da quello di un negozio parigino, «l'Art Nouveau Bing», aperto nel 1895 da Siegfrid "Samuel" Bing, che esibiva alcuni oggetti dal design innovativo, tra cui mobili, tinture, tappeti e vari oggetti d'arte. Il movimento trae le sue origini dal socialismo utopistico di John Ruskin e si ispirò all'ideologia caldeggiata dell'Arts and Crafts di William Morris, il quale aveva sostenuto la libera creazione dell'artigiano, come unica alternativa alla meccanizzazione e alla produzione in serie di oggetti di dubbio valore estetico. Il movimento si sviluppò grazie al clima di rinnovamento culturale che accompagnava l’affermarsi del potere della borghesia, in polemica con stili storici legati al passato -l’accademismo e l’eclettismo tipici dell’epoca vittoriana- i quali avevano caratterizzato buona parte del XIX secolo. Tale stile doveva essere il più adatto a introdurre una coerenza estetica nella vita quotidiana della moderna borghesia, attraverso una progettazione 'globale' che doveva interessare allo stesso tempo la struttura architettonica (esterna e interna) delle dimore, l'arredamento, le suppellettili, gli oggetti e gli utensili per ogni necessità pratica. Nonostante l'intento di coniugare qualità e costi contenuti, l'Art Nouveau non poté tuttavia concretizzarsi in una produzione di massa, restando perlopiù ancorata a una lavorazione artigianale di pregio, in serie molto limitate. Il movimento, conosciuto internazionalmente soprattutto con la denominazione francofona, assunse localmente nomi diversi, ma dal significato di fondo affine, tra i quali: Stile Liberty, dal nome dei magazzini inglesi proprietà di Arthur Lasenby Liberty, che vendevano oggetti Art Nouveau, o Stile Floreale in Italia, Modern Style in Gran Bretagna, Jugendstil in Germania, Nieuwe Kunst nei Paesi Bassi, Styl Młodej Polski (Stile di Giovane Polonia) in Polonia, Style Sapin in Svizzera, Sezessionstil (Stile di secessione, vedi la secessione viennese) in Austria, Stile “coup de fouet” o Velde stile in Belgio, Modern in Russia e Arte Modernista o Modernismo in Spagna. La formazione sostanzialmente unitaria di questo stile fu favorita dalla circolazione delle innovazioni tecniche e delle singole esperienze artistiche attraverso riviste, come “The Studio” in Gran Bretagna e “L’Art pour tous” in Francia, mostre, conferenze ma soprattutto le grandi esposizione mondiali del 1893 a Chicago, del 1900 a Parigi e a Torino nel 1902.

Le caratteristiche principali del movimento, comuni a tutte le varianti geografiche e temporali, sono:

  • ispirazione naturalistica (petali di fogge fantasiose, foglie assottigliate di colori evanescenti, rami intrecciati e radici avviluppate, in una moltiplicazione di curve e controcurve) e alle efficaci incursioni nel mondo animale riletto in chiave simbolista (numerosi i cigni e i serpenti), notevole sviluppo ebbe la riflessione sulla figura umana, soprattutto femminile e mitologica, anch’essa estremamente stilizzata, definita dalla linea prima che dal volume (frequenti le ninfe, le ondine, le dee).

  • l'impiego di motivi stilistici derivanti dall'arte giapponese

  • lo studio delle forme che prevede arabeschi lineari e cromatici; una preferenza per i ritmi impostati sulla curva e le sue varianti e nel colore, per le tinte fredde , attutite, trasparenti;

  • la rinuncia alla proporzione e all'equilibrio simmetrico; la ricerca di ritmi musicali, con  marcati sviluppi in altezza o in larghezza ed andamenti per lo più ondulati e sinuosi;

  • l' evidente, costante proposito di comunicare per empatia un senso di agilità , elasticità, leggerezza, gioventù, ottimismo.

