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Vita nel medioevo

Eileen Power

Relazione di Chiara Colavitto

NOTIZIE SULL’AUTRICE

Eileen Power è nata nel gennaio del 1889; sposatasi nel 1932 con il professor M.M. Postan, che ha curato l’edizione postuma di alcuni dei suoi testi (come per esempio “Donne del medioevo”), è morta nell’agosto del 1940. Master of arts, dottore in lettere e dottore dell’Università di Manchester, la Power è stata docente di Storia economica alla London School of Economics dal 1931. Einaudi nel 1971 ha pubblicato il suo “Vita nel Medioevo”.

RIASSUNTO

“Vita nel Medioevo”, di Eileen Power, è un libro formato da sei saggi, nei quali vengono studiate le vicende di personaggi simili a tanti altri, ma proprio per questo emblematici: un contadino, un viaggiatore, una badessa, una donna di casa, un mercante ed un fabbricante di panno. L’autrice generalmente parte con analizzare il quadro sociale in cui è collocato il personaggio, e dopo tenta di ricostruire il suo comportamento da alcune testimonianze che la storia ci ha lasciato. Ne escono ritratti completi e credibili.

Bodo il contadino.

La vita in un possedimento di campagna ai tempi di Carlo Magno.

Il primo personaggio del Medioevo di cui l’autrice descrive la vita quotidiana è Bodo, il contadino. Intorno a lui ruotano molti altri personaggi del mondo feudale: primi fra tutti, i componenti del suo nucleo familiare, Ermetrude, la moglie, Wido e i suoi fratelli, poi i coloni e i servi delle terre dell’abbazia di Saint-Germain-des-Près, quindi altri personaggi di maggior rilievo e di cui i documenti storici forniscono maggiori informazioni: l’imperatore Carlo Magno, gli amministratori dei mansi, i missi dominici, gli abati.

L’autrice descrive Bodo come un personaggio estremamente umano, contrapposto al contadino meschino e gretto dei racconti cortesi, un uomo molto legato alla famiglia e agli affetti e la sua testa ed il suo viso erano bruciati dalla torrida calura estiva e dai rigidi freddi invernali. Usa ballare e cantare durante le feste popolari, notoriamente odiate dai monaci. Gira curiosando nelle grandi fiere cittadine. Avvia, inoltre, i suoi figli, soprattutto il più grande Wido verso la sua futura vita da contadino.

Marco Polo.

Un viaggiatore veneziano del XIII secolo.

Le pagine in cui Eileen Power ricostruiscono le esplorazioni di Marco Polo ci propongono due aspetti fondamentali dell’atteggiamento del famoso viaggiatore veneziano nei confronti dei territori asiatici da lui percorsi e descritti ne “Il Milione”: la curiosità per paesi nuovi e per le loro usanze; la capacità d’osservazione animata dal desiderio di capire gli uomini del lontano Oriente e la loro civiltà.

L'autrice in questo racconto utilizza un personaggio noto, come Marco Polo, per narrarci di moltissimi navigatori che navigavano continuamente tra oriente ed occidente, e trae, inoltre, un pretesto per narrare della Venezia dei dogi e ampliare la visione anche sulle città asiatiche con i loro porti ed i loro tesori.

L'autrice in questo modo riesce a spostare l'attenzione anche a paesi sconosciuti come la Cina del Medioevo, che, anche se lontani dalla nostra cultura, tutto sommato ne hanno lasciato un impronta.

Madama Eglentyne.

La superiora di Chaucer nella vita reale.

La protagonista del capitolo è la giovane Madama Eglentyne, una suora. La sua vita monastica incomincia molto giovane: suo padre, avendo tre figlie da far sposare e un figlio "dalle mani bucate", decise di sistemarne una in convento. Ad Eglentyne ciò non dispiacque, anzi, ne era fiera e prese il velo con certezza. Qui imparò a cantare, a pregare e a leggere. Doveva sottostare ad una serie di regole, ma col tempo le trasgredì sempre di più a causa del suo prendere i voti “forzato”. Divenne Madre Superiora, ma fu accusata di sperperare i denari del convento ed essere più interessata alla vita mondana che a quella religiosa.

La moglie del Ménagier
Una donna di casa parigina del XIV secolo

Questo saggio è costruito sul libro che il "Menagier de Paris", (il pater familias, potremmo dire) scrisse per istruire la sua giovane moglie, fra il 1392 e il 1394, sulla scorta di trattati di questo tipo che erano abbastanza diffusi.

Thomas Betson. Un commerciante di lana del XV secolo.

Il quinto capitolo è dominato dalla figura di un mercante che conduce i propri affari nell’Inghilterra del XV secolo, in un periodo in cui l’attività commerciale si era pienamente sviluppata e affermata.

