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Schema di una unità didattica di lingua latina:

“Le proposizioni interrogative indirette”
 

 

Destinatari: classe 3^Liceo Scientifico

 

Tempi: 6 ore (2 ore di lezione frontale ed esercitazioni, 1 ora per verifica formativa, 

                         2 ore di  verifica sommativa, 1 ora per il recupero)

 

Obiettivi /Capacità /Competenze:

 

1.      Sviluppare la consapevolezza della peculiarità, delle affinità, delle diversità della struttura  linguistica della lingua latina e italiana.

 

§         Migliorare  la capacità di osservazione, di analisi e di confronto.

§         Saper individuare e comprendere in modo autonomo le principali strutture sintattiche della lingua latina, saperne riconoscere il valore e compararle correttamente con la lingua italiana.

 

2.      Leggere e comprendere un testo di media difficoltà in lingua latina.

 

§         Migliorare le capacità di analisi del testo e comprensione.

§         Saper individuare la struttura sintattica di un testo, comprenderne il significato complessivo ed esprimerlo correttamente in lingua italiana.

 

3.      Sviluppare un metodo di studio corretto ed efficace per l’assimilazione dei contenuti e la loro applicazione;

 

§         Migliorare la capacità di selezionare le informazioni acquisite in base alle richieste;

§         Migliorare le capacità espressive, espositive degli allievi grazie anche ad una maggiore conoscenza del lessico proprio della disciplina;

§         Saper applicare correttamente la regola studiata, saper individuare e controllare le variabili dovute ad un determinato contesto, destreggiandosi nel distinguere costruzioni simili tra loro.

 

 

Metodi:

 

§         Lezione frontale per illustrare teoria e regole della sintassi.

§         Osservazione guidata per mostrare, con opportuni esempi forniti dall’insegnante, l’applicazione delle regole e sollecitare gli allievi al riconoscimento di esse nel testo.

§         Esercitazione in classe di traduzione per verificare l’assimilazione dei contenuti.

§         Esercitazione a casa sul manuale adottato.

 

 

Strumenti:

 

§         Libro di testo (teoria / esercizi)

§         Fotocopia con esempi tratti da opere di Cicerone, per avvicinare i ragazzi alla traduzione di un autore che stanno affrontando in Letteratura e che tradurranno sia nelle versioni sul manuale sia in un’opera scelta per autori.

§         Vocabolario (in classe)

 

Prerequisiti (conoscenze):

 

Grammatica italiana:

 

Conoscenza della morfologia, in particolare:

§         i pronomi e gli aggettivi interrogativi (distinzione tra pronomi ed aggettivi)

§         avverbi interrogativi

§         tempi del modo indicativo e congiuntivo.

 

Conoscenza dell’Analisi del  Periodo;

§         coordinazione e subordinazione, forma implicita ed esplicita,

§         le principali subordinate, in particolare le interrogative dirette ed indirette (si insiste sulla capacità di distinguere un’interrogativa indiretta da un’altra sostantiva, quale ad esempio l’oggettiva e sull’uso dei modi verbali nel passaggio dall’interrogativa diretta all’indiretta).

§         uso corretto del modo congiuntivo nelle subordinate che lo richiedono.

 

 

Grammatica latina:

 

Conoscenza della morfologia, in particolare:

 

§         La declinazione e l’uso dei pronomi ed aggettivi interrogativi quis/quid, uter/utra/utrum e dei composti di quis (quisnam/ecquis/numquis?, di cui si ricorderà la possibile tmesi); completano il quadro gli aggettivi interrogativi qualis/e?, quot?, quantus/a/um?, quotus/a/um? , di cui si presume la conoscenza di significato ed uso. (programma della classe 1-2^)

§         Diatesi attiva/passiva del modo congiuntivo; conoscenza delle caratteristiche dei verbi deponenti. (programma della classe 1-2^)

