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A ciascuno il suo

di Leonardo Sciascia

Relazione di Narrativa

By Federico Galli 

 

DATAZIONE

1966

 

CASA EDITRICE

Einaudi

 

L’AUTORE

Leonardo Sciascia nacque a Racalmuto in provincia di Agrigento nel 1921 e morì a Palermo nel 1989. Egli, scrittore italiano, è noto per i suoi romanzi incentrati sul potere e la corruzione in Sicilia, interpretando la vita siciliana con partecipazione drammatica ma anche con mordente ironia. Fu insegnante di scuola elementare a Caltanissetta dal 1949 al 1957 e a Palermo dal 1957 al 1968, nello stesso periodo pubblicò romanzi, racconti, opere teatrali e saggi che, come lui stesso affermò, formavano un'unica opera, mirante ad illustrare la tragedia del passato e del presente della sua isola d'origine. Dal 1978 Sciascia si concentrò sull'attività saggistica e politica (L'affaire Moro, 1978; Dalla parte degli infedeli, 1979) e, come rappresentante del Partito radicale, divenne membro del Parlamento europeo e del Parlamento italiano nel 1979. Degli ultimi anni sono i romanzi brevi La strega e il capitano (1986), Porte aperte (1988, dal quale nel 1990 Gianni Amelio ha tratto l'omonimo film interpretato da Gian Maria Volonté) e Una storia semplice (1989).

 

RIASSUNTO

Durante una giornata di caccia, il farmacista Manno ed il dottor Roscio vengono misteriosamente uccisi a colpi di fucile. In paese si sparge la voce e, molte persone, avanzano varie ipotesi sulla causa. Alcuni giorni prima il farmacista aveva ricevuto una lettera minatoria nella quale lo si invitava a non andare a caccia. Le indagini sul doppio omicidio vengono guidate dal professor Laurana e dal maresciallo; contribuiscono, anche se in minima parte, anche don Luigi Corvaia, il notaro Pecorilla e l'avvocato Rosello, cugino della moglie di Roscio. Laurana, che e' un grande amico di Roscio, scopre alla fine la verità', grazie alle testimonianze di suoi amici e colleghi.

Rosello aveva da molto tempo una relazione con sua cugina e Roscio era venuto a conoscenza del fatto. Cosi' il dottore aveva minacciato l'avvocato di rendere noto a tutti alcuni documenti sulle sue attività' illegali ed era persino andato a Palermo, da un suo amico, per avvertire che un "notabile" del paese "aveva in mano" tutta la provincia, rubava, corrompeva... Roscio era quindi pronto a denunciare Rosello, ma questo ultimo, non potendo vivere nella paura di essere scoperto, aveva deciso di eliminare il dottore. Laurana capisce cosi' che il farmacista era innocente. Infine il professore "stringe" amicizia con la vedova di Roscio, la signora Luisa, la quale e' disposta a collaborare per punire il cugino ma, una sera Laurana, dopo essersi presentato ad un appuntamento con Luisa e dopo aver capito che lei non sarebbe più' arrivata, sparisce misteriosamente. Solo un ragazzo lo ha visto per l'ultima volta mentre entrava in un'auto nera. Laurana viene ucciso pagando cosi' di persona la sua curiosità'; nessuno lo troverà' più' perché' giace sotto un pesante mucchio di rosticci in una solfatara abbandonata, a meta' strada tra il suo paese ed il capoluogo.

 

PERSONAGGI

 

PAOLO LAURANA

Laurana è il protagonista, ha quasi quarant’anni e alcune volte è “travolto” dal desiderio d’amore. Uomo timido, gentile, onesto, ama la dolce vita e ogni giorno parte con la corriera per andare a scuola dove insegna lingua straniera, italiano e filosofia ed è soddisfatto del suo lavoro.

Ha avuto pochi amici e l'unico che gli era sempre stato fedele, Roscio, è morto. La morte dell'amico crea nel protagonista desolazione, con “intermittenze” ansiose che si manifestano anche fisicamente. Laurana, spinto dalla curiosità, decide di indagare sul delitto. Non vuole arrendersi mai anche se avverte il peso del pericolo. Arrivato alla conclusione della sua indagine privata, inizia a frequentare la signora Luisa, vedova di Roscio. In lei Laurana vede “una speranza d’amore”, è attratto dal suo fascino, dal suo corpo, dai suoi capelli... Vicino a lei si sente imbarazzato, goffo, “quasi inutile”. Dopo la sua morte, i paesani continuano a parlare di lui rimpiangendolo.