La vita di un commerciante doveva essere piuttosto difficile. Thomas Betson doveva risolvere numerosi problemi per lavorare alla perfezione: doveva procurarsi la lana migliore a prezzi ragionevoli; questa doveva essere imballata, controllata e sigillata da un ispettore della compagnia. Per ultimo, la merce doveva essere venduta nella piazza centrale della città che accoglieva mercanti provenienti da ogni regione.

Leggere la vita di Thomas Betson è stato importante perché, come tanti altri, probabilmente è stato la spina dorsale della vita economica inglese per un periodo decisamente lungo, garantendo la sua evoluzione fino alla rivoluzione industriale.

Thomas Paycocke di Coggeshall.
Un pannaiolo dell'Essex al tempo d’Enrico VII.

In quest’ultimo capitolo si può infine seguire l’evoluzione della figura del mercante in quella d’imprenditore, d’organizzatore di un’attività manifatturiera.

Il pannaiolo che ci viene descritto è un vecchio uomo di Coggeshall. La sua storia può essere dedotta da due fonti: dalla sua casa (Thomas amava le cose raffinate; la sua abitazione è ricchissima di decorazioni) e dal suo testamento (Thomas era un uomo molto generoso ed estremamente religioso).

Il personaggio presentato risulta essere non il classico mercante attaccato al denaro, ma di un bonario vecchietto che offre le sue ricchezze per sfamare molte persone che dipendono da lui.
Rappresenta l'immagine di una classe che sta cambiano e che sta portando il proprio paese alla fioritura.

COMMENTO AL TESTO ED ULTERIORI NOTIZIE SUI PERSONAGGI di MASSIMILIANO POZZI

*  In “Vita nel Medioevo E. Power concentra la sua indagine nelle imprese quotidiane della gente comune, nei lavori, nelle abitudini, nella vita domestica, nella convinzione che essi rappresentino realtà fondamentali per la comprensione dello sviluppo storico.

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Il libro è organizzato per personaggi, ed in ordine appaiono le storie di un contadino, di un viaggiatore,di una badessa,di una donna di casa,di un mercante e di un fabbricante di panno.

L’autrice analizza dapprima il quadro sociale in cui è collocato il personaggio , dopo tenta di ricostruire il suo comportamento da alcune testimonianze che la storia ci ha lasciato. I ritratti sono completi e credibili.

*  Protagonista del capitolo 1 è BODO un  contadino del IX secolo.La fonte principale è un libro catastale che compilò un abate al fine di sapere con precisione quali terre appartenessero all’abbazia e a chi fossero date in gestione.

I terreni appartenenti all’abbazia erano divisi in fiscs che erano dei  fondi tanto grandi da poter essere amministrati da un fattore; ogni fiscs era successivamente diviso in terre tributarie e terre signorili: le seconde erano amministrate direttamente dai monaci tramite i fattori,le prime invece erano divise in quantità più piccole chiamate mansi ed abitate da coloni.

I coloni erano uomini considerati liberi dalla legge ma legati alla terra che coltivavano:se il terreno su  cui il colone lavorava era venduto, anche il colone veniva venduto con esso.

Il manso era abitato da una o più famiglie di coloni che svolgevano il lavoro necessario per il buon andamento dei propri campi.

·        In questo contesto sociale viene introdotta la figura del contadino Bodo, personaggio estremamente umano, molto legato alla famiglia e agli affetti. Ama ballare e cantare durante le feste popolari, notoriamente odiate dai monaci, gira curiosando nelle grandi fiere cittadine.E’ superstizioso,e come tutti i coloni mormora scongiuri sul bestiame malato (ed anche sui bambini malati) e fa incantesimi sui campi per renderli fertili.Il cristianesimo aveva travestito questi scongiuri, ma non aveva cancellato la loro origine pagana.

Una visita dell’imperatore Carlo Magno doveva essere un raro  avvenimento nella sua vita,da raccontare ai nipoti,come l’altro avvenimento che avveniva ogni anno:l’arrivo dei Missi Dominici che facevano il giro per tenere dovunque corti di giustizia e controllare se i signori locali erano stati giusti a loro volta.

Bodo ,la cui testa e il cui viso erano probabilmente bruciati dalla torrida calura estiva e dai rigidi freddi invernali, avvia i suoi figli,e soprattutto il più grande Wido, verso la sua futura vita da contadino.

o       Il racconto della Power su Bodo dà un quadro chiaro sul rapporto tra padre e figlio e datore di lavoro e lavoratore, ma nello stesso tempo è limitante perché la classe contadina era composta non solo da lavoratori semiliberi che potevano permettersi qualche festa o di passeggiare per le fiere, ma anche da uomini considerati come animali da soma e sottoposti a tasse e pressioni fiscali.

