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Amare

tema svolto

Traccia

“Amare qualcuno, non è solo tenere alla sua vita, ma è anche stupirsi che non viva più, come se morire non fosse naturale. E tuttavia, l’essere è un miracolo più sorprendente del non essere; a ben riflettere, proprio davanti a quelli che vivono bisognerebbe scoprirsi e inginocchiarsi come davanti a un altare “ (M. Yourcenar, da “Il tempo, grande scultore).   Commenta.

Svolgimento

Amare è forse uno dei verbi dal significato più ricco di sfaccettature; ad esso infatti possiamo far corrispondere il sentire un profondo affetto o un’attrazione fisica per qualcuno, come anche l’avvertire un legame o un desiderio nei confronti di qualcuno.
M. Yourcenar evidenzia essenzialmente due spiegazioni di questo termine nella frase “Amare qualcuno non è solo tenere alla sua vita, ma è anche stupirsi che non viva più “, in una sorta, oserei dire, di climax ascendente.
Sostengo ciò perché, a parer mio, il concetto di stupore è, qui, molto forte ed è usato per indicare un qualcosa che lascia di stucco, increduli davanti ad un evento logico, ma sorprendente, come la morte.
Perché, però, morire non è una cosa sorprendente ?  Non è forse una tappa, per così dire, naturale ?  E’ per caso uno sterminatore selettivo che  sceglie i propri eletti ? La risposta a quest’ultima domanda è ovviamente no.
Per dare ulteriore conferma a ciò che sto scrivendo, mi avvalgo del commento di Yourcenar “..come se morire non fosse naturale”.
Il punto sta nel fatto che, nel momento in cui si ama una persona, il pensiero della morte è l’ultima delle nostre preoccupazioni, che sono volte esclusivamente all’apprezzamento ed al godimento della vitalità, intesa come esistenza, della persona amata.
Quest’ultimo concetto vale soprattutto nel rapporto che si instaura tra due amanti; quante canzoni, quanti testi recitano le parole “nell’amore il tempo è come se si fermasse “?
Comunque sia, per non abbandonarci in voli pindarici, è opportuno tornare all’analisi delle singole parti della frase di Yourcenar.
Fino a questo punto si è essenzialmente sottolineato che dobbiamo accettare la morte della persona amata, dal momento che esiste un cerchio della vita, che non ha raggio diverso per nessuno e dal momento che l’amore non si interrompe all’avvento della morte ma, al contrario, continua nello stupore per la stessa.
Tale, per così dire, regola di vita, viene ribadita dal resto della frase, sottolineando che il vero evento eccezionale non è la morte ma la vita: “L’essere è un miracolo più sorprendente del non essere “.
Questo concetto denota la grande sensibilità della Yourcenar nei confronti dell’esistenza.
Nel mondo d’oggi, quante volte ci capita di riflettere su ciò che più ci riguarda, cioè la vita?
Molto spesso i giovani usano questo termine solamente per rivendicare la propria voglia di autonomia ed indipendenza in frasi come “lasciami stare, è la mia vita”.
Il problema, però, è che non di rado si trascura la vera importanza che essa nasconde dentro di se e che noi purtroppo non ci sforziamo di ricercare.
Tutta questa superficialità consiste fondamentalmente nel dare per scontate molte cose, in particolare quelle più semplici e, oserei dire, normali, come un sorriso, una carezza, un abbraccio.
Se tale noncuranza prende il sopravvento, il rischio è quello, mi si conceda la metafora, di bere la vita con sorsi enormi, senza gustarne il sapore, per poi arrivare alla fine della brocca e stupirsi che l’acqua è già finita;  per dirla con una massima “non ti accorgi dell’importanza di qualcosa finché non ne senti la mancanza”.
Ciò che la Yourcenar ci vuole dire, quindi, è che noi dobbiamo riuscire ad arrivare a non provare più lo stupore per la fine della vita, bensì per la presenza di essa stessa, considerandola unica e mettendoci in ginocchio davanti a lei.

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