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SI TAV NO TAV

Breve storia dell’Alta Velocità

L’alta velocità ferroviaria è nata a metà degli anni 80 come strumento di corruzione politica. Gli ingegneri dell’Ansaldo (nota industria di materiale ferroviario), cui un paio di anni prima era stato affidato il compito di progettare il Piano Generale dei Trasporti Ferroviari, non l’avevano prevista.

I treni ad alta velocità sono treni passeggeri che si spingono al limite della tecnologia ferroviaria pagandone, il prezzo relativo: una linea nuova e con un costo di manutenzione e d’ammortamento all’incirca triplicato rispetto a quello delle linee convenzionali.

Per esempio, questa costruzione potrebbe essere possibile, la dove si hanno città di qualche milione d’abitanti da collegare e con una pianura in mezzo possibilmente poco abitata. Com’è stato il caso della Parigi – Lyon, la cui realizzazione è considerata un successo commerciale al contrario della Val di Susa.

Nel progetto della TAV, saranno realizzate due gallerie parallele (bitubo) per elevare il grado di sicurezza; sarà lungo 52 Km.

Lo scavo produrrà 15 milioni di metri cubi di detriti con presenza di amianto e uranio: metà dovrà essere sparso in Valsusa; a questi detriti depositati in valle si assommeranno quelli dei successivi 2 lunghi tunnel (Bussoleno 12 Km e Gravio-Musinè 23 Km). Saranno poi prelevate localmente centinaia di migliaia di metri cubi di buona ghiaia per il calcestruzzo di rivestimento delle gallerie e lo scavo prosciugherà molte falde che alimentano gli acquedotti di valle.

Economia di gestione
Si è calcolato che
i costi di gestione potrebbero essere a pareggio solo se sulla linea transitassero almeno 40 milioni di tonnellate di merci all’anno: 350 treni al giorno, uno ogni 4-5 minuti, lunghi 1500-2000 metri, alla velocità di 150 Km/h; alternati a treni passeggeri con velocità fino a 300 Km/h. E’ pertanto già prevedibile una gestione in perdita economica per decine di anni.

10 grandi bugie

“Di TAV non si può fare a meno.” Questo è quanto affermano i promotori del TAV, e non perdono occasione di ripetere una serie d’affermazioni che ovviamente non sono attendibili, perché come tutti sappiamo ci sono dati che dimostrano il contrario di ciò che affermano. Ecco perchè reagiscono con fastidio a chi si permette anche soltanto di chiedere argomentazioni a supporto di quanto affermano, e rifiutano senz'altro il confronto.

1. SENZA LA TORINO-LYON IL PIEMONTE SAREBBE ISOLATO DALL'EUROPA

In realtà il Piemonte è già abbondantemente collegato all’Europa. In questa valle esistono già due strade statali, un’autostrada e una linea ferroviaria passeggeri e merci a doppio binario. Esiste perfino la cosiddetta autostrada ferroviaria (trasporto dei TIR su speciali treni-navetta).

2. LE LINEE FERROVIARIE ESISTENTI SONO SATURE

In realtà l’attuale linea ferroviaria Torino-Modane è utilizzata solo al 38% della sua capacità. Le navette per i TIR partono ogni giorno vuote ed il collegamento ferroviario diretto Torino-Lyon è stato soppresso per mancanza di passeggeri.

3. LA TAV E’ INDISPENSABILE AL RILANCIO ECONOMICO DEL PIEMONTE

In realtà è vero il contrario, togliendo risorse alla ricerca, all’innovazione e al risanamento dell’industria in crisi (Fiat e non solo), il TAV darà la mazzata finale all’economia piemontese.

4. Il TAV TOGLIERA’ I TIR DALLA VALLE.

In realtà tanto per cominciare, i cantieri necessari per la costruzione dell’opera porteranno sulle strade della Valle e della cintura di Torino qualcosa come 500 camion al giorno (e nella notte), con grande aumento di inquinanti e polveri. Per concludere, i promotori dell'opera e recenti studi dei trasporti ci affermano che solo l'1% dell'attuale traffico su gomma si trasferirà sulla ferrovia.

5. I VALSUSINI SONO EGOISTI. NON PENSANO AGLI INTERESSI DELL’ITALIA.

Lungo l’Autostrada del Frejus passano circa 4.500 TIR al giorno, contro i 1.500 del Monte Bianco (in val d’Aosta il numero dei TIR è stato limitato per legge).

6. LA TORINO-LYON PORTA LAVORO AI PIEMONTESI.

In realtà come già sta succedendo per tutte le infrastrutture in corso, si tratterebbe di lavoro precario, per mano d’opera in gran parte extracomunitaria. Inoltre le ditte appaltatrici si porterebbero tecnici e operai dalla loro Regione. Per la Valle di Susa arriverebbe invece un bel problema: la mafia.

7. LA LINEA E’ QUASI TUTTA IN GALLERIA. CHE MALE FA?

In realtà fa malissimo. Il tracciato prevede una galleria di 23 km all’interno del Musinè, montagna molto amiantifera. La talpa che perforerà la roccia immetterà nell’aria un bel po’ di fibre d’amianto. Invisibili e letali. Il vento (il foehn) le porterà dappertutto e fin nel centro di Torino. Respirare fibre d’amianto provoca un tumore dei polmoni (mesotelioma pleurico) che non lascia scampo.

QUEST’OPERA FA BENE ALL’ECONOMIA, METTE IN MOTO CAPITALI PRIVATI.

In realtà il costo stimato di 20 miliardi d’euro è tutto a carico della collettività. Tutto denaro pubblico, ma affidato a privati, secondo la diabolica invenzione del general contractor. I tantissimi soldi che servono a quest’opera verranno tolti alle linee ferroviarie esistenti (già disastrate), a ospedali, scuole, e a tutti i servizi di pubblica utilità.  

9. CHI E' CONTRO LA TORINO-LYON E' CONTRO IL PROGRESSO.

In realtà è vero il contrario. Il progresso non deve essere confuso con la crescita infinita. Il territorio italiano è piccolo e sovrappopolato, le risorse naturali (acqua, suolo agricolo, foreste, minerali) sono limitate, l'inquinamento e i rifiuti aumentano invece senza limite, il petrolio è in esaurimento.  10. LA LOTTA CONTRO IL TAV E' PILOTATA DA FRANGE ESTREMISTE CHE "USANO" I VALSUSINI.

Non avendo più argomenti i favorevoli alla Tav non esitano a utilizzare ogni mezzo per screditare l'opposizione. Non occorrono molte parole per rispondere: basta guardare come la popolazione della valle, gli amministratori locali e i numerosi comitati promuovono e partecipano alle mobilitazioni, e lo fanno alla luce del sole.

 

Questi sono alcuni dei motivi principali che il Movimento NO TAV della Val di Susa ha messo in luce a tutta la popolazione piemontese e non. La situazione che si prospetta per il nostro territorio è quindi abbastanza grave. Penso in ogni modo che il mio giudizio sull’opera serva ben poco a cambiare le cose; spero però che “i grandi” prendano la decisione giusta, contando la salute della popolazione l’impatto che l’opera avrà anche sull’ambiente. Il resto delle informazioni che ho scritto qui sopra, sono tratte dal sito www.notav.it in cui ho selezionato il succo dell’argomento. Confido comunque che arrivare a usare la violenza su persone con buone intenzioni sia stato un gesto affrettato e di cattivo gusto.

di Elena

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