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Nidea

racconto di Giuseppe Tizza

I governanti di Nidea, dove le risorse erano scarsissime, il lavoro diminuiva sempre di più e non si riusciva ad uscire dal circolo vizioso in cui si era entrati, pensarono bene di fare qualcosa per uscire dalla situazione in cui si trovavano.

Tutte le menti del paese furono chiamate a dire la propria, ma ognuna di queste menti non faceva altro che reiterare le stesse cose che avevano portato alla crisi disastrosa in cui si trovava il paese.

Il professore di economia diceva di stampare altri soldi e di metterli in circolazione, volendo quasi curare con lo stesso virus la malattia che questo aveva provocato. Una sorta di vaccino del giorno dopo.

Il presidente dell’istituto brevetti propose di rendere gratuito il deposito di nuovi brevetti, ma il risultato fu un’affluenza di nuove scoperte inutili. La percentuale di brevetti che non sarebbero stati mai commercializzati salì dall’80 al 95 percento. Gli impiegati e gli interessati facevano soltanto più fatica a trovare un brevetto utilizzabile in quel mucchio di spazzatura che veniva depositato ogni giorno.

- Sì, mettiamo il freno a mano! Non permettiamo nuove crisi!

Ci fu il crollo del capitale di ventura. Nessuna nuova idea che presentasse il minimo di rischio venne più finanziata da una banca. Solo chi oltre all’idea disponeva del capitale necessario per realizzarla si poteva permettere di affrontare il progetto, prendendosi sulle spalle tutta la responsabilità. Venivano a mancare però gli elementi di controllo esterno, cosicché in quello sparuto numero di idee che venivano portate avanti la percentuale di riuscita era ancora più bassa.

Si era di fronte alla grande difficoltà di capire quale iniziativa, quale idea fosse veramente valida.

Qualcuno propose di creare un meccanismo, un software che fosse in grado di valutare le idee, ma anche questo si rivelò molto complicato e di lunga durata: ogni anno il programma doveva essere rifatto di sana pianta perché le idee dell’anno prima non servivano a nulla, anzi erano di impedimento allo sviluppo che il mondo aveva intrapreso.

- E se il programma lo usassimo per valutare le persone e non le idee! Le persone non diventano antiquate e la probabilità che chi ha fatto già delle buone proposte ne faccia una nuova e migliore sono molto alte.

Ne venne fuori un sistema composto da una cuffia che veniva applicata alla persona da studiare, collegata ad un computer che, con il suddetto software, riusciva a calcolare il quoziente di intelligenza senza porre nessun quesito, senza attendere nessuna risposta.

In quel paese non ci fu più la preoccupazione della disoccupazione, come neanche ci fu quella della ricerca di un posto di lavoro. Non se ne trovava uno.

Non appena qualcuno si metteva a svolgere un’attività c’era subito qualcuno che gli toglieva, per così dire, la pala dalle mani. Si raccoglievano subito le idee dei migliori pensatori e con queste si provvedeva immediatamente a risolvere quella situazione di lavoro. Al povero malcapitato non rimaneva che svolgere quell’attività di nascosto o dietro un grande cartellone come certi avvisi in albergo: “SI PREGA DI NON DISTURBARE - ATTIVITÀ RICREATIVA”.

Molti cittadini, abituati a lavorare duramente, soffrirono molto. Fu proprio fra questi che si registrò un aumento di incidenza di malattie psichiche con conseguenze anche mortali.

Dei robot silenziosissimi, di notte, provvedevano ad effettuare tutte le pulizie di casa, oltre che per strada e negli uffici negli orari in cui non disturbavano nessuno. Quasi come ladri, di nascosto a tutti.

Molta gente addirittura non li aveva mai visti e non voleva credere a nessun costo che esistessero. D’altro canto disattivare uno dei marchingegni, cosa che avrebbe permesso una visita guidata agli stessi, non era stato previsto dai programmatori. Cosicché questi gnomi del futuro rimanevano appunto nel loro futuro che si allontanava sempre più dalla maggior parte dei Nideadiani.

Quelli che invece si vedevano, e come, erano i mezzi di trasporto. Apparecchi che sembravano leggere nel pensiero dei VIAGGIATORI. Non c’era infatti bisogno di chiamarli o di schiacciare il bottone per scendere alla fermata. Anche se eri sbadato e pensavi ad altro, il sedile sul quale eri seduto ti dava una piccola scossa, per farti ricordare di scendere, e subito dopo l’autobus si fermava.

Una chiaroveggenza perfetta che aveva mandato all'ufficio collocamento tutti i maghi.


Non più un ritardo. Non più un incidente.

- Immagina che non ci saremmo mai conosciuti alla stazione di Catania, aspettando il treno che quella volta arrivò con due ore di ritardo.

C’era dunque chi rimpiangeva quella vita fatta di carenze, di mancanze, di ritardi, ma anche di belle sorprese.

Tutto era diventato una bella sorpresa, o forse un’unica previsione noiosa.



Tempocerto con l'ora esatta avevano combianto i lor oprogrammi per il futuro e riuscivano a garantire il tempo per il mese a venire.
Ci fu uno sciopero dei senza lavoro, di quelli che erano convinti di non potere lavorare senza svolgere un’attività nel senso classico. Le poche occupazioni rimaste erano riservate solo a quelli che il programma aveva catalogato come eccellenti. Farsi venire un’idea per gli altri era diventato tempo perso.

Ci furono tanti risvolti nella vita pratica e si andarono diffondendo da quel paese in tutto il mondo.

Non si sente dire più:

- MA LEI NON SA CHI SONO IO!

Al massimo uno tira fuori la propria carta di identità sulla quale, al posto del colore dei capelli - che con l’introduzione delle foto a colori non c’è più bisogno di indicare - è stato introdotto il QUOZIENTE DI INTELLIGENZA, quello appunto che, chi vuole, può farsi calcolare.

Il paradiso terrestre dove non si litiga più perché tutti hanno tutto. E ci si capisce a volo perché non ci sono più dubbi su chi fra due persone abbia ragione o torto.
 

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