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Speranze . . . degradate ed a bassa risoluzione

Leggendo le “Disposizioni concernenti la Società Italiana degli Autori ed Editori” approvate definitivamente dal Senato in data  21.12.2007 mi era tornata la speranza perché le grandi cose sono, comunque, il risultato di tante piccole unicità e pertanto, vista la situazione generale della scuola mi ha fatto piacere e ben sperare leggere il seguente comma dell’art. n° 1: “La SIAE, di intesa con il Ministero per i beni e le attività culturali, promuove studi e iniziative volti ad incentivare la creatività di giovani autori italiani e ad agevolare la fruizione pubblica a fini didattici ed educativi delle opere dell'ingegno diffuse attraverso reti telematiche”.

 

Ormai, purtroppo, la forza dell’Italian style, rappresentata dalla creatività degli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, si sta notevolmente affievolendo.

Quella felice stagione creativa, che fece entrare l’Italia a far parte della rete mondiale dell’economia con una sua chiara immagine culturale, ebbe come motore propulsivo un concetto di cultura che, come prodotto del pensiero dell’uomo, non aveva né consistenza fisica né colore ed era trasparente e perciò capace di attraversare il tempo e lo spazio rimanendo sempre viva, vera ed attuale. Poiché quel fuoco creativo si sta spegnendo ho sperato in questo rilancio di studi, iniziative e creatività da diffondere anche attraverso la rete telematica per rinverdire e rinvigorire a livello globale lo stile Italiano sperando in una seria ripresa dello studio inteso come lavoro mentale che porti alla promozione di  ricerche e progetti validi ed alla scoperta di iniziative meritevoli.

In questa prospettiva la scuola (nel suo intero ciclo) può e deve avere un ruolo fondamentale di rinascita culturale riaccendendo tutte quelle intelligenze creative che si nascondono sotto la cenere di una misera e triste uniformità perché la ricchezza, e in special modo quella di pensiero, risiede proprio nella diversità, in quella diversità che ci ha visto per secoli attori della scena culturale e che si è voluto, ad ogni costo, nascondere e soffocare.

 

Poi ho letto l’articolo 1 bis che recita come di seguito:

1-bis. È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentiti il Ministro della pubblica istruzione e il Ministro dell'università e della ricerca, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono definiti i limiti all'uso didattico o scientifico di cui al presente comma.

 

Allora mi sono ricordato che in un altro articolo di qualche tempo fa, dal titolo “Accerchiati da ignoranti”, si chiedeva, a conclusione, un atto di responsabilità politica per le generazioni future con la seguente frase:“A questo punto la scelta di restituire, o meno, dignità all’istituzione che ha il compito di formare gli individui di future generazioni spetta solo alla politica”.

 

E la politica ha scelto.
Ed ha scelto, secondo la legge menzionata, per una preparazione a “bassa risoluzione” con le immagini sgranate, sfocate, sbiadite e segmentate per studiare Leonardo, Michelangelo, Mondrian, Piero della Francesca, Picasso, Gottuso, Modiglioni, ecc. ecc. e una bassa risoluzione sonora con la distorsione dei suoni per ascoltare Bach, Mozart, Vivaldi, Paganini, Corelli, ecc. ecc. e così far corrispondere al degrado delle immagini e dei suoni il “degrado” culturale della nostra povera scuola.

Elio Fragassi

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