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Metodo di traduzione

di Luca Manzoni

IL METODO DI TRADUZIONE

Questa scheda è di “passeggio”: tienila sempre con te quando traduci e memorizzala.

·        LE FASI DEL METODO

 

1.         ORDO SENTENTIĀRUM = ordine delle frasi.

2.         ORDO VERBŌRUM = ordine delle parole.

3.         COMPRENDERE = le parole “Amiche”= lessico che già si conosce.

4.         TRADURRE = (in latino = vertere ).

5.         LABOR LIMAE = rivedo e controllo la mia traduzione.

Premesse

a) Non toccare il vocabolario e leggi attentamente il titolo del brano, per capire l'argomento di cui si parla.

    Leggi attentamente il titolo del brano: ti servirà per capire l'argomento di cui si parla.
   Con altrettanta attenzione osserva, se c'è, il nome dell'autore e cerca di farti venire in mente tutto quello    

   che eventualmente sai su di lui e sulle sue opere.

 

b) Leggi attentamente un paio di volte il brano e cerca di capire a grandi linee quale sia il contenuto.

    Leggi attentamente un paio di volte il brano e cerca di capire a grandi linee quale sia il contenuto

    (questo, per il latino, è sempre possibile). Cerca in particolare gli eventuali nomi propri, che ti faranno   

    capire quanti e quali sono i personaggi in azione e, magari, in quale località è ambientato il fatto descritto.

Se non avrai capito molto, non preoccuparti: è normale, se non conosci il significato di un buon numero di vocaboli.

A questo punto non afferrare il vocabolario come se fosse la tua unica àncora di salvezza: il vocabolario non sa tradurre, è solo uno strumento che dovrai imparare ad usare nel modo giusto: in caso contrario, potrebbe indurti a commettere molti errori. Prendi dunque una matita e inizia con razionalità l'analisi del testo.

 

 

 

 

 

 

 

1.       ORDO SENTENTIĀRUM = L’ORDINE DELLE FRASI ( = Analisi del periodo )

 

   Suddividi il brano in periodi.

Lo scopo dell’ordo sententiarum è RICONOSCERE LA FRASE REGGENTE e LE FRASI AD ESSA COORDINATE E SUBORDINATE.

Per prima cosa suddividi il brano in periodi, separandoli con sbarrette verticali.

In termini pratici, un periodo si riconosce dal fatto di essere racchiuso tra due "punti fermi" (dunque: punto, punto e virgola, due punti, punto interrogativo, punto esclamativo. Rimane esclusa la virgola).

 

FASI  DEL METODO dell’ordo sententiarum:

 

1.    Cerchio ogni verbo del periodo.

     Ogni verbo ( esclusi l’INFINITO e i PARTICIPI ) corrisponde ad una proposizione.

 

2.    Parto dal primo verbo cerchiato e torno fisicamente indietro a sinistra nel testo alla ricerca di una  

     CONGIUNZIONE - CONNETTIVO, cioè di una coniugazione coordinante o subordinante.

     Ripeto la medesima operazione per ciascun verbo sottolineato.

     Per fare ciò, devi conoscere le principali congiunzioni – connettivo sia coordnanti sia subordinanti:

     le puoi trovare a pagina XXXXXXXXX della presente dispensa.

 

3.    A questo punto, due sono le possibilità:

a)     Se non trovo il connettivo, allora il verbo da cui sono partito è quello della frase REGGENTE.

b)     Se trovo la congiunzione – connettivo, allora è il verbo della coordinata o subordinata.

c)     Traccio una stanghetta verticale all’inizio ed alla fine di ogni frase / proposizione.

 

4.    Evidenzio in GIALLO la frase reggente; in colori differenti le COORDINATE  e le SUBORDINATE.

 

5.    Riscivo il periodo in modo riordinato, SECONDO LO SCHEMA:

     frase REGGENTE – COORDINATE – SUBORDINATE.

 

 

IN  INSULĀ CRETĀ   INCOLAE   DEAM  MINERVAM  COLUNT  ET,  CUM PUGNĂ   AB  INCOLIS PARATUR,   MULTAS  VICTIMAS   DEAE  PRAEBENT  ET   DEAE  ARAM  CUM  ROSĀRUM CORONIS  ORNANT.

 

 

2.       ORDO VERBŌRUM = L’ORDINE DELLE PAROLE ( = Analisi LOGICA )

 

   Riordinare  le parole latine secondo l’ordine della sintassi italiana

Lo scopo dell’ordo varborum è riordinare le parole latine sulla base della sintassi italiana.

 

Come già studiato, la sintassi italiana è fissa e gerarchica, si basa cioè sulla sequenza S.V.O ( soggetto – vb – oggetto ): poiché in latino l’ordine delle parole è libero ( ma non casuale ! ), al 90% dei casi l’ordine delle parole latine NON corrisponde a quello dell’italiano.

