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STATISTICHE GEOGRAFIA I
file sottoelencati
contengono i dati statistici relativi alle regioni del mondo considerate nel
volume, cui si aggiungono quelli relativi all’Europa. Accanto a ogni serie
di dati, si trovano i confronti con la media mondiale, la media dei paesi
industrializzati e con quella dei Paesi in via di sviluppo (Pvs). 3
Europa
Il
file 13 MONDO
contiene i dati statistici relativi a tutti i paesi del mondo, ordinati
alfabeticamente. Che
cosa contengono i file 1 – 12
I
dati statistici che compaiono nelle tabelle sono suddivisi in tre sezioni: Popolazione
e territorio, Economia, Sviluppo umano. Data la diversità della situazione economica e
sociale che devono rappresentare, vi sono alcune differenze tra i dati forniti
per i Pvs e i paesi industrializzati. Per l'Italia, ad esempio, ha poco senso
indicare la percentuale della popolazione che dispone di acqua potabile, perché
ce l'hanno tutti o quasi. Nelle campagne di molti Pvs invece l'acqua potabile
(non l'acqua corrente in casa, che è una vera eccezione, ma una fontana o una
sorgente pulita) è un bene raro e difficile da raggiungere. Popolazione e territorio
Nella prima sezione sono raggruppati i dati geografici fondamentali,
che riguardano l'estensione dello stato, le caratteristiche di base del
territorio e la demografia. Si tratta nel complesso di nove dati, otto dei
quali coincidono per Pvs e paesi industrializzati, mentre solo uno differisce. La
superficie, espressa in kmq, indica
le dimensioni dello spazio in cui vivono gli uomini e in cui si svolgono le
attività economiche, mentre la popolazione
in milioni di abitanti (riferita all'anno 2000) dà un'idea più esatta di un
paese, perché le dimensioni umane contano più di quelle territoriali. Il
dato più significativo è forse però la densità
demografica, espressa in ab./kmq, perché dall'intensità del popolamento
dipendono molte caratteristiche del paesaggio e dei modi di vita. I paesi con
densità molto basse (meno di 10 ab./kmq) possono essere aridi, oppure
caratterizzati dalla foresta pluviale, o situati ad alta latitudine; quelli
con alte densità (oltre 150 ab./kmq) hanno un paesaggio intensamente segnato
dalle attività umane. La
proiezione al 2015 del numero di
abitanti (in milioni) è un dato riportato solo per i Pvs, dove la popolazione
aumenta rapidamente, mentre il dato corrispondente fornito per il Nord del
mondo è quello della percentuale della popolazione
oltre i 65 anni, perché in questi paesi la popolazione è pressoché
stabile, ma l'età media è sempre più elevata. Il record mondiale
dell'invecchiamento è della Svezia, con il 17,3%, seguita dall'Italia
(16,1%), che presto diventerà il paese più vecchio del mondo, visto che
ormai vi nascono pochissimi bambini. L'invecchiamento infatti non è dato
tanto dal fatto che si viva sempre più a lungo, ma dal fatto che mancano i
giovani. La
capitale coincide spesso (ma non
sempre) con la città principale dello stato, o con una delle principali.
