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Lo scudo di Talos
RELAZIONE
DI NARRATIVA
su un romanzo di VALERIO MASSIMO MANFREDIDOLCI Francescoanno
scolastico 2000/2001
ANALISI DEL TESTO NARRATIVO
IDENTIFICA IL TESTO
L’AUTORE:
Valerio Massimo Manfredi
Valerio Massimo Manfredi e' nato nel 1943. Vive e lavora
nella sua casa di campagna a Piumazzo di Castelfranco Emilia (Modena). Laureato
in Lettere Classiche e' specializzato in topografia del mondo antico. Ha preso
parte a varie campagne di scavi archeologici in Italia e all'estero ed ha
insegnato all'Università Cattolica di Milano, all'Università di Venezia, alla
Loyola University di Chicago e all'Ecole Pratique des Hautes Etudes della
Sorbona. In sede scientifica ha tradotto e commentato l'Anabasi di Senofonte ed
ha pubblicato numerosi saggi fra cui “La strada dei Diecimila” (1986),
“Gli etruschi in Val Padana” (con L. Malnati, 1991), “Mare greco” (con
L. Braccesi, 1992), “Le isole fortunate” (1993). Come antichista collabora a
"Panorama" e al "Messaggero".
TITOLO:
Lo Scudo di Talos
GENERE
LETTERARIO: romanzo storico
COMPRENDI IL TESTO
Individua
le sequenze
1.
Talos, bambino spartano di famiglia
nobile, nasce storpio e il padre Aristarchos lo abbandona nel Taigeto
separandolo anche dalla madre e dal fratello Brithos.
2.
Talos viene trovato da Kritolaos
vecchio pastore ilota che decide di prendersene cura;
3.
per proteggere una sua giovane
amica, Talos, si scontra con Brithos e i suoi compagni. I due ragazzi, che non
sanno di essere fratelli cominciano ad intuire la loro parentela.
4.
Brithos, diventato intanto un nobile
guerriero, sceglie Talos come scudiero ed insieme partecipano alla campagnia
delle Termopili.
5.
I due, aiutati anche da un altro
uomo, Karas, partecipano alla battaglia di Platea, durante la quale Brithos
muore. Talos scopre le sue vere origini.
6.
Scopre che il suo vero nome è
Kleidemos e conosce la madre.
7.
Partecipa a numerose battaglie sotto
il comando di re Pausania, che, come si scoprirà in seguito,è un traditore.
8.
Kleidemos, ricordando gli
insegnamenti di Kritholaos decide di aiutare gli Iloti a riconquistare la libertà
e ricostruisce la città Ithome. 9. Kleidemos muore in battaglia ma gli Iloti raggiungono il loro obiettivo anche grazie all’aiuto degli Ateniesi.
Riassumi
Kleidemos,
figlio di Aristarkos, nasce con un piedino rattrappito. La legge di Sparta
prevede che debba essere abbandonato sul monte Taigeto. Kleidemos però viene
trovato da un vecchio pastore, che
se ne occupa facendolo crescere tra gli Iloti. I due figli di Aristorcliors
iniziano due vite differenti: per Brithos si delinea una vita nobile, mentre per
Talos (Kleidemos), così fu chiamato da Kristolaos, una vita da pastore. Più
tardi, quando Brithos aggredisce Antinea, la contadina di cui Talos si è
innamorato, i due ragazzi si scontrano senza sapere di essere fratelli; Brithos
lo prenderà subito come suo scudiero nell’ esercito. Sul campo di battaglia a
Platea, Brithos muore gloriosamente svelandogli le sue vere origini. Kleidemos rimane turbato dalla verità
e vuole subito conoscere la madre naturale, che morirà nelle sue braccia.
Kleidemos, eroe forte e valoroso, partecipa a varie battaglie sotto al comando
del re Pausania. In un clima rovente in cui si sospetta un tradimento a
svantaggio dei Greci, Kleidemos continua a dare prova di coraggio e lealtà. A
Sparta muore il re Pausania che si scopre essere il traditore.
