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LA SECONDA GUERRA MONDIALE

HITLER DA' INIZIO AL PIANO: SPAZIO VITALE

Nel 1938 Hitler mette in atto i suoi progetti per la conquista dello spazio vitale iniziando la riunificazione di tutti i Tedeschi. A marzo invase l’Austria che si annesse alla Germania. La Germania nazista si volse alla Cecoslovacchia per annettersi la regione dei Sudeti, abitata da più di tre milioni di Tedeschi. Nel settembre del 1938 fu convocata la Conferenza di Monaco nella quale Mussolini fece da mediatore tra Hitler e i primi ministri inglese e francese. La Cecoslovacchia fu costretta a rinunciare ai Sudeti che ingrandirono il Terzo Reich. Nel 1939, Hitler occupò anche la Boemia e la Moravia, due regioni ricche di materie prime e tecnologicamente più avanzate della Cecoslovacchia. Per completare il Reich ad Hitler serviva un pretesto per invadere la Polonia. A Danzica lo trovò, nel marzo del 1939 Hitler rivendicò la città di Danzica e si apprestò ad attraversare in armi il confine polacco. Francia e Inghilterra tentarono di garantire l’integrità territoriale della Polonia e di altre nazioni, come il Belgio e l’Olanda che ormai si sentivano minacciate, promettendo loro che sarebbero intervenute in caso di aggressione. Contemporaneamente ci fu un accordo anglo-franco-sovietico contro l’espansionismo tedesco. Stalin, nel 1939, stipulò un Patto di non aggressione (Molotov Von Ribbentrop), che conteneva una clausola segreta con cui, dopo l’invasione tedesca della Polonia occidentale, i Russi avrebbero potuto occupare la Polonia orientale. Questo accordo servi per ritardare lo scontro tra due regimi contrapposti.

LA GUERRA LAMPO

Il 1° settembre 1939 scoppio la seconda guerra mondiale, l’esercito tedesco invase la Polonia, due giorni dopo Gran Bretagna e Francia posero fine alla tolleranza nei confronti dell’espansionismo di Hitler e dichiararono guerra alla Germania. Nella prima fase della guerra e fino al 1942 Hitler sembrò avere la vittoria in mano grazie ai trionfi della guerra lampo. Hitler colpisce il nemico utilizzando le forze corazzate e l’aviazione. Le truppe tedesche piegarono l’esercito polacco e occuparono la Polonia occidentale. La Polonia orientale, invece, fu invasa e occupata dalle truppe sovietiche. L’Europa settentrionale subì lo stesso destino, in dicembre l’Unione Sovietica aggredì la Finlandia, poco dopo nell’aprile del 1940, i nazisti occuparono Danimarca e Norvegia per ottenere il controllo del tratto di mare dove passavano le materie prime. Nel frattempo la Francia si era limitata a tenere d’occhio le truppe tedesche e a completare le fortificazioni della linea Maginot. Il 10 maggio del 1940 Hitler infranse brutalmente la neutralità del Belgio, dell’Olanda e del Lussemburgo. Mentre il nord della Francia era sotto il diretto controllo della Germania, i nazisti consentirono a Petàin di formare nella cittadina di Vichy un governo collaborazionista.

LA BATTAGLIA D’INGHILTERRA

Con la sconfitta della Francia Hitler aveva portato a termine la prima parte del suo progetto: il Grande Reich, il secondo obiettivo era lo spazio vitale dunque aggredire l’Unione Sovietica, per riuscirvi si doveva trattare la pace con la Gran Bretagna. Il gruppo dirigente guidato da Churchill, respinse ogni trattativa e ottenne l’impegno unanime di resistere a costo di qualunque sacrificio. Hitler scatenò l’operazione leone marino che aveva l’obiettivo di invadere l’Inghilterra. Per tutta l’estate del 1940 ci furono bombardamenti, mentre l’aviazione inglese cominciava ormai a bombardare a sua volta le città tedesche, il Fuher aveva mancato uno dei suoi principali obiettivi: la guerra lampo, era fallita.

