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L’IMPORTANZA DELLA LETTURA DEI TESTI NARRATIVI

di Daniela Basile

docente di Lingua e Civiltà Inglese

presso l’Istituto Tecnico Commerciale “Bachelet” di Taranto

 

INTRODUZIONE

PERCHE' LEGGERE? 

Quello che si suggerisce è solo uno dei modelli possibili di lettura che potranno essere proposti ai discenti per un diverso approccio con la lingua letteraria e per fare in modo che possano acquisire una metodologia di indagine che permetta loro di cogliere la maggior parte delle componenti di un testo letterario.

“Non ho tempo per leggere”, un’affermazione che da sempre serve a giustificarsi di fronte a chi ci chiede quale sia l’ultimo libro da noi letto. Ma è poi vero o è solo un modo per evitare la questione della lettura e preferire altre attività, molto passive e per questo, forse per alcuni di noi più rilassanti, come guardare la televisione, in modo da spegnere completamente il nostro cervello per riprenderci dalle difficoltà della vita quotidiana?

Perché, poi leggere dei testi letterari, che possono impegnare a fondo la nostra immaginazione o addirittura portarci ad una revisione di noi stessi, quando sarebbe molto più rilassante la lettura di un quotidiano sportivo o di una rivista di pettegolezzi? Perché leggere? E soprattutto, quale è l'importanza della lettura dei testi letterari in una scuola che cerca sempre di più di immergersi nel mondo reale, caratterizzato dalle idee di competizione e produttività, dove anche i discenti sono identificabili con dei prodotti, e con la costante dell’ ottimizzazione del tempo lavorativo e quindi anche scolastico? Perché perdere tempo con Joyce, Woolf, Shakespeare e gli altri?

La questione della lettura dei testi narrativi e delle problematiche che la lettura di un testo complesso produce, “conduce alle motivazioni ed alle finalità della lettura”(1).La vita quotidiana ci porta a dover affrontare in ogni momento il problema della socializzazione, intesa come necessità continua di confrontarsi con gli altri, in campo lavorativo e sentimentale, la difficoltà di dover ascoltare gli altri e soprattutto di riuscire a farci ascoltare dagli altri, in questa continua lotta il libro può diventare invece il proprio migliore amico, di quelli che non tradiscono mai. Il testo narrativo ci parla e ci permette, superando la barriera dell’incredulità, di liberarci da tutte le costrizioni che ci impone la nostra abituale visione della realtà.

La scrittura non è fine a se stessa, ma è un mezzo per comunicare, anche se in effetti si tratta di una comunicazione temporalmente “ritardata”, sta a noi scoprire il messaggio che l’autore (l’emittente) vuole inviare al lettore (il destinatario), anche se talvolta questo messaggio può risultare apparentemente oscuro. Questo significa imparare ad interagire con il testo, ponendoci non passivamente di fronte ad esso, come sempre più spesso mezzi di comunicazione di massa, come la televisione, ci impongono di fare, dobbiamo imparare ad affrontare un testo letterario convinti non solo di poter ricevere qualcosa dal testo ma anche di essere in grado di dare qualcosa noi ad esso, magari una nuova interpretazione dello stesso.”Molto spesso i grandi romanzi tendono ad affrontare enigmi fondamentali o a meditare su interrogativi importanti. Un segno della buona lettura consiste nel permettere a tali problemi o questioni di rivelarsi e scoprirsi, invece di andare a cercarli con uno sforzo troppo strenuo”.(2)

Tutto comincia con il ‘verbum’ prima del quale, come è narrato nella Bibbia (uno dei primi grandi libri mai realizzati nella storia dell’umanità) tutto era caos e silenzio. La scrittura deve essere intesa nella sua capacità di creare e ricreare il mondo. Prima del ‘verbum’ non si potevano raccontare gli eventi dell’umanità, prima della parola non c’era storia. E il libro, che ne è stato poi una diretta, anche se lontana nel tempo, conseguenza , prima di essere aperto non è, come dice anche Isabel Allende, che “un insieme di fogli incollati di lato…Siamo noi lettori ad infondergli un alito di vita”.Come non essere spinti alla lettura, anche solo dall’idea di essere noi in grado di ricreare il mondo, anche se si tratta di un mondo che dura il momento della lettura? In questo modo potremmo “allargare per un momento lo spazio del reale, muovere i passi in zone normalmente vietate” (3).