Ma proprio quando potrebbe
raccogliere i risultati del suo valore Kleidemos scompare. Il suo più caro
amico, Karas, si mette alla sua ricerca fino a che si imbatte in un lupo che lo
conduce vicino alla sua tana dove rinviene l'armatura e lo scudo dell'eroe. STRUTTURA-TIPO DEL TESTO NARRATIVOSITUAZIONE INIZIALE:
Talos viene abbandonato e cresciuto da Kritolaos, un
Ilota. Brithos viene invece allevato da nobili.
ROTTURA DELL’EQUILIBRIO INIZIALE:
In conseguenza di una lite scoppia
l’odio tra i due fratelli. EVOLUZIONE DELLA VICENDA
I due diventano successivamente amici.
Partecipano alla battaglia delle Termopili
ma si salvano dallo sterminio perché inviati come messaggeri. Brithos si uccide. RICOMPOSIZIONE DELL’EQUILIBRIO:
Talos diventa nobile e soldato. SITUAZIONE FINALE:
Talos combatte con gli Iloti contro gli
Spartiati per la libertà del suo
popolo.
PERSONAGGI
Stabilisci
se il personaggio è credibile:
Il
personaggio, in relazione al periodo storico in cui è ambientata la vicenda e
nell’insieme dei suoi tratti caratteristici, è credibile, ma solo fino a che
non si intuisce che si è trasformato in un lupo.
Stabilisci come viene presentato il personaggio
Talos,
il personaggio principale, viene presentato all’inizio del libro dal
narratore, ma non viene fornita una descrizione molto particolareggiata: viene
delineato solamente un elemento che permette di giustificare il succedersi di
determinati eventi: il piedino rattrappito. Gli altri aspetti fisici si possono
ricavare dalle brevi descrizioni che sono inserite nelle pagine seguenti,
durante narrazione. Siccome la vicenda si svolge in un ampio lasso di tempo,
alcune brevi sequenze descrittive sottolineano lo scandirsi della vita di Talos.
Per quanto riguarda il carattere, esso non viene descritto, ma è facilmente
intuibile dal suo comportamento. Come per l’aspetto fisico, anche il carattere
è in evoluzione e questo percorso è facilmente seguibile.
Analizza la caratterizzazione
La
costruzione del protagonista Talos si perfeziona durante tutta la durata della
vicenda, dando vita al fenomeno della caratterizzazione. Per quanto riguarda la
tecnica utilizzata, si possono rintracciare due modalità: quella diretta e
quella indiretta. La prima viene adoperata soprattutto per l’aspetto fisico,
la seconda per il carattere, il cui cambiamento deve essere estrapolato dalle
vicende. Per quanto riguarda invece la tipologia, Talos subisce un’evoluzione di tipo psicologico, sociale e fisico.
Analizza il rapporto personaggio-autore
Non
c’è quasi alcun nesso tra l’autore e il personaggio del romanzo perché
quest’ultimo è molto lontano dall’epoca dello scrittore. L’unico punto di
contatto è riconoscibile nell’amore dello scrittore per la storia, in
particolare per il periodo in cui è ambientata la vicenda del suo eroe.
Descrivi i personaggi
Talos / Kleidemos - Occhi e capelli neri, corporatura snella e
slanciata nonostante la sua malformazione al piede. Kritolaos, che lo alleva col
nome di Talos, lo definisce "mente pronta e cuore generoso". Antinea e
Brithos lo elogiano per la sua generosità e il suo coraggio. Pausanias, che lo
ha seguito in guerra, sottolinea la scarsa malleabilità del carattere e la
predisposizione al comando. Kleidemos era il nome datogli dalla sua famiglia
natale.
Kritolaos
– Appartiene al popolo degli Iloti. E' contraddistinto dalle canizie e dalle
mani nodose. Secondo Talos è l'uomo più saggio del mondo. Vive sul monte ed è
considerato il nonno di Talos, mentre la figlia è considerata la madre. Questa
ha gli occhi grigi e la testa reclinata. Può essere considerata la
personificazione della dedizione e dell'umiltà.