L’ITALIA ENTRA IN GUERRA

Allo scoppio della guerra nel 1939 Mussolini aveva dichiarato la non belligeranza dell’Italia, ma l’inarrestabile serie di trionfi dell’alleato tedesco lo rese sempre più insofferente al ruolo di comparsa in cui era stato isolato. Nella primavera del 1940 il duce era convinto che i tedeschi avrebbero vinto su tutti i fronti in pochi mesi, il 10 giugno del 1940 fece consegnare la dichiarazione di guerra agli ambasciatori della Francia che era ormai sul punto di arrendersi ai Tedeschi, e della Gran Bretagna. Mussolini ordinò allora di attaccare i possedimenti inglesi in Africa (la Francia si arrese ai Tedeschi), nel frattempo una sanguinosa guerra navale impegnava la Marina italiana nel Mediterraneo.

L’ATTACCO ALLA GRECIA

Nel 1940 Mussolini firmò con la Germania e il Giappone, il Patto tripartito, detto anche Asse Roma-Berlino-Tokio, che prevedeva la spartizione del mondo tra le potenze dell’Asse, quindi l’attacco alla Grecia. I Greci, aiutati dagli Inglesi, opposero una forte resistenza che duro dall’ottobre del 1940 all’aprile del 1941, furono poi tedeschi che occuparono il piccolo Stato. Al Duce e al fascismo essa procurò per la prima volta una diffusa impopolarità in Italia.

LA CAMPAGNA D’AFRICA

Anche in Africa la guerra voluta dal fascismo stava volgendo al peggio. Gli Inglesi non solo avevano riconquistato le posizioni perdute, ma occupavano le colonie italiane ad una ad una, nel marzo del 1941 giunsero in Nordafrica rinforzi corazzati al comando di Rommel. Il fallimento di tutte le campagne militari in cui era impegnata l’Italia costrinse Hitler ad una posizione inferiore rispetto a Mussolini che passò alla seconda parte del suo piano: l’aggressione all’Unione Sovietica.

L’OPERAZIONE BARBAROSSA

All’alba del 22 giugno 1941 le divisioni tedesche invasero l’Unione Sovietica. Aveva cosi inizio l’operazione Barbarossa, preparata da Hitler che costituiva l’obiettivo finale della sua strategia, distruggere il bolscevismo e ridurre in schiavitù i popoli slavi. Stalin fu colto impreparato, perché si fidava del Patto di non aggressione, perciò applicò la tattica tradizionale russa: una lenta ritirata dell’esercito russo. Perché questo potesse avvenire in tempi brevi strinse un’alleanza con la Gran Bretagna e con gli Stati Uniti i quali aderirono all’Unione Sovietica. Mentre Stalin ricostituiva l’esercito, le truppe inglesi avanzarono con precisione e velocità. Alla fine di ottobre l’inverno russo calò sugli aggressori e sugli aggrediti, mentre la guerra lampo si trasformava in guerra di posizione.

IL NUOVO ORDINE NAZISTA

Mentre l’esercito tedesco combatteva sui fronti russo e africano, le SS erano impegnate a imporre all’Europa occupata il nuovo ordine di Hitler che si fondava sullo sfruttamento delle risorse e delle popolazioni europee a beneficio della razza superiore tedesca. Gli altri popoli inferiori erano condannati ad essere assoggettati, con l’eccezione degli Ebrei e degli Slavi che dovevano essere sterminati dopo aver fatto lavorare i più forti come schiavi nelle campagne e nelle miniere. Il regime del terrore fu esteso anche all’Occidente europeo dove ogni tentativo di ribellione all’occupazione nazista fu punito.

LA SOLUZIONE FINALE

L’occupazione dell’Europa orientale, dove viveva la grande maggioranza di Ebrei europei forni ad Hitler l’occasione di eliminarli. Quando iniziò l’invasione dell’Unione Sovietica, egli imparti ai gerarchi Goering, Himmler, e Heydrich le disposizioni necessarie per sterminare totalmente il popolo (soluzione finale).

PEARL HARBOUR: L’ENTRATA IN GUERRA DEGLI STATI UNITI

Alla fine del 1941 mentre l’avanzata tedesca si arrestava la guerra si allargò all’Oceano Pacifico. I comandi giapponesi erano convinti che ai loro progetti di espansione nel Pacifico si sarebbero opposti la Gran Bretagna, e gli Stati Uniti. Il 7 dicembre del 1941 i Giapponesi lanciarono un massiccio ed improvviso attacco aereo che portò gravi perdite alla flotta americana ancorata a Pearl Harbour. Le perdite furono gravi. La conseguenza più importante fu che quell’attacco convinse gli Stati Uniti a entrare in guerra. In soli sei mesi il Giappone conquistò il controllo del Sud Est asiatico dell’Indonesia delle Filippine di gran parte dell’Oceania e giunse a minacciare da vicino l’Australia e l’India.