Per noi lettori, pronti quindi ad accettare la finzione del testo narrativo come vera, anche se nel solo tempo della lettura, si crea una sospensione della realtà che ci permette di vivere le vicende del testo come reali, senza per questo perdere la coscienza del mondo che ci circonda.·


 

CENNI DI DIDATTICA E LETTURA CRITICA DEL TESTO LETTERARIO

Una lettura che voglia essere attenta e critica potrebbe svilupparsi secondo un percorso ben definita:

v   Lettura Globale :per la comprensione generale dell’argomento;

v   Lettura Esplorativa: per la ricerca di informazioni specifiche;

v   Lettura Analitica: per la comprensione dettagliata del testo ed ancora più dettagliatamente:

a)      lettura attenta e comprensione generale (con particolare attenzione rivolta al lessico);

b)      suddivisione del racconto in sequenze testuali con l’individuazione dei temi dominanti e delle principali integrazioni;

c)       costruzione in modo logico ed ordinato del modello dell’intreccio (macro-strutture e loro contenuti)

d)      studio dei personaggi con l’identificazione delle relazioni fondamentali, e ricostruzione antropologica degli attori;

e)       identificazione degli spazi, ambientali e sociali e dei loro rapporti con i personaggi;

f)        osservazioni linguistiche, tipi enunciativi usati (discorso diretto, indiretto…), punto di vista;

g)      rilevazione e commento dei valori, delle idee, dei significati più generali che emergono dall’analisi precedente.(4).

 

Per superare il distacco che si potrebbe creare tra il lettore ed il carattere ‘freddo’ di alcune teorie interpretative è fondamentale far sì che lo studente si avvicini al testo per interesse e poi possa anche servirsi di quelle stesse teorie per analizzare a fondo l’opera in questione. La motivazione è sicuramente uno dei momenti più importanti della didattica, perché è chiaro che è solo attraverso la risposta agli interessi dei discenti che si riesce a favorire l’apprendimento di qualsiasi disciplina. Per motivare gli studenti bisogna evidenziare e conseguentemente far apprezzare l’apporto che il lettore reca nell’atto di lettura, con le sue conoscenze ed il suo mondo, che viene quindi messo in relazione con qualcosa di simile a sé o di completamente diverso dal sé. L’incontro tra il proprio mondo interiore ed il mondo creato dallo scrittore fa sì che questi si arricchiscano a vicenda. Il testo viene infatti inteso come un messaggio inviato da un emittente ad un ricevente, quindi autore e lettore partecipi del processo comunicativo, ma comunicazione anomala, in quanto la risposta a tale messaggio risulta differita nel tempo, visto che il lettore può benissimo non appartenere alla stessa epoca dello scrittore.

Per suscitare l’interesse degli studenti sarà opportuno dedicare alcuni momenti dell’attività didattica ad una discussione relativa ad alcune delle tematiche che si possono ritrovare nel testo, come ad esempio quelle relative alla perdita dei valori tradizionali, il senso di perdita della propria individualità, la contraddittorietà dei propri stati di coscienza, il senso di estraneità, la crisi e la solitudine dell’uomo ed il rapporto con il diverso.  Cercare di suscitare l’interesse e la curiosità degli studenti sarà quindi il primo passo da compiere: nel caso di questa come di qualsiasi altra opera letteraria sarà necessario evidenziare come la letteratura non sia da considerarsi come un’attività isolata ma in stretta relazione con il generale sviluppo cognitivo del discente che non compie solo un’operazione meccanica nell’atto di lettura, ma dà anche la propria risposta emotiva e spirituale alle ‘esperienze di vita’ presentate dall’autore all’interno del suo lavoro. La lettura è ciò che noi vediamo nel testo, che poi comprende vari livelli, bisogna infatti considerare che all’interno del testo rientrano varie strutture: la Produzione Precedente dell’autore, a meno che non si tratti di un’opera prime, la sua Poetica, la Scuola Letteraria e il Genere all’interno del quale è possibile iscrivere il testo, e poi la Storia Culturale e Sociale in generale.

