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Il sergente nella
neve
Mario Rigoni Stern
Relazione di
Francesco Dolci
RELAZIONE
DI NARRATIVA
su
un romanzo di Mario Rigoni Stern
DOLCI
Francesco
anno
scolastico 2000/2001

ANALISI DEL TESTO
NARRATIVO
IL TITOLO: Il Sergente
nella Neve
Il GENERE LETTERARIO:
Diario Autobiografico
L’AUTORE:
Mario Rigoni Stern
Mario Rigoni Stern, terzo di sette fratelli,
nasce il 1° novembre del 1921 ad Asiago, un piccolo paese dell’Altipiano dei
Sette Comuni nelle Prealpi venete, in provincia di Vicenza. La vita
giovanile è fatta di
scuola (sino alla terza avviamento
al lavoro), di letture, ma anche di giochi tra quei boschi e prati che avranno
tanta parte nei suoi
racconti.
Nel 1938, a diciassette anni, frequenta
volontario, la Scuola Militare Centrale d’Alpinismo d’Aosta, dove in breve
diviene caporale, caporalmaggiore e istruttore. Dopo l’entrata in guerra
dell’Italia, viene mandato presso diversi fronti e ottiene la promozione a
sergente. Con tale grado, dopo il trasferimento al Battaglione sciatori del
Monte Cervino, il 13 gennaio 1942 parte una prima volta per la Russia, da dove
rientra in primavera. Nella successiva estate è la volta del fronte del Don,
che raggiunge col grado di sergente maggiore del Battaglione Vestone, della
Tridentina. Dopo l’attacco delle forze sovietiche, ha inizio il lungo e
drammatico ripiegamento attraverso la steppa, culminato nella battaglia di
Nikolajewka (26 gennaio 1943).
Il rientro in Italia avviene nella primavera,
ma le disavventure non sono finite: viene catturato dai tedeschi. Inizia così
la sua odissea nei Lager, sino al 9 maggio 1945 ,quando può finalmente
ritornare a casa.
Rigoni Stern viene assunto
presso l’Ufficio imposte del catasto del suo stesso comune, Asiago, ove nel
1946 si sposa, e dove nasceranno i suoi tre figli.
Inizia a questo punto la seconda fase della
sua vita: quella di scrittore. Sottopone il suo primo scritti, che è una
rielaborazione di appunti presi durante la sua esperienza militare, a Vittorini,
che lo convoca a Milano.
Il lavoro di ripulitura procede per mesi e
giunge in porto nel 1953, quando “Il sergente nella neve, Ricordi della
ritirata di Russia” vede la luce presso Einaudi, accompagnato da una
presentazione dello stesso Vittorini,
Nove anni dopo esce sempre presso Einaudi “Il
bosco degli urogalli”, un volume nel quale l’autore raccoglie i racconti che
dal 1958 è venuto pubblicando su periodici. A scandire gli anni successivi sono
però ancora soprattutto pubblicazioni belliche (“Quota Albania”). Decide
poi di tornare in Russia sui luoghi del suo primo racconto (e pubblicherà
“Ritorno sul Don”). Ripeterà questa visita nel 1975, su invito
dell’agenzia di stampa sovietica Novosti.
A questo punto interviene una svolta anche
narrativa: incomincia a scrivere "piccole storie" di uomini come
“Storia di Tönle”, “Lavori di montagna”, “Uomini, boschi e api”,
“L’anno della vittoria” (1985), “Amore di confine” (1986), “Il libro
degli animali” (1990), “Arboreto salvatico” (1991); , “Le stagioni di
Giacomo” (1995) e “Sentieri sotto la neve” (1998).
CONTESTUALIZZARE
Rapportare
il testo all’autore
Il
libro consiste in un’esperienza diretta dell’autore che racconta di sé e
dei suoi compagni alpini: grazie a questo testo si possono ricavare molti
elementi sulla vita e sulle idee di Mario Rigoni Stern.
Nei
dialoghi compare spesso la montagna, in particolare l’altopiano di Asiago, che
suscita contemporaneamente due stati d’animo: la pace che rievoca ma anche la
nostalgia e la paura di non poter ritornare a casa. Questo testimonia che
l’autore è particolarmente legato al suo paese e ai suoi familiari.