Alcune tracce dell’Art Nouveau si possono riscontrare nell'arte dei preraffaelliti, dei simbolisti e persino nell'opera del poeta e pittore William Blake. Diversamente dai pittori simbolisti, tuttavia, l'Art Nouveau possedeva un determinato stile visivo; e al contrario dei Preraffaelliti che prediligevano rivolgere lo sguardo al passato, l'Art Nouveau non si formalizzava nell'adoperare nuovi materiali, superfici lavorate.
Gli artisti dell'Art Nouveau selezionarono e modernizzarono alcuni tra gli elementi del Rococò, come le decorazioni a fiamma e a conchiglia, al posto dei classici ornamenti naturalistici Vittoriani. Prediligevano invece la Natura per fonte di ispirazione ma ne stilizzarono evidentemente gli elementi, in contrapposizione al realismo della scuola impressionista, e ampliarono tale repertorio con l'aggiunta di alghe, fili d'erba, insetti.
L'accordo tra arte e industria costituì il punto di partenza per il progetto di rinnovamento delle arti applicate auspicato durante l’art nouveau. Da questo momento la  possibilità di creare oggetti preziosi ed esteticamente ricercati, fece si che le arti applicate non fossero più appannaggio del artigianato artistico ma alla portata di tutti, facendo guadagnare loro una posizione di riconosciuto prestigio nel sistema delle arti. Vi fu un ritorno alla lavorazione artigianale ed ad uno stile ricco di applicazioni decorative, compatibili con i nuovi materiali e con le nuove tecniche produttive, dando così origine alla prima decorazione autenticamente industriale dell’arte moderna. L'Art Nouveau si configurò come stile ad ampio raggio, che abbracciava i più disparati campi; dal punto di vista sociologico l' Art nouveau è un fenomeno nuovo, imponente, complesso che dovrebbe soddisfare quello che si crede essere il "bisogno d'arte" della comunità intera. Interessa tutte le categorie del costume: l'urbanistica di interi quartieri, l'edilizia in tutte le sue tipologie, l'arredamento, urbano e domestico, l'arte decorativa e figurativa, la suppellettile, l'abbigliamento, l'ornamento personale, lo spettacolo. Per il modo in cui si diffonde è una vera e propria moda.

Gli ambiti più sviluppati delle arti decorative sono:

  • L'Art Nouveau rivitalizzò l'arte della gioielleria, con la natura come principale fonte di ispirazione, arricchita da nuove tecniche come la smaltatura e l'introduzione di nuovi materiali, come opali o pietre semipreziose; l'aperto interesse per l'arte giapponese e l'ancora più specializzato entusiasmo per la loro abilità nella lavorazione dei metalli, promosse nuove tematiche e approcci agli ornamenti. Nacque un tipo di gioielleria completamente differente, motivato più da un'artista-designer che da un gioielliere in sola qualità di incastonatore di pietre preziose, le quali retrocessero in un secondo piano, per esempio i diamanti furono per lo più utilizzati con un ruolo secondario, accostati a materiali meno noti come il vetro, l'avorio, il corno e la madreperla; uno degli esecutori migliori di questo periodo, insieme allo stesso Tiffany, fu  il francese René Lalique

  • La lavorazione del vetro fu un campo in cui questo stile trovò una libera e grandiosa forma espressiva; gli esponenti più rappresentativi di questo stile furono lo statunitense Louis Comfort Tiffany, inventore del vetro favril, e i francesi Emile Gallé e Auguste e Antonin Daum.

Libellula in vetro di murano, Vittorio Zecchin

  • Nel settore dell’arredamento emersero le figure degli architetti belgi Henri van de Velde e Victor Horta, i cui mobili intendevano riprendere e richiamare le strutture architettoniche degli ambienti in cui dovevano essere collocati; in Francia Hector Guimard, propose arredi dalle fogge asimmetriche e libere, ispirate alle forme naturali; altra personalità di rilievo fu lo scozzese Charles Rennie Mackintosh, a sua volta autore di notevoli progetti per esterni e interni, inventò mobili di straordinaria purezza di linee e sobrietà decorativa.

Piatto in vetro satinato, Rimini, collezione privata

  • Gli altri ambiti che vennero sviluppati in questo periodo furono la produzione di bastoni, decorazioni, ceramiche, cornici, edicole, ferro, battuto, finestre, insegne, lampade e lampadari, murali e mosaici, oggettistica, porte, vasi, vetrate.

