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La prima lezione di latino

di Luca Manzoni

( SOMIGLIANZE FRA IL LATINO E L’ITALIANO )

 

PROFESSORE:

Carissimi alunni,

voi dovete apprendere la lingua latina.

La lingua latina è facile: se siete diligenti e avete in mente il soggetto ed i complementi della proposizione, apprendete rapidamente la lingua latina.

 

La  maggior  parte   dei   vocaboli   italiani  è   latina;

ALA, ARENA, AUDACIA, BESTIA, CAPRA, CORONA, IRA, ITALIA, NATURA, PROCELLA, ROSA, STELLA, TERRA, VENA;  ALTARE, MARE, OVILE, RETE, SEDILE … sono nomi latini 

e ugualmente  Italiani .

 

AMARE, CANTARE, DONARE; DOLERE, PERSUADERE, SEDERE, TACERE; CREDERE, LEGERE, VIVERE; AUDIRE, SENTIRE … sunt   verbi latini  e ugualmente italiani.

 

BENE, MALE, NON ; IN, PER, PRO … sono 

 altri vocaboli latini e ugualmente italiani.

 

Ascoltate, o alunni, i versi seguenti  per   celebrare

Venezia:

Ti   saluto,  generosa dea,

gloria nostra, o Veneta   regina !

Nel tempestoso  turbine  funesto

tu regnasti   sicura:  mille membra

prostrasti   nella battaglia violenta.

Per te misero non fui, per te non gemo;

in pace vivo per te. Regna, o beata,

regna in prospera sorte, in pompa augusta,

in perpetuo splendore, in aurea sede …

Anche questi  sono ugualmente vocaboli latini ed italiani.

 

ALLIEVI:

Professore, se la lingua latina e italiana sono uguali, perché molti allievi  imparano con difficoltà la lingua latina?

 

PROFESSORE:

La lingua latina e italiana non sono uguali in tutto.

Non pochi vocaboli   hanno mutato il significato.

Per esempio esistono   i vocaboli  detti“falsi amici”,

FORTUNA, COPIA, OTIUM, NEGOTIUM, OFFICIUM, CLARUS, LABORARE, CAPERE, TRADERE …

sono “falsi amici” poiché sono simili all’italiano,  

ma hanno un altro significato!

Molti vocaboli latini hanno un accento diverso:

per eempio FILOSOFÌA, GEOMETRÌA, MÒRDERE,

RÌDERE, CADÈRE …

 

Alcune consonati e vocali   sono   dissimili:

per esempio  le consonanti   -F-, -ZIO / -ZIA;

per esempio le vocali –E-, -E- …

Tuttavia, se studiate bene, la lingua latina è un amateria sopra le altre facile e allegra!

 

ALLIEVI:

E noi vogliamo studiare bene la lingua latina ed essere veri Romani!

 

MAGISTER:

Carissĭmi  discipŭli,

vos  linguam latīnam apprehendĕre debētis .

Lingua latīna facĭlis est: si diligentes  estis  et  in mente habētis  subiēctum  et  complementa  propositiōnis,  linguam latīnam  celerĭter apprehendĭtis.

 

Maxĭma pars  vocabulōrum  Italicōrum   est   Latīna:

ALA, ARĒNA, AUDACIA, BESTIA, CAPRA, CORŌNA, IRA, ITALIA, NATŪRA, PROCELLA, ROSA, STELLA, TERRA, VENA;  ALTĀRE, MARE, OVĪLE, RETE, SEDĪLE … sunt   nomĭna   Latĭna 

 eademque   Italĭca  .

 

AMĀRE, CANTĀRE, DONĀRE;   DOLĒRE, PERSUADĒRE, SEDĒRE, TACĒRE;   CREDĔRE, LEGĔRE, VIVĔRE; AUDĪRE, SENTĪRE … sunt   verba    Latīna  eademque   Italĭca.

 

BENE, MALE, NON ; IN, PER, PRO … sunt 

 alia   vocabŭla   Latīna  eademque   Italĭca.

 

Audīte,  discipŭli,   versus   sequentes   ad  salutandas   Venetias:

Te   salūto,  generōsa dea,

gloria nostra, o Veneta   regīna !

In  procellōso  turbĭne  funesto

tu regnasti   secūra:  mille membra

prostrasti   in pugna acerba.