*  Protagonista del capitolo 2 è MARCO POLO, un viaggiatore veneziano del XIII secolo. 

Marco Polo amava moltissimo ascoltare le storie di viaggi da marinai ed amici ed in particolare aveva una predilezione per i Tartari:   ne parlava spesso e si informava su tutto ciò che potesse riguardarli.Questo interesse era maturato dopo che il padre Niccolò e lo zio Matteo, partiti per un viaggio di interesse economico verso Oriente, erano scomparsi all’interno della Tartaria

·        Durante il viaggio i Polo conobbero il Khan il quale si informò del Papa, di Venezia e del mondo occidentale in genere. Marco beveva dalle labbra del padre e dello zio i meravigliosi racconti del loro viaggio, ma le meraviglie più grandi dovevano ancora venire.

Quando i fratelli Polo dovettero ripartire, decisero di portare con loro il giovane Marco che poté fare moltissima esperienza e raccontare successivamente le sue storie. (Egli stesso ebbe a dire: nemmeno la metà di ciò che aveva visto realmente)

L’incontro tra Marco e il Khan fu l’inizio di una grande amicizia e di una lunga e assidua collaborazione perché il principe si accorse ben presto che il giovane Polo era intelligente e discreto e incominciò a usarlo in vari incarichi: Marco ebbe così l’occasione di visitare le grandi regioni orientali che gli erano sconosciute e di conoscere una civiltà che in quel periodo, dal punto di vista economico, sociale e culturale, era molto più evoluta della nostra.

o       L’autrice ,in questo racconto ,utilizza un personaggio noto come Marco Polo per narrarci  di moltissimi navigatori e dei loro continui viaggi tra oriente e occidente. Il capitolo è un pretesto per narrare della Venezia dei dogi e ampliare la visione anche sulle città asiatiche con i loro porti ed i loro tesori.

In questo modo l’attenzione si sposta anche a paesi sconosciuti, come la Cina del medioevo, che, anche se lontani dalla nostra cultura, hanno lasciato una grande impronta.

* Al capitolo 3 incontriamo il personaggio di Madama Eglentyne, una suora.

·        La sua vita monastica incomincia molto presto: suo padre, avendo altre tre figlie da far sposare e un figlio “dalle mani bucate”, decise di sistemarla in un convento.Ciò non dispiacque ad Eglentyne, anzi ne era fiera e prese il velo con certezza.

In convento imparò a cantare, pregare, a leggere e a parlare il francese.

Pregava sette volte al giorno. Nel tempo libero si dedicava alla cucina o al ricamo; ogni tanto alla lettura o al giardinaggio.

Col passare del tempo queste regole vennero però trasgredite sempre più dalle monache a causa del loro “forzato” prendere i voti.

Le monache difatti, secondo il ritratto di Chaucer in Canterbury, divennero sempre più simili a ricche signore che a monache rispettose.Questo è forse il personaggio più divertente; la vita monastica che immaginiamo, in fondo, non è un miscuglio di preghiera e silenzio, ma anzi è caratterizzata da pettegolezzi e dispetti.

Madre Eglentyne divenne successivamente Madre Superiora, ma fu accusata di sperperare i denari del convento ed essere più interessata alla vita mondana che a quella religiosa.

·        Oltre al già citato “The Canterbury tales”di Chaucer, le fonti principali usate per descrivere il personaggio di Madama Eglentyne sono alcuni libri vescovili che altro non erano che il risultato delle visite, da parte del vescovo, al convento delle monache.(...pagine di lamentele di suore verso altre suore durante la visita del funzionario del vescovo…)

* La moglie del Ménagier, una donna di casa parigina del XIV secolo è il personaggio che si incontra nel capitolo 4.

La fonte di informazione è un libro scritto da un ricco parigino per dare qualche consiglio alla giovane ed inesperta moglie.

Ménagier era un ricco e colto uomo di affari francese che sposò una ragazza quindicenne di condizione sociale più elevata, rimasta orfana.

Decise di scrivere questo libro per aiutare la ragazza ed indirizzarla nella gestione della famiglia.

·        Il Ménagier inizia il libro scrivendo i motivi che hanno portato alla sua scrittura.

L’opera è divisa in tre parti, ognuna di 19 capitoli.

ü      La prima parte del libro parla dei doveri della moglie verso il marito e del metodo per essere un’ottima donna di casa ed un'educata signora dell’alta borghesia.

Importante era: voler bene al proprio uomo, essere obbediente e piena di attenzioni, sapersi guadagnare l’amore di suo marito.

