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La veggente

di Andrea Camilleri

Relazione di narrativa di Daniel Migliozzi

 

TITOLO

Il titolo deriva dal fatto che questo romanzo è composto da ventuno racconti (uno al giorno = tre settimane) che hanno come protagonista il commissario Montalbano. L’edizione è Arnoldo Mondadori.

 

AUTORE

Andrea Camilleri è nato a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, il 6 settembre 1925. Da bambino, in campagna ha cominciato a lavorare come regista teatrale. Da allora ha messo in scena più di cento opere, tra cui molti lavori di Pirandello. Ha realizzato numerose regie di opere teatrali e di romanzi sceneggiati per la radio e per la televisione. È stato autore, sceneggiatore e regista di programmi culturali per la radio e la televisione. Ha prodotto diversi programmi televisivi. Ha insegnato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma; è stato titolare della cattedra di regia all'Accademia Nazionale di Arte Drammatica “Silvio D'Amico”. Ha tenuto corsi, conferenze e stage di regia sia in Italia che all'estero. A vent’anni alcune sue poesie furono pubblicate in un’antologia curata da Ungaretti. Nello stesso tempo scriveva i suoi primi racconti per riviste e quotidiani. Ha pubblicato cinque romanzi che hanno come protagonista il commissario Montalbano: La forma dell'acqua (1994), Il cane di terracotta (1996), Il ladro di merendine (1996), La voce del violino (1998), La gita a Tindari (2000). Dai suoi romanzi incentrati sulla figura del commissario Montalbano è stata tratta una serie di film per la TV, andata in onda su Rai Due tra il 1999 e il 2000, alla realizzazione della quale Camilleri ha collaborato come sceneggiatore. È sposato, ha tre figlie e quattro nipoti. Attualmente vive a Roma.

 

RIASSUNTO – La veggente

Nell’86 Il vicecommissario Montalbano era stato trasferito a Carlòsimo per sostituire il precedente. Una mattina, entrando in ufficio vide due suoi agenti che si stavano malmenando. Una volta divisi, gli agenti raccontarono a Montalbano che tutto era iniziato per via del circo e delle sue attrazioni che non riuscivano. Cominciano a discutere sull’unica che invece li aveva meravigliati: una veggente che indovinava ogni cosa senza trucchi. Incuriosito, il vicecommissario decide di andare al circo. Quella sera, i giochi riuscirono tutti e, quando arrivò il momento dello spettacolo della veggente, il direttore presentò Eva Richter. L’intrattenimento si svolgeva così: uno spettatore prestava un suo oggetto alla veggente per qualche secondo e lei raccontava varie notizie sulla vita del proprietario dell’oggetto. Il gioco riuscì due volte, alla terza, quando il farmacista Rizzitano diede un fazzoletto, Eva Richter lo chiamò assassino. Da quel momento lo spettacolo finì. Quella stessa notte il dottor Spalic si impiccò, lasciando solamente una lettera “Ero troppo giovane, non capivo il male che facevo. Perdonatemi”. Montalbano, la mattina successiva, si recò alla farmacia di Rizzitano; gli disse che lo aveva visto prendere il fazzoletto dalla tasca del dottor Spalic e voleva spiegazioni. Il farmacista spiegò che, una sera di qualche anno prima, il dottore, gli aveva raccontato di quando faceva parte delle ss e aveva ucciso un giovane a Trieste. Il vicecommissario venne informato dal direttore del circo che la veggente si era fatta assumere da solo due mesi e che aveva molta fretta di arrivare a Carlosimo; scoprì anche che Eva Richter era sparita lasciando solo la sua valigia, contenente un vestito, biancheria, un revolver carico e un giornale del novembre del ’45 del quale in un articolo era nominato Vinko Spalic, criminale nazista colpevole dell’omicidio di Giani Richter.

 

PERSONAGGI – La veggente

Protagonisti

— Montalbano è il vicecommissario che viene mandato in vari paesi della Sicilia per sostituire i mancanti membri delle forze pubbliche locali. Ha capacità ottime di osservazione e buone di deduzione. A volte è impertinente e non si esprime in maniera consona alla situazione. Un tratto caratteristico della morale di Montalbano è la sua reazione di fronte ai suoi casi: capita che conceda la grazia ad alcuni colpevoli perché non ritiene giusto che siano arrestati; oppure non si oppone anche quando sa che un’azione criminale sta per essere commessa. È abbastanza furbo e molto fortunato.

