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REDAZIONE

DI UN SAGGIO BREVE O ARTICOLO DI GIORNALE SUL TEMA 

"SUSSIDIARIETÀ"

CONSEGNE

Sviluppa l'argomento scelto o in forma di “saggio breve” o di “articolo di giornale”, utilizzando i documenti e i dati che lo corredano e facendo riferimento alle tue conoscenze ed esperienze di studio.

Da' un titolo alla tua trattazione.

Se scegli la forma del “saggio breve”, indica la destinazione editoriale (rivista specialistica, relazione scolastica, rassegna di argomento culturale, altro).

Se scegli la forma dell' "articolo di giornale", indica il tipo di giornale sul quale ipotizzi la pubblicazione (quotidiano, rivista divulgativa, giornale scolastico, altro).

Per attualizzare l'argomento, puoi riferirti a circostanze immaginarie o reali (mostre, anniversari, convegni o eventi di rilievo).

Non superare le quattro o cinque colonne di metà di foglio protocollo.

 

SUSSIDIARIETÀ

Legge costituzionale - marzo 1998

"Nel rispetto delle attività che possono essere adeguatamente svolte dall’autonoma iniziativa dei cittadini, anche attraverso le formazioni sociali, le funzioni pubbliche sono attribuite a Comuni, Province o Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principi di sussidiarietà e differenziazione. La titolarità delle funzioni compete rispettivamente a Comuni, Province o Città metropolitane, Regioni e Stato, secondo i criteri di omogeneità ed adeguatezza. La legge garantisce le autonomie funzionali”.

È contrassegnato dal numero 6.40.2 l'emendamento Boato Paissan che introduce il principio di sussidiarità nella legge “sull'ordinamento federale della Repubblica italiana”. La proposta dei parlamentari Verdi interviene sull'articolo 118 della Costituzione che è stato così riscritto: «Stato, Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla basa del principio di sussidiarietà».

Nella sua visita a Milano del 5 ottobre 1999, il presidente Ciampi ha nuovamente richiamato l’esigenza che la riforma dello Stato in senso federalistico sia ispirata al principio di "sussidiarietà". “Quello di Ciampi è un invito ad accelerare il processo delle riforme istituzionali, che deve essere prontamente accolto dal governo e dal Parlamento per favorire un nuovo patto tra i cittadini e le istituzioni e rilanciare la modernizzazione dello Stato”.

Carlo Azeglio Ciampi, Presidente della Repubblica
“C’è la consapevolezza della necessità di uno sviluppo e aggiornamento costituzionale nella istituzione di un federalismo che risponda al principio di sussidiarietà”.
Dal discorso di insediamento del Capo dello Stato. Maggio 1999

Dr. Giorgio Fossa, ex Presidente di Confindustria
“Abbiamo confermato il principio di sussidiarietà per le materie di competenza delle parti sociali, contro le invasioni di campo di governo e Parlamento. Abbiamo riaffermato il principio di sussidiarietà all’ordinamento europeo, che privilegia – rispetto alle soluzioni di legge o di regolamento – le soluzioni raggiunte dalle parti sociali nelle materie di loro competenza”.
Dalla relazione all’assemblea nazionale di Confindustria

Sergio D'AntoniDr. Sergio D’Antoni, ex Segretario generale della Cisl
C’è bisogno di ripensare al rapporto tra società e istituzioni, facendo leva su un’idea in se’, forse, non nuova ma nuova per noi, di comunità come fulcro del futuro sviluppo, con più giustizia e insieme più libertà…Bisogna dunque che impariamo a far ripartire la concertazione dal basso e, insieme, dall’alto, anche per vedere di dare qualche consistenza a un federalismo e a una sussidiarietà predicati, reclamati e tanto poco realizzati”.
Dalla relazione all’assemblea organizzativa e programmatica della Cisl.

Monsignor Ennio Antonelli, Segretario generale della Cei
“L’applicazione coerente del principio di sussidiarietà non reca pregiudizio alla necessità e all’importanza dello Stato né sminuisce il suo ruolo, ma lo interpreta come potere di sostegno e di coordinamento, effettivamente e pienamente democratico. Senza un adeguato riconoscimento dei soggetti sociali lo stesso decentramento di molte competenze agli enti territoriali potrebbe tradursi in una maggiore invadenza della pubblica amministrazione e in un’ulteriore burocratizzazione dei servizi. E’ bene che lo Stato governi di più e gestisca di meno”.
Dal messaggio inviato all’assemblea nazionale ’98 della Compagnia delle Opere.