Brithos
- Viene descritto solo come un grande guerriero. Nella prima parte del testo
tenta di uccidere Talos, ma qualcosa lo ferma. Solo in seguito scoprirà che
Talos, al suo servizio in guerra, è suo fratello.
Karas
- E' l'amico migliore di Talos dopo la morte di Kritolaos. Di lui non si sa
molto, solo che è un omaccione che pur di difendere il suo popolo subisce
l'accecamento di un occhio.
Antinea
- E' l'unica donna amata da Talos. Nonostante abbia girato molto per seguire il
suo padrone, non ha mai dimenticato Talos come lui non ha mai dimenticato lei.
Ha occhi verdi e corpo snello. Rappresenta la giovinezza e l'amore.
Individua
il ruolo- funzione dei personaggi
Talos (personaggio principale) è il protagonista e tutto il romanzo si basa sulle sue vicende ed imprese. Brithos(personaggio principale) è il fratello di Talos. Questi durante la vicenda subisce una radicale trasformazione da antagonista ad aiutante-oggetto.
Kritolaos
(personaggio principale) è il contadino ilota che si prende cura di
Talos dopo
il suo abbandono. Svolge una funzione di aiutante nei confronti di del
protagonista perché lo alleva e lo educa. E’ anche il destinatore che
propone al ragazzo uno scopo da raggiungere: la liberazione degli Iloti. Karas(personaggio secondario ed aiutante) è un ilota che aiuta Talos dopo la morte del padre adottivo. Antinea(personaggio secondario) è la giovane contadina ilota della quale Talos si innamora. Ha la funzione di aiutante nei confronti di Talos, ma si trasforma in oggetto che giustifica determinati comportamenti di Talos. Laghas (personaggio secondario) è un giovane servo che vive a Creta. Egli è un altro aiutante di Talos.
Aristarchos(
personaggio secondario) è il padre di Talos e rappresenta la nobiltà spartana,
mette le leggi della polis davanti all’amore del proprio figlio. Nella
battaglia delle Termopili si rivela comunque valoroso e coraggioso.
Pausania
( Personaggio secondario) è il re spartano che si rivela traditore dei suoi
concittadini. E’ lui che fa conoscere a Talos le sue vere origini.
Philippides (comparsa) è un atleta Ateniese che porta a Sparta la notizia dell’invasione dei Persiani. Aghias (comparsa) è l’amico di Brithos che si è tolto la vita dopo essere sopravvissuto alla battaglia di Platea. Come Brithos fu accusato di codardia e non riuscì a reggere le accuse.
(ELEMENTO
ANTAGONISTA):
Le leggi di Sparta sono gli elementi che danno luogo alle vicende più importanti: l’abbandono di Talos, la morte di Brithos (per un codice di onore), la rivolta degli Iloti. Queste svolgono la funzione di antagonista.
TEMPO
Individua
l’epoca storica
La
vicenda si svolge in un’epoca storica ben precisa e reale: il periodo che va
dalla I Guerra Persiana alla II e cioè gli anni che si aggirano attorno al
490-470 a.C. In
questo periodo la Grecia è frammentata in una miriade di città-stato,
le polis, che si sono alleate per far fronte all’invasione dei Persiani.
Sparta è governata da un regime aristocratico e la popolazione è divisa in 3
classi: gli Spartiati (i nobili), i Perieci, e gli Iloti (gli schiavi). Il
potere è esercitato principalmente dagli Spartiati, che si riuniscono in
un’assemblea e da 2 re. Il potere di questi due organi, che sono spesso
nominati, è ben delineato nel racconto. Sparta era in contrasto con Atene che invece adottava un governo più democratico. Questo spiega anche la fragilità dell’alleanza tra le due polis.
Nel
romanzo si può individuare una serie di riferimenti storici molto importanti,
nell’intreccio dei quali l’autore ha tessuto la vicenda di Talos. Questo
aspetto conferisce al libro un sapore particolare: sembra che la vicenda si
accaduta realmente.