 

DOTTOR ROSCIO

Era un bravo dottore del paese, di ideologie comuniste, grande amico del professor Laurana. Amava molto leggere, trascorrere le serate sul balcone o in salotto. Era intelligente ma di un’intelligenza “quiete, lenta”. Roscio è sempre stato fedele alla moglie Luisa, l'amava molto anche dopo averla vista in “compagnia” del cugino, l'avvocato Rosello. Il dottor Roscio aveva un carattere chiuso, non si confidava mai ma, dopo aver saputo la verità su Rosello, aveva avuto il coraggio di ”confessare” i fatti ad un deputato, poi era rimasto in silenzio con la paura di esser colpito da un momento all'altro. Aveva molti soldi e nessun’ambizione, amava il suo mestiere, il paese, le serate al circolo o in farmacia, la caccia ed i cani ma soprattutto amava la sua bambina. Con Laurana Roscio poteva abbandonarsi liberamente alla conversazione. Questo personaggio, come il professore, ha avuto il coraggio di denunciare dei fatti negativi accaduti nel suo paese e, per aver scoperto la verità è stato punito dalla malavita.

 

MANNO

Era un farmacista, uomo timido ed onesto, amante della caccia e della vita di paese. Dopo la sua morte, in paese si vocifera che sia stato ucciso per aver molestato una ragazza di vent'anni ma, la moglie Teresa Spanò lo difende, assicurando che le è sempre stato fedele. Manno proveniva da una famiglia povera, era avido, avaro, gli piaceva ascoltare ma non parlare. Da quando aveva aperto la farmacia però era cambiato. Era un bell'uomo, gentile, affezionato a sua moglie ed era amico di tutti i suoi paesani. Dopo aver ricevuto la lettera anonima sulla quale vi era scritto “Unicuique suum” (A ciascuno il suo), si era spaventato ed aveva chiesto subito aiuto al commissario.                           

 

LUISA ROSELLO

È la moglie di Roscio e cugina di Rosello, è una donna attraente e gentile, “attaccata” al marito ed alla figlia. In paese viene definita una “donna da letto”, tutti parlano bene di lei. Da piccola viveva con il cugino e, dopo la morte del marito, vorrebbe risposarsi proprio con l'avvocato ma in seguito cambia idea. Collabora con Laurana. Veste spesso con abiti attillati e corti, sembra quasi un'odalisca, e questo è ovviamente notato da tutti i “giovinastri” del paese. E' l'oggetto del desiderio di molti uomini. Nel capitolo XV è paragonata alla bella ninfa di Diana, Aretusa. Luisa è un’aiutante positiva.

 

TERESA SPANO'

È la moglie di Manno ed è una lontana parente del noto Mercuzio Spanò un benefattore vissuto in quel paese. E' una donna buona, di grandi virtù, piuttosto brutta. Rimane per molto tempo sconvolta per la morte del marito e si veste di nero per portare il lutto. E' gentile, molto disponibile con Laurana e con il maresciallo, cerca di stare vicino a Luisa che, come lei, è vedova. Teresa amava molto suo marito e lo difende, anche dopo la sua morte, dalle pesanti accuse di molestia nei confronti di una ragazza. Questo personaggio è descritto in modo positivo.

 

PROFESSOR ROSCIO

È il padre del dottor Roscio ed è in pensione da circa venti anni. E' un uomo d’ideologie comuniste, ama molto la “Divina Commedia“, adora il figlio ma non ne condivide la scelta di sposare una donna di famiglia democristiana. Il professore soffre molto per la morte del figlio e fa capire in modo molto chiaro a Laurana che vorrebbe trovare gli assassini. Questo personaggio è un aiutante positivo poiché fornisce dettagliate informazioni sulla vita e sul carattere del figlio.

 

ARCIPRETE ROSELLO

È lo zio della signora Luisa cui è sempre stata affezionata e Laurana si rivolge a lui per avere l’ “Osservatore Romano”, quotidiano dal quale hanno ritagliato le lettere che formano “Unicuique suum”. L'arciprete vive in una gran casa, è onesto, sincero e come Laurana ha “sete di giustizia”. Ogni tanto frequenta il parroco di Sant'Anna, aiutante positivo poiché fornisce a Laurana delle informazioni sia sulla vita della nipote Luisa che del nipote, l'avvocato Rosello.