 Vaso Daum, Nancy 1900 circa

Vaso Daum, Nancy 1900 circa

Oggi l'Art Nouveau è considerata precursore dei movimenti più innovativi del XX secolo, come l'espressionismo, il cubismo, il surrealismo, l'Art Deco ed il successivo Movimento Moderno in architettura (in Italia definito anche Razionalismo).
Nonostante l’omogeneità di questo movimento, si ebbero particolari versioni in ogni regione in cui l’Art Nouveau si diffuse.
In Francia, testimoni di questo stile che qui prese il nome di Art Nouveau sono le opere dell'architetto Hector Guimard, in particolare alcune esotiche stazioni del métro di Parigi, dell'artigiano del vetro Emile Gallé, del disegnatore di mobili Louis Majorelle e dell'illustratore Alphonse Mucha, oltre alle decorazioni degli interni di molti locali pubblici, come quelle del celebre ristorante Chez Maxim di Parigi.
In Germania lo stile noto a Monaco come Jugendstil (in tedesco, 'stile giovane') conobbe grande successo nelle arti applicate, nell'illustrazione di riviste, un nuovo gusto trovò espressione anche nell’arredamento d’interni, conferendo una singolare impronta a tappezzerie, piastrelle, mobili. La nuova arte doveva permeare di sé ogni aspetto della vita quotidiana, raggiungendo anche i ceti sociali normalmente esclusi dal godimento del bello: ideali e aspirazioni che non trovarono la realizzazione auspicata su larga scala, ma che tuttavia determinarono una certa diffusione del gusto attraverso ad esempio la forma di comunicazione grafica del manifesto; essa trovò le espressioni più originali nei dipinti di Gustav Klimt e nei mobili e progetti architettonici di Josef Hoffmann, il pittore e grafico di origine svizzera Hermann Obrist, il pittore e cartellonista Otto Eckmann; gli architetti, pittori e grafici Bernhard Pankok, Richard Riemerschmid, Peter Behrens, Bruno Paul. Officina di sperimentazione e centro di ricerca del gruppo furono i Laboratori riuniti per l’arte applicata (Vereinigten Werkstätte für Kunst im Handwerk), fondati a Monaco nel 1897 da Obrist, Pankok, Paul e Riemerschmid.
In Italia deriva dalla diffusione  di un nuovo gusto, collegato alla produzione industriale. In Italia in un primo momento la definizione oscillava tra “Stile floreale” e “Stile nuovo”, ma con l’apertura, non a caso nella borghese Milano, di una filiale della famosa ditta inglese Liberty & C. specializzata nella vendita dei prodotti di questo nuovo gusto, venne adottato con entusiasmo e ironia il nome Liberty. Nella nostra penisola il Liberty si sviluppa in un paese sostanzialmente pigro e che sembra aver dimenticato le recenti spinte ideologiche e popolari del risorgimento, in una nazione convinta di aver superato tutti i suoi problemi per il solo fatto di essere stata finalmente unita.
In questo clima di paralisi, tuttavia, va generandosi nel campo artistico, una "minoranza modernista" desiderosa di affacciarsi sul resto d'Europa; i centri più importanti dello "Stile del '900" furono Torino, Palermo, Firenze, Lucca, Viareggio, Milano, Roma, Emilia Romagna.
In Italia esso si affermerà quando è morente in Europa a causa del ritardo del processo di industrializzazione, dell'ostilità verso le tecniche del ferro e del cemento armato e della mancanza di una spinta per riforma artigiana. Accolto in primo luogo nel campo della grafica pubblicitaria, dell'illustrazione libraria e delle arti applicate in generale, nelle quali si percepì l'influenza in particolare del decorativismo austriaco (soprattutto di Klimt), il Liberty stentò tuttavia a imporsi nelle arti cosiddette 'maggiori', nelle quale perduravano tendenze eclettiche e monumentali. Tra gli architetti che rielaborarono in modo originale l'Art Nouveau d'oltralpe si distinsero Pietro Fenoglio, Ernesto Basile e Giuseppe Sommaruga, mentre tra gli artisti-artigiani meritano di essere ricordati Carlo Bugatti per i mobili, Galileo Chini per le ceramiche,
Alessandro Mazzucotelli per i ferri battuti, Giovanni Beltrami per le vetrate artistiche.

Rosone in ferro battuto e vetro, Alessandro Mazzucotelli

La particolarità di questi oggetti, la ricercatezza esasperata dei materiali e delle forme degli oggetti resero l'Art Nouveau terreno esclusivo di artigiani di altissimo livello, e quindi appannaggio solo delle classi più agiate non riuscendo a sfociare in quella produzione di massa prevista ma anzi spesso vennero messi in commercio prodotti scadenti, visti in un’ottica negativa. Intorno al 1910 l'Art Nouveau era ormai in declino e non sopravvisse alla prima guerra mondiale, quando si affermarono le forme più ostentate ed eleganti dell'Art Déco. Un’importante rivalutazione e riscoperta dello stile si ebbe negli anni Cinquanta per merito di alcune mostre allestite a Londra, Zurigo e New York, e tutt'oggi motivi decorativi e forme tipicamente Art Nouveau godono di alterna ma durevole fortuna.

Servizio da thè in peltro, Codogno, collezione privata

Nel frattempo in letteratura i caratteri più importanti furono il preziosismo, l'esotismo, l'allusione ai mondi del passato ormai scomparsi (il Medioevo cavalleresco, le corti dei re Luigi in Francia, le monarchie cinesi e giapponesi; nella narrativa viene respinto il realismo, optando per la novella storica e il racconto di esperienze di allucinazioni e pazzia, per la descrizione di raffinati ambienti di Bohemia, introducendo il personaggio della femme fatale, che conduce gli uomini al piacere e alla morte; in filosofia partecipa in modo decisivo il movimento positivista, che con la sua fiducia nella ragione, da avvio a nuovi studi scientifici e naturalistici con i quali l'uomo domina, o crede di dominare, la natura.

fonti: wikipedia ed enciclopedia encarta

di Rossella Natalini

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