ü      La seconda parte parla della gestione della casa; spiega come mantenere il giardino e assumere giardinieri, rammendare, pulire vestiti e pellicce, preservare i vestiti da pulci e insetti.

ü      La terza parte avrebbe dovuto contenere tre parti: un trattato di falconeria, un certo numero di giochi che si potevano fare dentro casa ed alcuni indovinelli aritmetici.

Purtroppo però il Ménagier non riuscì mai a finire il suo libro.

*  Capitolo 5: Thomas Betson, un commerciante di lana del XV secolo

·        Nel XV secolo il commercio della lana era il settore commerciale più esteso e redditizio dell’Inghilterra; la più importante corporazione di commercianti inglesi era quindi quella dei Mercanti dell’Emporio, che trattavano per l’appunto la lana. 

Tutta la lana e le pellicce di pecora, il cuoio e le pelli dovevano passare per l’emporio: città mercato che a quel tempo era Calais.

Il commercio della lana in Inghilterra fiorì fino alla fine del Medioevo e durante il XV secolo incominciò a sentire la concorrenza di un’altra compagnia, quella degli Avventurieri, la quale aveva incominciato a fare affari esportando stoffe.

La lana esportata veniva venduta alle famose città manifatturiere dei Paesi Bassi che producevano stoffe e vestiti.

·        La fonte di cui si serve la scrittrice per raccontare la storia di questo instancabile commercio, sono delle lettere private nelle quali traspare un uomo ricco di sentimenti amorosi.

Thomas era promesso a Katerine, che ai tempi aveva quindici anni. Egli era in ottima amicizia con William, con il quale era diventato socio d’affari.Thomas sposò Katerine quando ebbe compiuto quindici anni ma per sua grande sfortuna si ammalò gravemente solo un anno dopo;la giovane moglie si prese cura di suo marito e dei suoi affari sparsi qua e là per il paese.Egli si rimise presto in piedi e ritornò ad occuparsi dei suoi affari.

o       La vita di un commerciante doveva essere piuttosto difficile, Thomas Betson doveva risolvere numerosi problemi per lavorare alla perfezione:doveva procurarsi la lana migliore a prezzi ragionevoli (la più rinomata era quella del Cotswold), la lana doveva essere imballata, controllata e sigillata da un ispettore della compagnia;verificato questo, la merce era pronta a partire. Arrivata a Calais, ogni cassa veniva rigorosamente controllata da funzionari del re e veniva pagata una tassa per il trasporto al Sindaco; per ultimo, la merce doveva essere venduta nella piazza centrale della città che accoglieva mercanti provenienti da ogni regione.

Thomas Betson , come tanti altri, probabilmente è stato la spina dorsale della vita economica inglese per un periodo decisamente lungo, garantendo la sua evoluzione fino alla rivoluzione industriale.

* Protagonista dell’ultimo capitolo è  un pannaiolo dell’Essex al tempo di Enrico VII: Thomas Paycocke di Coggeshall.

o       Non è il classico mercante attaccato al denaro, ma è un bonario vecchietto che offre le sue ricchezze per sfamare molte persone che dipendono da lui.Rappresenta l’immagine di una classe che sta cambiando e che sta portando il proprio paese alla fioritura.

Egli ci viene descritto attraverso la sua casa e il suo testamento:Thomas amava le cose raffinate,( la sua abitazione è ricchissima di decorazioni); egli era un nouveau riche .Il suo testamento rivela che era un uomo molto generoso (si ricordò dei lavoranti e dei loro bambini)e religioso(era membro dei Fratelli Crociati di Colchester  –fece lasciti a diverse chiese,fondò una cappella e lasciò un fondo perché ogni settimana venisse distribuita una certa somma a sei poveri che sentissero messa nella sua cappella per tre volte la settimana…)

·        Le note storiche della Power ci informano che il commercio del panno soppiantò quello della lana come il più importante commercio di esportazione inglese, e fu il fondamento della sua grandezza commerciale.

Un gran numero di persone ne erano coinvolte per dividersi il lavoro:

La filatura e la cardatura erano compiute da donne e bambini a casa loro;

Il filato veniva affidato ai tessitori, ai follatori che feltravano il tessuto, ai cimatori per le operazioni di finitura ed ai tintori per la tintura.

La pezza finita era poi affidata a degli intermediari industriali, i pannaioli che la vendevano ai mercanti.

Non solo i grandi personaggi ma anche il popolo nel suo complesso, le masse anonime e indistinte del popolo che ora dormono in tombe anonime, hanno avuto la loro parte.

E’ giusto che essi abbiano il loro riconoscimento!

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