Individua
la durata della storia
La
durata della storia coincide con quella della vita di Talos, che si aggira
attorno ai 30-40 anni.
La
durata narrativa ha una lunghezza minore rispetto a quella reale. Valerio
Massimo Manfredi utilizza diverse tecniche: l’analisi –usata durante le
riflessioni del protagonista- , la scena –che immerge il lettore nei dialoghi
tra i personaggi- , l’ellissi –adoperata all’inizio della vicenda quando
viene tralasciata la descrizione di parte dell’adolescenza di Talos-, e il
sommario –che riassume soprattutto avvenimenti storici.
La
varietà di tecniche è uno dei tanti aspetti che danno vivacità al romanzo.
Individua
l’ordine cronologico
Le vicende sono narrate in ordine lineare, eccettuati alcuni flash-back. Essi riportano il lettore indietro nella vita del protagonista esaltando soprattutto i particolari come lo sguardo di Brithos, gli occhi di Antinea o il dicorso di Kritolaos quando gli mostra le armi maledette. E’ rilevante questa tecnica anche quando Talos ricorda la profezia della Perialla.
NARRATORE E PUNTO DI VISTA
In questo romanzo narratore ed autore corrispondono. Valerio Massimo Manfredi svolge la funzione di narratore esterno occulto. La narrazione è infatti in terza persona singolare e si limita a presentare i fatti così come si sono svolti. L’autore non rivela la sua funzione e non interviene per fornire spiegazioni o sollecitare riflessioni: appare estraneo alla vicenda. Il punto di vista può anche essere considerato a focalizzazione zero perché il narratore è onnisciente, cioè sa tutto, anche ciò che sta avvenendo in luoghi lontani da quelli in cui si svolge l’azione. Conosce anche i diversi punti di vista dei vari personaggi. Per riferire i discorsi dei personaggi viene utilizzato il discorso diretto libero, durante il quale il narratore riferisce tra virgolette le loro parole. Viene usato solo in misura minore il discorso indiretto. Per quanto riguarda i pensieri, essi vengono comunicati principalmente in forma indiretta e qualche volta è presente anche il soliloquio o il flusso di coscienza. Questi ultimi esprimono i pensieri di Talos quando compie riflessioni di un certo spessore, o quando gli vengono in mente particolari episodi.
LINGUA E STILE
Il lessico adoperato è semplice ma appropriato ed è l’ideale per questo genere di romanzo. E’ frequente l’utilizzo di termini di origine greca per calare il lettore nell’epoca di svolgimento dei fatti. Il tipo di linguaggio cambia poi da personaggio a personaggio variando da quello del rozzo contadino ilota a quello dei nobili spartani.
CONTESTUALIZZARE
Valerio Massimo Manfredi è un
autore vivente e le sue opere sono quindi da inserire nel panorama letterario
contemporaneo.
INTERPRETARE
Quanto
è originale il testo?
L’originalità
del testo sta principalmente nella manipolazione di fatti storici reali
inserendo personaggi di fantasia
Quanto è attuale?La vicenda pur essendo ambientata in una situazione culturale molto lontana nel tempo conserva alcuni aspetti ancora attuali: la paura delle deformità, l’eroismo, i legami di sangue, gli affetti, il tradimento.
Quali tematiche affronta? In che modo?Le principali tematiche affrontate sono la nobiltà di sentimenti, l’onore, la gloria, il sacrificio umano, il coraggio. Questi aspetti si sviluppano attraverso l’azione, il pensiero e i dialoghi.
CONFRONTARE
CON ALTRI TESTI
Di
altri autori
L’autore con il quale mi risulta immediato un confronto è Omero del quale ho letto la versione romanzata e alcuni brani originali dell’Odissea e dell’Iliade. Vengono
narrate gesta, imprese che, come per lo “Scudo di Talos”, sono risultato dei
valori tipici dei personaggi di racconti epici. Lo stesso racconto di Manfredi può essere letto come un piccolo poema epico romanzato. DOLCI Francesco
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