Accanto, tra parentesi, viene riportata la popolazione della capitale, in
milioni di abitanti. Il
tasso di fertilità è il numero
medio dei bambini che nascono vivi da ogni donna nel corso della sua vita; è
quindi un valore che si collega all'incremento demografico. Contenere
l'incremento demografico è importante, ma per mantenere stabile la
popolazione nel lungo periodo ogni donna deve fare almeno due figli. Il
dato della popolazione urbana
esprime il rapporto tra quanti vivono in città e la popolazione totale. Nel
mondo nel suo complesso il valore è pari al 47%, ma è più alto nei paesi
industrializzati, dove sale al 75%, mentre il valore medio nei Pvs è del 41%,
con forti differenze da paese a paese. Nei paesi arretrati, dove
l'insediamento rurale resta dominante, le percentuali di popolazione urbana
sono molto basse; ma non è detto, comunque, che i paesi più urbanizzati
siano quelli dove si vive meglio. L'arativo
esprime la percentuale del territorio destinata alle attività agricole vere e
proprie, cioè a quelle che comportano la semina periodica, mentre le
coltivazioni arboree (ad esempio le piantagioni di caffè) non rientrano in
questa categoria. La quota di arativo dipende molto dall'ambiente naturale, ma
anche dalle scelte in campo agrario. È importante notare che la percentuale
di arativo generalmente è proporzionale alla densità demografica (e
viceversa), perché l'intensità del popolamento dipende prima di tutto dalle
risorse alimentari. Allo stesso modo, la percentuale di foreste
dipende dal clima, e generalmente è elevata nella fascia equatoriale e alle
latitudini medio-alte, ma anche in Finlandia il territorio boscoso è assai
ampio (65%). Quello che cambia è non solo il tipo di foresta, ma anche lo
stato di conservazione: le foreste tropicali stanno subendo infatti una forte
riduzione, a differenza di quelle temperate. Economia
La seconda
sezione riguarda l'economia e consente di definire il grado di sviluppo di un
paese, le sue dimensioni produttive, la struttura dell'occupazione, i flussi
di scambio e la situazione finanziaria. Il
PIL (Prodotto Interno Lordo), cioè
il totale dei beni e dei servizi prodotti da un'economia nel corso di un anno,
viene indicato in miliardi di dollari USA, in modo che tutti i paesi siano
facilmente confrontabili. Il PIL/ab.,
che mette in rapporto la ricchezza prodotta con la popolazione, è un dato più
significativo, perché non dipende dalla dimensione di un paese ma solo dal
suo grado di sviluppo economico: se il PIL/ab. è alto vuol dire insomma che
il paese è ricco. Il dato proposto non è ottenuto dividendo semplicemente il
PIL totale per la popolazione, ma è calcolato a parità di potere
d’acquisto (ppa), considerando che i beni e i servizi hanno costi diversi
nei diversi paesi. Il
dato relativo alla popolazione attiva
è composto da tre valori, la cui somma è uguale a 100, che esprimono la
suddivisione dei lavoratori nei tre grandi settori dell'economia: agricoltura
(comprese pesca, allevamento e silvicoltura), industria (comprese le miniere)
e servizi. La composizione della popolazione attiva consente di valutare la
struttura economica di un paese e le condizioni di lavoro della gente. Il dato
più rilevante è quello dell'occupazione agricola: tanto più è alto, tanto
più l'economia è arretrata. L'occupazione nei servizi è invece il dato più
difficile da valutare, perché comprende attività produttive e socialmente
utili (trasporti, scuola, banche ecc) ma anche settori come la pubblica
amministrazione e l'esercito, che non sempre indicano sviluppo economico. Il
rapporto tra le esportazioni e le
importazioni è un modo di rappresentare sinteticamente la bilancia
commerciale. Se il rapporto è uguale a 100 significa che esportazioni e
importazioni si pareggiano; se è inferiore a 100 vuol dire che c'è un
deficit, in caso contrario vuol dire che c'è un surplus. Quando si colloca
tra il 90 e il 110% significa che i flussi con l'estero sono in equilibrio con
le potenzialità economiche di un paese, ed è interessante notare come quasi
tutti i paesi più avanzati rientrino in questo arco di valori. In molti Pvs