Occorre quindi riordinare, seguendo il seguente metodo.

 

Ricorda: MAI TRADURRE, se prima non hai riordinato la frase ( = ordo verborum )!!!

 

►FASI  DEL METODO dell’ordo verborum:

 

          Analizzo il verbo della frase reggente. Al verbo della frase reggente pongo la seguente domanda:

 

1.   “Sei ATTIVO / PASSIVO / DEPONENTE ?                  ( = FORMA / DIÁTESI  verbale )

 

ATTIVO

PASSIVO

DEPONENTE

 

Se il verbo è di forma attiva, le domande successive sono:

 

1a.  “Sei TRANS / INTRANS ?”

         ( = GENERE  verbale )

La  risposta si trova sul VOCABOLARIO, in fondo al paradigma del verbo.

Quindi devi consultare il vocabolario !

 

TRANS

INTRANS

 

Se il verbo è transitivo, significa che in latino deve reggere il caso ACCUSATIVO.

 

Quindi vado alla ricerca delle desinenze di ACC. SEMPLICE

( = non retto da preposizione segna- caso”!).

 

 

 

Sottolineo una volta  le parole in accusativo semplice.

 

 

 

Con una archetto, collego il VB  TRANS. con le parole in ACC SEMPLICE.

 

Se il verbo è intransitivo, significa che in latino non regge il caso ACCUSATIVO.

 

Sul vocabolario individuo il costrutto del verbo, in base ai suoi signficati

(per esempio un verbo di MOTO, richiede  delle valenze di MOTO ).

 

Sottolineo una volta  le parole del costrutto verbale ( per esempio AD e ACC ).

 

Con una archetto, collego il VB  TRANS. con le parole in AD + ACCUSATIVO.

 

2a.CHI E’ IL SOGGETTO?

Per individuare il soggetto del verbo reggente:

 

-   analizzo la PERSONA della DESINENZA verbale.

-   sottolineo due volte TUTTE le parole con desinenze di CASO NOMINATIVO.

-   con una freccia, collego il VB  TRANS  con il suo soggetto.

 

3a. “QUAL È la REGGENZA PRIMARIA del VB?”

 

Nel caso di VB TRANS, la sua reggenza primaria è:

SOGG – VB – OGG

 

Nel caso dei VB INTR, la loro reggenza primaria dipende dal loro costrutto ( già verificato sul vocabolario ! ). Per esempio, per i verbi di MOTO, la reggenza primaria è;

  SOGG – VB – VALENZE DI     

                            MOTO

 

4a. “Quali sono le ALTRE REGGENZE ?

 

Le altre reggenze possono essere:

1.Le parole con desinenze dei casi obliqui ( GEN / DAT / ABL ) non retti dal verbo

( ma retti da un sostantivo / aggettivo nella frase ).

 

2. Le parole rette dalle PREPOSIZIONI “SEGNA-CASO”.

 

Nell’ipotesi 1 , analizzo ciascuna parola per essere sicuro al 100% del suo CASO

( se necessario, col gioco del “se fosse”; per esempio se la desinenza è –AE oppure -IS ).

Dopo aver riconosciuto il caso, devo capirne la valenza logica sulla base delle  MARCHE SEMOTATTICHE

( per esempio, il GENITIVO con valenza di SPECIFICAZIONE deve essere  retto sempre da un nome, che generalmente sta dopo il genitivo;

oppure il DATIVO con valenza di TERMINE si trova sempre in presenza di un vb attivo transitivo )

 

Nell’ipotesi 2, individuo nella frase reggente le

PREPOSIZONI “SEGNA-CASO”  e i nomi con le DESINENZE richieste dalle preposizioni ( per esempio, AD = + ACC , mentre A = + ABL ).

 

Con un rettangolo inquadro tutto il costrutto ( preposizione +

nome ).

 

Se preposizione e nome si trovano distanti, magari separati da un genitivo di specificazione, mi servo di un archetto per collegarli insieme.

 

5a. Riordino la frase reggente secondo l’ordine  dellasintassi italiana:

 


 

 SOGGVB REGGENZA  

 PRIMARIA REGGENZE

 ALTRE

 

 

NOTA BENISSIMO:

 

Nella ricerca delle DESINENZE dei nomi, ricorda di considerare la CONCORDANZA fra

NOME + AGGETTIVO o fra NOME + NOME e di collegare sempre insieme i termini concordanti, sottolinenadoli sotto la stessa riga.

Se i termini sono distanti, serviti degli ARCHETTI per ricongiungerli.