Per te miser non fui, per te non gemo;

in pace vivo per te. Regna, o beata,

regna in prospĕra sorte, in pompa augusta,

in perpetuo splendōre, in aurea sede …

Haec  item   sunt  vocabula   aeque  Latina et

Italica.

 

DISCIPULI:

Magister, si  lingua Latīna et Italica   sunt   aequales,   cur

multi  discipuli  difficulter  apprehendunt   Linguam Latinam ?

 

MAGISTER:

Lingua Latīna et Italĭca non sunt plane  aequāles.

Non pauca vocabŭla  significātum   mutārunt.

Ad exemplum  sunt  vocabŭla  “falsi amici” dicta:

FORTŪNA, COPIA, OTIUM, NEGOTIUM,

OFFICIUM, CLARUS, LABORĀRE, CAPĔRE,

 TRADĔRE …

falsi amici” sunt  quia  similes   sunt  vocabulis  Italicis,   sed alium   significatum   habent!

Multa vocabula  Latina   habent  alium  accentum   :

ad  exemplum   PHILOSÒPHĬA, GEOMÈTRĬA, MORDÈRE, RIDÈRE, CÀDĔRE …

 

Alĭquae   consonantes  et   vocāles   dissimĭles   sunt:

ad exemplum consonantes   -PH- ,  -TIO / TIA; 

ad exemplum vocāles  -AE-, -OE   …

Tamen, si bene studētis, Latīna lingua est materia supra alias facĭlis et iucunda!

 

DISCIPULI:

Et nos volŭmus studēre  bene Linguam Latīnam et esse

 veri Romāni!

 

LEZIONE DI GRAMMATICA

DOMANDE E RISPOSTE PER RIPASSARE I CASI LATINI

PROFESSORE:

Allievi, che cosa sono I CASI della lingua latina?

 

ALLIEVI:

Professore, i casi sono le desinenze, che  i nomi 

assumono secondo la funzione che svolgono 

nella proposizione

 

PROFESSORE:

Ogni parola declinabile si divide

 in TEMA e in DESINENZA.

Quella parte della parola, che non cambia, si dice TEMA,o  RADICE :  cioè la parte primitiva, 

che dà il significato alla parola stessa.

 

La parte  che muta,  è detta  DESINENZA,  o  FINE,

o  USCITA.

 

Se  togliamo   la  desinenza – ORUM

dal caso genitivo plurale di DOMINORUM, 

che cosa resta?

 

ALUNNI

Resta il  tema   DOMIN-  .

 

PROFESSORE

Quanti e quali sono I GENERI del nome latino?

 

ALUNNI

I generi del nome latino sono tre : MASCHILE,

 FEMMINILE E NEUTRO.

 

PROFESSORE

Bene! E quali sono I NUMERI del nome latino?

 

 

ALUNNI

I numeri del nome latino sono il SINGOLARE e il PLURALE.

Quindi  noi  non dobbiamo mai sbagliare

un nome singolare per il plurale:

Se sbagliamo il singolare per il plurale,

il meastro ci  castiga  !!!

 

PROFESSORE

Il maestro bastona l’allievo che sbaglia il singolare per il plurale AHAHHAHAHA !...

Quanti e quali sono i casi della lingua latina ???

 

ALUNNI

I casi della lingua latina sono sette: NOMINATIVO, GENITIVO, DATIVO, ACCUSATIVO, VOCATIVO, ABLATIVO E LOCATIVO.

 

PROFESSORE

Ottimo! E quali sono le desinenze del caso

NOMINATIVO singolare, della prima e seconda

declinazione, maschile, femminile e neutro?

 

ALUNNI

Le desinenze del caso nominativo singolare sono

–US ( -ER ), _A, -UM.

 

PROFESSORE:

Bene!  E quali sono le desinenze del caso nominativo plurale?

 

ALUNNI

Le desinenze del nominativo plurale sono: -I, AE, A.

 

PROFESSORE:

Sono stupito! E qual è LA FUNZIONE

del caso nominativo?

 

 

ALUNNI

Il  nominativo è il caso del SOGGETTO e del PREDICATO NOMINALE:, per esempio, come

Il fanciullo corre”, o “I fanciulli sono allegri” …

 

PROFESSORE

Ottimo! E quali sono le desinenze del caso

GENITIVO singolare??

