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Terze prove di Italiano

LETTERATURA E DIVINA COMMEDIA

Tipologia A: Trattazione sintetica di argomenti

LETTERATURA  

1. «Il sacrificio della nostra patria è consumato: tutto è perduto; e la vita, seppure ne verrà concessa, non ci resterà che per piangere le nostre sciagure, e le nostre infamie. [...] Lorenzo... quanti infelici! E noi, pur troppo, noi stessi italiani ci laviamo le mani nel sangue degli italiani» (Ugo Foscolo, Ultime lettere di Jacopo Ortis; lettera 11 ottobre 1797).

Una delle tematiche di fondo dell’Ortis è quella politica. Colloca l’opera nel quadro degli avvenimenti storico-politici dell’epoca, e metti in rilievo la posizione foscoliana in merito all’esperienza napoleonica e al primo destarsi dell’ideale nazionale che prelude al Risorgimento.

(massimo 12 righe)

 

Esempio di risposta

La frase citata, contenuta nella prima lettera del romanzo, pone bene in evidenza uno dei motivi più importanti, accanto a quello amoroso, dell’Ortis: il tema politico. La perdita a cui allude il protagonista è quella dell’indipendenza del Veneto, ceduto con il trattato di Campoformio (ottobre 1797) da Napoleone all’Austria, come compenso per la perdita della Lombardia e del Belgio. Questo spregiudicato baratto di territori e di popoli spezzava le illusioni di molti patrioti italiani - tra cui lo stesso Foscolo - i quali si erano illusi che le armi napoleoniche potessero portare libertà e indipendenza ai popoli italiani fino a quel momento sottomessi alla dominazione austriaca. L’atteggiamento foscoliano nei confronti di Napoleone - che passa dall’entusiasmo alla delusione, quindi alla consapevolezza che l’Italia non può attendere il suo riscatto dalle politiche della potenza francese - rispecchia un più vasto movimento d’opinione che negli anni successivi alla Restaurazione troverà sbocco nei moti risorgimentali.

 

2. Attraverso la considerazione almeno dei seguenti testi foscoliani: Alla sera, In morte del fratello Giovanni, I Sepolcri, delinea sinteticamente e nelle sue variazioni da poesia a poesia uno dei nodi principali della poetica e dell’ideologia foscoliane: il senso della morte, il significato del sepolcro e il valore della memoria.

(massimo 10 righe)

 

3. «Spiegare quel che gli uomini hanno sentito, voluto e sofferto attraverso quel che hanno fatto, in questo consiste la poesia drammatica; inventare dei fatti per adattare ad essi dei sentimenti è [...] ai giorni nostri il grande difetto dei romanzi» (Alessandro Manzoni, da una lettera a M. Chauvet. Corsivi nostri).

Ricostruisci, per punti, l’itinerario creativo di Manzoni dalla poesia drammatica al romanzo, e spiega perché la sua critica a questo genere, espressa chiaramente nella lettera all’amico, non coinvolge la sua stessa opera.

(massimo 10 righe)

 

4. Ti proponiamo la notissima definizione manzoniana di “nazione”, dai vv. 31-32 dell’ode Marzo 1821: «Una d’arme, di lingua, d’altare, / di memorie, di sangue e di cor». Dopo averla spiegata, metti in evidenza il ruolo che ebbe l’opera letteraria di Manzoni nella creazione di una lingua nazionale.

(massimo 12 righe)

 

5. «NATURA Chi sei? che cerchi in questi luoghi dove la tua specie era incognita?

ISLANDESE Sono un povero Islandese, che vo fuggendo la Natura; e fuggitala quasi tutto il tempo della mia vita per cento parti della terra, la fuggo adesso per questa.

NATURA Così fugge lo scoiattolo dal serpente a sonaglio, finché gli cade in gola da se medesimo. Io sono quella che fuggi. [...]

ISLANDESE Me ne dispiace fino all’anima; e tengo per fermo che maggior disavventura di questa non mi potesse sopraggiungere».

