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ESAMI DI STATO 1999  prova suppletiva

CONCLUSIVI DEI CORSI DI STUDIO DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE

 

PROVA DI ITALIANO

(Per tutti gli indirizzi: di ordinamento e sperimentali)

 

Svolgi la prova, scegliendo una delle quattro tipologie qui proposte.

 

TIPOLOGIA A -      ANALISI DEL TESTO

 

L. PIRANDELLO,       da “L’umorismo”

 

Vediamo dunque, senz’altro, qual è il processo da cui risulta quella particolar rappresentazione che si suol chiamare umoristica; se questa ha peculiari caratteri che la distinguono, e da che derivano: se vi è un particolar modo di considerare il mondo, che costituisce appunto la materia e la ragione dell’umorismo.

Ordinariamente, [...] l’opera d’arte è creata dal libero movimento della vita interiore che organa le idee e le immagini in una forma armoniosa, di cui tutti gli elementi han corrispondenza tra loro e con l’idea-madre che le coordina. La riflessione, durante la concezione, come durante l’esecuzione dell’opera, ne segue le fasi progressive e ne gode, raccosta i varii elementi, li coordina, li compara. La coscienza non rischiara tutto lo spirito; segnatamente per l’artista essa non è un lume distinto dal pensiero, che permetta alla volontà di attingere in lei come in un tesoro d’immagini e d’idee. La coscienza, in somma, non è una potenza creatrice, ma lo specchio interiore in cui il pensiero si rimira; si può dire anzi ch’essa sia il pensiero che vede se stesso, assistendo a quello che esso fa spontaneamente. E, d’ordinario, nell’artista, nel momento della concezione, la riflessione si nasconde, resta, per così dire, invisibile: è, quasi, per l’artista una forma del sentimento. Man mano che l’opera si fa, essa la critica, non freddamente, come farebbe un giudice spassionato, analizzandola; ma d’un tratto, mercé l’impressione che ne riceve.

Questo, ordinariamente. Vediamo adesso se, per la natural disposizione d’animo di quegli scrittori che si chiamano umoristi e per il particolar modo che essi hanno di intuire e di considerar gli uomini e la vita, questo stesso procedimento avviene nella concezione delle loro opere; se cioè la riflessione vi tenga la parte che abbiamo or ora descritto, o non vi assuma piuttosto una speciale attività.

Ebbene, noi vedremo che nella concezione di ogni opera umoristica, la riflessione non si nasconde, non resta invisibile, non resta cioè quasi una forma del sentimento, quasi uno specchio in cui il sentimento si rimira; ma gli si pone innanzi, da giudice; lo analizza, spassionandosene; ne scompone l’immagine; da questa analisi però, da questa scomposizione, un altro sentimento sorge o spira: quello che potrebbe chiamarsi, e che io difatti chiamo il sentimento del contrario.

Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa di quale orribile manteca, e poi tutta goffamente imbellettata e parata d’abiti giovanili. Mi metto a ridere. Avverto che quella vecchia signora è il contrario di ciò che una vecchia rispettabile signora dovrebbe essere. Posso così, a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa impressione comica. Il comico è appunto un avvertimento del contrario. Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse nessun piacere a pararsi così come un pappagallo, ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perché pietosamente s’inganna che, parata così, nascondendo così le rughe e la canizie, riesca a trattenere a sé l’amore del marito molto più giovane di lei, ecco che io non posso più riderne come prima, perché appunto la riflessione, lavorando in me, mi ha fatto andar oltre a quel primo avvertimento, o piuttosto, più addentro: da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario. Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l’umoristico.

 

 

Il passo è tratto dal saggio intitolato L’umorismo che Luigi Pirandello pubblicò nel 1906. In questa opera si delinea sempre più chiaramente la schematizzazione definitiva della visione pessimistica e relativistica che lo scrittore ha della realtà.