Durante
il racconto Mario Rigoni Stern compie molte riflessioni sulla guerra, che viene
vista come elemento inutile di odio. Infatti una delle vicende che hanno
intaccato maggiormente l’animo dell’autore è stato l’incontro in un isba
con alcuni soldati russi, che soffrivano come lui la fame e il freddo. Questi
hanno diviso il cibo con la famiglia che occupava l’abitazione in un clima di
pace e serenità.
-Collocare il testo nell’epoca in cui è
stato composto
Il
libro è stato scritto nell’inverno del 1944 mentre si trovava prigioniero in
un lager tedesco.
E’
uno dei racconti più significativi sulla tragica ritirata degli alpini dalla
Russia, avvenuta tra la fine del 1942 e l’inizio del 1943. E’ stato scritto
per ricordare i numerosissimi soldati caduti e le sofferenze dei sopravvissuti.
-Inserire il testo nell’ambito dei movimenti
culturali della sua epoca
Nell’immediato
dopoguerra erano molto frequenti racconti che riguardavano le vicende legate
alla II Guerra Mondiale. Molto spesso, però erano narrazioni che presentavano i
soldati come eroi e le battaglie in modo enfatico. Questo racconto, è stato
scritto un anno dopo la vicenda, quindi il ricordo era ancora vivo. L’autore
ha scelto di presentare i fatti senza manipolarli, senza enfatizzarli o renderli
eroici. Grazie a questo stile , ”Il Sergente nella Neve” è stata l’opera
sulla II Guerra Mondiale che ha ottenuto più successo in Italia.
-Confrontare
il testo con altri testi dello stesso autore e di altri autori
A
scuola ho letto un altro brano di Mario Rigoni Stern (“Vecchia America”
tratto dalla raccolta “Il Bosco degli Urogalli”) e ho trovato diversi
elementi in comune. I temi e i motivi della narrativa di Mario Rigoni Stern sono
infatti tutti strettamente collegati.
In tutti e due i casi ho potuto notare come la nostalgia di casa e la guerra
abbiano giocato un ruolo importante.
Mi
risulta spontaneo associare questo racconto con “Niente di Nuovo dal Fronte
Occidentale” di Erich Maria Remarque, anche se si riferisce alla I Guerra
Mondiale. Anch’egli ha vissuto in prima persona le vicende della guerra:
descrive gli orrori che provoca e i sentimenti che accomunano i soldati anche se
nemici.
Un
altro autore con il quale mi risulta immediato un confronto, pur essendo un
poeta, è Giuseppe Ungaretti, che come Mario Rigoni Stern ha vissuto in prima
persona la guerra. Le sue poesie rievocano il dolore, la distruzione, la paura,
ma soprattutto il senso di precarietà del soldato: “Si sta come d’autunno
sugli alberi le foglie”(“Soldati”, 1918).
COMPRENDI
IL TESTO
Individua le sequenze
-
Parte
degli alpini italiani ingaggiati per la campagna di Russia sono impegnati nella
resistenza contro i nemici in un caposaldo sulle rive del Don.
-
I
soldati riescono a portare avanti la loro missione tra mille difficoltà e in un
clima molto teso.
-
Improvvisamente
corrono il rischio di un accerchiamento e giunge l’ordine di abbandonare le
postazioni.
-
La ritirata tra le steppe
russe risulta colma di pericoli: i soldati devono sopportare la fame, il freddo
e il vento. Inoltre è probabile in ogni momento l’ attacco da parte dei
Russi. Gli uomini sono lasciati allo sbaraglio e si trascinano di chilometro in
chilometro, di villaggio in villaggio per sfuggire alla morte
-
Gli
Alpini, ormai stremati, riescono a rompere l’accerchiamento e a salvare molte
vite umane, comprese quelle dei soldati ungheresi e tedeschi, che si sono uniti
a loro.
-
I
fuggitivi giungono ad un accampamento, dove possono stare al sicuro. La strada
per arrivare a casa è ancora molto lunga, ma la primavera dà loro un po’ di
serenità.
Individua la
struttura
-
Resistenza del caposaldo
sulle rive del Don.
