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STORIA - Terze prove

Tipologia A: Breve trattazione

1. Elenca le differenze più importanti tra le posizioni politiche dei neutralisti e degli interventisti italiani (oltre ad averne preliminarmente elencato gli esponenti. Neutralismo ed interventismo sono fenomeni solo italiani?

Esempio di risposta

Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale il 28 giugno 1914, forze politiche e opinione pubblica italiana sono divise tra interventisti e neutralisti. 1a) Gli interventisti di destra, costituiti da nazionalisti, parte degli irredentisti e della destra conservatrice antigiolittiana, vogliono la guerra contro l'Austria per la liberazione di Trento e Trieste, e anche per dare prestigio alla nazione. 2a) Alcuni cattolici conservatori vogliono la guerra a fianco dell'Austria cattolica e contro la Francia laica. 3a) Alcuni interventisti di sinistra, democratici  quali Salvemini, repubblicani irredentisti e frange socialiste, tra cui vi sono Bissolati, Labriola e il giovane direttore dell'Avanti! Benito Mussolini, vogliono la guerra contro l'Austria in nome della liberazione delle nazionalità oppresse.  Tuttavia la maggioranza degli italiani è dei neutralisti. 1b) Giolitti e i liberali giolittiani vogliono ottenere Trento e Trieste dall'Austria in cambio del non intervento italiano. 2b) La maggior parte dei socialisti considera la guerra uno scontro tra opposti interessi capitalisti dei diversi stati. 3b) La maggioranza dei cattolici concorda con l'esplicita condanna del conflitto espressa da Bonifacio XV. Malgrado ciò, il 24 maggio 1915 sotto il governo dell'interventista Salandra, l'Italia entra in guerra a fianco dell'Intesa. Neutralismo e interventismo, fomentati per la prima volta dalla stampa, non furono un fenomeno  solamente italiano, ma caratterizzarono un po' tutti gli stati coinvolti nel conflitto, e in particolar modo gli Stati Uniti, dove, prima dell'entrata in guerra nel 1917, si accese un intenso dibattito tra istanze isolazioniste e interventiste.

2. Quali sono le caratteristiche economiche essenziali del boom economico che attraversa gli Stati Uniti negli anni '20?

Esempio di risposta

Dal 1922 al 1928 si verificò negli Stati Uniti un vero e proprio boom economico caratterizzato da: 1) grande produzione di beni di consumo (in particolare automobili e apparecchi radio) a svantaggio della produzione agricola, persino con espropriazione di terre ai farmers americani; 2) speculazione borsistica particolarmente intensa, per cui la borsa di Walla Street divenne il fulcro dell'economia non solo americana, ma mondiale e nacquero molte corporations che emettevano titoli bancari; 3) triangolazione finanziaria tra Stati Uniti, vero soggetto attivo nel mercato mondiale, ed Europa; 4) applicazione da parte dei presidenti repubblicani del piano Young per cui lo Stato applicò una politica marginalista, favorendo la piena libertà in campo economico, dove non esistevano regole (es.: transazioni e contrazioni in borsa senza controllo) e originando così un vero e proprio capitalismo selvaggio, fino al crollo del '29.. 

3. Analizza i presupposti ideologici, le linee programmatiche e le classi sociali di riferimento del Partito socialista italiano. Soffermati poi sulle sue correnti interne e sui  loro sviluppi.

(massimo 10 righe)

 

4. Ripercorri le fasi dell’evoluzione ideologica del fascismo dalle tesi sostenute ne Il programma di S. Sepolcro fino al programma del 1921, individuando i ceti sociali che si sentirono maggiormente tutelati da tale programma.

(massimo 10 righe)

 

5. Tratteggia lo stato di profonda crisi della Germania postbellica, soffermandoti sulle sue premesse sociali ed economiche e sulle svolte politiche e istituzionali della repubblica di Weimar.

(massimo 10 righe)

 

6. Descrivi il complesso delle organizzazioni attraverso le quali il regime nazista realizzò il controllo totalitario sulla vita economica, sociale e politica della Germania.

(massimo 10 righe)

 

7. Ricostruisci le origini della questione palestinese, soffermandoti anche sul ruolo della Gran Bretagna nel definirne le premesse.

(massimo 10 righe)

 

8. Descrivi il processo di formazione della potenza imperialistica giapponese dal primo dopoguerra all’alleanza con Germania e Italia.

(massimo 10 righe)

 

9. Analizza nei suoi differenti aspetti la dominazione nazista nei paesi europei durante la fase centrale della Seconda guerra mondiale, soffermandoti sui principali casi nazionali.

(massimo 10 righe)

 

10. Esponi le peculiarità del movimento di resistenza italiano e il loro significato per la vita politica del dopoguerra.