§         Uso del pronome riflessivo e possessivo di 3^persona nelle proposizioni subordinate. (programma della classe 2^)

 

Conoscenza della sintassi del verbo e del periodo, in particolare:

 

§         Le interrogative dirette (già note, in modo essenziale, dalla classe 2^)

§         Le proposizioni sostantive (infinitive, con quod, con ut). (programma classe 2-3^)

§         Le proposizioni relative (in particolar modo l’uso del congiuntivo in esse). (programma 2^)

§         L’attrazione modale. (programma classe 3^)

§         Uso dei congiuntivi indipendenti. (programma classe 3^)

§         Consecutio temporum del congiuntivo. (programma classe 3^)

§         Costruzione di  dubito (accennata già dalla classe 2^)

 

 

Contenuti:

§         Le proposizioni interrogative indirette semplici;

§         Le proposizioni interrogative indirette disgiuntive;

§         Le proposizioni interrogative con espressioni di dubbio.

 

(in allegato schema dei contenuti delle lezioni)

 

Modalità di verifica:

 

§         prove formative (senza vocabolario):

- traduzione in classe, da parte di ogni allievo, di frasi scelte dal libro di testo con rilevazione delle costruzioni sintattiche incontrate;

- esecuzione di un test consistente in frasi in cui applicare le regole acquisite, riconoscere, analizzare e tradurre la costruzione delle proposizioni interrogative indirette, potenziando la conoscenza delle nozioni precedenti e del lessico.

§         prova sommativa (con vocabolario):

traduzione di un brano con questionario finale per far rilevare gli allievi i costrutti sintattici analizzati e motivare  le rispettive scelte di traduzione.

 

Criteri di valutazione:

prova formativa: il livello di sufficienza con il 2/3 di risposte corrette.

prova sommativa: il livello di sufficienza con sei errori gravi di sintassi (gli errori di lessico e gli errori morfologici verranno considerati secondo la loro gravità nel compromettere il significato della versione; quelli che non compromettono tale significato verranno contati mezzo errore.)

 

Recupero:

 

Per gli allievi che hanno dimostrato la non acquisizione dei contenuti e delle competenze in merito, è prevista una lezione di ripasso effettuato mediante la traduzione in classe di un brano simile a quello della verifica sommativa, con il commento guidato alle costruzioni sintattiche presenti, che serva da potenziamento anche ai compagni. L’insegnante fornirà, inoltre, una serie di frasi da eseguire a casa, scelte in base alle difficoltà incontrate dai ragazzi (ad esempio la non comprensione della consecutio temporum, la difficoltà nell’individuare la proposizione interrogativa e confusione con altre proposizioni, ad esempio relativa, la non conoscenza delle regole morfologiche sui pronomi e aggettivi interrogativi). A conclusione del recupero, i ragazzi che non abbiano ottenuto la sufficienza nel test e nella verifica di traduzione ripeteranno il test.
 

Schema dei contenuti delle lezioni:

 

1^ Lezione (frontale con esercitazioni)       tempo: 2 ore

 

Prima parte

Si prospetta ai ragazzi la trattazione delle proposizioni interrogative indirette, per le quali si sottolinea la necessità di distinguere in modo appropriato, la differenza tra interrogative dirette ed indirette e tra interrogative indirette e altre proposizioni sostantive, come si è già avuto modo di trattare negli anni scolastici precedenti. Per sicurezza si impegnano 10 minuti in un semplice esercizio di ripasso della sintassi del periodo in italiano che porti alla loro mente di che cosa si stia parlando e che precisi, inoltre, con esempi, la distinzione tra:

§         interrogativa reale (non lascia prevedere la risposta)

§         interrogativa retorica (la domanda indica già la risposta)

§         interrogativa semplice (verte su un concetto solo)

§         interrogativa disgiuntiva (verte su due o più concetti che si escludono tra loro)

 

Si prevede che il loro libro di esercizi offra delle frasi in italiano da tradurre in latino; l’insegnante può servirsi di queste per il ripasso delle interrogative indirette, ma, per un’esercitazione più mirata, potrà utilizzare un esercizio appositamente studiato per questo argomento, da far effettuare alla lavagna (una frase ad alcuni alunni) o individualmente, fornendo, ad ogni alunno, il testo fotocopiato.