 

 

 

Se il verbo di forma passiva, non mi pongo la domanda sulla froma / diatesi verbale ( “Sei TRANS o INTR ): infatti , per essere passivo, il verbo deve essere necessaroamente di genere transitivo !!!

 

Cerco  comunque sul VOCABOLARIO il verbo

 ( attivo ) e verifico che il verbo è di genere transitivo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2a.CHI E’ IL SOGGETTO?

Per individuare il soggetto del verbo reggente:

 

-   analizzo la PERSONA della DESINENZA verbale.

-   sottolineo due volte TUTTE le parole con desinenze di CASO NOMINATIVO.

-   con una freccia, collego il VB  PASSIVO  con il suo soggetto.

 

3a. “QUAL È la REGGENZA PRIMARIA del VB?”

 

Nel caso di VB PASSIVO, la sua reggenza primaria è:

SOGG – VB – AGENTE / CAUSA EFFICIENTE

 

Dunque  individuo nel testo

AB + ABLATIVO ( agente )

Oppure ABLATIVO SEMPL.

( causa efficiente ).

 

 

 

4a.  Quali sono le ALTRE REGGENZE ?

 

Le altre reggenze possono essere:

 1.Le parole con desinenze dei casi obliqui ( GEN / DAT / ABL ) non retti dal verbo

( ma retti da un sostantivo / aggettivo nella frase ).

 

2. Le parole rette dalle PREPOSIZIONI “SEGNA-CASO”.

 

Nell’ipotesi 1 , analizzo ciascuna parola per essere sicuro al 100% del suo CASO

( se necessario, col gioco del “se fosse”; per esempio se la desinenza è –AE oppure -IS ).

Dopo aver riconosciuto il caso, devo capirne la valenza logica sulla base delle  MARCHE SEMOTATTICHE

( per esempio, il GENITIVO con valenza di SPECIFICAZIONE deve essere  retto sempre da un nome, che generalmente sta dopo il genitivo;

oppure il DATIVO con valenza di TERMINE si trova sempre in presenza di un vb attivo transitivo)

 

Nell’ipotesi 2, individuo nella frase reggente le PREPOSIZONI “SEGNA-CASO”  e i nomi con le DESINENZE richieste dalle preposizioni ( per esempio, AD = + ACC , mentre A = + ABL ).

 

Con un rettangolo inquadro tutto il costrutto ( preposizione + nome ).

 

Se preposizione e nome si trovano distanti, magari separati da un genitivo di specificazione, mi servo di un archetto per collegarli insieme.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se il verbo di forma deponente, devi procedere secondo il metodo dei verbi  attivi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                  

 

3. COMPRENDERE  =  FARSI GUIDARE DAL SIGNIFICATO

                                         DELLE  PAROLE “AMICHE”

 

A questo punto  la frase latina è stata riordinata secondo la sintassi italiana.

 

Ora iniziamo a ragionare sul senso della frase.

 

Mi lascio guidare dal significato  delle  parole “amiche”, cioè di quelle parole di cui ià conosco il significato generico.

 

ATTENZIONE:

Nella fase di comprensione non è necessario rispettare la grammatica ( per esempio, il SING / PL dei nomi, oppure il TEMPO dei verbi, oppure le preposizioni “segna-caso” ), ma è sufficiente comprendere il SENSO delle parole ( i nomi al singolare ; i verbi all’indfinito; i complementi senza preposizioni  … un po’ come parlano in italiani le persone extracomunitarie : “io abitare  milano” ).

 

In questa fase è FONDAMENTALE consultare il VOCABOLARIO: anche se conosci il significato delle parole, devi cercare sul vocabolario secondo il seguente metodo.

 

Si incomincia dal VERBO, di cui  conosci già la sintassi  ( ATTIVO / PASSIVO ; TRANS / INTRANS …).

Ora invece devi ragionare sui suoi significati.

 

La tecnica d usare è quella del VOLO D’UCCELLO, la quale consiste nel  memorizzare un solo significato per ciascuna delle accezioni scritte in neretto.

In questo modo, conosci i principali significati generali del verbo.

 

Ma tu hai un testo preciso da comprendere, per cui non devi trovare tutti i significati possibili del verbo, ma devi trovare il significato predciso che il verbo assume in quel testo che hai di fronte. Per fare ciò, devi CONFRONTARE i significati possibili del verbo con i significati possibili della sua valenza primaria ( = SOGGETTO – OGGETTO ): grazie a questo lavoro di confronto, arriverai con certezza a comprendere il senso del VERBO collegato alle sue valenze.

 

Per esempio, nell’esempio di cui sopra, il verbo della frase reggente è “COLĔRE”.