La lettura in sé è poi caratterizzata dalla presenza delle conoscenze e delle esperienze specifiche del lettore che legge ed interpreta in base alle sue conoscenze pregresse: “l’atto della lettura comporta un doppio processo circolare: una assimilazione del testo al nostro discorso, e una assimilazione del nostro discorso all’oggetto”(5)

Quindi la lettura delle opere letterarie può e deve essere interpretata anche come ampliamento delle proprie esperienze e conoscenze, anche se in via indiretta la lettura ci permette di vivere mille altre vite, insieme alla nostra, un modo anche per illuderci sull’esistenza di una razza umana “Più comprensibile e maneggevole della nostra, dandoci l’illusione della perspicacia e della potenza”.(6)

Bisogna poi considerare il contesto storico-culturale inteso come l’individuazione delle caratteristiche fondamentali dell’epoca in cui il testo è stato composto e l’atmosfera artistica, letteraria, ideologica e sociale che lo ha influenzato. L’opera letteraria, in generale, deve essere vista come gli ‘occhi analitici e critici’ della società alla quale appartiene servendo come stimolo per il suo progredire. Anche le opere più trasgressive nei confronti della propria realtà possono essere considerate come rappresentative della realtà che criticavano.Per una corretta lettura ed analisi del testo letterario, è necessario scomporre il testo nei suoi singoli elementi che lo compongono, testo che deve in ogni caso essere inserito nel contesto socio culturale in cui è stato realizzato, e quindi partendo dai singoli elementi del testo arrivare poi anche alla comprensione del mondo che circondava l’autore

Lettura intesa quindi non come attività di semplice ricezione passiva ma piuttosto sviluppo della capacità di de-costruzione (decodifica) e ri-costruzione del testo, in tutti i suoi aspetti: linguistici, sintattici e contenutistici: individuare quindi la struttura sulla quale l’opera si regge, e capire quelle regole e convenzioni che devono essere condivise tra l’autore ed i lettori perché il testo funzioni realmente come forma di ‘discorso letterario’, in quanto tale il testo dovrà continuamente essere interrogato da noi, e le risposte che ne ricaveremo, desunte dal testo stesso, ci aiuteranno a comprendere i significati più nascosti. Si partirà dal Titolo, che può sintetizzare l’opera e determina delle attese nel lettore. Narratore: voce parlante del testo, Narratore: presente come personaggio nell’azione (omodiegetico); assente come personaggio (eterodiegetico): Narratario: destinatario privilegiato della narrazione che può o meno coincidere con il lettore reale; Autore: persona in carne e ossa che scrive il romanzo; Punto di Vista: sguardo che osserva e ci fa vedere gli avvenimenti che scorrono nel testo, angolazione da cui viene presentata e narrata una storia, può essere fisso o cambiare. Setting: luoghi in cui agiscono i personaggi e loro contesto storico e sociale.  Tempo: tempo di scrittura, tempo di avventura e tempo di lettura. Personaggi: Flat o Round characters: personaggi piatti sono come delle fotografie, sempre identici a se stessi; a tutto tondo sono modificati dagli eventi con una diversità di elementi che li caratterizzano

I personaggi sono”persone la cui vita nascosta è visibile o potrebbe essere visibile, noi siamo persone la cui vita nascosta è invisibile”(7). Per analizzare più approfonditamente i personaggi si può fare riferimento a delle isotopie che , apparentemente distinte, sono strettamente collegate le une alle altre: l’Essere: le attribuzioni o qualità del personaggio; il Fare:la sfera pragmatica in cui è coinvolto; il Vedere:la prospettiva in senso lato; il Parlare:gli eventi verbali, gli atti linguistici di cui il personaggio è emittente e ricevente.

Al di là di tutte le analisi e studi critici che noi possiamo fare di un testo letterario, rimane una verità fondamentale, dobbiamo imparare ad amare la lettura ed insegnare agli studenti a fare altrettanto.

Leggere per essere in grado di conservare e sviluppare la capacità di esprimere opinioni e giudizi autonomi, quindi leggere per se stessi prima di tutto, ma anche imparare a leggere per il semplice piacere che la lettura provoca.

Note a piè di pagina

(1)Harold Bloom, Come si legge un libro (e perché), Rizzoli, Milano, 2000, pag.10.

(2) Ibidem, pag.247.

(3) Cesare Segre, Avviamento all’analisi del testo, Einaudi Paperbacks, Torino, 1985, pag.222.

(4) Maurizio Della Casa, Lingua, testo, significato, Editrice La Scuola, Brescia, 1986, pag.583.

(5) Ibidem, pag.489.

(6) Edward Morgan Forster, Aspetti del  romanzo, ( trad.di Corrado Tavolini),Il Saggiatore di Alberto Mondatori Editore, Milano, 1968, pag.74.

(7) Ibidem

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