(Giacomo Leopardi, Dialogo della Natura e di un Islandese, in Operette morali)

Perché l’Islandese, in cui lo scrittore si rispecchia, fugge la Natura? Spiega quale valore filosofico, simbolico, biologico, assume la natura nel pensiero di Leopardi, e quale effetto viene a essa attribuita nell’esistenza umana. Spiega anche se la concezione della natura fu e rimase sempre la medesima in Leopardi o se, piuttosto, non subì cambiamenti.

(massimo 10 righe)

 

6. Nello stesso anno 1827 e nella stessa città, Milano, furono pubblicate due opere: I promessi sposi e le Operette morali. La prima conobbe una immediata e universale fortuna, la seconda fu poco apprezzata e riscoperta solo dai posteri. Spiega, anche alla luce dei dibattiti politici, filosofici e culturali dell’epoca il destino così diverso delle due opere.

(massimo 12 righe)

 

7. Nella poesia La ginestra scritta da Leopardi nel 1836, un anno prima della sua morte, il poeta sembra superare la sua concezione totalmente pessimistica circa il destino dell’uomo su questa terra in nome di una concezione eroica. Spiega ciò che vi è di nuovo nella Ginestra, rispetto alle precedenti produzioni leopardiane in prosa e in poesia.

(massimo 10 righe)

 

8. Traccia uno schema in cui mettere a confronto, per punti, le posizioni dei classicisti e dei romantici nella polemica che si sviluppò in Italia nei primi anni del secolo XIX. Indica quali tra i più noti scrittori vi parteciparono, e su quali posizioni.

(massimo 10 righe)

 

9.  Metti a confronto le esperienze poetiche di Carlo Porta e Giuseppe Gioacchino Belli, che furono tra i massimo poeti in dialetto nella prima metà del secolo XIX. Quali elementi di analogia e, soprattutto, quali differenze puoi riscontrare tra queste due personalità?

(massimo 10 righe)

 

10. Traccia un itinerario sintetico (con nomi, titoli, argomenti di opere) del genere romanzo storico in Italia a partire dal Manzoni fino alla fine del secolo XIX, indicando, se sei in grado, alcuni modelli europei che influirono sulle esperienze narrative italiane.

(massimo 12 righe)

 

11. Due tra i sommi scrittori dell’Ottocento italiano, Manzoni e Verga, assumono come soggetto delle loro opere “gli umili” o “i vinti”. Segnala le analogie ma anche le profonde differenze di tipo culturale, filosofico, morale che uniscono e separano i due autori relativamente a questo tema.

(massimo 12 righe)

 

12. Le opere più importanti di Giovanni Verga, I malavoglia, Mastro-don Gesualdo, le raccolte di novelle Rusticane e Vita dei campi si inseriscono nella corrente europea del naturalismo. Indica, per punti, alcune idee guida del naturalismo in letteratura, i suoi collegamenti con la contemporanea riflessione artistica e filosofica e alcuni scrittori stranieri capofila di questa corrente.

(massimo 10 righe)

 

13. Spiega in che cosa consiste la poetica dell’impersonalità, che fu uno dei punti più caratteristici e originali della scrittura veristica.

(massimo 8 righe)

 

14. Spiega in estrema sintesi le idee e i presupposti culturali del movimento letterario che prende nome di Decadentismo, segnalando anche i suoi principali esponenti in Italia e in Europa.

(massimo 12 righe)

 

15. L’immagine emblematica della poetica di Giovanni Pascoli è quella del “fanciullino” che «piange e ride senza perché di cose che sfuggono ai nostri sensi e alla nostra ragione», che «rende tollerabile la felicità e la sventura, temperandole d’amaro e di dolce», che «adatta il nome della cosa più grande alla più piccola, e al contrario». Spiega il significato di questo simbolo così importante per la poesia pascoliana attraverso riferimenti a qualcuno dei suoi più noti componimenti.

(massimo 10 righe)

 

16. Attraverso riferimenti ad alcuni testi che hai letto di Myricae, spiega la fondamentale novità costituita dal linguaggio poetico di Pascoli rispetto alla lirica del secolo precedente.

(massimo 10 righe)

 

17. Attraverso precisi riferimenti alle opere, in particolare il Poema paradisiaco, le Laudi, Il piacere, il Trionfo della morte, segnala i motivi che riconducono Gabriele D’Annunzio al decadentismo europeo.

