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L' impero d' Oriente

Appunti di Elisabetta

Durò mille anni di più rispetto a quello d’Occidente, infatti seppe tener testa ai barbari e agli arabi, per diverse ragioni:

  1. generali capaci ed un esercito preparato, dotato di soldati esperti nell’arte della guerra, per questo veniva definito il fiore all’occhiello dell’impero
  2. potere assoluto, centrale e forte. Si poteva parlare di CESAROPAPISMO: l’imperatore deteneva il potere polito e religioso, spesso si definiva la proiezione di Dio in terra. Egli era affiancato da una burocrazia efficiente, capace di tenere unito l’impero. Inoltre l’abile corpo diplomatico seppe instaurare importanti relazioni con i popoli circostanti.
  3. florida economia, grazie al commercio.

Grazie all’impero d’Oriente che è perdurato negli anni, si è continuato a parlare latino[1] e ci sono pervenuti testi che sarebbero andati irrimediabilmente persi.

Cuore dell’impero era la capitale Bisanzio, il centro del commercio e quindi dell’economia. Bellissima anche per le numerose chiese, come quella di Santa Sofia, e il bello Ippodromo, nient’altro che il Colosseo Orientale.

 

GIUSTINIANO[2]

 

Regnò dal 527 al 565, per volere dello zio Giustino I. Egli sposò Teodora[3].

Appena eletto si preoccupò di riformare il diritto romano, affiancandosi un preparato giurista, Triboniano, emanò il Corpus Iuris Civilis., costituito da quattro parti,le prime tre in latino e l’ultima in greco.

Egli vorrebbe riconquistare l’0ccidente e dopo varie traversie ed invasioni da parte dei goti, il generale Narsete ci riuscì. Con la Prammatica Sanzione, l’Italia divenne provincia dell’impero d’oriente con capitale Ravenna.

 

ERACLIO

 

Riuscì a sconfiggere i Persiani, ma perse  i territori conquistati in occidente (tranne la Sicilia) che passarono ai LONGOBARDI. Riorganizzò il territorio in temi, province in cui lo stratega arruolava e manteneva un esercito.

 

IL DECLINO

 

Con Leone III inizia un lento declino, egli approvando l’iconoclastia[4], per limitare il potere dei monasteri, causò gravi contrasti che si conclusero, poi, con lo scisma.

Nel 1453 Bisanzio cadde sotto i Turchi Ottomani.

 

Popolo di origine germanica, molto primitivo a carattere militare, stanziato in Pannonia.                                                                                      Nel 568, guidati dal re Alboino, essi scesero in Italia, senza incontrare resistenza, a parte Pavia, che in seguito divenne la capitale, poiché la popolazione italica era ormai stremata dalle continue scorrerie. Le terre occupate, Ravenna, Roma, Napoli, Puglia, Calabria, presero il nome di Longobardia ed ogni città era sotto la giurisdizione di un duca[5]. Questa separazione provocò la rottura dell’unità politica dell’Italia, spaccatura che perdurò fino al 1860, e che danneggiò drasticamente la realtà nazionale.                                                                                                       I longobardi non cercarono di andare incontro ai vinti, anzi per un lungo periodo vissero saccheggiando i vinti.

Alla morte di Alboino, prese il potere Autari, il quale decise che il re dovesse essere più ricco degli altri capi ed inoltre istituì i gastaldi, che dovevano controllare i duchi. Autari sposò, poi, Teodolinda, principessa dei Bavari, poiché erano nemici dei Franchi che incombevano. Agiulfo, successore di Autari, sposò la vedova, ed insieme avviarono il processo di conversione al cattolicesimo, per avere l’appoggio del papa.

Nel 643, Rotari emanò un editto: raccoglieva le leggi di diritto penale, familiare, patrimoniale in un rozzo latino. Il diritto romano veniva ignorato e si riaffermava la concezione germanica della giustizia, come la faida.

Il successore, Liutprando, ristabilì il potere, dopo violente lotte tra i duchi, ad eccezione di quelli di Spoleto e di Benevento, che si erano alleati con i Bizantini e avevano l’appoggio del papato. Ma Liutprando per non opporsi al potere del papa, gli donò il territorio di Sutri potere temporale. Ma con l’iconoclastia, il papa si staccò dai bizantini iconoclasti e quindi dai duchi indipendenti. Astolfo ne approfittò, ma il papa Stefano II si alleò con i Franchi, che sconfissero i Longobardi


 

[1] Lingua ufficiale parlata nei tribunali e nell’esercito. La lingua parlate era il greco.

[2] Canto VI del Paradiso

[3] Affresco a san Clemente modificato per raffigurare la Madonna

[4] Divieto di adorare le immagini

[5] Capi militari - dux

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