-
Arrivo dell’ordine di
ritirata.
-
Marcia attraverso le
steppe russe, convivendo con il freddo e la fame, per rompere l’accerchiamento
dei nemici.
-
Raggiungimento dello scopo
attraverso il sacrificio di molte vite.
PERSONAGGI
Stabilisci se il
personaggio è credibile
Il protagonista è
credibile perché reale, infatti coincide con l’autore. E’ un soldato che,
come tanti altri, ha dovuto sopportare paura, nostalgia, fame e stanchezza, con
un grande coraggio.
Stabilisci come viene
presentato il personaggio
Il protagonista si
presenta da sé, ma non fornisce una dettagliata descrizione. Emerge
principalmente l’aspetto interiore, che va scoperto interpretando in
monologhi, i pensieri e i dialoghi.
Non compare la descrizione
dell’aspetto esteriore perché l’autore-protagonista non ha modo di
guardarsi. Gli unici elementi si possono estrapolare da aggettivi che compaiono
sporadicamente. L’unica brevissima descrizione di sé si legge alla fine del
racconto quando, giunto all’accampamento, si può specchiare e scopre allora
quanto la guerra abbia cambiato il suo aspetto.
Anche il carattere subisce
un notevole cambiamento nel corso dell’esperienza in Russia e l’autore
ammette di essersi indurito e aver perso sensibilità.
Analizza la
caratterizzazione
L’aspetto sia fisico che
interiore cambia con il proseguire della ritirata, dando vita al fenomeno della
caratterizzazione. Per quanto riguarda la tecnica utilizzata, si possono
rintracciare due modalità: quella diretta e quella indiretta. La prima viene
adoperata soprattutto per l’aspetto fisico, la seconda per il carattere, il
cui cambiamento deve essere estrapolato dalle vicende.
Per quanto riguarda invece
la tipologia, Mario Rigoni Stern subisce un’evoluzione di tipo psicologico e
fisico. Ambedue i cambiamenti sono dettati dalla guerra.
Analizza il rapporto
personaggio-autore
Il protagonista coincide
con l’autore, trattandosi di un diario autobiografico.
Individua il
ruolo-funzione dei personaggi
1 - Mario Rigoni Stern: (personaggio principale)
è il protagonista-narratore-autore del libro che racconta le sue vicende
durante la campagna di Russia.
2 - Gli Alpini (personaggi secondari)
sono figure semplice e schiette di montanari, compiono il proprio dovere senza
recriminazioni. Hanno bisogno di poco per vivere e sanno anche ridere delle
proprie disgrazie. Marangoni, Meshini, Bodei, Giuanin, Moreschi, Tourn,
Antonelli, per citarne alcuni, sono personaggi che entrano nell'animo con
immediatezza. Svolgono la funzione di aiutanti. Accanto ai soldati, ci
sono gli ufficiali: i tenenti Cenci, Sarpi e Moscioni, il capitano Beppo.
Anch'essi uomini veri, che vivono le fatiche, le ansie, le emozioni dei loro
alpini. Sono i destinatori. Nell’ultima parte del libro gli Alpini si trasformano in destinatari
perché riescono a rompere l’accerchiamento di Russi.
3 - I Russi (personaggi secondari)
sono figure che a prima vista possono sembrare crudeli e senza cuore. Sono anche
loro gente semplice, capace di affrontare il pericolo con coraggio, sono antagonisti
solo perché devono difendere la loro patria, che è un paese nemico.
4 - Le famiglie russe (comparse) sono le persone
che ospitano gli Alpini nelle loro isbe durante la notte. Offrono loro un posto
dove dormire e cibo. Appartengono al popolo nemico ma sono aiutanti.
TEMPO
Individua l’epoca
storica
Il fatto narrato è
realmente accaduto durante la II Guerra Mondiale, precisamente tra la fine del
1942 e l’inizio del 1943.