IL 1942-43 L’ANNO DELLA SVOLTA

La seconda metà del 1942 e l’inizio del 1943 segnarono la svolta della guerra. Ebbero fine le vittorie degli Assi e gli Alleati riconquistarono terreno su tutti i fronti. FRONTE RUSSO: i tedeschi e i loro alleati scatenarono un’offensiva generale che prevedeva la conquista di Stalingrado. Dal 42 al 43 ci fu una battaglia lunghissima. Cominciò la ritirata della Russia che si concluse nella primavera del 1944

**FRONTE DEL PACIFICO: tra il maggio e il giugno 1942 gli Americani capovolsero le sorti della guerra grazie a tre grandi vittorie sulla flotta giapponese. Nel 1943 iniziarono una lunga e difficile marcia di avvicinamento al territorio giapponese attraverso le isole del Pacifico

**FRONTE AFRICANO: nel 1942 la battaglia di El Alamein in Egitto segna la svolta degli alleati. Gli Anglo – Americani guidati da Eisenhower sbarcarono in Algeria e in Marocco. Nel giugno del 1944 avviene lo sbarco in Normandia guidato da Eisenhower.

I MOTIVI DELLA RISCOSSA ALLEATA

Le ragioni che permisero gli alleai di volgere a proprio favore una guerra che sembrava perduta furono:

·         Cooperazione economica

·         Solidarietà politica

·         Strategia militare comune

LO SBARCO ALLEATO IN ITALIA

Lo sbarco anglo americano in africa settentrionale decise di invadere l’Italia per sfruttare il Mediterraneo. Il 10 luglio 1943 iniziò lo sbarco alleato in Sicilia. Il paese temeva di perdere la guerra, si erano intensificati i bombardamenti, l’alimentazione era alimentata dalle tasse annonarie. Chi aveva denaro si rivolgeva a chi praticava il mercato nero. Le persone fuggivano formando l’esercito degli sfollati in cerca di rifugio nelle campagne.

LA CADUTA DEL FASCISMO

Il fascismo era in angoscia. Gli operai nel 1943 fecero una serie di scioperi. La grande industria era preoccupata per l’andamento della guerra temendo una rivoluzione, e quindi decise di appoggiare il colpo di Stato, per eliminare Mussolini e porre fine all’alleanza con la Germania salvando l’Italia dalla catastrofe. Il 25 luglio, il Gran Consiglio del Fascismo votò una proposta di sfiducia nei confronti del Duce e Vittorio Emanuele III riprese il comando. Il governo fu affidato al maresciallo Badoglio, e costrinse Mussolini a dimettersi e ad esiliarsi sul Gran Sasso Ò Caduta del Fascismo.

L’8 SETTEMBRE DEL 1943

Il 25 luglio il maresciallo Badoglio proclama, alla nazione che pur essendo caduto il Fascismo, l’Italia continuava la guerra al fianco della Germania. L’accordo fu raggiunto il 3 settembre 1943, ma il paese e l’esercito furono informati solo l’8 settembre. Molti militari abbandonarono l’esercito, altri si organizzarono per la resistenza contro i Tedeschi che erano già pronti per intervenire, occuparono l’Italia centro-settentrionale e diedero inizio a feroci rappresaglie contro le quali non fu possibile organizzare una pronta ed efficace resistenza.

LA REPUBBLICA DI SALO’ IL REGNO DEL SUD

Per ordine di Hitler un commando di tedeschi aveva liberato Mussolini e lo avevano portato in Germania. Il Fuhrer lo aveva convinto a formare un nuovo governo e cosi crearono alla Repubblica di Salò. Gli alleati intanto, dopo aver liberato tutta l’Italia meridionale, avanzavano verso Napoli che era già insorta contro i Tedeschi. All’inizio del 1944 l’Italia restò divisa in due:

·         Centro nord: occupato dai Tedeschi e governato da Mussolini attraverso la repubblica sociale

·         Meridione: occupato dagli alleati e chiamato Regno del sud perché governato da Vittorio Emanuele III

I COMBATTENTI DI SALO

Il governo di Salò deciso a continuare la guerra tentò di organizzare un esercito regolare. La guardia Nazionale Repubblicana fu più forte. In molte città nacquero le brigate nere formate dai fascisti estremisti.