 

ALUNNI

Le desinenze del caso GENITIVO singolare

sono –I, -AE, -I.

 

PROFESSORE:

Bene!  E quali sono le desinenze del caso genitivo plurale?

 

ALUNNI

Le desinenze del genitivo plurale sono:

-ORUM, -ARUM, -ORUM.

 

PROFESSORE:

Sono lieto! E qual è la funzione

del caso genitivo?

 

ALUNNI

Il  genitivo è il caso della SPECIFICAZIONE e dei complementi simili ed è sempre retto da un nome

o da aggettivo:  per esempio, come

La bicicletta di Fernando”, o “La serva della padrona”, “La diligenza degli allievi”, o “Desideroso di vittoria”, o “Avido di denaro”, …

 

PROFESSORE

Non credo alle mie orecchie! E quali sono le desinenze del caso DATIVO singolare e plurale?

 

ALUNNI

Le desinenze del caso dativo singolare

sono –O, -AE, -O. Le desinenze del dativo plurale

sono: -IS, IS, -IS.

 

PROFESSORE:

Sono lieto! E qual è la funzione del caso dativo?

 

ALUNNI

Il  dativo è il caso del complemento di TERMINE: 

per esempio, come “La fanciulla dà un bacio a Fernando”, o “Le serve  obbediscono ai padroni”, …

 

PROFESSORE

Ottimo! E quali sono le desinenze del caso ACCUSATIVO singolar e plurale?

 

ALUNNI

Le desinenze del caso accusativo  singolare

sono –UM, -AM, -UM. Le desinenze del cao accusativo plurale sono: -OS, -AS, -A.

 

PROFESSORE:

Sono lieto! E qual è la funzione

del caso accusativo?

 

ALUNNI

L’accusativo  è il caso

del   COMPLEMENTO OGGETTO;  esso è sempre retto da un verbo transitivo: per esempio, come

“La serva prepara la cena”, o “Il vento muove le piante”, …

L’accusativo è anche  il caso del complemento di moto a luogo;  in questo caso esso chiama in aiuto le preposizioni “segna – caso” AD oppure  IN:

per esempio, come “il fanciullo corre verso la foresta”, o “Il fanciullo corre dentro la foresta”.

 

PROFESSORE:

Sono assai lieto! Qual è il caso successivo ?

 

ALUNNI

Il caso successivo è il VOCATIVO.

Il VOCATIVO  è il caso della chiamata; esso è spesso retto da un verbo imperativo; per esempio, come:

“O fanciulla, ubbidisci alla padrona”!

 

PROFESSORE

E  quali sono le desinenze del caso vocativo?

 

ALUNNI

Le desinenze del caso vocativo sono, al singolare, -E, -A, -UM; al plurale –I, AE, -A.

 

PROFESSORE

Ora, diligenti alunni, osservate  solamente  i casi

NOMINATIVO, ACUSATIVO e VOCATIVO, singloari e plurali, (in sigla, i NAV ) del genere neutro:

che cosa notate?

 

ALUNNI

Le desinenze NAV di genere neutro sono UGUALI:

al singolare –UM, al plurale –A.

Il maestro ci dice sempre:

<<State attenti ai nomi neutri!!! >>.

 

PROFESSORE

Mi stupisco! E che  cosa mi dite riguardo al caso ablativo?

 

ALUNNI

Le desinenze del caso ablativo sono -O, -A,- O e

-IS, -IS, -IS; le desinenze plurali sono le medesime del caso dativo.

Il caso ablativo ha 3 funzioni.

In primo luogo è il caso del complemento

di MOTO DA LUOGO, come, per esempio,

“La serva esce  dall’orto”; in questo caso esso chiama in aiuto le preposizioni “segna – caso”

A/AB, E/EX, DE.

 In secondo luogo è il caso del complemento di STRUMENTO, come per esempio,

“Il padrone  batte il servo con un bastone”.

Infine è il caso del complemento 

di STATO IN LUOGO: in questo caso esso chiama in aiuto la preposizione “segna-caso” IN,

come per esempio, “La fanciulla è in giardino”.

 

PROFESSORE

Non credo alle mie orecchie!!! Bene, la lezione è finita,

siete stati ottimi alunni …

 

ALUNNI

Professore, la lezione non è ancora finita … il caso locativo   manca !!!