(massimo 10 righe)

 

11. Esponi il concetto e le caratteristiche salienti del welfare state, prendendo le mosse dalle cause storico-economiche dell’affermazione di tale modello.

(massimo 10 righe)

 

12. Analizza gli aspetti della guerra fredda, distinguendo quelli ideologici da quelli più propriamente economici e strategici.

(massimo 10 righe)

 

13. Esponi, nei suoi aspetti interni e in quelli internazionali, i caratteri della svolta impressa da Chruscèv alla politica dell’Urss.

(massimo 10 righe)

 

14. Descrivi le premesse e le fasi della ricostruzione economica europea nel dopoguerra e della concomitante diffusione del modello del welfare state.

(massimo 10 righe)

 

15. Delinea la situazione politica ed economica delle nazioni sudamericane alla fine della Seconda guerra mondiale e il contraddittorio processo di modernizzazione che le ha caratterizzate nei decenni successivi.

(massimo 10 righe)

 

16. Ricostruisci le ragioni e le fasi del conflitto fra paesi arabi e Israele, inserendolo nel più vasto orizzonte dei rapporti internazionali nel secondo dopoguerra.

(massimo 10 righe)

 

17. Descrivi i maggiori problemi economici dell’Urss brezneviana, collegandoli alle scelte politiche operate dal gruppo dirigente.

(massimo 10 righe)

 

18. Ricostruisci le cause della situazione di instabilità internazionale nel mondo attuale, soffermandoti in particolare sul ruolo dell’Onu e sull’efficacia della sua funzione di risoluzione pacifica delle tensioni.

(massimo 10 righe)

 

19. Definisci le caratteristiche di fondo della Costituzione italiana, soffermandoti in particolare sui suoi aspetti che suscitarono i dibattiti più accesi negli schieramenti politici contrapposti.

(massimo 10 righe)

 

20. Elenca le cause della crisi economica che investì l’Italia negli anni settanta, indicando sia i caratteri generali di tale crisi mondiale, sia le condizioni di squilibrio strutturale dell’economia italiana che ne resero più profonde le ripercussioni nel nostro paese.

(massimo 10 righe)

21. Analizza le trasformazioni in atto in Italia, nel periodo conosciuto come “boom economico”. Prestando particolare attenzione agli aspetti economici, politici e sociali.

22. Indica la successione degli eventi che portarono allo scoppio della prima guerra mondiale. Soffermati in particolare sui rapporti tra le potenze europee in quegli anni.

23. Esamina gli elementi essenziali del dibattito culturale in Europa dopo la fine della prima guerra mondiale.

24. Analizza e rifletti sulle conseguenze derivanti dalla fine del secondo conflitto mondiale, in particolare ponendo attenzione agli aspetti relativi al riassetto politico ed economico che subiscono alcuni stati europei.

25. Analizza le cause della crisi dell’impero ottomano e dell’instabilità dei balcani, soffermandoti sia sulle questioni interne, sia sulle mire espansionistiche delle potenze europee.

(massimo 10 righe)

Esempio di risposta

All’inizio del secolo, l’impero ottomano presenta già una struttura politica e amministrativa molto debole, esposta agli attacchi internazionali e ai rivolgimenti interni. Sul fronte interno, già dal 1908 il movimento dei Giovani turchi aveva portato alla deposizione del sultanato. Sul fronte internazionale; la crisi fu accelerata dalle guerre balcaniche (1912, 1913) scatenate da Serbia, Montenegro, Bulgaria e Grecia per rivendicare la propria indipendenza. Dalle guerre la Serbia esce come potenza egemone dell’area: ma i balcani richiamavano su di sé l’attenzione della Germania, dell’Italia, dell’Inghilterra e soprattutto dell’Austria e della Russia, che in questa ambito individuavano il proprio interesse nazionale più pressante. Fu proprio la contrapposizione fra Austria e Serbia (quest’ultima sostenuta, in funzione antiaustriaca, dalla Russia) che, con l’attentato di Sarajevo, condusse alla Grande guerra.

  1. Esponi la politica economica del fascismo (max 20 R)

  2. Esponi la politica estera della Germania nazista (max 20 R)

  3. In che cosa si differenzia il secondo conflitto mondiale dal primo? (20R)

  4. Perché i trattati di Parigi del 1919-20 non riuscirono a garantire una pace duratura in Europa? (La trattazione deve essere compresa tra le 150 e le 200 parole)

  5. Quali furono le principali cause del crollo della Borsa statunitense nell’ottobre  del 1929 ? (La trattazione deve essere compresa tra le 150 e le 200 parole)

  6. Dopo aver esposto sinteticamente la sequenza dei fatti che portò nel 1943 al crollo del regime fascista e alla divisione politica dell’Italia, esprimi una valutazione critica su quel fenomeno complesso che va sotto il nome di Resistenza.

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