 

1.       Parafrasi e comprensione complessiva

 

Chiarisci con esempi liberamente scelti da opere dello stesso Pirandello, o di altri autori, la distinzione che il testo propone tra “avvertimento del contrario” e “sentimento del contrario”.

 

2.       Analisi e commento del testo

 

2.1.    Il testo definisce alcuni concetti e assegna loro una particolare funzione. Analizza i seguenti rapporti:

 

a) il “libero movimento della vita interiore” e l’organizzazione delle “idee” e delle “immagini” in una “forma armoniosa”;

b) la “riflessione” e il suo compito di coordinamento e di comparazione degli elementi su cui si esercita;

c) la “coscienza” come “pensiero” che vede se stesso, assistendo a quello che esso fa spontaneamente.

2.2.    La teoria dell’umorismo propone a suo chiarimento l’esempio di una anziana signora che vuole nascondere i suoi anni. Analizza le forme linguistiche con cui l’autore costruisce il suo esempio.

2.3.    Analizza i vocaboli usati per indicare l’azione della riflessione.

 

3.       Approfondimenti

 

L’esempio della vecchia signora ricorda altri personaggi pirandelliani. Parlane, con riferimenti al contesto culturale e letterario dell’opera dello scrittore.

 

 


 

 

TIPOLOGIA B - REDAZIONE DI UN “SAGGIO BREVE” O DI UN “ARTICOLO DI GIORNALE”

(puoi scegliere uno degli argomenti relativi ai quattro ambiti proposti)

 

CONSEGNE

Sviluppa l’argomento scelto o in forma di “saggio breve” o di “articolo di giornale”, utilizzando i documenti e i dati qui di seguito riportati e facendo riferimento alle tue conoscenze ed esperienze di studio.

Dà un titolo alla tua trattazione.

Se scegli la forma del “saggio breve”, indica la destinazione editoriale (rivista specialistica, fascicolo scolastico di ricerca e documentazione, rassegna di argomento culturale, altro).

Se scegli la forma dell’“articolo di giornale”, indica il tipo di giornale sul quale ipotizzi la pubblicazione (quotidiano, rivista divulgativa, giornale scolastico, altro).

Per attualizzare l’argomento, puoi riferirti a circostanze immaginarie o reali (mostre, anniversari, convegni o eventi di rilievo).

Non superare le quattro o cinque colonne di metà di foglio protocollo.

 

1.                      AMBITO        ARTISTICO - LETTERARIO

ARGOMENTO: La rievocazione del recente passato nella narrativa del secondo dopoguerra.

 

DOCUMENTI

 

“L’esplosione letteraria di quegli anni in Italia dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale fu, prima che un fatto d’arte, un fatto fisiologico, esistenziale, collettivo. Avevamo vissuto la guerra, e noi più giovani- che avevamo fatto appena in tempo a fare il partigiano- non ce ne sentivamo schiacciati, vinti, “bruciati”, ma vincitori, spinti dalla carica propulsiva della battaglia appena conclusa, depositari esclusivi di una sua eredità […] questo ci tocca oggi soprattutto: la voce anonima dell’epoca, più forte delle nostre inflessioni individuali ancora incerte”.

I. CALVINO, dalla Prefazione al Il sentiero dei nidi di ragno, (1964)

 

“[…] il bisogno di raccontare agli “altri”, di fare gli “altri” partecipi, aveva assunto fra noi, prima della liberazione e dopo, il carattere di un impulso immediato e violento, tanto da rivaleggiare con gli altri bisogni elementari: il libro è stato scritto per soddisfare a questo bisogno; in primo luogo quindi a scopo di liberazione interiore”.

