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Il diario di Anna FrankANALISI DI UN TESTO NARRATIVOdi Haxhia Uliana, Lumia Maria, Naddeo Emily, Strada Jasmine e Ticozzelli ErikaTitolo: Il diario di Anna Frank Autore: Anna Frank
Riassunto: La vicenda comincia il 12 giugno 1942, il giorno di compleanno di Anna dove le viene regalato un diario. Anna è una ragazza di 13 anni, di origine ebrea. La sua è un'agiata famiglia e il padre esercitava la professione di banchiere. Costretti a trasferirsi ad Amsterdam per sfuggire alle persecuzioni (1942), dopo l'occupazione tedesca dell'Olanda, Anna e i suoi famigliari si sistemarono in un alloggio segreto che si trovava sopra una vecchia fabbrica di spezie. A loro si unirono la famiglia Van Daan e il Dottor Dussel. La loro non fu una convivenza felice, poiché erano costretti a vivere nascosti e segregati in locali piccolissimi, scomodi e molto freddi. Fu un'esperienza molto dura soprattutto per i tre ragazzi: Anna, Margot sua sorella, e Peter figlio dei signori Van Daan. Erano troppo spesso tristi e desiderosi di libertà. Anna, nei due anni di segregazione, decide di scrivere un diario, in cui racconta le sue gioie, i suoi dolori, le sue speranze. Racconta fatti spesso banali: le discussioni sul cibo, sull'uso del bagno, le piccole insofferenze tra persone costrette a vivere troppo vicine. Lei scrive ogni lettera per un'amica immaginaria, che non esiste: Kitty; emerge un prepotente spirito libero, senza età: sembra di poter vedere un'anima matura in un corpo di bambina, fiduciosa nell'avvenire, nella bontà dell'uomo. Spesso parla di Peter, il ragazzo di cui pian piano si accorge di essersi innamorata. Non riesce quasi più a trovare un minimo di equilibrio in quell' ambiente: il padre sembra allontanarsi da lei, la madre solo un'amica e nulla riguardo all'affetto materno, la sorella disperata quanto lei, il sig. Van Daan noioso, la sig. Van Daan sempre pronta a criticare ad ogni pretesto... Costretta a dividere la stanza col dottor Dussel, non aveva più uno spazio letteralmente suo, solo il diario, suo e di nessun altro. Studiava molto, le sue passioni si basavano sulla storia, sul francese e sulle materie letterarie, ma odiava la matematica. Per Anna in quel suo ambiente non vi era nulla di speciale, se non la sera, quando andava in soffitta da Peter, per il quale provava un sentimento d'amore da lui contraccambiato. A seguito di una segnalazione spionistica, il 4 agosto 1944 un tedesco e quattro olandesi, fecero irruzione all'alloggio segreto: tutti i rifugiati clandestini furono arrestati e l'alloggio fu saccheggiato e perquisito dalla GESTAPO. Qualche giorno dopo, il gruppo di rifugiati fu avviato a Westerbork, il più grande campo di concentramento in Olanda. Il 2 settembre 1944 i Frank furono condotti ad Auschwitz, dove il padre venne separato dalle figlie e dalla moglie, che da lì a poco, morì di consunzione. Nel febbraio 1945 Anna e Margot si ammalarono di tifo, e in marzo Anna morì, pochi giorni dopo sua sorella. Furono entrambe sepolte in una fossa comune. Tre settimane dopo le truppe inglesi liberarono Bergen Belesn. Personaggi principaliAnna, Margot, Petre, la madre di Anna, il padre di Anna, il signore e la signora Van Daan, il Dottor Dussel, Elli, Miep, Kraler, Koophuis.
Spazio: gli ambienti in cui si svolge la vicenda, sono sempre gli stessi, quelli riguardanti l'interno dell'alloggio segreto: camere, soffitta, bagno, cucina e il vecchio ufficio. Tempo:
il romanzo è stato
scritto tra il 1942 e il 1944, nel pieno della seconda guerra mondiale. Narratore: ovviamente il narratore di tutte le vicende è la stessa Anna, che ha scritto il suo diario (=narratore interno). Tematiche:
questo romanzo
riesce a raccontare, anche se in modo drammatico, la crudeltà cui l'uomo stesso
sottopone i suoi simili, facendo però risaltare i desideri e le piccole gioie di
quei ragazzi che, a loro tempo, sarebbero dovuti diventare uomini migliori, che
si sarebbero schierati contro la crudeltà e l'ingiustizia, per costruire un
mondo migliore. Anna col suo diario dà al lettore la possibilità di diventare
una di queste persone: pacifica, comprensiva e solidale. Commento:
è una storia vera, che mostra tutti i suoi lati positivi e negativi
dell'esistenza umana. Questo romanzo è molto bello e triste allo stesso tempo,
perché la descrizione di Anna, bello perché ci fa capire veramente il senso
della vita, affrontato da una ragazza di soli 13/16 anni. Triste perché tutti i
desideri, tutte le idee che appartenevano ad Anna, sono state distrutte, buttate
all'aria, per il semplice fatto che lei, ragazza innocente, era di origini
ebree. libri
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