ESERCIZIO 1 (si veda allegato)

 

Si enuncia, a questo punto, che la proposizione interrogativa indiretta, in latino, viene introdotta come l’interrogativa diretta; per agevolare il ricordo delle regole precedentemente studiate, si distribuisce ai ragazzi una fotocopia* dei seguenti esempi e si procede facendo loro osservare proposizioni in latino con traduzione italiana (prima esempi di interrogativa diretta, poi di interrogativa indiretta), sottolineando come entrambe le proposizioni possano essere introdotte da:

 

§         pronomi ed avverbi interrogativi

 

esempi:

 

Stipulatus es: ubi, quo die, quo tempore, quo presente? Quis spopondisse me dicit?

(CIC., Rosc. Com., 13)

Tu hai fatto la stipulazione: dove, in che giorno, in che tempo, alla presenza di chi? Chi dice che io mi sono impegnato?

 

 

Cur ista res digna odio est, nisi quod est turpis? (CIC., Fin.,2, 79)

Perché codesta cosa è odiosa, se non perché è immorale?

 

 

Quo recidat responsum tuum, non magnopere laboro. (CIC., Rosc. Com., 43)

Dove vada a parare la tua risposta, non mi preoccupa molto.

 

 

In his studiis laboribusque viventi non intellegitur quando obrepat senectus.

(CIC., Cat. M., 38)

Chi vive in queste occupazioni e attività non si accorge quando sopravviene la vecchiaia.

 

Si precisa ai ragazzi di fare attenzione ai connettivi QUOD / QUIA che introducono una causale ma non devono essere utilizzati nelle interrogative; sono CUR / QUARE / QUAMOBREM i connettivi che esprimono il significato di “perché?” 

 

*si preferisce utilizzare una serie di esempi non attingendoli dal libro di testo (che verrà utilizzato successivamente) per fornire ai ragazzi simultaneamente un esempio di interrogativa diretta e indiretta affinché possano essi stessi osservare le costruzioni. Gli esempi sono stati scelti da opere di Cicerone, autore che essi traducono già in classe.

§         particelle interrogative

 

nelle interrogative semplici (ne, num, nonne):

 

esempi:

 

Rectene interpretor sententiam tuam?

(CIC., Tusc., 3, 37)

Comprendo bene il tuo pensiero?

Risposta?

 

 

Animadverte, rectene hanc sententiam interpreter. (CIC., Fin., 2, 20)

Guarda se traduco bene questo pensiero.

 

 

Num eloquentiam Platonem superare possumus? (CIC., Tusc., I, 24)

Possiamo forse superare Platone in eloquenza?  (risposta?)

 

 

Quaero num possit aut contra imperatorem aut pro imperatore dici sine rei militaris usu.

(CIC., De or., I, 60)

Domando se si può parlare contro o in difesa di un generale senza pratica di cose militari.

 

 

Nonne ea praedixit, quae facta sunt?

(CIC., Div., 2, 114)

Non predisse forse quello che poi è avvenuto?

(risposta?)

 

 

Quaero a te nonne oppressam rem publicam putes, si tot tam facinerosi recepti sint.

(CIC., Phil., 12, 15)

Ti chiedo se non ritieni che sia la fine dello stato, nel caso in cui vengano accolti tanti e tali sovversivi.

 

 

nelle interrogative disgiuntive (utrum-ne / an-anne):

 

esempi:

 

Utrum ea vestra an nostra culpa est?

(CIC., Acad., 2, 95)

La colpa è vostra o nostra?