 

 

 

AVVOCATO ROSELLO

È il cugino di Luisa ed è un antagonista poiché è il responsabile della morte di Manno, Roscio e Laurana. E' un uomo molto ricco, fa parte del consiglio d'amministrazione della Furaris ed è anche consulente tecnico della stessa società. E' inoltre presidente d’altre ditte; svolge quindi diverse attività, molte delle quali illegali.

Gode della stima dei socialisti ed i suoi affari privati lo portano fino a Palermo. Sono però affari oscuri, nei quali nessuno cerca di “ficcare il naso”. Rosello è forse l'uomo più importante del paese, apparentemente sembra onesto, molto socievole, espansivo e finge di collaborare con Laurana. Fin da piccolo è cresciuto con la cugina Luisa con la quale ha avuto una lunga relazione amorosa, nascosta a Roscio. Dopo la morte di Roscio in paese si parla già di matrimonio tra i due cugini, matrimonio che potrebbe “unificare una proprietà”.

 

LUOGO

Il teatro della vicenda è la Sicilia, patria dell’autore e della mafia. La narrazione avviene principalmente in un piccolo paese di provincia, ma si sposta anche al capoluogo e ai boschi che circondano il paese.

 

TEMPO

Il lettore può supporre che la vicenda si svolga agli inizi del secolo scorso, ma l’autore nel testo non ci fornisce di riferimenti temporali precisi.

La vicenda narrata può durare qualche mese, ma anche in questo caso non esistono indicatori temporali che lo dimostrino.

 

STILE

 Nell'opera prevalgono le sequenza narrative, il narratore utilizza la focalizzazione esterna. Viene fatto largo uso di flashback.

 

 

TECNICHE LINGUISTICHE

In questo romanzo ci sono poche figure retoriche, ad eccezione d’alcune similitudini e metafore:

“Questa specie di nave corsara che è stata la Sicilia...”

“Come quando dalla cima di una montagna si scende di colpo a valle”

 

 

Alcune espressioni particolari:

“Con un baluginare di specchi”

“...e mangia il pane duro e le pere sfatte”

“Per questa carità che aveva per i resti della mensa, quasi che implorassero la grazia di diventar feci...”

“O mangi questa minestra o salti dalla finestra”

 

L'autore non riporta parole o frasi in dialetto siciliano e si sofferma molto sulla descrizione di paesaggi e dei personaggi:

“...benché i comunisti siano anch'essi al potere, è sempre più facile ottenere favori da questi altri”

“e perché no? Abbiamo rosicchiato per vent'anni a destra, ora è tempo di cominciare a rosicchiare a sinistra. Tanto non cambia niente”

“Ecco come siete, voi comunisti: di una frase fate una corda e c’impiccate un uomo...”

 

TECNICHE NARRATIVE

La storia è narrata da una voce esterna che segue tutte le avventure di Laurana, il punto di vista delle vicende è imparziale, sopra le parti. Il testo è ricco di dialoghi, che danno al racconto un ritmo incalzante ed essi sono in italiano e non in siciliano. Probabilmente l’autore non ha usato il dialetto per l’immediatezza della comprensione che in caso contrario sarebbe stata difficile e avrebbe dato al racconto un ritmo troppo lento. Ci sono pochissime descrizioni.

NARRATORE

Il narratore è esterno alla vicenda, ma non è onnisciente.

  

TEMATICHE

 

Il libro ci vuole dare un quadro storico della Sicilia del ’60 in un piccolo paese. L'Autore ci vuole far vedere come in una comunità piccola, se si è esterni ad essa, raramente si sapranno pettegolezzi prima degli altri, e difficilmente l’inserimento nel gruppo sarà completo.

In oltre cerca di far riflettere sul problema mafia, una problematica che esiste tuttora.

COMMENTO

 

Questo libro mi è piaciuto perché è giallo, a me piace questo stile sia per il tipo di trama che per il modo in cui è scritto; non mi è piaciuto perché è lento nel suo svolgimento e in linea generale, perché ha un finale che non mi sarei mai aspettato.

 

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