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Gli arancini di Montalbano

di Andrea Camilleri

Relazione di narrativa di Gabriele venegoni IIF

 

AUTORE: Andrea Camilleri è nato a Porto Empedocle (Agrigento) nel 1925. Ha lavorato a lungo come sceneggiatore e regista teatrale e televisivo, producendo le famose serie del commissario Maigret e del tenente Sheridan. Esordisce come romanziere nel 1978, con il Corso delle cose. Con Garzanti pubblica il secondo romanzo, Un filo di fumo (1980) premio Gela e con Rizzoli l'ultimo, La mossa del cavallo.

 

RIASSUNTO: Il racconto da me riassunto è “Gli arancini di Montalbano”.

E’ la vigilia di capodanno e il commissario si trova a dover decidere dove festeggiarlo, dato che ha appena litigato con la fidanzata Livia. Riceve diversi inviti che gentilmente declina; l’unico che veramente lo attira è quello fattogli dalla sua cameriera Adelina, ottima cuoca e madre di due pregiudicati, che intende festeggiare le loro eccezionali libertà dal carcere cucinando i suoi famosi arancini di riso. Purtroppo nel pomeriggio viene a sapere che uno dei figli di Adelina, tale Pasquale Cirrinciò, è indagato per un furto in un supermercato di Montelusa. La cena di capodanno è a rischio! Montalbano incomincia le sue indagini quando riceve una telefonata da Pasquale; lo incontra segretamente e viene a sapere che lui e la sua banda stavano veramente programmando una rapina in quel supermercato ma per la serata successiva a quella in cui era successo. Qualcuno li aveva preceduti! Inoltre la polizia aveva trovato il portafogli,che Pasquale aveva perduto, vicino alla cassa dello stesso supermercato, per cui aveva già trovato i colpevoli.

In commissariato è stato portato uno dei soci della banda, tale Peppe Nasca, e Montalbano lo interroga, confidandogli di conoscere tutta la vicenda, anzi dice di avere addirittura una audiocassetta registrata della pianificazione della rapina. Afferma inoltre che se li arrestasse grazie a queste prove sarebbero considerati, in carcere, come degli incapaci perché finiti in galera senza aver commesso un reato e nessun ricettatore avrebbe voluto più lavorare con loro. Peppe Nasca, a questo punto, confessa. Montalbano fa una telefonata anonima alla “Mobile” in cui comunica i nomi dei veri colpevoli e dove recuperare la refurtiva. Finalmente,dopo una lunga giornata, sarebbe andato da Adelina e si sarebbe goduto gli arancini, non solo per la loro celestiale bontà, ma anche perché si sarebbe sentito perfettamente in pace con la sua coscienza di sbirro.

 

 

AMBIENTE:L’ambiente è quello siciliano e Vigata è la cittadina, di sua invenzione, in cui si sviluppano tutte le vicende sia quelle del tempo passato come quelle di oggi. Una Sicilia che l’autore conosce bene in tutte le sue pieghe, nei suoi vizi, nelle sue virtù: sonnacchiosa e lenta, rispettosa e di parola ma anche sordida e falsa, servile e corrotta. Sotto quel sole a picco, sugli incantevoli lungomare, sulle piazze di chiacchiere si muovono i personaggi che costituiscono la vera ragione dell’opera di Camilleri.

 

LINGUAGGIO:Il nuovo linguaggio inventato da Camilleri un siciliano ibrido, comprensibile anche ai “nordici” seppur con un minimo sforzo. Questa è stata sicuramente la “genialata” dell’autore conscio di come certi modi di dire sono figli di certi modi di essere e nessuna parlata poteva funzionare in bocca ai suoi siciliani doc.

 

ARGOMENTO:È la seconda raccolta di racconti dedicati al commissario Salvo Montalbano. Venti storie dove non sempre c’è il morto ammazzato su cui indagare ma sempre c’è un piccolo o grande caso da risolvere o cui dare una spiegazione. Strani crimini e altrettanto strani criminali nati dalla fantasia di Camilleri che, però, prende sempre spunto dalla quotidianità.

 

COMMENTO:Questo breve racconto, come tutti quelli della raccolta, ben si presta allo stile di Camilleri che riesce con poche frasi a delineare i connotati della vicenda e a descrivere i personaggi. Sono storie tratte dalla quotidianità, ma che talvolta tendono a sconfinare nel surreale.

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