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I Remedia amoris in diversi autori, Lucrezio, Ovidio e altri

dal Percorso sull’amore nei classici

di Giovanni Ghiselli

Come può avvenire la guarigione dalla piaga e dalla follia amorosa? Lucrezio , Ennio ed Empedocle . Un elogio della Sicilia. Epicuro, Lucrezio e la considerazione razionale della natura ( naturae species ratioque). La ragione secondo Proust non arriva a spiegare tutto. Il IV libro del De rerum natura è un'antologia di tovpoi negativi sull'amore. Analisi dei vv. 1073-1191. Lo stesso atto sessuale è congiunto alla frustrazione, al dolore e alla pena. L'amore possessivo non è amore.

 Lucrezio, Platone, Cicerone, Leopardi e Schopenhauer.

Le nozze di Figaro:  “Aprite un po' quegli occhi uomini incauti e sciocchi”. Il medesimo argomento può essere impiegato in modi diversi, addirittura per sostenere tesi contrapposte, anche dal medesimo autore. Così fa Ovidio  nell' Ars amatoria e nei Remedia amoris  a proposito dei difetti delle donne. Con l'adulazione si può sedurre persino una vestale: Dostoevskij.

 Petrarca e Machiavelli. Di nuovo Lucrezio. Il lamento davanti alla porta chiusa (  paraklausivquron). Callimaco e Properzio. Il paraklausivquron rovesciato nel Processo di Kafka. L'attesa dell'innamorato con angoscia e senza. L'amore come superstizione, anzi come superstizione caratteristica delle donne. Alcuni classici dell'antifemminismo. Esiodo, Semonide, Euripide, Leopardi, Schopenhauer, Weininger.

 I Remedia amoris di Ovidio. Proemio del poemetto. (1-78). Antologia dei Remedia amoris . E' bene togliere di mezzo l'otium. Egisto amò e andò in rovina siccome non aveva niente da fare. Si possono coltivare i campi o andare a caccia. Il tovpo" della inutile mutatio locorum viene ribaltato. Il motivo dei favrmaka inutili. La donna che preferisce il venditore ambulante o il gladiatore all'uomo civile. Ovidio e Giovenale. Il tovpo" dell'invidia. L'elegia, come ciascun genere, ha il suo registro, i suoi temi e il suo metro. Un consiglio sbagliato. Il tema dell'impotenza e quello del piacere. Un assaggio del Satyricon. Conviene osservare i difetti dell'amante fino alla nausea. Ovidio e D'Annunzio. E' opportuno avere più di un'amante. Ovidio, Meleagro, Properzio e Svevo il quale del resto dà il suggerimento opposto: "un'amante in due è l'amante meno compromettente" (Una vita). Consigli di simulazione. Il paraklausivquron anomalo di Ovidio. L'amore che insegue chi fugge e viceversa: Callimaco, Orazio, Ovidio, Goldoni, Dostoevkij, Proust, Pavese. Il fiore non colto è più bello e desiderabile: Ariosto, Tolstoj, Gozzano. Chiodo schiaccia chiodo, ma quattro chiodi fanno una croce. Loca sola caveto . Bisogna evitare i luoghi isolati. Fillide, Arianna e la catena letteraria. Bisogna fare attenzione al contagio. Evitare la domina. Non parlare di lei. Rifiuto dell' odi et amo. E' meglio lasciarsi in pace evitando giudici e avvocati. L'amor proprio. Guardarsi dalle lacrime delle donne che sono a buon mercato come le bugie (Shakespeare). Apprezzamenti delle lacrime in Euripide. Non si devono rileggere le lettere del tempo dell'amore. E' bene allontanare le immagini. Il surrogato funereo di Laodamia e Admeto. Bisogna evitare i luoghi "consci" dell'amore perduto. Cenere, fuoco e amore in Ovidio e D'Annunzio. Un platonismo applicato ai Remedia . La ricchezza è un'occasione per l'amore sregolato, ma non per questo viene raccomandata la povertà. Rassegna dei poeti d'amore: Callimaco, Filita, Anacreonte, Tibullo, Properzio, Gallo. Leopardi su Ovidio.

Bisogna evitare la gelosia escludendo o ignorando la presenza di rivali. Non è il caso di mangiare cibi afrodisiaci: cipolla e rucola che fa saltare.

Gli stessi che invece vengono consigliati nell'Ars amatoria con l'aggiunta di altri: uova, miele e pinoli. Il vino nei Remedia e in Apuleio. Epilogo del poemetto. Il rimedio migliore è la moralizzazione del rapporto amoroso: Musil . Dalla donna che ci fa soffrire comunque si impara: Proust. Il rispetto: Moravia, Buzzati e Fromm. L'antistrofe del III Stasimo dell'Antigone

 

Partiamo da Lucrezio dandone qualche notizia. Del poeta, vissuto tra il 94 e il 50 a. C., ci è arrivato un poema didascalico in esametri, diviso in sei libri lunghi, ossia tutti superiori ai mille versi. Il genere fu iniziato da Esiodo, ma il poeta latino risente anche dell'entusiasmo profetico dell'agrigentino Empedocle che pure scrisse un poema Sulla natura , e di Ennio, onorato come archetipo della poesia latina: Ennius ut noster cecinit qui primus amoeno/detulit ex Helicone perenni fronde corona,,/ per gentis Italas hominum quae clara clueret" (I, 117-118), come cantò il nostro Ennio che per primo portò giù dall'ameno Elicona una corona dalle fronde perenni, la quale brillasse luminosa per le genti degli uomini italici.-gentis=gentes.-ut cecinit : si riferisce all'accoglimento da parte di Ennio della dottrina della metempsicosi che invece viene respinta da Lucrezio il quale"distingue il proprio dissenso filosofico antipitagorico dalla simpatia letteraria. Senz'altro Ennio è il poeta più imitato da Lucrezio (e forse anche amato: noster ha una carica anche affettiva)" [1] .

 "La voce vaticinante di Empedocle, il poeta che aveva conosciuto i segreti della natura, echeggia ora nei versi di Lucrezio ansioso di farsi '