Con la tecnica a VOLO D’UCCELLO puoi sintetizzare i seguenti dati:

cŏlo
cŏlo, cŏlis, colui, cultum, cŏlĕre v. tr. III coniug


1.adorare (v.tr.)
2.abitare (v.tr.)
3.rispettare (v.tr.)
4.coltivare (v.tr.)
5.corteggiare (v.tr.)
6.venerare (v.tr.)

 

Questi sono i significati generali del verbo “colere” ( con i rispettivi costrutti / reggenze ): nel nostro testo, però, il verbo COLERE  regge  l’accusativo  specifico  “DEAM” ed ha come soggetto “INCOLAE”.

Ora devo confrontare i significati possibili del verbo con quelli  del soggetto e dell’oggetto:

 

dĕa, -ae ( f ), I decl
dea (s.f.)

A questo punto non mi chiedo più: “Quali sono i significati generali del verbo CÓLĔRE”?, ma mi chiedo “Qual è il significato specifico del costrutto  COLERE  DEUM / DEAM ?”

Confrontando i significati, l’unica possibilità è scegliere “ONORARE UNA DEA” !!!

Se  l’oggetto, al posto di “DEAM”, fosse  “INSULAM”, la scelta sarebbe cadùta sul significato “ABITARE”.

Il  significato  del soggetto “INCOLAE”  a questo punto è intuitivo: = “ABITANTE”.

Dunque  al termine della fase del COMPRENDERE arrivo a questa ipotesi di senso:

 

       ABITANTI    ONORARE    DEA   MINERVA     ISOLA   CRETA

 

 

4.TRADURRE  =  RISPETTARE   LA  MORFOLOGIA DEI NOMI E DEI VERBI

 

 

Solo  a questo  punto  mi occupo della morfologia, cioè devo  rispettare  :

 

-per i NOMI, il loro numero ( SING / PL )

-per gli aggettivi, la concordanza col nome e la loro funzione ( sost / attributivo / predicativo )

-per i verbi, il MODO e il TEMPO.

 

Dalla comprensione di senso:

 

ABITANTI    ONORARE    DEA   MINERVA     ISOLA   CRETA

Devo passare alla TRADUZIONE   grammaticale:

 

GLI   ABITANTI   ONORANO  LA  DEA MINERVA  SULL’ ISOLA DI CRETA.

 

5.  LABOR  LIMAE  =  VERIFICARE  la traduzione.

 

Copro  il  testo  latino con  una  mano.

 

Rileggo attentamente il testo latino: analizzo ciascuna parola in latino e, a ogni analisi, tolgo la mano e verifico se la mia anlisi corrosponde alla traduzione.

Riguardo ai nomi, verifico il SING / PL ( nel testo latino trovo INCOLAE = sing / pl? = PLURALE  > quindi devo aver tradotto =GLI ABITANTI ).

Riguardo ai verbi, verifico la PERSONA, la FORMA ( attiva / passiva / deponente ),  il MODO ( indicativo / congiuntivo … ) e il TEMPO (  COLUNT = 3^ pl, forma  attiva, modo indicativo, tempo  presente  = ONORANO ).

Riguardo ai complementi, verifico laCONCORDANZA, la REGGENZA e LA VALENZA

( IN INSULA CRETA = in + ablativo +  verbo di stao = valenza di STATO IN LUOGO; concordanza = nel caso perché CRETA = valenza di denominazione ).

IL  VADEMECUM   

DEI  MIEI ERRORI PIU’ FREQUENTI

 

Sulla  base  degli errori  che  commetterai  più frequentemente  nella traduzione, potrai stilare un VADEMECUM, cioè un ELENCO da PORTARE SEMPRE CON TE, quando traduci.

In genere, gli errori più frequenti sono i seguenti:

-         VERBO :       1.  FORMA  VERBALE  ( attivo / passivo / deponente )

2.    PERSONA

3.    TEMPO

 

-         NOME:                      1.  NUMERO ( sing / pl )

-         AGGETTIVO:         1.  CONCORDANZA

1.    FUNZIONE ( sostantivata / attributiva / predicativa )-

 

-         PREPOSIZIONE SEGNA – CASO:         1. REGGENZA  ( IN + ACC / ABL )

2.  VALENZA ( AD + ACC = “verso”, NON “in “ ).

 

RICORDA:   solo  conoscendo i propri limiti, ci si può migliorare !

Quindi  crea il tuo VADEMECUM DEGLI ERRORI in modo serio ed onesto.

La parola ERRORE  deriva dal verbo latino ERRARE, che in primo luogo non significa “sbagliare”, bensì “GIRARE A VUOTO, VAGABONDARE, ERRARE”.

L’errore non è dunque qualcosa di definitivo, ma è una tappa necessaria da percorrere per procedere nel nostro cammino di apprendimento!

Non vergognarti di sbagliare: accetta l’errore, lavoraci sopra e vedrai che non lo commetterai più.

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