In
questo periodo l’Armata Italiana in Russia (ARMIR) era stanziata sulla linea
del fiume Don. I Russi riuscirono, dopo la difesa di Stalingrado, a sfondare i
capisaldi rumeni, che si ritirarono, seguiti dai Tedeschi e dalle truppe
alleate. Rimangono sulle rive del Don il corpo degli Alpini, le truppe ungheresi
e parte di quelle tedesche. Il 14 gennaio 1943 rimangono soli sul Don gli
Alpini, che, con le ali scoperte, rischiano l’accerchiamento. Il 17 gennaio
arriva anche per loro l’ordine di ritirarsi e alla divisione Tridentina viene
affidato l’ordine di aprire la strada alla colonna. Il 30 gennaio, dopo la
battaglia di Nikolaevka, il pericolo di accerchiamento, si può considerare
scongiurato, ma si calcola che l’80% degli Alpini sia andato perduto.
Individua la durata della
storia
La storia ha una durata di
circa 3 mesi.
La durata narrativa ha una
lunghezza minore rispetto a quella reale. Mario Rigoni Stern utilizza diverse
tecniche: l’analisi –usata durante le riflessioni del protagonista- ,
la scena –che immerge il lettore nei dialoghi tra i personaggi- , il sommario-
utilizzato per riassumere parte della ritirata o della resistenza nel caposaldo.
Individua l’ordine
cronologico
Trattandosi di un diario
le vicende sono narrate in ordine lineare. Molto rari sono i flash-back.
Individua la distanza
narrativa
I fatti vengono narrati un
anno dopo l’accaduto, quindi il ricordo è ancora chiaro e fresco.
SPAZIO
Lo
spazio è reale e consiste nella prima parte nel caposaldo in un villaggio di
pescatori sulla riva del Don, poi nell’interminabile e monotona steppa Russa.
Questa rispecchia anche lo stato d’animo degli alpini, stanchi, affamati,
infreddoliti. In questo inferno, però sorgono dei piccoli villaggi, dove si può
trovare riparo e un po’ di caldo. Le isbe vengono presentate come piccole e
accoglienti e si respira un aria allegra, di riposo dopo interminabili fatiche.
NARRATORE
E PUNTO DI VISTA
In questo romanzo
narratore, protagonista ed autore corrispondono.
Mario
Rigoni Stern svolge la funzione
di narratore interno perché racconta i suoi
ricordi. La narrazione è infatti in prima persona singolare e presenta
fatti visti attraverso gli occhi di un uomo comune che deve lottare per
sopravvivere, che deve sopportare fame, freddo, nostalgia e la perdita di molti
amici. Il punto di vista può essere considerato a focalizzazione interna
perché il narratore è il protagonista e, di conseguenza, conosce e può
raccontare solo quello che vede con i suoi occhi.
Per
riferire i discorsi dei personaggi viene utilizzato il discorso diretto
libero, durante il quale il narratore riferisce tra virgolette le loro
parole o, in misura minore, il discorso
indiretto.
Per
quanto riguarda i pensieri, essi vengono comunicati principalmente in forma
indiretta; sono molto frequenti anche il soliloquio o il flusso di
coscienza. Questi ultimi esprimono i pensieri di Mario Rigoni Stern quando
compie riflessioni di un certo spessore, o raramente quando gli ritornano in
mente particolari episodi.
LINGUA
E STILE
Il lessico adoperato è
molto semplice, ma è l’ideale per questo genere di racconto. E’ frequente
l’utilizzo di termini dialettali e di origine militare. Si nota un po’ il
contrasto tra la semplicità del dialetto, che suscita bei ricordi e una sensazione di pace, e i nomi di armi e battaglioni, che riportano
l’attenzione sulla guerra e su tutto ciò che provoca.
INTERPRETARE
Quanto è originale il
testo?
L’originalità del testo sta principalmente nel modo in cui
l’autore presenta i fatti, senza eroismo e retorica.
Quanto è attuale?
Il tema della guerra è
sempre attuale, perché purtroppo le guerre accompagnano ancora la storia
dell’uomo continuando a mietere vittime.
Quali tematiche affronta?
In che modo?
Il testo affronta la
tematica della guerra e della distruzione che porta appresso,distruzione che
consiste sia nella morte fisica della persona, sia nel ferimento del suo animo.
Questi aspetti si sviluppano attraverso le riflessioni del protagonista, ma
soprattutto attraverso le scene di disperazione che l’autore descrive, senza
filtrare gli aspetti più drammatici.
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