—Eva Ricther è la veggente del circo, che indovina eventi della vita di altre persone (senza trucco). È sempre vestita di nero, ha i capelli grigi raccolti sulla testa. È decisa ad uccidere l’assassino di suo fratello ma, dopo quarant’anni di ricerche, non ne ha avuto bisogno.

Personaggi secondari

—Palmisano e Ingarriga sono due agenti subordinati a Montalbano che non danno l’aria di essere bravi poliziotti. Si picchiano a causa di sciocchezze.

—Rizzitano è il farmacista di Carlòsimo. Per fare uno scherzo al suo amico Spalic, purtroppo, lo fa riconoscere dalla veggente e ne causa la morte. È utile a Montalbano per la risoluzione di quel suicidio.

—Vinko Spalic è il dottore del paese dal ’52, si era laureato a Napoli e aveva passato la sua giovinezza a Trieste, dove ha fatto parte delle ss. Durante questo periodo uccide un giovane e dopo circa quarant’anni si pente e si suicida.

—Arturo Passerini è il proprietario e direttore del circo. Aiuta la veggente ad arrivare a Carlòsimo.

 

SPAZIO – La veggente

La storia è ambientata a Carlòsimo, un paesello della Sicilia. I luoghi sono esclusivamente interni (commissariato, circo, farmacia) e svolgono la funzione di Sfondo alle vicende narrate. In vari casi le ambientazioni simboleggiano lo stato d’animo dei personaggi (il buio del circo sotto il tendone e le luci fosche sono anche da atmosfera allo spettacolo straordinario e un po’ cupo della veggente).

 

TEMPO – La veggente

La storia è ambientata nel 1986, si svolge in un paio di giorni. Prevalgono i tempi lenti (in particolar modo per le riflessioni ) ma spesso la scena scorre sotto gli occhi del lettore con la stessa velocità con cui sta leggendo. È presente un’analessi sottoforma di flash-back

 

STILE

Lo scrittore usa prevalentemente il dialogo per far capire al lettore come si svolge la vicenda. Vi sono molte espressioni dialettali siciliane, dato che le vicende si svolgono quasi tutte in Sicilia. Il registro è, nella maggior parte dei casi, colloquiale. Fa esprimere i personaggi in modo quasi prevalentemente informale, ma anche formale a seconda della situazione in cui si trovano.

 

TECNICHE DI PRESENTAZIONE DELLE PAROLE E DEI PENSIERI

Per presentare i pensieri e le parole dei personaggi, lo scrittore utilizza spesso il discorso diretto (per facilitarne la comprensione); è presente anche, in alcuni casi, il discorso indiretto libero. In alcuni casi, il discorso diretto è sostituito da un monologo interiore: questo permette al lettore l’immediata comprensione dei pensieri dei personaggi.

 

NARRATORE

Il narratore non è un personaggio, ma è esterno alle vicende. In questo romanzo il narratore è onnisciente ed esprime, nei casi in cui venga usato il discorso indiretto libero il punto di vista di alcuni personaggi.

 

TEMATICHE

Uno dei temi più ricorrenti nei racconti del commissario Montalbano è il problema della mafia: in questo libro è però trattato un po’ superficialmente e, a volte, solo con un breve accenno. Questo tematica è quasi sempre presente nei romanzi ambientati in Sicilia e, anche in questo caso, è argomento di casi risolti e irrisolti. Si può notare che (non solamente in questo libro) il tema è trattato come un “giallo da risolvere”: tutt’oggi si può vedere come un problema non ancora risolto, quello del pericolo della mafia.

 

COMMENTO

 

Non mi ha mai attirato il personaggio di Montalbano ma, dopo questa lettura, devo ammettere che mi attira ancor meno. Essendo abituato a leggere libri gialli (e li leggo con il preciso scopo di risolverli), questi racconti non li considero proprio tali: mi sembrano più dei “racconti-freddura”, insomma, sono delle storie che iniziano come racconti gialli e finiscono con un risvolto particolare e (qualche volta) comico; devo però riconoscere che alcuni racconti, tipo quello analizzato, mi sono piaciuti proprio per questo. Un difetto di questo libro è l’enorme frequenza di parole dialettali siciliane: ne limita la comprensione se il lettore non ne conosce il significato. In alcuni racconti, inoltre, il problema della criminalità organizzata è trattato superficialmente e compare semplice da controllare: nei racconti Montalbano riesce a imbrogliare i mafiosi e a farli arrestare; mentre, purtroppo non è così nella realtà e, secondo me, non è giusto svilupparlo in questo modo.

 Daniel Migliozzi

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