P. LEVI, dalla Prefazione a Se questo è un uomo, (1958)

 

“[...] Io guardavo mio padre e mia madre, ambedue in pochi mesi molto invecchiati, guardavo Fanny, che aveva ormai quindici anni, ma come se un arcano timore ne avesse arrestato lo sviluppo, non ne dimostrava più di dodici: guardavo ad uno ad uno, in giro, zii e cugini, gran parte dei quali, di lì a qualche anno, sarebbero stati inghiottiti dai forni crematori tedeschi e non lo immaginavano, no certo, che sarebbero finiti così, e neppure io lo immaginavo, ma ciò non di meno già allora, quella sera, anche se li vedevo tanto insignificanti nei poveri visi sormontati dai cappellucci borghesi o incorniciati dalle borghesi permanenti, anche se li sapevo tanto ottusi di mente, tanto disadattati a valutare la reale portata dell’oggi e a leggere nel domani, già allora mi apparivano avvolti dalla stessa aurea di misteriosa fatalità statuaria che li avvolge adesso nella memoria”.

 

G. BASSANI, Il giardino dei Finzi Contini, (1962)


 

“E gli Ebrei dormivano nei loro letti verso la mezzanotte del venerdì 15 ottobre, allorché dalle strade cominciarono a udirsi schioppettate e detonazioni. Si intensificano, si stringono, si sovrappongono, diventano una vera sparatoria. E fossero solo spari, ma qualche cosa di sinistro vi si mescola: colpi che partono secchi, per propagarsi poi quasi ondulati e fare dentro il buio un cratere cupo e svasato”.

 

G. DE BENEDETTI, 16 Ottobre 1943, (1944)

 

 

2.                      AMBITO        SOCIO - ECONOMICO

ARGOMENTO:         La produzione di beni sempre più numerosi e sempre più differenziati: importante fattore di progresso economico o fenomeno negativo?

 

DOCUMENTI

 

“Nuovi beni di consumo: beni capaci di soddisfare meglio bisogni o desideri. Beni nuovi, che in ogni caso sostituiscono beni vecchi, li rendono obsoleti, li fanno scomparire o li relegano in un angolo, impedendo che i1 mercato si saturi. Beni che suscitano una domanda nuova, sconfiggendo il pericolo della sazietà. Beni, se vogliamo, sempre meno di prima necessità, sempre più appetiti dai consumatori, almeno per qualche tempo, in attesa che altri beni, ancor più nuovi siano inventati e proposti. Beni che cambiano senza sosta i nostri costumi di vita, dapprima nei ceti più abbienti, che li sperimentano, quindi in tutta la popolazione, quando la moda si diffonde e si riducono i prezzi di costo e di vendita.”

 

S. RICOSSA, La rivoluzione dei consumi, in “Le rivoluzioni del benessere”,

a cura di P. Melograni e S. Ricossa, Bari (1988)

 

“Il fascino che esercita sugli americani qualsiasi prodotto che sembri offrire un aumento della potenza personale rappresenta per la pubblicità un prezioso campo di sfruttamento. Da anni le fabbriche di automobili fanno a gara nel costruire motori sempre più potenti. Dopo un’inchiesta psichiatrica, un’agenzia pubblicitaria del Middle West giunse alla conclusione che uno dei maggiori incentivi all’acquisto ogni due anni circa di una macchina nuova, lucente e più potente, è costituito dal fatto che la nuova automobile dà all’acquirente una conferma della sua potenza personale, e lo rassicura circa la sua virilità: si tratta di un’esigenza emozionale che la macchina vecchia non bastava più a soddisfare.”

 

V. PACKARD, I persuasori occulti, Torino, (1989)

 

“L’irresistibile ascesa dell’industria del falso in Italia: il commercio dei prodotti di consumo falsificati è diventato un mercato di massa. Si tratta di un fenomeno che provoca distorsioni sempre più evidenti, che si collocano all’incrocio fra le industrie e i consumatori. Ma oltre alle attività di controllo, pubbliche e private, il problema principale è di costruire un tessuto di fiducia e di credibilità, fra le imprese con una specifica identificazione di qualità e un consumatore ormai maturo.”

 

S. CASILLO, “Il Mulino”, Bologna, (4/98)

 


 

 

3.                      AMBITO        STORICO - POLITICO

ARGOMENTO: L’Europa in cammino. Dalla Conferenza di Yalta alla Unione Europea: utopia e realtà.