LA RESISTENZA

Nell’inverno del 1943-44 mentre gli Alleati risalivano lentamente la penisola, nell’Italia Settentrionale i partigiani, appoggiati dalla popolazione e le brigate nere di Salò, stavano combattendo la guerra civile. Come movimento politico e militare organizzato, la Resistenza italiana nacque nel 1943 per volontà dei partiti antifascisti.

LA LIBERAZIONE

Nel giugno 1944 la divisione alleata giunse a Roma. Firenze venne liberata dai partigiani, gli alleati preferivano che i partigiani non svolgessero azioni militari importanti perché temevano che la guerra di liberazione si trasformasse in una rivoluzione. Mussolini fu catturato dai partigiani e fucilato il 28 aprile.

IL CROLLO DEL TERZO REICH

A novembre del 1943, Roosvelt, Stalin e Churchill si incontrano a Teheran per decidere l’attacco alla Germania e il suo destino. Sì stabili di aprire un secondo fronte nella Francia settentrionale sorprendendo i nazisti con lo sbarco in Normandia. Il 30 aprile 1945 mentre i sovietici entravano per primi a Berlino, Hitler si suicidava. Il 7 maggio 1945 una Germania materialmente e moralmente distrutta firmò la resa senza condizioni: la guerra in Europa era finita. Nel giugno del 1944 avviene lo sbarco in Normandia guidato da Eisenhower. (operazione overlod)

LA RESA DEL GIAPPONE

Nel novembre del 1944 l’aviazione americana cominciò a bombardare Tokio. La morte di Roosvelt avvenuta nel 1945 e l’elezione di Truman modificarono la situazione. Per costringere il Giappone ad arrendersi il nuovo presidente degli USA autorizzò l’uso della bomba atomica. Truman inviò al Giappone un ultimatum nel quale minacciava la distruzione totale se non si fosse arreso. Ottenne il consenso di Stalin e il 6 agosto 1945 la prima bomba atomica esplose su Hiroshima e tre giorni dopo su Nagasaki. La seconda guerra mondiale era ormai conclusa.

IL PROCESSO DI NORIMBERGA

Finita la guerra, gli alleati, sentirono il bisogno di rispondere alla necessità di riparare i danni degli Ebrei, il 20 novembre 1945 a Norimberga il tribunale processò i criminali di guerra nazisti.

LA DENAZIFICAZIONE

I vincitori procedettero alla denazificazione della Germania cioè sradicamento del nazismo in ogni sua forma. Misero fuori tutti gli organismi di Hitler, le forze di occupazione intendevano far eseguire la ricostruzione della vita politica tedesca su basi democratiche furono organizzati in partiti democratici in Germania, Italia, Giappone.

YALTA E POTSTDAM: IL DESTINO DELLA GERMANIA E LE SFERE DI INFLUENZA

Nel febbraio 1945 prima della fine della guerra Roosvelt Churchill e Stalin si incontrarono a Yalta dove concordarono il destino della Germania = disarmo totale, divisione del paese in 4 zone. L’altra questione era: il futuro dell’Europa. Roosvelt e Stalin decisero di dividerla in due sfere: Europa occidentale, Europa orientale. Sconfitta la Germania, nel luglio 1945 gli Alleati si incontrarono nuovamente a Potsdam, alla periferia di Berlino. Roosvelt morto improvvisamente viene sostituito da Truman, Churchill avendo perso le elezioni, aveva ceduto il passo ad un primo ministro laburista.

IL DESTINO DELLE ALTRE NAZIONI VINTE

Il 10 febbraio 1947 nella conferenza di pace di Parigi gli alleati firmarono dei trattati con l’Italia e le potenze dell’Asse. L’Italia rappresentata a Parigi da Alcide De Gasperi perse tutte le colonie. Per le altre potenze dell’Asse i tagli territoriali, furono decise in base, alle esigenze espansionistiche dell’Urss. L’Austria rimase soggetta all’occupazione delle Nazioni Unite fino al maggio del 1955 quando venne firmato il trattato di indipendenza.