 

PROFESSORE

Per Giove, è vero … il vostro professore perde la memoria, ahahahaha … bene, che cosa è il caso locativo?

 

ALUNNI

Il nostro maestro non perde la memoria … solamente sono già le 16 ed è desideroso della merenda, ahahahaaha … comunque il locativo è il caso del COMPLEMENTO di  STATO IN LUOGO, come l’ablativo; tuttavia solamente i nomi di città e di piccola isola, singolari, della prima e seconda declinazione, hanno il caso locativo.

Dunque le desinenze del caso locativo sono solamente singolari: -I, -AE, -I, come, per esempio:

“Ferdinando è a Roma”.

 

PROFESSORE

Siete alunni un po’ impudenti, ma  studiosi: bene!

Ora davvero la lezione di grammatica latina è finita …

possiamo fare una gustosa mereNDA !!!

 

MAGISTER:

Discipŭli,  quid   sunt   CASUS   linguae  Latinae ?

 

DISCIPULI:

Magister, casus  sunt  terminatiōnes, quas nomĭna

sumunt   secundum officium  quod habent

in propositiōne.

 

MAGISTER:

Omne vocabŭlum declinabĭle  dividĭtur

 in THEMA   et  in  TERMINATIŌNE.

Illa pars vacabŭli, quae non mutat,  dicĭtur 

THEMA, vel RADIX: id est  pars primitĭva, 

quae dat  significātum   vocabŭlo ipso.

 

Pars  quae  mutat,  dicitur  TERMINATIO, vel FINIS,

vel  EXĬTUS.

 

Si  detrahĭmus   terminatiōnem  - ŌRUM

de  casu  genitĭvo plurāli  DOMINŌRUM,

quid restat?

 

DISCIPULI

Restat  (manet )  thema   DOMIN- .

 

MAGISTER:

Quot et  qualia   sunt   GENĔRA   nominis Latini?

 

DISCIPULI

Genera nomĭnis Latīni  sunt  tria: MASCULĪNUM, FEMINĪNUM, NEUTRUM.

 

MAGISTER:

Bene! Et  quales  sunt  NUMĔRI  nomĭnis  Latini?

 

 

DISCIPULI

Numĕri  nomĭnis  Latĭni   sunt   SINGULĀRIS  et

PLURĀLIS.

Ergo  nos   numquam debēmus errāre 

nomen  singulāre pro plurāli

si  nos errāmus   singulāre   pro   plurāli, 

magister  nos   castīgat !!!  

 

MAGISTER

Magister  verbĕrat     discipŭlum   qui  errat   singulāre   pro plurāli, AHAHHAHAHA !  …

Quot et quales  sunt  casus  linguae Latinae?

 

DISCIPULI

Casus linguae Latinae   sunt   septem: NOMINATĪVUS,

GENITĪVUS, DATĪVUS, ACCUSATĪVUS, VOCATĪVUS,

ABLATIVUS et LOCATĪVUS.

 

MAGISTER

Optime! Et   quales   sunt   terminatiōnes   CASUS NOMINATIVI singularis, primae et  secundae declinatiōnis, masculīni, feminini et neutri?

 

DISCIPULI

Terminationes  casus nominativi  singulāris  sunt

 –US ( -ER ), -A,-UM.

 

MAGISTER

Bene! Et quales sunt terminatiōnes  casus nominatīvi plurālis?

 

DISCIPULI

Terminatiōnes casus nominatīvi  plurālis sunt: -I, -AE,-A

 

MAGISTER

Exstupesco!  Et quod est OFFICIUM

casus   nominatīvi?

 

 

DISCIPULI

Nominatīvus   est   casus   SUBIECTI et

PREDICĀTI NOMINĀLIS: ad exemplum, ut

Puer currit”, vel “Pueri   sunt   laeti”…

 

MAGISTER

Optime! Et quales sunt terminatiōnes casus

GENITIVI singularis ?

 

DISCIPULI

Terminatiōnes casus GENITIVI singularis 

sunt –I, -AE, -I.

 

MAGISTER

Bene! Et quales sunt terminatiōnes casus genitivi

pluralis?

 

DISCIPULI

Terminatiōnes   casus genitivi plurālis sunt:

-ORUM, -ARUM, -ORUM.