Mons. Attilio Nicora, presidente commissione Cei per le questioni giuridiche
“Occorre eliminare i possibili sospetti che si esercitano solitamente su due punti: il timore che chi sostiene la sussidiarietà sia sostenitore del principio del cosiddetto Stato minimo, inteso come annullamento di una funzione positiva
dello Stato, oppure che voglia in qualche modo contrabbandare attraverso il principio di sussidiarietà una logica mercantile di tipo non ordinato, non preordinata nativamente a una logica di corresponsabilità per lo sviluppo integrale della società…Probabilmente c’è una correlazione molto stretta tra una situazione in cui si può contare su una vivace società civile e una feconda realizzazione del principio di sussidiarietà”.
Dal convegno “Per una nuova idea di Stato: le formazioni sociali da problema a risorsa”.

Marco Minniti

On. Marco Minniti, ex Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (Democratici di Sinistra)
“Il fallimento dello Stato centralizzato rende obbligatoria la strada di una valorizzazione in senso autonomista e federalista di un processo riformatore, di un processo che sia ispirato a un principio effettivo e reale di sussidiarietà…Dobbiamo in sostanza impegnarci su due fronti. Da un lato abbattere ogni superata concezione ideologica statalista, incapace di valorizzare sia le istanze locali che la ricchezza della società, dell’associazionismo intermedio. Dall’altro dobbiamo rifiutare la tentazione di una marginalizzazione delle istituzioni pubbliche e l’idea di una residualità dello Stato”.
Dal convegno “Più società fa bene allo Stato: la sussidiarietà per la riforma del Paese”.

Giuliano Amato

On. Giuliano Amato, ex Presidente del Consiglio dei Ministri
“La sussidiarietà di cui c’era e c’è bisogno è la sussidiarietà espressiva della solidarietà e della responsabilità, per ciascuno di noi, di farsi carico degli altri prima ancora che di se stesso, in fondo allo scopo di essere responsabile di se stesso…Man mano che lo Stato riduce i propri spazi di influenza, si allarga la sfera delle individualità, che però non possono essere lasciate a se stesse. Perciò deve essere incoraggiata, promossa e non certo soffocata quella rete di fenomeni collettivi, di comunità intermedie che realizzano forme concrete di solidarietà e che, grazie a questo, sono in grado di entrare in rapporto con i singoli”.
Dal convegno “Più società fa bene allo Stato: la sussidiarietà per le riforme del Paese”.

On. Luciano Violante

On. Luciano Violante, ex Presidente della Camera
“Nella cultura politico-costituzionale italiana sta declinando l’idea dello Stato programmatore e comincia a costruirsi un’idea di Stato incentivante. Uno Stato che crea condizioni dentro le quali i cittadini, da soli o nelle proprie formazioni sociali, organizzino il proprio presente per il futuro…Se la prossimità è un valore positivo, credo che maggiore è il potere decisionale vicino al cittadino maggiore è la democrazia, perché maggiore è la responsabilità. Lo Stato incentivante esige responsabilità, mentre lo Stato programmatore chiedeva fedeltà ed era disattento al principio di responsabilità”.
Dal convegno “Per una nuova idea di Stato: le formazioni sociali da problema a risorsa”.

Il Presidente del Senato

 On. Nicola Mancino, ex Presidente del Senato
“Nel riconoscere i diritti inviolabili dell’uomo anche nelle formazioni sociali, la nostra Carta costituzionale, all’articolo 2, ha sottolineato la pre-esistenza di queste rispetto allo Stato…Questa concezione deve far leva da un lato sulla responsabilità della persona come momento basilare della vita collettiva e dall’0altro sulla valorizzazione del senso di appartenenza alla comunità, per evitare che le diversità diventino fattori di dispersione e le esigenze di autonomia si trasformino in momenti di disgregazione della convivenza sociale…In questo quadro dovranno essere riconosciute alla sfera pubblica possibilità effettive di controllare la qualità sociale dei servizi, al settore privato l’autonomia e l’esercizio anche remunerato del ruolo gestionale che è in grado di assolvere”.
Dal convegno “Più società fa bene allo Stato: la sussidiarietà per le riforme del Paese”. 

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