(utrum non viene espresso)

 

 

Custosne urbis an direptor et vexator esset Antonius? (CIC., Phil., 3, 27)

Custode della città o saccheggiatore ed aguzzino sarebbe Antonio? (ne non viene espresso)

 

 

Id utrum illi sentiant anne simulent, tu intelleges. (Cic., Att., 12, 31, 2)

Se siano sinceri o fingano, lo capirai tu.

(utrum viene espresso con il se)

 

 

Quaeri potest, is (numerus) unusne sit an duo an plures (Cic., Or., 179)

Ci si può chiedere se questo (ritmo) sia uno solo o siano due o più ancora. (ne viene espresso con il se)

 

 

Si ricorda agli alunni che il primo membro può non avere nessuna  particella nelle interrogative brevi ed antitetiche. Esempio:

 

Haec vera an falsa sunt? (CIC., Acad., 2, 95)

Queste affermazioni sono vere o false?

 

 

Hoc quaeramus, verum sit an falsum.

(CIC., Cluent., 124)

Cerchiamo se sia vero o falso.

 

Si ricorda agli alunni che se il secondo membro è negativo, è espresso con an non o necne.

 

esempi:

 

Sortietur an non? (CIC., Prov. Cons., 37)

Tirerà a sorte (la provincia) o no?

 

 

Sunt haec tua verba necne?

(CIC., Tusc., 3, 41)

Sono queste le tue parole o no?

 

 

Quaeritur primum sintne dei necne sint.

CIC., Nat. Deor., I, 61)

Si cerca in primo luogo se gli dei esistono o non esistano.

 

 

Redeat an non, nescio (PLAUT., Merc., 592)

Se torni o no, non lo so.

 

Si invitano, a questo punto, i ragazzi a prestare attenzione ai verbi che normalmente introducono una interrogativa indiretta; essi implicano il significato di “chiedere, cercare, dire, conoscere, comprendere, vedere, preoccuparsi di, importare” etc. (si possono fare i relativi esempi). Si sottolinea, però, che anche verbi come HAUD SCIO, NESCIO, DUBITO, DUBIUM EST, INCERTUM EST con il significato “non so se non”, “forse sì”, in latino vengono seguiti dall’interrogativa introdotta da an, mentre an non introduce la negazione con i medesimi verbi (non so se, forse no).

Per questo si richiama alla loro mente la costruzione analoga di dubito ne / ne non, che, in modo essenziale, essi conoscono già; si precisa che l’utilizzo di ne o num avviene quando il dubbio è assoluto, mentre l’uso di an / an non avviene quando il dubbio propende, rispettivamente, per il sì o per il no.

 

esempi:

 

Crudele gladiatorum spectaculum et inhumanum nonnullis videri solet, et haud scio an ita sit. (CIC., Tusc., 2, 41)

Lo spettacolo dei gladiatori suole sembrare ad alcuni crudele e disumano, e non so se non sia proprio così. (forse è proprio così)

 

 

Mea quidem sententia haud scio an nulla beatior possit esse. (CIC., Cat. M., 56)

A mio parere non so se ce ne possa essere (di vecchiaia) una più felice.

 

 

Dubitabam tu has litteras essesne accepturus. (CIC. Att., 15, 9, 2)

Ero incerto se avresti ricevuto questa lettera.

 

Seguendo gli esempi mostrati, gli alunni osservano che le interrogative dirette ed indirette hanno in comune i pronomi, aggettivi, avverbi e particelle che le introducono; li si porta ora ad osservare e riflettere sul fatto che la sostanziale differenza tra i due tipi di proposizione risiede nel modo verbale utilizzato. Essi possono ora osservare di nuovo le proposizioni concentrandosi sui i verbi opportunamente sottolineati.