LA NUOVA CARTA DEL MONDO

Tra le nazioni vincitrici l’unica potenza fu l’Unione Sovietica. L’Urss mantenne il controllo di quasi tutta l’Europa orientale. La nuova carta politico economica risultò divisa in tre parti:

1.      Il primo mondo dominato dagli Stati Uniti

2.      Il secondo mondo dominato dall’Urss

3.      Il terzo mondo formato dai paesi dell’Asia, dell’Africa e dell’America Latina.

L’ONU

Mentre la seconda guerra mondiale era ancora in atto, gli alleati decisero di promuovere nuove forme di collaborazione che garantivano la giustizia tra i popoli. La società delle nazioni nata nel 1919 per iniziativa di Wilson non era riuscita a bloccare l’espansione nazista in Europa. Questo spinse gli alleati a creare l’ONU, costituita nel 1945 il cui principio fondamentale era il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale.

IL PIANO MARSHALL

Nell’aprile del 1948 il congresso degli Stati Uniti approvò il piano Marshall, che proponeva due obiettivi:

1.      obiettivo politico: frenare l’avanzata del comunismo,

2.      obiettivo economico: far affluire in Europa cibo, capitali e materie prime per sfamare la popolazione.

Gli USA offrirono il loro aiuto a tutti i paesi. I paesi che lo accettarono furono 16 e tra questi anche l’Italia, grazie a questo piano l’economia di questi 16 paesi si sistemò e in pochi anni fu superata la produzione agricola e industriale che essi avevano prima della guerra. L’Europa orientale, rifiutò gli aiuti per ordine dell’Unione Sovietica.

LA GUERRA FREDDA

I contrasti sempre più forti tra Usa e Urss e il timore che quest’ultima allargasse la sua egemonia all’intera Europa convinsero lo schieramento occidentale a formare un’alleanza sotto la protezione nucleare degli Usa. Nell’aprile del 1949 gli Stati Uniti, il Canada e dieci paesi europei tra cui l’Italia formarono il Patto atlantico. Esso comprendeva un organismo militare pronto a intervenire in caso di attacco: la Nato. Questo patto di autodifesa si rivelò opportuno: nel settembre 1949 l’Unione Sovietica fece esplodere la sua prima bomba atomica. Gli Americani reagirono alla perdita del loro monopolio nucleare aumentando le spese militari ed estendendo l’Alleanza atlantica prima alla Grecia e alla Turchia, e poi alla Germania occidentale. Questo provocò la pronta reazione di Stalin che nel 1955 firmò con i Paesi dell’Europa orientale un’alleanza militare analoga alla Nato: il Patto di Varsavia, che li pose sotto la protezione delle bombe atomiche russe. L’unione politica tra i Paesi del Blocco orientale si era già realizzata nel 1947 quando fu istituito il Cominform, che aveva lo scopo di combattere il capitalismo nel mondo, ma soprattutto di garantire l’obbedienza di tutti i partiti comunisti alla Russia di Stalin. Nel 1949 in risposta al Piano Marshall i Paesi dell’Europa orientale formarono il Comecon. Tra il 1947 e il 1956 le due superpotenze alimentarono nel mondo uno stato di tensione permanente: fu un’aspra battaglia politica e ideologica, aggravata dalla corsa agli armamenti tra Russi e Americani. Questa pace armata portò alla creazione di due blocchi.

LA CRISI DI BERLINO

In campo internazionale uno dei più gravi motivi di contrasto tra le due superpotenze fu la situazione della Germania. Gli USA erano favorevoli ad una Germania unita, viceversa Stalin voleva una Germania divisa. Il punto più alto della tensione fu raggiunto nel giugno del 1948 quando Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia annunciarono che avrebbero riunificato le tre zone da loro occupate e i Sovietici, bloccarono le strade che portavano a Berlino. Con l’aiuto di Gran Bretagna e Francia gli Stati Uniti riuscirono a creare un ponte aereo e rifornire la città, nell’estate del 1949 i Sovietici accettarono la divisione della Germania.

·         A ovest: Repubblica federale tedesca

·         A est: Repubblica democratica tedesca

di Agnese

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