(massimo 10 righe)

 

18. Gabriele D’Annunzio fu, tra gli intellettuali italiani, uno dei più impegnati sul terreno politico e ideologico. Indica, riferendoti alle sue vicende biografiche e alla sua opera letteraria, i caratteri della sua ideologia e della sua azione.

(massimo 10 righe)

 

19. In pieno Risorgimento Francesco De Sanctis scrive la sua Storia della letteratura italiana che un critico (il Balduino) ha definito «la più alta e compiuta interpretazione della civiltà italiana». Spiega il senso di questa condivisibile affermazione, indicando come nella grande opera desanctisiana si integrino la dimensione letteraria e quella morale e politica.

(massimo 12 righe)

 

20. In Carducci si alternano motivi improntati a una poetica classicista e momenti di intonazione intimistica ed elegiaca. Indica alcuni testi esemplari di questo duplice orientamento carducciano.

(massimo 10 righe)

 

21. In un suo celebre scritto del 1908, L’Umorismo, Luigi Pirandello fornisce una chiave di lettura della sua opera, dicendola ispirata al “sentimento del contrario”, che dissolverebbe la realtà in elementi contraddittori e soggettivi. Documenta questa affermazione di poetica facendo preciso riferimento ad almeno un testo pirandelliano.

(massimo 10 righe)

 

22. Spiega, attraverso l’osservazione dei Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello, che cos’è il procedimento del “teatro nel teatro”.

(massimo 10 righe)

 

23. Una delle opposizioni più ricorrenti nei testi di Pirandello è quella tra “forma” e “vita”. Spiega che cosa l’autore intende con questa coppia di concetti e perché essi risultano opposti.

(massimo 10 righe)

 

24. A quali contemporanee esperienze europee possono essere accostati l’opera e il pensiero di Pirandello.

(massimo 10 righe)

 

25. Uno scrittore “di confine”, il triestino Italo Svevo, costruisce la sua opera principale, La coscienza di Zeno, attingendo alle recenti scoperte della psicoanalisi. Indica come questo interesse si riflette nella trama del romanzo.

(massimo 10 righe)

 

26. La narrativa della prima metà del Novecento appare popolata di veri e propri “anti-eroi”: personaggi sconfitti, dubbiosi, in profonda e insolubile crisi. Indica alcuni di questi anti-eroi contemporanei facendo riferimento sia alla letteratura italiana sia a quella straniera.

(massimo 10 righe)

 

27. Quali sono gli elementi che caratterizzano, dal punto di vista dei temi e della lingua, la narrativa del neorealismo?

(massimo 10 righe)

 

28. Momenti tra loro molto diversi hanno segnato la carriera narrativa di Italo Calvino. Indicane, facendo riferimento ad alcune opere, le tappe principali mettendo in evidenza i cambiamenti di temi, motivi e forme.

(massimo 10 righe)

29. Definisci brevemente il termine “crepuscolarismo”.

(massimo dieci righe)

 

DIVINA COMMEDIA

1. Un tema ampiamente sviluppato nel Paradiso è quello politico, del resto diffuso in tutto il poema. Individua almeno due episodi del Paradiso in cui si manifesta la concezione politica di Dante e spiegala attraverso il ricorso ai suoi personaggi e alle loro affermazioni.

(massimo 10 righe)

 

2. Spiega qual è la concezione provvidenzialistica della storia nel pensiero di Dante sulla base del canto VI del Paradiso.

(massimo 10 righe)

 

3. L’organizzazione del Paradiso, che non è un luogo fisico, e la collocazione delle anime beate non possono essere simili a quelle dell’Inferno e del Purgatorio. Spiega come Dante ha immaginato il regno dei beati e come può la sua “struttura” garantire l’itinerario del poeta verso i gradi più alti della perfezione.

(massimo 10 righe)

 

4. Nella Commedia, sono frequenti le profezie. Descrivi i contenuti di quella che è forse la più famosa del Paradiso, ospitata nel canto XVII, che ha come protagonista l’antenato Cacciaguida.

(massimo 10 righe)

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