invece il valore è inferiore al 70%, perché le esportazioni son ben lontane
dal coprire le importazioni, per quanto queste possano essere basse. Il
dato relativo alle spese militari in
rapporto a istruzione e sanità consente in pratica di vedere come vengono
utilizzate le risorse di uno stato. Consiste nel rapporto percentuale tra le
spese militari e la somma degli investimenti nel campo dell'istruzione e della
sanità. Le spese militari chiaramente non portano nessun beneficio alla
gente, anzi producono disastri, mentre l'istruzione e la sanità sono settori
il cui potenziamento porta a un miglioramento delle condizioni di vita. Se il
valore del rapporto è uguale a 100 significa che si spende in armamenti
quanto per scuole e ospedali, un equilibrio tutt'altro che positivo. Nei Pvs
la media è pari al 63%, un rapporto che indica uno spreco di risorse
insopportabile per paesi dove le condizioni dello sviluppo umano sono spesso
disastrose. L'unica nota positiva è che nel 1960 il dato medio era del 102%,
quindi le cose stanno un poco migliorando. Il
dato del consumo di energia per
abitante è determinato dall'insieme di usi industriali, trasporti e
consumi domestici, e quindi esprime in sostanza il livello globale delle
attività sociali che in qualche modo devono fare ricorso all'energia. Quando
si accende la luce, si cucina o ci si sposta in automobile si consuma energia;
dove non si dispone di luce elettrica o di mezzi di trasporto i consumi
calano, ma è chiaro che anche le condizioni di vita sono peggiori. Le
differenze sono enormi: si passa da paesi con valori nell'ordine dei 20 kg
equivalenti di petrolio annui per abitante (è questa l'unità di misura
utilizzata), a paesi che si avvicinano ai 10.000 kg. Anche il clima ha la sua
importanza, perché i paesi freddi hanno esigenze energetiche maggiori, ma non
è l'elemento fondamentale. Bisogna dire che il dato si riferisce al consumo
di energia commerciale e non comprende quindi la combustione domestica di
legname o di sterco, che in molti Pvs ha un peso rilevante. Il
dato relativo al debito estero in
rapporto al PIL è riportato solo per i Pvs, perché sono questi i paesi dove
l'indebitamento, contratto con banche e altre istituzioni finanziarie del Nord
del mondo, è un problema molto grave. Il valore dell'indebitamento è
espresso in rapporto al PIL, e quindi consente da un lato di valutarne il peso
rispetto all'economia nazionale, dall'altro di stabilire confronti tra i
diversi stati. Un valore del 100% significa che il debito è pari all'intero
prodotto interno, e quindi altissimo; nella media dei Pvs, il debito estero è
pari al 141% del PIL. Il problema del debito è molto grave, perché per
pagare i debiti (e gli interessi) gli stati più poveri sono spesso costretti
a sacrificare tutte le proprie risorse. È anche un problema finanziario
internazionale, perché i debiti di grandi paesi, come ad esempio il Messico
(70% del PIL), rischiano, se non onorati, di mettere in crisi anche i
creditori. Anche
il dato relativo agli aiuti allo
sviluppo per abitante è
riportato solo per i Pvs, beneficiari di questi aiuti che a, differenza dei
prestiti, non prevedono restituzione, ma sono una forma di assistenza e di
solidarietà internazionale. La media generale dei Pvs è di 9 dollari
all'anno per abitante, ma la situazione cambia molto da caso a caso. Ci si
dovrebbe aspettare che gli aiuti maggiori vadano ai paesi più poveri; ma non
è sempre così, perché influiscono altri fattori, come l'importanza
strategica o l'affidabilità politica e così via. Per quanto riguarda i paesi
industrializzati, il dato corrispondente è quello relativo agli aiuti
allo sviluppo in rapporto al PIL, che
indica i flussi di aiuto destinati dal Nord verso i Pvs calcolati come
percentuale del PIL dei paesi donatori. Per l'esattezza, riguarda solo alcuni
paesi industrializzati, perché molti di questi, come quelli dell'ex Unione
Sovietica, non sono nelle condizioni di concedere aiuti, ma piuttosto di
riceverli. Si calcola che una quota di aiuti intorno al 2,5% del PIL potrebbe
essere sopportabile per tutti e servirebbe davvero a migliorare la situazione.