 

Si  osserverà che i tempi seguono la consecutio temporum, di cui si ricorda la funzione, ossia indicare quale relazione temporale sia in atto tra principale e subordinata (contemporaneità, anteriorità, posteriorità). Si procede con un quadro riassuntivo alla lavagna dei tempi utilizzati in subordinate dipendenti di 1° grado da un verbo all’indicativo (i ragazzi sono sollecitati a comporre loro stessi il quadro che dovrebbero  già conoscere) ed all’osservazione degli esempi riportati sul loro libro di testo (teoria).

 

Seconda parte

 

Esercitazioni in classe; ad uno dopo l’altro viene assegnata una frase dal latino di cui deve eseguire l’analisi del periodo, il riconoscimento dell’interrogativa indiretta e la traduzione senza vocabolario,  con l’aiuto dei compagni e dell’insegnante per i termini non conosciuti. Si utilizza il libro di esercizi adottato; l’insegnante sceglie alcune frasi per tipologia di esercizio, in modo che sia chiara anche l’esecuzione dei compiti assegnati a casa. In particolare, si può insistere su frasi che contengano, oltre a proposizioni interrogative indirette, relative all’indicativo e al congiuntivo, sostantive con quod, proposizioni esclamative, per guidare i ragazzi al riconoscimento delle diverse costruzioni che li potrebbero trarre in inganno.

 

Compiti a casa: Esercizi di traduzione dal latino per ogni singolo argomento (frasi sull’interrogativa indiretta semplice, frasi sulla interrogativa indiretta disgiuntiva); una versione di ricapitolazione con presenza di interrogative indirette.

 

 

2^ Lezione (verifica formativa)       tempo: 1 ora

Gli allievi devono eseguire gli esercizi proposti in un test per loro preparato (si veda l’esempio in allegato):

1.      5 frasi da completare usando un pronome o aggettivo appropriato, precisando se si tratta di relativo o interrogativo.

2.      5 frasi in cui devono trasformare le proposizioni da dirette a indirette.

3.      5 frasi in cui, oltre a dare la traduzione, devono indicare se la risposta presunta è affermativa, negativa o incerta.

4.      5 frasi in cui devono scegliere la forma verbale corretta tra le due proposte.

 

 

3^ Lezione (verifica sommativa)       tempo: 2 ore

Traduzione di un brano (si veda allegato) con possibile questionario finale in cui gli allievi indichino i costrutti sintattici analizzati e motivino  le rispettive scelte di traduzione.

 

(allegato) PER GLI ALUNNI

 

ESERCIZIO 1

 

Riconosci e sottolinea, nelle seguenti frasi, le proposizioni interrogative indirette, evidenziando da cosa sono introdotte (pronome, aggettivo, avverbio):

1)      Indovina chi ho visto.

2)      Presto incontrerai chi ho visto ieri sera.

3)      Chi può prevedere che tempo farà?

4)      Prevedevo che avrei trovato troppo tardi quel che cercavo.

5)      Ditemi che è successo.

6)      Ditemi che non è successo nulla di grave!

7)      Ti riferiremo ciò che è successo ieri.

8)      Non sapevamo quale film proiettassero.

9)      Se fidarmi di quella persona o no proprio non saprei.

10)   Chi di voi due ha mentito, lo dichiari.

11)   Mi nascondeva che cosa aveva nell’animo.

12)   Ti farò sapere se vado incontro a Luca o lo aspetto qui.

 

Riconosci, nell’esercizio precedente quali altre proposizioni sono contenute e da cosa sono introdotte.

 

ESEMPI DI INTERROGATIVE

Osserva i seguenti periodi, riconosci in essi la proposizione interrogativa diretta ed osserva la costruzione dell’interrogativa indiretta. Cosa hanno in comune? Cosa le differenzia?

1)

Stipulatus es: ubi, quo die, quo tempore, quo presente? Quis spopondisse me dicit?

(CIC., Rosc. Com., 13)

Tu hai fatto la stipulazione: dove, in che giorno, in che tempo, alla presenza di chi? Chi dice che io mi sono impegnato?