 

DOCUMENTI

 

“Stalin, Churchill e Roosevelt si incontrarono infatti a Yalta il 4 febbraio 1945, in un ambiente in cui apparivano ancora evidenti le tracce dell’occupazione e della ritirata tedesca, non tanto per esercitare il diritto supremo di disporre degli altri” (come disse De Gaulle in un discorso del 1968) quanto per ratificare (o, da parte occidentale, per tentare di correggere) ciò che precedenti decisioni e specialmente il concreto sviluppo della guerra e i complessi sentimenti collettivi suscitati da un conflitto senza precedenti, avevano, in larga misura, già irrevocabilmente fissato...”

 

A. GAMBINO, Le conseguenze della seconda guerra mondiale. L’Europa da Yalta a Praga, Bari, (1972)

 

“Più facile invece il cammino dell’integrazione economica, intrapreso con l’istituzione (aprile 1951) della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio, cui aderirono Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi. La CECA introdusse un mercato coordinato per quei due prodotti essenziali allo sviluppo industriale, e fu un successo per la siderurgia che nel giro di pochi anni raddoppiò la sua produzione abbassando i prezzi dell’acciaio.”

 

F. DELLA PERUTA, Storia del Novecento dalla grande guerra” ai nostri giorni, Firenze, (1991)

 

“Il nostro appello si rivolgerà a tutti, poiché l’Europa politica può nascere soltanto da un patto politico che abbracci la maggior parte del popolo europeo. Ma il nostro appello deve rivolgersi in primo luogo alle forze che sono più impegnate nelle lotte di trasformazione della nostra società, poiché l’Europa nascerà, come abbiamo visto, per trasformare molto più che per conservare.”

 

A. SPINELLI, Una strategia per gli Stati Uniti d’Europa, Bologna, (1979)

 

LEuropa è divenuta un’esigenza fisiologica insopprimibile, senza di che le società del continente non potranno funzionare. L’Europa è misura, più che ottimale, necessaria. È fisiologia, quindi sopravvivenza. Dunque non è più un mito, un sogno, una stella che brilla e orienta di lontano e neanche un ideale, ma una ferrea necessità. È se volete, l’ideale necessario dei tempi moderni. Ma necessità dell’Europa non significa che sia fatale il suo avveramento. Se a sorreggerlo non intervenisse la volontà politica, il progetto potrebbe dileguarsi nel nulla.

 

Conversazione con Sandro Pertini, in “Comunità Europee”, (5 maggio 1984)

 

“Con la caduta del sistema comunista la crisi economica mondiale risulta inaspettatamente aggravata. L’unità monetaria dell’Europa mostra dunque di poter costituire un ostacolo, rispetto alle necessità di libero movimento dei singoli paesi nella gestione della loro politica economica: l’aggettivo europeo”, di cui s’è fatto abuso per qualificare un elevato stadio di progresso cui necessariamente tendere, già appare a molti uno slogan politico non sempre in grado di corrispondere alle reali esigenze di sviluppo delle realtà particolari.”

 

G. NEGRELLI, L’Europa di Maastricht 1990 - 1995: anni allo sbando, Udine, (1996 )


 

 

4.                      AMBITO        TECNICO – SCIENTIFICO

ARGOMENTO:         La scoperta dell’energia elettrica e la sua applicazione.

 

DOCUMENTI

 

“La pila di Volta, ebbe a dire Einstein, è  “la base fondamentale di tutte le invenzioni moderne”. [...] La pila è un prodotto della visione globale della scienza che Volta, studioso fuori ordinanza, possedeva. A soli vent’anni espone il concetto di unità dei fenomeni elettrici e newtoniani, che lascia intravedere il moderno concetto di energia. [...] Le proprietà della corrente elettrica vengono presto scoperte, costruiti motori, illuminate le città e tutto nasce da quello strumento, che Volta concepisce pur non capendone bene – sia detto senza togliergli nulla - il principio.”