I paesi ricchi però si dimostrano molto avari, perché sono quasi tutti ben
al di sotto dello 0,50% del PIL. Il
tasso di disoccupazione è
calcolato in percentuale sul totale della popolazione attiva ed è riportato
solo per i paesi industrializzati, perché per i Pvs i dati sono poco
significativi. È un valore di facile lettura, tenendo conto che tassi di
disoccupazione superiori al 10% esprimono una realtà preoccupante. Bisogna
anche tenere conto che i dati ufficiali sono quasi sempre inferiori alla realtà. Sviluppo umano
La terza sezione è quella sociale, che serve ad analizzare le
condizioni di vita materiali della popolazione, con riguardo particolare alla
situazione delle donne e dell'infanzia. Il
valore dell'Indice di Sviluppo umano (ISU),
che esprime in sintesi la qualità della vita considerando la speranza di
vita, il livello dell'istruzione e il reddito reale pro capite, è fornito per
tutti gli stati del mondo salvo per quelli dove le statistiche sociali sono
impossibili, come per esempio la Somalia, devastata dalla guerra civile. La speranza
di vita, espressa in anni, indica in pratica la durata media della vita,
che nei Pvs è appena sopra i 62 anni, mentre nei paesi industrializzati
supera i 74: in questa differenza si riassumono tutte le differenze sociali
che dividono i paesi più arretrati dai più avanzati. Il
tasso di analfabetismo, cioè la
percentuale degli adulti analfabeti, è uno dei fattori più gravi di
sottosviluppo e di emarginazione sociale. Nei Pvs tocca circa un terzo della
popolazione, mentre nel Nord del mondo solo l'1,4% della popolazione non sa
leggere e scrivere. L'analfabetismo
femminile rispetto a quello maschile è un dato che riguarda solo i Pvs,
perché nei paesi industrializzati non ci sono differenze significative tra
maschi e femmine nell'alfabetizzazione. Nel Sud del mondo invece il valore
medio sale al 159%, il che significa che per ogni 100 analfabeti maschi ce ne
sono 159 di sesso femminile. Per le donne insomma è più difficile accedere
all'istruzione di base, e questo è un fattore che incide pesantemente sulla
condizione femminile. La
percentuale della popolazione al di
sotto della soglia di povertà è un dato che riguarda solo i paesi
industrializzati e che sottolinea la gravità degli squilibri sociali. È
interessante notare come negli USA, uno dei paesi più ricchi del mondo, i
poveri sfiorino il 13% della popolazione. Per molti paesi dell'est europeo e
della ex URSS questo valore non è disponibile, ma è probabile che sia molto
alto. L'accesso
ai servizi igienici, riportato solo per i Pvs, indica la percentuale della
popolazione che non dispone di infrastrutture per l'eliminazione dei rifiuti e
delle escrezioni, inclusi gabinetti esterni e concimaie. Più di metà della
popolazione (58%) non ne dispone. Anche la percentuale della popolazione che
non dispone di un ragionevole accesso a
forniture d'acqua non inquinata riguarda solo i Pvs, e tocca il 29% degli
abitanti del Sud del mondo. È una delle cause più gravi del diffondersi di
malattie, e in alcuni paesi africani la percentuale supera addirittura l'80%. Il
dato relativo all'occupazione femminile
rispetto a quella maschile riguarda invece solo il Nord del mondo. Un valore
uguale a 100 indica perfetta parità dei sessi nel partecipare a un lavoro
retribuito (il lavoro domestico non è considerato); valori inferiori invece
indicano una discriminazione nell'accesso delle donne al mondo del lavoro. In
tutto il mondo solo la Lituania ha un valore uguale a 100 e nessun paese lo
supera, mentre il dato medio dei paesi industrializzati è pari al 79%. Anche
il dato relativo alle donne iscritte
alla scuola superiore rispetto agli uomini è riferito solo ai paesi
industrializzati, e va letto con lo stesso criterio del precedente; ma in
questo caso rivela una sostanziale parità femminile nell'accesso
all'istruzione superiore. Nella maggior parte degli stati infatti il valore
supera il 100% (sia pur di poco) e questo significa che le donne frequentano
la scuola superiore come e più degli uomini. La
statistica sulla diffusione della
televisione (TV/1.000 ab.) riguarda sia i Pvs sia i paesi
industrializzati. Le differenze tra le due aree di sviluppo sono molto forti,
visto che si passa da un valore medio di 524 televisori/1.000 ab. al Nord a
soli 145 (media Sud), ma in molti casi si scende anche sotto i 10; del resto,