 

 

Cur ista res digna odio est, nisi quod est turpis? (CIC., Fin.,2, 79)

Perché codesta cosa è odiosa, se non perché è immorale?

 

 

Quo recidat responsum tuum, non magnopere laboro. (CIC., Rosc. Com., 43)

Dove vada a parare la tua risposta, non mi preoccupa molto.

 

 

In his studiis laboribusque viventi non intellegitur quando obrepat senectus.

(CIC., Cat. M., 38)

Chi vive in queste occupazioni e attività non si accorge quando sopravviene la vecchiaia.

 

 

2)

Rectene interpretor sententiam tuam?

(CIC., Tusc., 3, 37)

Comprendo bene il tuo pensiero?

Risposta?

 

 

Animadverte, rectene hanc sententiam interpreter. (CIC., Fin., 2, 20)

Guarda se traduco bene questo pensiero.

 

 

Num eloquentiam Platonem superare possumus? (CIC., Tusc., I, 24)

Possiamo forse superare Platone in eloquenza?  (risposta?)

 

 

Quaero num possit aut contra imperatorem aut pro imperatore dici sine rei militaris usu.

(CIC., De or., I, 60)

Domando se si può parlare contro o in difesa di un generale senza pratica di cose militari.

 

 

Nonne ea praedixit, quae facta sunt?

(CIC., Div., 2, 114)

Non predisse forse quello che poi è avvenuto?

(risposta?)

 

 

Quaero a te nonne oppressam rem publicam putes, si tot tam facinerosi recepti sint.

(CIC., Phil., 12, 15)

Ti chiedo se non ritieni che sia la fine dello stato, nel caso in cui vengano accolti tanti e tali sovversivi.

 

3)

Utrum ea vestra an nostra culpa est?

(CIC., Acad., 2, 95)

La colpa è vostra o nostra?

(utrum non viene espresso)

 

 

Custosne urbis an direptor et vexator esset Antonius? (CIC., Phil., 3, 27)

Custode della città o saccheggiatore ed aguzzino sarebbe Antonio? (ne non viene espresso)

 

 

Id utrum illi sentiant anne simulent, tu intelleges. (Cic., Att., 12, 31, 2)

Se siano sinceri o fingano, lo capirai tu.

(utrum viene espresso con il se)

 

 

Quaeri potest, is (numerus) unusne sit an duo an plures (Cic., Or., 179)

Ci si può chiedere se questo (ritmo) sia uno solo o siano due o più ancora. (ne viene espresso con il se)

 

4)

Haec vera an falsa sunt? (CIC., Acad., 2, 95)

Queste affermazioni sono vere o false?

 

 

Hoc quaeramus, verum sit an falsum.

(CIC., Cluent., 124)

Cerchiamo se sia vero o falso.

 

5)

Sortietur an non? (CIC., Prov. Cons., 37)

Tirerà a sorte (la provincia) o no?

 

 

Sunt haec tua verba necne?

(CIC., Tusc., 3, 41)

Sono queste le tue parole o no?

 

 

Quaeritur primum sintne dei necne sint.

CIC., Nat. Deor., I, 61)

Si cerca in primo luogo se gli dei esistono o non esistano.

 

 

Redeat an non, nescio (PlAUT., Merc., 592)

Se torni o no, non lo so.

 

6)

Crudele gladiatorum spectaculum et inhumanum nonnullis videri solet, et haud scio an ita sit. (CIC., Tusc., 2, 41)

Lo spettacolo dei gladiatori suole sembrare ad alcuni crudele e disumano, e non so se non sia proprio così. (forse è proprio così)

 

 

Mea quidem sententia haud scio an nulla beatior possit esse. (CIC., Cat. M., 56)

A mio parere non so se ce ne possa essere (di vecchiaia) una più felice.

 

 

Dubitabam tu has litteras essesne accepturus. (CIC. Att., 15, 9, 2)

Ero incerto se avresti ricevuto questa lettera.