 

MAGISTER

Laetus sum!  Et quod  est  officium

casus  genitīvi?

 

DISCIPULI

Genitīvus   est  casus   SPECIFICATIŌNIS    et 

complementōrum  similium; id semper regĭtur nomĭne vel adiectīvo:   ad exemplum, ut

Bicyclŭla   Fernandi”, vel “Ancilla  domĭnae”, vel “Diligentia   discipulōrum, “Cupidus   victoriae , vel Avidus   pecuniae”, …

 

MAGISTER

Non credo auriculis meis!  Et  quae sunt terminationes

casus DATIVI singularis et pluralis?

 

DISCIPULI

Terminationes   casus  dativi  singularis

sunt: -O, -AE, -O. Terminationes casus dativi pluralis sunt: -IS, IS, -IS.

 

MAGISTER

Laetus sunt! Et quod est   officium casus dativi?

 

DISCIPULI

Dativus   est   casus   complementi  TERMINI:

ad exemplum, ut “Puella  dat   osculum  

Fernando”, vel “Ancillae   obedient    dominis”,…

 

MAGISTER

Optime! Et   quales   sunt   terminatiōnes  casus  ACCUSATĪVI singulāris et pluralis?

 

DISCIPULI

Terminatiōnes   casus   accusativi   singularis,

sunt –UM, -AM, -UM. Terminationes casus accusativi pluralis sunt: -OS, -AS, -A.

 

MAGISTER

Laetus sum! Et  quod  est   officium

casus accusatīvi ?

 

DISCIPULI

Accusatīvus   est  casus 

COMPLEMENTI   OBIECTI; id  semper

 regĭtur   verbo transitīvo:  ad exemplum, ut 

Ancilla  parat cenam”, vel “Ventus movet

plantas”.

Accusatīvus  est  etiam   casus   COMPLEMENTI 

AD   LOCUM; in  hoc casu,  id  vocat  in  auxilium

prepositiōnes  “signa – casum”   AD   aut    IN:

ad exemplum, ut “puer   currit   ad silvam”,

aut “Puer   currit   in silvam”.

 

MAGISTER

Laetissimus sum!  Qualis  est  casus   proximus?

 

DISCIPULI

Proximus casus est VOCATIVUS.

VOCATIVUS est casus  APPELLATIONIS; id est saepe

regitur   verbo   imperative; ad exemplum, ut:

Puella, oboedi   dominae!”.

 

MAGISTER

Quales sunt terminationes casus vocativi?

 

DISCIPULI

Terminationes casus vocativi sunt, in singulari, E, -A, -UM;  in plurali  –I, AE, -A.

 

MAGISTER

Nunc, diligentes discipuli,    observate   solum   casus   NOMINATIVUM, ACCUSATIVUM et VOCATIVUM, singulares et plurales, ( in breve, NAV ) neutri generis: quid   notatis ?

 

DISCIPULI

Terminationes   NAV  generis  neutri  sunt  AEQUALES:  in singulari – UM, in plurali –A !

Magister semper nobis dicit:

 <<Attendĭte   nomina   neutra !!! >>.

 

MAGISTER

Exstupesco! Et  quid   mihi   dicitis  de  casu

ablativo?

 

DISCIPULI

Terminationes casus ablativi sunt –O, -A, -O et

–IS, -IS, -IS: terminationes plurales eademque sunt

dativi   casus.      

Ablativus casus habet   tria   officia:  

Primum   est  casus COMPLEMENTI

ORIGINIS, ut ad exemplum,

Ancilla exit ex horto”; in hoc casu, id  vocat  in auxilium prepositiones “signa casum”

A/AB, E/EX, DE.

Secundum   est   casus COMPLEMENTI

INSTRUMENTI, ut ad  exemplum,

Dominus  pulsat  servum   bacŭlo”.

Denĭque est casus COMPLEMENTI 

STATUS   IN   LOCO: in hoc casu, id  vocat in auxilium  prepositionem “signa – casum” IN,

 ut ad exempla “Puella  est   in  horto”.

 

MAGISTER

Non credo auriculis meis!!! Bene, lectio finita est, optimi discipuli fuistis …

 

DISCIPULI

Magister, lectio non iam  finita  est… casus locativus   deficit !!!

 

 

 

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