 

G. M. PACE,  A duecento anni dalla pila - Alessandro Volta, lo scienziato elettrico

 

“Un po’ dovunque in Europa, e in concomitanza negli Stati Uniti e in Giappone, il primo decennio del secolo vide un’accelerazione dei saggi di crescita economica e, soprattutto, un’espansione dell’industria fondata sul trinomio elettricità-chimica-automobile e su più ampie forme di concentrazione produttiva e finanziaria. Dall’età del ferro e del vapore si passò all’era dell’elettricità e del motore a scoppio. L’avvento del forno elettrico rinnovò le basi dell’industria siderurgica, creando nuove leghe e acciai speciali, mentre la produzione in grandi centrali di energia elettrica e la sua distribuzione a distanza emanciparono le imprese da molti vincoli di ordine naturale e i paesi più poveri di combustibile dalla soggezione ai rifornimenti esteri di carbon fossile. [...] Rilevante fu, in particolare, l’aiuto fornito dai nuovi istituti di credito all’elettrificazione, premessa fondamentale allo sviluppo del sistema industriale. [...] L’ambiente economico in cui essa aveva fatto i suoi primi passi era ancora incerto sugli indirizzi da seguire e sull’effettiva portata delle applicazioni elettriche sperimentate per la prima volta nel 1879 negli Stati Uniti da Thomas Edison. La società fondata con lo stesso nome a Milano nel Luglio 1882, per iniziativa del senatore Giuseppe Colombo, aveva provveduto ad installare nel vecchio teatro di Santa Radegonda, a due passi da piazza del Duomo, un impianto della potenza di 400 KW e l’anno dopo aveva cominciato a dotare i quartieri centrali di un sistema di illuminazione stradale permanente. Ma si era dovuto ricorrere all’estero per l’acquisto dei primi impianti, e l’attività aveva mantenuto per i primi anni un carattere essenzialmente sperimentale, come d’altronde a Roma, Genova e Livorno dove s’erano realizzate nel frattempo analoghe iniziative.”

 

V. CASTRONOVO – L’industria italiana dall’Ottocento ad oggi, Milano, (1980)

 

Produzione di energia elettrica e consumo nell’industria manifatturiera, in milioni di Kwh

 

anni

produzione

consumo

anni

produzione

consumo

1901-10

752

.........

1960

56.240

31.789

1921-30

7.640

.........

1965

82.968

46.436

1931-40

14.158

8.785

1970

117.425

67.110

1941-50

19.165

10.701

1975

147.101

76.649

1955

38.124

18.390

1977

166.545

87.293

 

Nel 1996 la produzione è stata di 232.366 milioni di Kwh.

V. CASTRONOVO, in “Annuario”, De Agostini (1999)

 


 

 

TIPOLOGIA C - TEMA DI ARGOMENTO STORICO

 

Nell’ottobre del 1929 scoppiò negli Stati Uniti una gravissima crisi economica, destinata a durare a lungo e a propagarsi rapidamente in Europa.

Illustra le origini di tale crisi, soffermandoti particolarmente sulle conseguenze che essa ebbe nell’economia e sulle soluzioni politiche adottate nei paesi europei.

 

 

 

 

TIPOLOGIA D - TEMA DI ORDINE GENERALE

 

 

A nessuno, neanche allo Stato, è consentito di togliere la vita: è questo il principio morale che anima il movimento crescente di tutti coloro che, da parti diverse e talora contrapposte, chiedono la abolizione della condanna a morte ancor oggi vigente in paesi del mondo civile.

Affronta la questione proposta, soffermandoti sulla situazione attuale e accenna, con riflessioni personali, alle ragioni addotte sia a sostegno che contro la pena capitale.

 

________________________________________

 

Durata massima della prova: 6 ore.

è consentito soltanto l’uso del dizionario italiano.

Non è consentito lasciare l’Istituto prima che siano trascorse 3 ore dalla dettatura del tema.

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