 

TEST DI LATINO: LE INTERROGATIVE INDIRETTE

 

Cognome e Nome…………………………………….……classe…………….data……………………

 

1. Completa le frasi usando un pronome o aggettivo appropriato, precisando se si tratta di  relativo (R) o interrogativo (I).

1)      …………………..animal sit, ignoro.                                                                                     R / I

2)      Mihi dixit ……………….sentiret.                                                                                           R / I

3)      Dicam ………………locis haec animalia reperiamus.                                                         R / I

4)      Mihi dixit …………………..sentiebat.                                                                                    R / I

5)      Haec sunt loca ………………………(abl.) maxime delector.                                              R / I

 

2. Trasforma le proposizioni da dirette a indirette:

1)      Quot legiones consul secum duxit?

Dic mihi …………………………………………………………………………………………………

2)      Uter consul exercitum ducet?

Nesciebam ……………………………………………………………………………………………..

3)      Marcusne domi manebit an apud Paulum veniet?

Ex te quaero …………………………………………………………………………………………...

4)      Cui prodest hoc bellum?

Nescio …………………………………………………………………………………………………..

5)      Num barbari a Romanorum consule profligati sunt?

Ex te quaesivi ………………………………………………………………………………………….

 

3.      Cancella, nelle seguenti frasi, la forma verbale errata:

1)      Quaero quid dixerunt / dixerint.

2)      Rogamus dolor malumne sit / esset.

3)      Tecum aperte, quod sentio / sentiam loquar.

4)      Non vides qualem nobis vitam rerum natura promisit / promiserit ?

5)      Ignorabam quid amisisses / amiseris.

4.      Traduci le seguenti frasi indicando se la risposta presunta è affermativa (A), negativa (N) o incerta (I).

1)      Ex te quaero nonne omnia paraveris.                                                                            A / N / I

…………………………………………………………………………………………………………..

2)      Dicere dubitavit num venturus esset.                                                                            A / N / I

…………………………………………………………………………………………………………..

3)      Haud scio an verum dicat.                                                                                             A / N / I

…………………………………………………………………………………………………………..

4)      Nesciet amicine simus.                                                                                                 A / N / I

…………………………………………………………………………………………………………..

5)      Rogamus num amicus amicum deserat (desero, abbandonare).                               A / N / I

…………………………………………………………………………………………………………..

 

 
 

 

 

 

 

 
 

                     Totale errori ……………

 

VERIFICA DI LATINO

 

Seneca quid de philosophia senserit ex eius libris, praecipue ex epistulis quas Lucilio scripsit, iudicare possumus. Putat enim philosophiae partes esse duas, quarum altera homines docet quid in terris agendum sit, altera quid agatur in caelo. Etenim qui philosophiae attente student errores suos discutiunt, caliginem vitae excedunt et ex tenebris eo perveniunt, unde lux hominum mentibus lucescit. Cum ergo secretiora philosophiae intravit, homo discit quae universi materia sit; quis auctor aut custos eius fuerit; quid sit deus, totusne in se tendat an etiam ad nos aliquando respiciat; faciat ille cotidie aliquid an semel omnia creaverit. De providentia quoque disputant philosophi: utrum deus mundo et hominibus provideat an beatam aetatem et securam, penitus a mortalibus seclusam, degat, omniaque in universo caeco casu fiant an voluntate divina vel mente quadam intelligenti et ratione praedita regantur.

 

 

Traduci e rispondi alle seguenti domande:

1)      quas Lucilio scripsit: di che proposizione si tratta?

2)      quid in terris agendum sit: di che proposizione si tratta? Quale altra costruzione riconosci all’interno di questa proposizione?

3)      totusne in se tendat an etiam ad nos aliquando respiciat: di che tipo di proposizione si tratta? Quali altri modi per tradurre tale tipo di proposizione conosci?

4)      fiant: che significato ha questo verbo in latino? Perché si trova qui nel modo congiuntivo?

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