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NARRAZIONE LINEARE ESERCIZIO 1a
Racconto il mio viaggio
per andare in vacanza
VIAGGIO DA MAGENTA
AD ARABBA
Il suono acuto della sveglia non riesce a svegliarmi.Sono le quattro del
mattino ed è l'ora fissata per la partenza.
Sempre così! Non un viaggio in un'ora più decente.
Al richiamo della sveglia si aggiunge la voce,più efficace, della mamma che
è già in piedi da mezz'ora (di solito è così ansiosa che nemmeno si
addormenta).
Io non faccio mai colazione prima di partire, ho
il tempo per vestirmi e prendere alcune piccole cose che mi serviranno per il
viaggio: il lettore CD, le caramelle, gli occhiali che tengo a portata di mano
ma so già che non metterò!
Papà ha messo le valigie in macchina la sera
prima. Ogni volta il rituale è lo stesso. Si sistemano le valigie più grandi
con calma e man mano che il bagagliaio si riempie e negli angoli non passa più
niente, vedi che i suoi occhi ballano ritmicamente dalla macchina alle borse a
terra, sperando che alcune spariscano per miracolo; le sue mani si muovono
nervosamente e dopo un po' io capisco che non è più il caso di stare ad
aiutarlo.
La preoccupazione della mamma al mattino è la sua
pastiglia per il mal d'auto, soprattutto da quando le ho rubato il posto
davanti in auto.
Fuori è buio. Si esce di casa senza far troppo
rumore e dopo che la mamma si è sistemata, circondata da altre borse, inizia
il nostro viaggio verso Arabba, fra le splendide montagne delle Dolomiti.
I semafori gialli occhieggiano alle poche auto di
vacanzieri o a qualche camionista.
In macchina sonnecchio un po', mentre sento la
mamma che con un ." Oh Dio", ogni volta ci informa di aver
dimenticato qualcosa.
Al casello ci accoglie un violento temporale. Il
cielo è così nero che sembra più buio di quando siamo partiti.
La colonna di auto aumenta, come pure il
nervosismo di tutti. Accendo la radio perché il silenzio che si è creato non
mi piace.
Lasciamo veloci il temporale e ci troviamo presto
al primo autogrill.
Io non ci vedo più dalla fame ed ecco che , come
da copione, non faccio in tempo a mettere un piede fuori dall'auto che la
mamma mi assale coi suoi consigli: "Prendi un cappuccino...o una
cioccolata...perché non mangi una brioche..?.Io so già che fra dieci minuti
addenterò un panino con la mortadella e chiederò una coca cola..non fredda!
L'aria intorno a noi è frizzante, il cielo più
terso con delle lunghe striature rosa. Ci avviciniamo alle montagne e i filari
di alberi di melo ci dicono a che punto siamo del viaggio.
Non posso stare un po' tranquillo in macchina
perché papà è contento se "osservo" il paesaggio,chiedo
informazioni ..o ascolto i suoi .."Ti ricordi?
Sogno i tornanti del passo Pordoi, i campi di
crocus, le tane delle marmotte che mi annunciano la vicinanza di Arabba.Sarà
bellissimo anche quest'anno fare passeggiate in mezzo ai boschi ricchi di
lussureggiante flora alpina e compiere escursioni alla ricerca di minerali e
di...camosci!
Il viaggio procede tranquillamente; non c'è molto
traffico. Incontriamo numerosi turisti tedeschi che alla guida di grandi
camper rallentano un po' la velocità di marcia degli altri veicoli, ma in
fondo non c'è fretta.
Mi sorge un dubbio: non sono sicuro di aver
portato il binocolo!
Quando intravedo il campanile della bianca
chiesetta di Arabba mi sento meglio e anche i miei genitori sono felici. E'
andato tutto bene e tra poco, se mi lasciano libero come "facchino",
potrò già fare una bella corsa fino alla seggiovia di Porta Vescovo. A
quest'ora i caprioli riposano al fresco sotto i cespugli di brugo.
VIAGGIO DA MAGENTA
AD ARABBA (CON L'INVERSIONE DEL RAPPORTO TRA ANDAMENTO DEL
TEMPO E ANDAMENTO DELLA SCRITTURA)
Il suono delle campane, puntuale alle sette , dà
il buon giorno agli abitanti e ai turisti di Arabba.
Nemmeno mezz'ora dopo sono con papà sul sentiero
che porta alla cima di Porta Vescovo.
Il cielo terso, l'aria fine, il silenzio sono i
primi sapori di questo soggiorno estivo fra le montagne dolomitiche.
Binocolo al collo andiamo alla scoperta dei
caprioli. Speriamo di essere fortunati.
Durante il viaggio ieri ho immaginato più volte
questo momento.
I discorsi di papà, le preoccupazioni della mamma
che un po' mi hanno innervosito sono dimenticati, tranne il panino con la
mortadella gustato all'autogrill e che mi piacerebbe avere qui anche ora.
Sul sentiero si incontrano parecchi turisti
tedeschi che salutano sempre gentilmente.
Com'è lontano il temporale che ci ha preoccupati
all' inzio del viaggio!
Il viaggio, già: tutto sommato è andato bene, a
parte la levataccia alle quattro di mattina.
La mamma ha superato senza nausea le curve del
Pordoi, grazie alla xamamina.
Era solo un po' scomoda fra tutte le borse che
aveva sistemato sul sedile dietro dove ormai l'ho relegata quando viaggiamo.
Il bagagliaio era strapieno è vero, ma almeno non
abbiamo dimenticato nulla, soprattutto i medicinali che sono l' ossessione
della mamma.
Non ha tutti i torti in verità perché ad Arabba
esiste una sola farmacia, aperta due ore al giorno ed io sono un
"cliente" un po' troppo affezionato!
Devo dire che nonostante i chilometri, il viaggio
non è stato monotono.
Nella seconda parte, sull'autostrada del Brennero,
le campagne ricche di meli e ciliegi sono uno spettacolo. Anche dall'auto si
respirava il profumo dei fiori e si immaginava l'ombra dei boschi.
Ora procedo con papà sul sentiero. Magenta,col
suo cielo grigio, i semafori e il traffico..è lontana.
POZZI Massimiliano
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