vaste regioni rurali non dispongono nemmeno di elettricità. Il
tasso di mortalità infantile,
rilevato per tutti i paesi del mondo, indica i morti nel primo anno di vita
ogni 1.000 nati vivi. È un indicatore importante, perché la mortalità
infantile è strettamente legata alle condizioni dell'alimentazione e a quelle
igienico-sanitarie, ed è quindi una spia della realtà sociale. Infatti i
valori cambiano enormemente da caso a caso: nel Nord la media è del 13%,
mentre sale al 65% nei Pvs, ma in molti paesi supera addirittura il 150%. Il
lavoro minorile indica la
percentuale dei bambini tra i 10 e i 14 anni che lavorano, ed è rilevato solo
per i Pvs. Anche se si tratta di un problema sociale che colpisce anche i
paesi ricchi, nel Sud del mondo il fenomeno assume infatti proporzioni
particolarmente allarmanti. Si fanno lavorare i bambini al posto degli adulti
perché costano meno e sono una forza lavoro efficiente e sottomessa. Secondo
le statistiche ufficiali la percentuale media di lavoro minorile nei Pvs è
pari al 16% dei giovani in quella fascia d'età, ma è probabile che la
situazione reale sia più grave. Che
cosa contiene il file 13 Mondo
L’ultimo
file contiene i dati confrontabili per tutti i paesi del mondo, cioè tutti
quelli che compaiono nei file 1 - 12 tranne quelli specifici per i Pvs e per i
paesi industrializzati. Il documento comprende tre fogli di lavoro: il primo
per popolazione e territorio (7
dati), il secondo per l’economia (6
dati), il terzo per lo sviluppo umano (3
dati). I
paesi del mondo sono ordinati alfabeticamente e preceduti da un codice che
identifica le diverse regioni (o sub-regioni) del mondo cui appartengono,
secondo questa legenda:
1
Nordamerica 2
America
centrale 3
Caraibi 4 Sudamerica5
Europa
6
Regione
islamica 7
Africa
nera 8
Asia
centrale 9
Subcontinente
indiano 10
Regione
cinese 11
Giappone
e Corea del Sud 12
Sudest
asiatico 13
Australia
e Nuova Zelanda 14
Regione
del Pacifico
Questo
codice permette di selezionare nella tabella solo i paesi di una determinata
area, utilizzando una procedura che illustreremo più avanti. Come
leggere e stampare i dati
Tutti
i file sono in formato Microsoft Excel, ed è quindi indispensabile utilizzare
un computer (PC o Macintosh) sul quale sia caricata questa applicazione. Per stampare
le tabelle, dopo aver avviato l’applicazione e aperto il documento, occorre
seguire questa procedura: a
Assicurarsi che la stampante sia accesa e correttamente collegata b
Selezionare dal menu File l’opzione
imposta pagina c
Scegliere l’orientamento e la dimensione
della pagina. In genere, le tabelle che contengono i dati di più di 3
stati devono essere stampate scegliendo l’opzione orizzontale d
Selezionare dal menu File l’opzione
stampa Come
elaborare i dati
Utilizzando
il file 13 Mondo,
è possibile creare nuove tabelle, elaborare i dati e creare grafici a barre o
areogrammi. Per tutte queste operazioni è necessario avere una certa
dimestichezza con l’applicazione Microsof Excel: ci limitiamo qui a qualche
breve suggerimento per i meno esperti. Tutti
i documenti appaiono a video “incorniciati’ da una griglia che individua le
righe con un numero progressivo e le colonne con le lettere dell’alfabeto;
ogni elemento è quindi individuabile secondo un criterio analogo a quello del
gioco della battaglia navale. Nel
file 13 Mondo
(foglio 1), per esempio, la lettera C
individua la colonna in cui compaiono i dati relativi alla superficie
territoriale. Se vogliamo ordinare gli stati del mondo in base a questo
parametro, dovremo procedere in questo modo: a
evidenziare gli stati che si intende mettere a confronto (o l’intera
tabella) b
selezionare dal menu dati
l’opzione ordina c
selezionare quindi dal nuovo menu che appare sullo schermo il sottomenu ordina
per e scegliere l’opzione superficie d
selezionare l’opzione ordine crescente
o decrescente Il
documento mostrerà sullo schermo gli stati selezionati, ordinati in base alla
loro supeficie. A
questo punto, è possibile visualizzare i dati con un grafico, procedendo in
questo modo: a
selezionare i dati che si intende visualizzare b
premere sulla barra degli strumenti standard il tasto autocomposizione
grafico, caratterizzato da un’icona a forma di istogramma colorato c seguire quindi le indicazioni visualizzate sullo schermo per scegliere il tipo di grafico più adatto alla rappresentazione dei dati.
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